L'orchesta filarmonica nasceva a Tel Aviv diretta da Arturo Toscanini
sabato 13 giugno 2015 Generico 3 commenti
Poche parole, troppo poche, per ricordare l'aspetto civile e politico di un grande della musica italiana. Grande anche fuori dai nostri confini, in Israele, per esempio, dove di recò nel 1936 (1936 !) per l'inaugurazione della Filarmonica, destinata poi a diventare una delle orchestre più famose del mondo. A Bologna furono i fascisti a schiaffeggiarlo, naturalmente nessuno di loro, tutti ben conosciuti, pagò mai per quella aggressione, anzi. Per la gioia nostra e di chi legge IC, riprendiamo, dopo la breve della Stampa, un magnifico articolo di Fiamma Nirenstein, scritto nel gennaio 1997, che racconta la storia della Filarmonica di Israele. (Tratto da Informazione Corretta)
L'orchestra nasceva nel 1936 a Tel Aviv. C'era una volta un celebre violinista ebreo polacco di nome Bronislav Hubermann, piccolo, religioso ma senza barba, rotondo e infantile nei tratti. Un giorno, dopo molto pensare, mise il suo violino nella custodia, lo lasciò a Varsavia e cominciò un lungo viaggio dall'uno all'altro dei musicisti più prestigiosi dell'epoca. I violinisti e i pianisti erano quasi tutti ebrei e Hubermann disse loro: sto per imbarcarmi per la Palestina poiché ho la sensazione che qualcosa di grande, di davvero terribile stia per travolgere gli ebrei d'Europa. Chi se la sente venga con me a creare l'Orchestra Ebraica di Palestina (c'era ancora il mandato britannico, che sarebbe durato quasi dodici anni da quel momento) e salverà così , insieme alla sua musica, se stesso. Chi non gli credette rimase in Europa, morì nei campi di concentramento.[...]
L’antisemitismo avanza mascherato
giovedì 11 giugno 2015 Il Giornale 4 commenti
Il Giornale, 11 giugno 2015C'è una piazza ad Amsterdam dove, per tradizione, si mostrano in un riquadro le idee più smart, più moderne, quelle che diventano la moda del giorno, che si tratti di diritti degli animali o di cambio climatico o di rivoluzione permanente. Chi non la conosce? È piazza Dam. Bene in questi giorni la gran moda è una ripugnante raffigurazione di Israele, in cui si vede il Primo Ministro Benjamin Netanyahu con i denti da Dracula da cui cola il sangue di un bambino palestinese ucciso mentre lui, tutto soddisfatto, inalbera una scritta sulla fronte "I can't get enough". Non mi basta mai. Il sangue dei palestinesi, naturalmente.[...]
Tarek Aziz, alleato di Saddam Hussein, sanguinario criminale, muore in prigione
sabato 6 giugno 2015 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 06 giugno 2015Era un tipo duro e tiglioso, e anche se era un cristiano caldeo, la sua fede era diventata un aggettivo giornalistico rispetto alla enorme devozione dedicata al suo capo, Saddam Hussein. Era molto ambizioso e capace di gesti terribili, anche se col sigaro e i baffi e i grandi occhiali sembrava Groucho Marx.Chi non se lo ricorda Tarek Aziz, il cui nome era una arabizzazione rispetto all'originario Mikhail Yuhanna, tracotante e impettito durante la guerra del Golfo fino alla resa che lui stesso dichiarò nel 2003, morto ieri all'età di 79 anni per un attacco cardiaco dopo un mungo periodo in ospedale.[...]
Mediorientale
venerdì 5 giugno 2015 Generico 0 commenti
Cari amici, cliccando qui potrete riascoltare e leggere la trascrizione della rubrica con Massimo Bordin "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana Israele costretto ancora a difendersi dai missili di Hamas e dalla scelleratezza di Obama
giovedì 4 giugno 2015 Generico 1 commento
Anche questa mattina sento a Galei Zahal, poco dopo le notizie che riguardano un ennesimo attacco missilistico da Gaza a Israele, che l’ambasciatore americano a Gerusalemme ripete la bizzarra tesi enunciata con insistenza da Obama: poiché non c’è trattativa, ci sembra difficile seguitare a difendere Israele nelle istanze internazionali. Leggi, non vogliamo più bloccare l’ONU dal riconoscimento di uno Stato palestinese nei confini del ‘67.[...]
Roma verso il voto, progetti e attese. “Non facciamoci rubare il futuro”
mercoledì 3 giugno 2015 Generico 1 commento
Moked, 03 giugno 2015Quattro le liste che concorreranno alle prossime elezioni della Comunità ebraica romana, in programma domenica 14 giugno. In ordine cronologico di presentazione “Per Israele” (candidata presidente Ruth Dureghello); “Menorah” (candidato presidente Maurizio Tagliacozzo), “Binah-Cer posto per tutti” (candidata presidente Claudia Fellus) e “Israele siamo noi” (candidata presidente Fiamma Nirenstein). Abbiamo chiesto ai quattro candidati di presentarsi e di presentare la loro squadra, le loro aspettative, i loro progetti, la loro aspirazione di conquistare la fiducia degli elettori. Rispettando l’ordine cronologico, concludiamo oggi con Fiamma Nirenstein.[...]
L'odio e l'ignoranza di Erdogan non hanno limiti. Né oppositori.
lunedì 1 giugno 2015 Generico 3 commenti
Mohammed Badie, il capo spirituale della Fratellanza Musulmana di cui
anche il presidente turco Erdogan è membro e guida, ha dichiarato che è
tempo per tutto l’Islam di unirsi sotto una sola guida per riconquistare
Gerusalemme con la jihad. Nel contempo Erdogan seguito dal Primo
Ministro turco Davutoğlu ha detto più o meno la stessa cosa, sostenendo
che Gerusalemme appartiene ai musulmani e candidandosi ad essere quella
guida di cui parla Badie.Purtroppo non è strano che Erdogan conti il tempo solo dal 700 dopo Cristo, o più ancora dalla conquista ottomana di Gerusalemme[...]
Presentazione del documentario ONE ROCK THREE RELIGIONS
lunedì 1 giugno 2015 Generico 1 commento
Lunedì 1 giugno 2015, ore 18.00, Palazzo Vecchio – Salone dei Cinquecento, sarà presentato il documentario del regista Isaac Hertz “One Rock Three Religions” sulla città di Gerusalemme.
Seguirà un dibattito con Valentina Castellani-produttore del film – Isaac Hertz, regista, Fiamma Nirenstein- giornalista e autrice, Bobby Sager- Presidente della Polaroid e attivista di YPO International, Dick Simon – YPO-Peace Action Network, Activist, fondatrice kNOw THEM Initiative. Parteciperanno anche il Rabbino Joseph Levi, l’Imam Izzedin Elzir, e il Cardinale di Firenze Giuseppe Betori.
L’evento è realizzato da Quinn Studios e dal Centro Unesco di Firenze, in collaborazione con il Comune di Firenze, che ospita l’evento, il Ministero degli Affari Esteri, il Consolato USA di Firenze, l’Ambasciata di Israele, l’Ambasciata della Giordania, l’Ambasciata della Palestina e gli altri enti indicati nel programma.
Alle ore 21 cena a Palazzo Strozzi offerta da Palazzo Strozzi e dall’Hotel Villa Tolomei.
Per partecipare è necessario registrarsi a vquinn@quinnstudios.tv
Mediorientale
venerdì 29 maggio 2015 Generico 0 commenti
Cari amici, cliccando qui potrete riascoltare e leggere la trascrizione della rubrica con Massimo Bordin "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana Islam moderato? Otto arabi su dieci stanno con l'Isis
giovedì 28 maggio 2015 Il Giornale 5 commenti
Il Giornale, 28 maggio 2015Nonostante il titanico sforzo dei leader mondiali, soprattutto di Obama, di spiegare che l'Isis è una perversione "random" casuale per quanto pericolosa, che il suo collegamento all'Islam è marginale se non nullo, la realtà sovente si occupa di smentire questa pacificante osservazione, e di getta di fronte a una cruda realtà. L'Islam, specie se sunnita, non disprezza l'Isis almeno in gran parte. Ce lo fa sapere il Qatar, che dell'Isis è un amico segreto ma non tanto. Ed è Al Jazeera, la televisione che è stata il geniale strumento dei suoi emiri per disegnare a suo piacimento le convulsioni del mondo musulmano, che ci getta in faccia una realtà davvero scioccante, anche se con i dovuti dubbi e obiezioni: un' indagine della TV dimostra che l'81 per cento degli intervistati rispondono "sì" alla domanda: "Appoggiate le vittorie che organizza lo Stato Islamico in Iraq e in Siria?" ovvero l'Isis. Decapitazioni, stupri, rapimenti, fucilazioni di massa, non hanno creato nel cuore del mondo musulmano quel rifiuto che si desidererebbe, secondo la TV.[...]





