Mediorientale
mercoledì 25 marzo 2015 Generico 0 commenti
RIASCOLTA La rubrica "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana con Fiamma Nirenstein e Massimo BordinLe elezioni in Israele; le strategie post-elettorali dei vari schieramenti; i cattivi rapporti tra Netanyahu e Obama; le reazioni del mondo palestinese alla vittoria di "Bibi"; questi gli argomenti principali della puntata settimanale de Il Medio Oriente visto da Gerusalemme per concludere con le recenti notizie che ci arrivano dallo Yemen.
Gli jihadisti esultano via web: "Grazie Allah di aver colpito"
mercoledì 25 marzo 2015 Il Giornale 3 commenti
Il Giornale, 25 marzo 2015Adesso, nel dolore e nello shock, la cosa fondamentale è capire come il jet Germanwings A320, uno degli aerei più sicuri del mondo, abbia potuto precipitare come un ferro da stiro facendo strage di 150 passeggeri. Per ora aspettiamo le indicazioni della scatola nera. Il mondo intero piange le 150 vittime della sciagura, la scolaresca in gita, i due neonati, ciascuno di noi si identifica con le vittime e con le loro famiglie, tanto più quanto più volare è diventato per ciascuno una necessità, una consuetudine. Ma no, un momento, non tutto il mondo. E qui di nuovo con i necessari distinguo, ben consapevoli che il web-space è un maledetto imbroglio in cui un paio di matti possono creare una tempesta d'odio, pure dobbiamo registrare, basandoci su precedenti accertati, che il mondo è diviso in due parti, quella che ama la vita e odia la morte, e quella che ama la morte e odia la vita.[...]
Nigeria, schiave uccise: così non sposano i cristiani. Ma per l'ONU è Israele a non rispettare i diritti delle donne
sabato 21 marzo 2015 Il Giornale 6 commenti
Il Giornale, 21 marzo 2015Non usiamo più la parola orrore, ormai è pura retorica. Bisognerebbe ormai usare le parole azione, salvezza, muoviamoci. Sono forse una settantina le donne che in Nigeria sono state massacrate nella città di Abubakar Shekau dai terroristi di Boko Haram in una logica pazzesca e nello stesso tempo congeniale alla visione jihadista. Le donne avevano sposato, costrette a forza, i guerrieri del califfato. Quando sono dovuti partire in missione, hanno immaginato che un eventuale loro "martirio" avrebbe lasciato le mogli libere di unirsi a dei cristiani... E hanno preferito ammazzarle tutte. Una di loro, scampata al massacro, Salma Mahmud ha raccontato che mentre le macellavano i mariti promettevano loro che si sarebbero ritrovati in paradiso. Questa è solo uno delle inimmaginabili sofferenze cui le donne sono costrette a sottoporsi in gran parte del mondo. Ma le istituzioni delegate se ne infischiano. Ridiamo per non piangere: chi è nel mondo il peggior violatore dei diritti delle donne? No, non è l'Islam estremo. E' Israele, secondo la più importante delle organizzazioni dell'ONU per i diritti delle donne il CSW (The Commission on the Status of Women).[...]
Netanyahu, trionfo da record. Batte pure la campagna d’odio
giovedì 19 marzo 2015 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 19 marzo 2015Ha ragione il negoziatore americano Aaron David Miller, mentre Obama fa dire ai suoi che collaborerà con qualsiasi governo eletto dal popolo israeliano: "La Casa Bianca dovrà lasciare lo champagne in ghiaccio per un altro po’". E non brinderanno nemmeno parecchi notabili dell'Unione Europea che si erano già preparati, nei giorni in cui i sondaggi gli davano quattro seggi di meno della sinistra (21 a 24) a gettare Benjamin Netanyahu nella spazzatura della storia. Il coro dei giornalisti che piamente difendono sempre i palestinesi contro Israele, non brinderà.[...]
Israele, sorpresa alle urne: destra e sinistra pareggiano
mercoledì 18 marzo 2015 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 18 marzo 2015
Il dramma continua: sia l'Unione sionista, ovvero il partito della sinistra di Buji Herzog e il Likud di Benjamin Netanyahu hanno ottenuto esattamente lo stesso numero di seggi, 27 a testa. Le carte adesso sono tutte quante in mano ai partiti minori, che di fatto determineranno la coalizione che dovrà governare il Paese. Il pareggio di Netanyahu con Herzog, dopo che nei giorni scorsi la sinistra batteva Bibi 24 a 21, è una sorpresa, un recupero sorprendente che dimostra come ancora la presa del primo ministro in carica sia capace di forza e di mobilitazione. Un'eventuale coalizione di Netanyahu tuttavia risulta di 54 seggi contro i 56 della sinistra.Tuttavia ancora alcuni giocatori di primo piano non hanno detto la loro. Ovvero, Israele non ha né un Primo ministro né una coalizione. Il Presidente della Repubblica Reuven Rivlin deve aprire le consultazioni e incaricare il personaggio cui andrà il numero di seggi sufficienti, sui 120 della Knesset, per formare un governo. Dipende da un bizantino ricamo di consensi, ma certo per primo Rivlin tenterà il governo di coalizione.[...]Netanyahu rischia grosso. La sinistra può cacciare la vecchia volpe di Israele
martedì 17 marzo 2015 Il Giornale 4 commenti
Il Giornale, 17 marzo 2015La grande volpe, nonostante dovesse svicolare fra le dune del deserto mediorentale dense di pericoli e di agguati, ce l'ha messa tutta, si è a volte nascosta in silenzio per essere però poi subito stanata, ha cercato alle volte di girarsi mostrando i denti alla turba dei cani da caccia, ha corso veloce quanto ha potuto, ma l'assedio l'ha alla fine stretta nell'angolo. 23 o 24 a 21, questo è il risultato che danno i sondaggi, gli ultimi permessi prima delle elezioni di oggi. Il parlamento consta di 120 membri. Due sono i partiti principali in lizza: il gruppo Isaac Herzog-Tzipi Livni, la cosiddetta Unione Sionista, di fatto la sinistra unita contro Netanyahu, sulla carta inaspettatamente batte il Likud di Bibi. Questo non vuol dire necessariamente che Herzog, un rampollo di una nobile famiglia sionista, padre presidente, piccolo, educato, voce chioccia, sguardo irritato, sarà il prossimo Primo Ministro.[...]
Mediorientale
giovedì 12 marzo 2015 Generico 0 commenti
RIASCOLTA La rubrica "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana con Fiamma Nirenstein e Massimo BordinA pochi giorni dalle elezioni come si affrontano le varie lista nell'agone politico israeliano? Questo l'argomento principale della puntata settimanale de Il Medio Oriente visto di Gerusalemme per poi continuare con la notizia del ragazzo di appena 19 anni ucciso dall'Isis accusato di essere una spia del Mossad, con le notizie che ci arrivano dall'Iran sui papabili eredi di un Khamenei oramai in fin di vita, per poi concludere con la conquista di Tikrit da parte delle forze irachene e con un ultimo flash sul discorso di re Abdullah di Giordania all'Unione europea.
L'amore Usa-Israele batte Obama
mercoledì 4 marzo 2015 Il Giornale 5 commenti
Il Giornale, 04 marzo 2015"Cari membri del Congresso e del Senato, ho un amore profondo per l'America e rispetto il presidente Obama, ma quell'accordo con l'Iran è un cattivo accordo. Se lo firmate sancite la distruzione del popolo ebraico e la rovina del mondo intero. E se questo avverrà e ci troveremo nella necessità di farlo, ci difenderemo da soli". Chiaro, semplice, contenuto in toni bassi per placare le polemiche che hanno disegnato il viaggio di Bibi Netanyahu a Washington come una sfida al Presidente americano Obama, pure il primo Ministro israeliano non ha perso l'occasione, e senza mai alzare la voce ma senza rinunciare a esser diretto e anche duro ha ottenuto 23 standing ovation. Perché l'America ama Israele, anche se Obama ha condotto la sua battaglia contro l'invito delle due Camere a parlare dell'Iran.[...]
Obama non ha simpatia per Israele, ma l’America sì
domenica 1 marzo 2015 Generico 0 commenti
Shalom, marzo 2015Quando Benjamin Netanyahu è entrato nell’aula di Capitol Hill dove si erano riuniti i Senatori e i membri del Congresso (la Camera americana) per ascoltare il suo contestatissimo discorso, ho avuto un profondo moto di commozione e, soprattutto, di invidia. Quanti applausi, quanto calore. C’erano, là presenti, amici e critici, anche aspri, del governo attuale di Gerusalemme; la polemica che aveva tormentato la lunga chiacchieratissima vigilia del discorso del Primo Ministro israeliano risuonava in ogni angolo del mondo e aveva persino indotto alcuni democratici, fra cui persino il vicepresidente Biden ad annunciare la propria assenza durante l’indirizzo. Eppure l’aula era stracolma e soprattutto piena di amore per Israele e per gli ebrei. Non c’era nessuna aria di supponenza, non era il Grande Paese che accoglie con sufficienza il piccolo: era la fratellanza di chi ha vissuto in dure condizioni e ce l’ha fatta a restare fedele a sé stesso, di chi conosce le difficoltà della vita, del confine, dell’invidia per lo stato della scienza e della tecnologia che crea odio e calunnia. Era un incontro da uomo a uomo, senza sottintesi e senza politically correct, niente messaggi né indicazioni di che cosa Israele debba fare per piacere, si trattava soltanto di voler bene a chi giorno dopo giorno, mantenendo le difficili regole della democrazia, lotta per la propria sopravvivenza senza risparmiarsi.[...]
Da D'Alema a Santoro ecco la lobby con la kefiah che condiziona la politica
sabato 28 febbraio 2015 Il Giornale 4 commenti
Il Giornale, 28 febbraio 2015Peccato e persino un po’ penoso che si votino le mozioni filopalestinesi proprio all'indomani della decisione di un tribunale americano di far pagare all'Autorità Palestinese, quella di Abu Mazen, quella che ha stretto un accordo per un governo di coalizione con Hamas, quella che non passa giorno senza un messaggio di odio per gli ebrei e di lode per i terroristi e che li mantiene in carcere. Peccato, perché, al contrario di quello che dicono tutte le mozioni presentate e discusse, si è arrivati al voto non per aiutare il processo di pace, che anzi così si blocca, ma per il fanatismo di un mondo di scatenati filopalestinesi che agiscono in base a slogan ripetuti cento volte da una macchina propagandistica potentissima, quella della lobby palestinese. In Italia e in Europa conta milioni di persone che vanno accontentate. La lobby filopalestinese è in realtà antisraeliana. Se uno dice antisemita, paga una multa; chi scrive ne sa qualcosa[...]





