Fiamma Nirenstein Blog

La guerra antisemita contro l'Occidente

7 ottobre 2023 Israele brucia

Jewish Lives Matter

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Museo del popolo ebraico

Assad o l'Isis? L'Occidente in crisi di identità

giovedì 1 ottobre 2015 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 01 ottobre 2015

Delicato, complesso, pericoloso: questo è lo stato di cose oggi in Medio Oriente. Assad o l'Isis? Se lo si chiede ai siriani che si avventurano sui disperati barconi, si trema pensando che adesso Assad quasi di sicuro resterà al potere e proseguirà nella guerra che conta già 240mila vittime. I sunniti e i cristiani fuggono con nuova frenesia, e gli sciiti abbandonano la loro terra conquistata dall'Isis. Putin e Obama hanno idee diverse su come risolverla, ma Putin ha con grande decisione deciso di riempire il vuoto della politica cauta e intessuta di aspirazioni morali come quella enunciata da Obama all'Onu.[...]

Mediorientale

lunedì 28 settembre 2015 Generico 0 commenti
Cari amici,

cliccando qui potrete riascoltare e leggere la trascrizione della rubrica di questa settimana "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" condotta da Massimo Bordin.

Israel, il matematico che smascherò l’antisemitismo di oggi

sabato 26 settembre 2015 Il Giornale 3 commenti
Il Giornale, 26 settembre 2015

Paolo, il maggiore dei figli di Giorgio Israel, ieri, in piedi vicino alla bara di suo padre con i due fratelli più piccoli Alberto e Giacomo, ha voluto ricordare il padre ringraziandolo per il dono della frequentazione della montagna, per la costanza del cammino verso la meta, per l'incanto delle vette; per avergli insegnato ad amare la musica; per aver cucinato così bene per tutta la famiglia leggendo libri di cucina. Così era Giorgio, un falò di amore per la vita, e la vicina del terrazzino della casa di Ostia mi sussurra mentre risuonano le parole ebraiche del saluto ai defunti, fra i Salmi e il Gan Eden: "Come farà senza sentire quel gran chiacchierare così intelligente e fitto fitto che proveniva sempre dalla terrazza accanto fra lui e la moglie Ana". E la cultura italiana? Come farà, adesso che Giorgio se n'è andato a 70 anni con quel gigantesco, variegato, straordinario patrimonio non solo di sapienza, ma di valori che facevano un tutt'uno dell'ebraismo e della matematica, della scienza e del sionismo, della battaglia contro l'eugenetica con quella contro il totalitarismo, il razzismo, il lager, il gulag, ma anche contro la scuola corrotta dall'ideologismo, contro il rifiuto della religione ma anche contro il bigottismo e la rigidità, contro il politically correct di ogni genere, insomma.[...]

Mediorientale

venerdì 18 settembre 2015 Generico 0 commenti
 Cari amici,

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Mediorientale

sabato 5 settembre 2015 Generico 0 commenti
Cari amici,

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FIAMMA NIRENSTEIN SARà IL NUOVO AMBASCIATORE DI ISRAELE IN ITALIA

martedì 11 agosto 2015 Generico 32 commenti
Grazie a tutti quelli che mi hanno inviato i loro auguri.

Farò del mio meglio guidata dall'amore per Israele e per l'Italia.

Fiamma Nirenstein

Israele e lo choc per i killer ebrei. Ma i criminali sono pochi e isolati

martedì 4 agosto 2015 Il Giornale 9 commenti
Il Giornale, 4 agosto 2015

Molte volte, dalla sua nascita, Israele è stato un Paese in lutto. Gioia e dolore si alternano qui in forma diretta e violenta, quali conoscono soltanto le società in cui la storia prende il suo pedaggio divorando spesso giovani vite umane. Ma lo spettacolo del lutto di questi giorni, che non nasce dall'attacco terrorista palestinese che richiede, per essere fronteggiato con senso di giustizia e calma, determinazione e forza d'animo, è un urlo di dolore perché è accompagnato da qualcosa che per il popolo ebraico è intollerabile, un chiodo, una persecuzione continua: il senso di colpa. Su tutte le prime pagine ieri campeggiava il bel volto della quindicenne Shira Banki uccisa durante la parata del Gay Pride a Gerusalemme da Yishai Shlissel, un pazzo omofobo. L'uomo era appena uscito dalla prigione, un ebreo ultra ortodosso, come si dice qui, un antisionista lo definisce chi l'ha conosciuto, un maniaco preda di una malattia mentale legata alla sessualità. Ha accoltellato sei persone, le altre cinque sono fuori pericolo. La seconda tragedia è avvenuta venerdì scorso nel villaggio arabo di Duma, vicino a Nablus, in cui l'incendio appiccato alla casa della famiglia Dawabsheh ha causato la morte di un bellissimo bambino, Ali, 18 mesi.[...]

Mediorientale

venerdì 24 luglio 2015 Generico 0 commenti
 Cari amici,

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Caro Renzi, fermi le accuse a Israele

lunedì 20 luglio 2015 Il Giornale 11 commenti
Il Giornale, 20 luglio 2015

Caro Presidente Renzi,

mi permetta di scriverle candidamene, da veterana del Medio Oriente, alla vigilia di un evento importante. Lei domani parlerà alla Knesset. Che magnifica occasione, non se la faccia sfuggire. Guardi bene, mentre cammina verso l'aula che raccoglie 120 parlamentari, le foto appese nei corridoi sulle mura bianche e verdi. Vedrà istantanee di David Ben Gurion con la sua criniera, Moshè Dayan con la benda, Rabin, Peres, Begin, Golda Meyer, Shamir... Non sono mai in posa. Vedrà dei ritratti di leoni in lotta per la sopravvivenza, volti su cui si legge spontaneità e coraggio;già di per sé esprimono allegria e concentrazione, ma si capisce che sono preoccupati per la guerra se verrà, sentono la grande responsabilità, ma anche sanno che ce la faranno. Vedrà i leader con la camicia bianca aperta sul collo, massima concessione all'ufficialità. Si ispiri, ritrovi lo spirito colto del Vecchio Continente studiando nei volti determinati il segreto della sopravvivenza del Popolo ebraico, l'orgoglio di avere per la seconda volta nella storia dopo il re David fondato lo Stato Ebraico. Quanta strada per arrivarci, quante sofferenze, quanta democrazia in un'area che non l'aveva mai conosciuta prima e non la conoscerà poi. Lo dica, Presidente, ma non si limiti a dire che apprezza "l'unica democrazia del Medio Oriente". Sfoderi il suo spirito di protesta in tempi in cui ad ogni riunione dell'ONU, del suo inutile Consiglio per i diritti umani, dell'UE gregaria, si scova un modo di condannare Israele solo perché difende la vita dei suoi cittadini. Dica che l'Italia non ci starà più, che cercherà di bloccare la perversa delegittimazione di Israele.[...]

Ecco il solito Iran anti-americano

domenica 19 luglio 2015 Il Giornale 2 commenti
 Il Giornale, 19 luglio 2015

L'accordo nucleare con le maggiori potenze non cambierà la politica iraniana contro "l'arrogante Governo americano" né modificherà la politica della Repubblica islamica "nell'aiuto ai suoi amici" nella regione. L'ha ripetuto ieri il supremo leader Ayatollah Ali Khamenei, fra canti di "Morte all'America" e "Morte a Israele" a Teheran per marcare la conclusione di Ramadan. Le reazioni occidentali sono pari allo scacciare una mosca con un gesto della mano: ma via, dicono, l'Iran è un Paese coperto di inutili maldicenze. Si sa, gli iraniani hanno il tic di giurare guerra e distruzione agli USA e Israele, di promettere di schiacciare gli infedeli, hanno la fissazione che l'Islam sciita, preparando l'avvento messianico e apocalittico del Mahdi, faccia del mondo un dominio islamico sconfinato. Ma la realtà, dicono gli speranzosi, è che si tratta di un artificio retorico fatto per conservare il consenso, per mantenere il punto. Insomma, segnali di fumo mentre quel che conta è l'accordo siglato a Vienna nei giorni scorsi, sono quei 150 miliardi che si preparano a tornare a casa, facendo dell'Iran una nazione fra le nazioni. Peccato che invece le minacce del mondo islamico, storicamente, non si siano mai rivelate peregrine, da quelle dei talebani a quelle di Bin Laden a quelle dell'Isis: lo dicono, e poi lo fanno.[...]
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