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lunedì 30 marzo 2009 Generico 0 commenti

 

Con Barak e Netanyahu Israele è in buone mani

venerdì 27 marzo 2009 Il Giornale 6 commenti

Il Giornale, 27 marzo 2009

Sull’ala di un aereo della Sabena alcune figure in tuta bianca si schiacciano contro la parete del velivolo per evitare di essere visti dai finestrini dai terroristi palestinesi che lo hanno sequestrato con tutto il carico di passeggeri. È una foto in bianco e nero del 1972. In un attimo gli uomini appostati sull’ala con le armi in pugno, balzeranno all’interno e libereranno gli ostaggi. Fra loro si identificano Ehud Barak, comandante dell’unità Sayeret Matchal, e Bibi Netanyahu, uno dei suoi uomini. Una coppia di eccellenza, di idee completamente diverse, intellettuali e guerrieri, l’uno bravo economista, l’altro stratega eccezionale, che quali che siano le critiche nei loro riguardi, ogni Paese vorrebbe avere nella sua classe dirigente.
Adesso la squadra la guida Netanyahu, ed è quella del governo. Ma Barak è ancora insieme a lui, nel ruolo di ministro della Difesa, con l’intenzione di difendere Israele. Proponiamo l’immagine della Sabena non certo per sollevare inutili emozioni, ma per spiegare quello che sta succedendo oggi in Israele evocandone la storia e cercando così di evitare che si strologhi su destra e sinistra in maniera tutta europea e disadatta a quel Paese. [...]

L'Onu "dimentica" i crimini palestinesi

mercoledì 25 marzo 2009 Il Giornale 3 commenti

Il Giornale, 25 marzo 2009

Mentre alcuni soldati israeliani dichiaravano i loro compagni colpevoli di crimini di guerra compiuti a Gaza sullo sfondo di un potente coro di accuse che occupava l’etere e la carta stampata, l’Onu arrivava puntualissimo all’appuntamento. Il rapporto della commissione incaricata del rapporto su Gaza ha dedicato a quel mostro dello Stato ebraico il lavoro presentato dalla signora Radika Coomaraswamy. Essa, accusando Israele di crudeltà contro i civili, fra l’altro racconta che un bambino ha testimoniato di essere stato usato come scudo umano da alcuni soldati: certo questo è molto brutto, anche se l’opinione ci pubblica è abituata, e adesso Israele aprirà un’inchiesta con conseguenti incriminazioni e punizioni. E questo è giusto.
Solo, chi si domanda, invece, come la mettiamo con le migliaia di bambini di Gaza che Hamas ha usato come scudi umani? Ecco come ne parlano gli stessi genitori di Gaza secondo un reportage di Lorenzo Cremonesi: «"Andatevene, andatevene via di qui" dicevano agli uomini di Hamas... "Volete veder morire sotto le bombe i nostri bambini? Portate via le vostre armi e i vostri missili…” E poi: (a sparare fra gli uomini di Hamas) “Erano spesso ragazzini di 16 e 17 anni, armati di mitra… Volevano che sparassero sulle nostre case per accusarli di crimini di guerr"». Qui si va oltre addirittura l’uso dello scudo umano per passare a quello del civile sacrificato tout court. I camici dei medici e degli infermieri venivano usati dai terroristi di Hamas che si fingevano civili, e gli ospedali, difesi da ogni convenzione che riguarda i civili, venivano usati per nasconere i capi di Hamas e per torturare i militanti rivali. E soprattutto: lo scopo di Hamas era risucire a tirar fuori un lanciamissili per sparare non all’esercito, cui ha sparato pochissimo, ma alla gente di Sderot. [...]

Giochi del Mediterraneo, Nirenstein: sì a invito Israele, anche al di fuori delle competizioni

mercoledì 25 marzo 2009 Attivita parlamentari 9 commenti

Dichiarazione dell’On. Fiamma Nirenstein (Pdl), Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati

Nel corso di una conferenza stampa oggi alla Camera, i deputati Fiamma Nirenstein, Enrico Pianetta, Margherita Boniver, Alessandro Pagano e Franco Narducci hanno presentato la lettera inviata al Presidente del Consiglio Berlusconi dall’Associazione parlamentare di amicizia Italia-Israele (che annovera oltre 200 tra deputati e senatori), nella quale denunciano l’esclusione di Israele dai Giochi del Mediterraneo, che si terranno quest’anno a Pescara dal 26 giugno al 5 luglio.
L’On. Nirenstein, Vicepresidente della Commissione Affari Esteri della Camera, ha dichiarato: “E’ inammissibile che l’unico stato democratico del Medioriente sia continuamente soggetto a boicottaggi, contro le sue università, i suoi prodotti, contro i suoi atleti. L’esclusione di Israele dai Giochi del Mediterraneo si è palesata peraltro negli stessi giorni in cui alla tennista israeliana Shahar Peer è stato vietato di giocare in Dubai e, a Malmoe, si giocava la sfida Svezia-Israele della Coppa Davis a porte chiuse, mentre fuori le folle si scatenavano in cori antisemiti”.
“L’idea del Ministro Frattini di invitare le delegazioni sportive escluse alla cerimonia di apertura dei Giochi è senz’altro positiva”, continua Nirenstein. “La mia proposta è quella che l’Italia compia un ulteriore passo avanti per affermare la propria volontà di evitare un boicottaggio di Israele: che inviti gli atleti israeliani a esercitare le loro specialità sportive anche al di fuori delle competizioni”.
“Questa scelta” conclude Nirenstein, “scavalcherebbe le scadenze della burocrazia del Comitato internazionale preposto all’organizzazione dei Giochi, promettendo nei fatti, e non in termini astratti, l’apertura alla delegazione israeliana alla prossima edizione dei Giochi”.

E, a proposito di boicottaggi...

Giochi del Mediterraneo: conferenza stampa dei parlamentari “Italia-Israele” contro l'esclusione di Israele

martedì 24 marzo 2009 Attivita parlamentari 3 commenti

L’ufficio di presidenza dell’Associazione parlamentare di amicizia Italia-Israele, che annovera oltre 200 parlamentari tra deputati e senatori, terrà domani una conferenza stampa contro l’esclusione d’Israele dai prossimi Giochi del Mediterraneo di Pescara. Nel corso della conferenza stampa i parlamentari esporranno le iniziative dell’Associazione in merito alla vicenda e presenteranno la lettera inviata al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al Sottosegretario con delega allo sport Rocco Crimi e all’On. Mario Pescante, Commissario Straordinario di Pescara2009, nella quale si chiede di intervenire presso il Comitato organizzatore per invitare la delegazione israeliana ancora a questa edizione dei Giochi.
A renderlo noto è l’ufficio di presidenza dell’Associazione parlamentare di amicizia Italia-Israele, costituito da Enrico Pianetta, Fiamma Nirenstein, Gianni Vernetti e Rossana Boldi.

La conferenza stampa si terrà domani, mercoledì 25 marzo, alle ore 17:30, presso la sala stampa della Camera dei Deputati, in via della Missione (Sala del Mappamondo).

Per accrediti stampa: fax: 06-6783082.

Roma, 24 marzo 2009

La nuova strategia Usa umilia i Paesi arabi moderati

domenica 22 marzo 2009 Il Giornale 15 commenti

Il Giornale, 22 marzo 2009

È stato molto interessante osservare il linguaggio corporeo del presidente Obama mentre mandava il suo messaggio di pace all’Iran e quello di Alì Khamenei mentre gli rispondeva. Il primo fervoroso, intento, con le mani e con gli occhi, a mostrare la maggiore simpatia possibile; il secondo ieratico, alieno dalle forme, occupato solo dal suo scopo divino. E lo ha snocciolato calmo e lento, spiegando in sostanza che gli Usa devono mostrare nei fatti, e non con le parole, rispetto.
Ciò vuol dire che Obama, per essere amico dell’Iran, deve smettere di ostacolare la costruzione della bomba atomica, ormai allo stadio ultimo dell’arricchimento o al primo di assemblamento, a seconda di fonti americane o israeliane.
Comunque ormai basta poco tempo perché tutto il mondo sia sotto la minaccia atomica degli ayatollah. Essere amico dell’Iran, dice inoltre in sostanza Khamenei, significa abbandonare l’insopportabile abitudine di difendere l’esistenza di Israele e lasciare che si compia sul popolo ebraico la soluzione finale più volte annunciata da Ahmadinejad.
Vuole anche dire abbandonare, come del resto si legge già nel discorso di Obama, ogni distinzione tra il governo teocratico e autoritario, che impicca gli omosessuali e rinchiude i dissidenti, e il nobile popolo iraniano che ha dato molte volte segno di volersi ribellare. [...]

Duello per cinque miliardi

venerdì 20 marzo 2009 Panorama 0 commenti

Panorama, 20 marzo 2009

C’è un piccolo particolare che non funziona nelle trattative fra Hamas e Al-Fatah per tornare a governare insieme: la prima organizzazione non intende rinunciare al suo punto programmatico principale, la distruzione di Israele, anzi intende distruggere anche l’Olp, di cui Al-Fatah di Abu Mazen è il cuore politico. L’ha detto il 28 gennaio il suo leader Khaled Mashaal in Qatar e nessuno l’ha smentito. Le due fazioni palestinesi rivali nel dialogo mediato dall’Egitto sono riuscite a dichiarare in coro che vogliono le elezioni nel gennaio del 2010, ma sul resto, salvo che sul fatto che con la riunificazione sarebbe più facile ottenere la gestione dei 5 miliardi di dollari donati per la ricostruzione di Gaza dal consesso internazionale, non c’è né accordo né simpatia.
Non c’è neppure dentro Al-Fatah, o fra l’Hamas all’interno della Striscia e quella all’esterno, ovvero Khaled Mashaal, che sotto il diretto controllo iraniano siede a Damasco. Basta uno sguardo dentro Gaza per vedere che, nella confusione del riassetto postbellico, il primo ministro Ismail Haniyeh è circondato da un’opinione pubblica che ha pagato la politica di Hamas con oltre 1.000 morti e vorrebbe almeno vedere il ritorno a casa dei prigionieri, su cui si tratta in cambio del soldato Gilad Shalit, in cattività da quasi tre anni. Si parla di liberare ben 750 prigionieri, forse anche 1.000, molti, come si dice in Israele, con le mani macchiate di sangue. [...]

Medici & clandesitini: nessuno scandalo nella petizione indirizzata al premier

giovedì 19 marzo 2009 Attivita parlamentari 0 commenti

Bufera sul ddl sicurezza
Nirenstein: "Nessuno scandalo nella petizione indirizzata al premier"

di Fabrizia B. Maggi, L'Occidentale

Il disegno di legge sulla sicurezza è tornato in Aula alla Camera dopo le modifiche del Senato ed è subito ricominciata la polemica. Tra le fila della maggioranza è immediatamente circolata una petizione indirizzata al capo del governo Silvio Berlusconi, che lo esortava a non porre la fiducia sul provvedimento: l’Aula avrebbe così l’opportunità di discutere due norme largamente contestate quali l’introduzione del reato di clandestinità e l’eliminazione del divieto di segnalazione degli irregolari alle autorità da parte dei medici. Capeggiata da Alessandra Mussolini, “la carica dei 101” – come è subito stata ribattezzata dai media –, ha ottenuto anche il sostegno di Fiamma Nirenstein che in una breve intervista all’Occidentale spiega le motivazioni che l’hanno spinta a firmare.

L’onorevole Mussolini propone di modificare il ddl sicurezza nella parte che riguarda l’abolizione del divieto di denuncia degli immigrati irregolari e l’introduzione del reato di clandestinità. Cosa l’ha spinta a sottoscrivere la richiesta?

Essenzialmente per una ragione di carattere giuridico: perché non si deve mettere il cittadino nella condizione di dover risolvere il problema della clandestinità chiedendogli di denunciare. Ad esempio i genitori di un bambino che ha un’infezione o una malattia, si trovano di fronte alla difficoltà di dover decidere se far curare il proprio figlio o meno per la paura che il medico li denunci. Inoltre, non ritengo giusto che alcune categorie deboli come i malati e i minori possano trovarsi a dipendere da una parte di cittadini più forti di loro, come i medici e gli insegnanti, solo perché sono clandestini o figli di clandestini. Bisogna avere più cautela, non è questione di essere più morbidi è questione di non mettere di mezzo i cittadini in una questione che in realtà è istituzionale. [...]

Conferenza sul razzismo, così l’Italia ha vinto

giovedì 19 marzo 2009 Il Giornale 3 commenti

Il Giornale, 19 marzo 2009

La vittoria politica è evidente, anche se c’è ancora un trucco politico seminascosto che deve essere smascherato. Il documento di preparazione della «conferenza dell’Onu contro il razzismo», prevista per il 20 di aprile a Ginevra, è stato modificato cedendo alla pressione internazionale. Come si sa gli Usa, il Canada, Israele, e, ultima ma certo non meno importante, l’Italia avevano dichiarato che il documento di preparazione della conferenza «contro il razzismo» era moralmente osceno e che non avrebbero partecipato. Poi, i 27 Paesi dell’Unione Europea, seguendo l’esempio dell’Italia e sulla base di un documento olandese, hanno dichiarato in coro che o si cambiava il documento o nessuno sarebbe andato. Infatti il documento preparatorio, stilato dalla commissione presieduta dalla Libia, si accaniva su Israele in termini di autentico antisemitismo, chiamandolo Stato di apartheid, accusandolo di razzismo, definendolo solo lui e non, che so, l’Iran o la Corea del Nord, «un grave pericolo per la pace».
Insomma, si abbandonava all’estremismo che nel settembre 2001, durante la prima conferenza di Durban applaudiva Arafat, Mugabe, Fidel Castro, condannava Israele e l’America (mentre le ong fiancheggiatrici marciavano sotto i ritratti di Bin Laden, bruciavano le bandiere americana e israeliana), minacciava di distruggere l’Occidente «imperialista e schiavista». Fu un’autentica ondata di odio nel nome dell’Onu mentre il tema del razzismo veniva del tutto ignorato: quattro giorni dopo le Twin Towers venivano attaccate. Durban fu il manifesto ideologico dell’11 settembre e un inno alla distruzione di Israele. Ora, il documento di preparazione di Durban 2, ripercorreva fino a ieri la stessa strada: Israele uno Stato mostro, proibita la critica alle religioni (basta ricordare le vignette su Maometto per capire di cosa stiamo parlando), l’omofobia non ritenuta una forma di discriminazione. Il tutto in 47 pagine per 200 paragrafi di blaterazioni anti-occidentali. Ora, dopo la defezione americana e la richiesta europea, sull’onda italiana, di cambiare tutto minacciando il ritiro, il documento consta di 17 pagine, elimina i riferimenti a Israele stato razzista, non parla più di religione. [...]

Lettera dell'Associazione parlamentare di amicizia Italia-Israele al Presidente Berlusconi

giovedì 19 marzo 2009 Attivita parlamentari 2 commenti

                  On. Silvio BERLUSCONI
    Presidente
    Consiglio dei Ministri

             E p.c.     On. Rocco CRIMI
   Sottosegretario alla
   Presidenza del Consiglio

   On. Mario PESCANTE
   Commissario Straordinario
   XVI Giochi del Mediterraneo

    Loro SEDI

Signor Presidente,
come è noto, ai prossimi Giochi del Mediterraneo, che si terranno a Pescara dal 26 giugno al 5 luglio 2009, è confermata l'esclusione degli atleti israeliani.
Il mancato invito non solo della delegazione israeliana, ma anche di quella palestinese,  danneggia la nostra azione di promozione della pace e dell’amicizia fra i popoli.
 La mancata partecipazione degli atleti israeliani costituirebbe, anche contro la nostra stessa intenzione, l’ennesima discriminazione dello Stato di Israele, imposta da paesi che non ne riconoscono il diritto all’esistenza e alla sicurezza e operano attivamente al suo isolamento sul piano internazionale.
Rispetto ai prossimi Giochi del Mediterraneo il nostro paese è chiamato ad esercitare al meglio il ruolo di paese organizzatore e quindi ad assolvere al compito di assicurare la più ampia partecipazione alle competizioni sportive; nondimeno, sull’Italia grava anche la responsabilità di non apparire, fosse pure indirettamente, complice di una discriminazione odiosa.
 Né ragioni diplomatiche, né ragioni di sicurezza debbono indurre il nostro paese ad accettare come scontata un’esclusione che va al contrario rigettata come inammissibile, perché avalla la posizione di chi vuole delegittimare lo Stato d'Israele.
L’esclusione di Israele è in contraddizione con i principali obiettivi dei Giochi del Mediterraneo, come sanciti dallo Statuto di tale manifestazione, ovvero: a) la diffusione dell’educazione olimpica nei paesi del Bacino del Mediterraneo; b) il rafforzamento dei legami di amicizia e di pace tra i giovani e gli sportivi del Mediterraneo; c) la promozione di comprensione, consultazione, cooperazione e solidarietà tra i Comitati Olimpici Nazionali del Bacino del Mediterraneo, nonché lo sviluppo dello sport mediterraneo.
A nome dell’ “Associazione parlamentare di amicizia Italia-Israele” che annovera oltre 200 colleghi tra deputati e senatori, Le chiediamo di voler intervenire presso il Comitato organizzatore affinché la delegazione israeliana sia invitata ai prossimi Giochi del Mediterraneo 2009.
Certo del Suo interessamento La ringraziamo e con l’occasione porgiamo cordiali saluti.

On. Enrico Pianetta      On. Gianni Vernetti     Sen. Rossana Boldi      On. Fiamma Nirenstein

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