Fiamma Nirenstein Blog

La guerra antisemita contro l'Occidente

7 ottobre 2023 Israele brucia

Jewish Lives Matter

Informazione Corretta, il nuovo video di Fiamma Nirenstein

Museo del popolo ebraico

Con l'arresto di Sallusti è stata violata la libertà di pensiero

sabato 1 dicembre 2012 Generico 0 commenti
Nirenstein: "Con l'arresto di Sallusti e' stata violata la libertà di pensiero"

Dichiarazione dell'On. Fiamma Nirenstein, Vice Presidente della Commissione Esteri:

"Apprendo con orrore dell'arresto del Direttore Alessandro Sallusti. E' stata violata, insieme alle porte della redazione, la libertà di pensiero. La situazione si fa sempre più insostenibile, auspico l'intervento del Presiedente della Repubblica."

Nizza, 1 dicembre 2012

Monti ha tradito Israele e la politica estera italiana

venerdì 30 novembre 2012 Il Giornale 39 commenti
Il Giornale, 30 novembre 2012

Anni di consolidati rapporti gettati via da un governo (presunto) tecnico senza consultare il Parlamento e appiattendosi sulla "linea Bersani".

E’ istituzionalmente sconvolgente la scelta di Palazzo Chigi di rovesciare con una mossa nient’affatto tecnica, ma tutta politica, le scelte di un parlamento che da vari anni a questa parte ha fatto suo onore e vanto di essere il migliore amico europeo di Israele, la cui delegazione all’ONU solo nel luglio del 2011 di fronte a una risoluzione identica ha risposto in modo opposto a quello attuale, che si è sempre proposto come mediatore di una pace trattata dalle due parti a un tavolo civile e rispettoso, e a non esporre la questione della pace a un consesso pieno d’odio contro Israele come è l’assemblea dell’ONU. [...]

Nirenstein: "Palazzo Chigi ha scavalcato indebitamente tutto il Parlamento e ha cambiato l'intera politica estera italiana"

giovedì 29 novembre 2012 Attivita parlamentari 33 commenti
Dichiarazione dell’On. Fiamma Nirenstein, Vice Presidente della Commissione Esteri:

“Non si è mai visto un rovesciamento politico come quello cui ci ha costretto ad assistere Palazzo Chigi, del tutto inaspettatamente, nelle ultime ore, lanciando il fulmine a ciel sereno del riconoscimento unilaterale della Palestina. E' davvero una brutta sorpresa, un incomprensibile rovesciamento di linea politica, per un Parlamento che nel corso di questi anni ha costruito con Israele un rapporto speciale, in cui sono stati respinti con voto d'aula unitario il truffaldino Rapporto Goldstone, è stato bocciato il cosiddetto Durban 2, sono stati tessuti rapporti speciali nel campo della scienza, della cultura, dei rapporti commerciali.

L'Italia, uno dei migliori amici di Israele per scelta democratica, adesso si ritrova, senza che il Parlamento sia mai stato consultato, insieme allo schieramento automatico dei Paesi Islamici e insieme all'Europa nella peggiore delle sue accezioni, ideologica e impaurita, incerta e succube, sensibile all'odore del petrolio e alla paura dell'Islam, non con l'Europa più affidabile ma con quella da sempre antisraeliana e filoaraba, di cui Francia e Spagna sono i capofila, sempre pronta al giudizio più aspro verso il diritto all'autodifesa di Israele, indifferente alla sua sicurezza sempre così terribilmente a rischio, incurante di fronte alla sua magnifica vibrante democrazia. La democrazia per l'Europa è sempre stato un tema debole, non così per gli USA che non a caso sostengono Israele.

Non è affatto vero, come dice Palazzo Chigi che questa risoluzione serve ad affermare il principio di due Stati per due popoli, al contrario essa cancella tutto il lavoro di costruzione di un processo di pace bilaterale. Non nascerà la Palestina da questa risoluzione, ma solo la conferma che i Palestinesi per ottenere ciò che vogliono non hanno bisogno di cedere alcunché né sul piano ideologico né su quello dello scambio territoriale, che non hanno il dovere di sedersi di fronte al loro interlocutore, che hanno il diritto di non riconoscerlo persino come un interlocutore. Per non parlare degli accordi internazionali, a partire da quello di Oslo: questo voto li cancella tutti, e crea una situazione di caos in cui fiorirà Hamas. Al contrario di quello che si afferma, non è la parte moderata che viene qui aiutata. Palazzo Chigi aiuta di fatto un punto di vista estremista perché isolazionista, accusatore, palesemente carico di disprezzo e d'odio verso Israele. E l'ha fatto contro il parere espresso dal Parlamento in questi quattro anni”.

Roma, 29 novembre 2012 

L’On. Nirenstein: il riconoscimento unilaterale di uno Stato Palestinese sarà uno dei più grandi errori dell’Onu

mercoledì 28 novembre 2012 Attivita parlamentari 11 commenti
Dichiarazione dell’On. Fiamma Nirenstein, Vice Presidente della Commissione Eteri:

“Domani 29 novembre l’Assemblea Generale dell’ONU compirà un ennesimo errore, stavolta forse uno dei maggiori della sua lunga storia di fraintendimenti e inganni. Abu Mazen, Presidente dell’Autorità Palestinese ha infatti intenzione di presentare la richiesta di riconoscimento unilaterale di uno Stato Palestinese osservatore, proprio nell’anniversario del 29 novembre del ’47, quando il mondo arabo respinse la partizione dichiarata dall’Assemblea Generale e si lanciò in una sanguinosa guerra contro Israele appena nata. E’ un errore eguale e parallelo a quello del ’47 perché annienta la trattativa pacifica e quindi anche il suo sbocco pacifico e non contestabile da nessuna delle due parti". [...]

On. Nirenstein: indecente richiesta antisemita del partito ungherese Jobbik

martedì 27 novembre 2012 Generico 0 commenti
Dichiarazione dell'On. Fiamma Nirenstein, Vice Presidente della Commissione Esteri:

“Considero una delle cose più gravi accadute negli ultimi anni in Europa la richiesta da parte del partito antisemita Jobbik della lista degli ebrei che vivono in Ungheria perché rappresentano un rischio per la sicurezza nazionale”.

È anche molto significativo che Marton Gyongyosi, leader del partito, abbia collegato il rischio che gli ebrei secondo lui apportano alla sicurezza ungherese con il conflitto israelo-palestinese. E' un'ennesima prova che spesso ormai, quasi d’abitudine, la critica a Israele è solo una maschera per campagne antisemite.

Speriamo in una durissima reazione all’ indecente richiesta di Jobbik sia da parte del governo ungherese, che del nostro Paese che dell’Europa tutta, memore del fatto che furono più di mezzo milione gli ebrei uccisi durante l’Olocausto con le tipiche “ragioni di sicurezza” antisemite del nazismo,una trama di fantasie ispirate dal puro odio antiebraico, come quelle odierne”

Roma 27 novembre 2012

Caro Yehoshua, Hamas è terrorista

martedì 27 novembre 2012 Il Giornale 5 commenti
Il Giornale, 27 novembre 2012

Aleph Beth Yeoshua è un grande scrittore e per me anche un amico di vecchia data. Ma della politica nonostante un suo antico libro molto interessante sul sionismo (Bouli, come lo chiamano tutti, è un vero sionista) edito dalla Giuntina, vede solo ciò che gli sembra delineare i suoi sogni di grande artista, il romanzo, non la realtà sono la sua specialità. Così quando ieri sulla Stampa chiede a Israele di fare un accordo con Hamas, di nuovo fa gli stessi errori che ha fatto mille volte pensando che per fare la pace con il mondo arabo bastasse chiederlo per piacere, e farsi più in là. [...]

Tanti talenti in un solo piccolo uomo

martedì 27 novembre 2012 Il Giornale 4 commenti
Il Giornale, 27 novembre 2012

Ehud Barak non è nè un politico nè un militare, benchè sia stato persino Primo Ministro e benchè sia stato Capo di Stato Maggiore. Ehud Barak è la storia intera d’Israele, l’utopia del lavoro di giorno e lo studio la notte, del pacifismo convinto insieme all’Uzi sempre pronto. Ne è l’incarnazione ambiziosa, geniale, laboriosa, altezzosa, ragazzo figlio di madre polacca, Esther che venne dalla Polonia nel '36 insieme a mio padre Aron nello stesso gruppo socialista, come pazzi attarversando l’Europa ormai in fiamme per costruire finalmente la terra libera e socialista degli ebrei.

La folle pretesa di Abu Mazen

domenica 25 novembre 2012 Il Giornale 5 commenti
Il Giornale, 25 novembre 2012

Dopo che hanno tuonato le armi, tocca a una vera, fero­ce guerra diplomatica. Può darsi che Abu Mazen la vinca, e tuttavia la perderà comun­que. Il presidente (già scadu­to da diversi anni, quindi anti­costituzionale) rifiuta di in­contrare Netanyahu, cancel­la Israele dalle carte sui libri di testo, ha rifiutato ogni conclu­sione di trattativa anche con Olmert e Tzipi Livni; con tutto ciò viene considerato un gran­de moderato. Ed ecco che ha deciso di andare all'Onu il 29 novembre, data dell'anniver­sario della partizione del 1947, a chiedere il riconosci­mento unilaterale di uno «Sta­to palestinese non membro» da parte dell'Assemblea.[...]

L'On. Nirenstein: in Alfano e Renzi vedo il pensiero liberaldemocratico e la difesa dei diritti umani

sabato 24 novembre 2012 Generico 1 commento
Dichiarazione dell'On. Fiamma Nirenstein, Vice Presidente della Commissione Esteri:

"Alla vigilia delle primarie del PD, rivolgo un sincero augurio al candidato Matteo Renzi. Spero nella sua vittoria alle primarie. Nelle sue parole, come anche in quelle di Angelino Alfano, quando hanno parlato alla manifestazione di giovedì "Per la Verità, per Israele", ho sentito, io, deputata del PDL, un serio impegno per rinnovare i contenuti e i metodi della politica italiana nel senso del pensiero liberaldemocratico e della difesa dei diritti umani. Sono due presenze rinfrescanti nella diversità, che spero abbiano modo di affermarsi".

Roma, 24 novembre 2012 

Se l'Egitto si ribella al nuovo faraone

sabato 24 novembre 2012 Il Giornale 1 commento
 Il Giornale, 24 novembre 2012

“Nessuno può fermare la nostra marcia, siamo una nazione fragile e io agisco per amore di Dio e del Paese”. Si libra sulle sabbie dell’Egitto faraonico la voce del nuovo capo, un Mubarak all’ennesima potenza perchè investito del potere religioso che gli da l'aver vinto le elezioni in nome dei Fratelli Musulmani. Appena Hillary Clinton ha voltato le spalle per tornare a Washington, Mohammed Morsi si e' avvolto in un manto di poteri assoluti simili a quelli del precedente dittatore, e la piazza gli si è rivoltata contro, con quindici feriti. Ma si tratta per ora di una piazza fragile, le manifestazioni al Cairo, ad Alessandria e a Port Said sono l’ombra del ruggito della rivolta araba. [...]
Per offrirti un servizio migliore fiammanirenstein.com utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l'uso dei cookies.