Fiamma Nirenstein Blog

La guerra antisemita contro l'Occidente

7 ottobre 2023 Israele brucia

Jewish Lives Matter

Informazione Corretta, il nuovo video di Fiamma Nirenstein

Museo del popolo ebraico

On. Nirenstein: il video di Stormfront non ha nulla a che fare con la libertà di opinione, è solo incitamento alla violenza

venerdì 8 febbraio 2013 Attivita parlamentari 0 commenti
Dichiarazione dell’On. Fiamma Nirenstein, Vicepresidente della Commissione Esteri:

“E’ scioccante rivedere il filmato postato su Youtube da Stormfront che è stato di nuovo denunciato in questi giorni dall'On. Alessandro Ruben e da Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica.
Anche io che nel video xenofobo e razzista appaio come membro del complotto mondiale ebraico per dominare l'Italia e il mondo chiedo che il video già cancellato e poi stranamente ricomparso nello spazio cibernetico venga eliminato per sempre perché non ha niente a che fare con la libertà di opinione, ma solo con l'incitamento alla violenza e perfino all'omicidio.
Le disgustose panzane con cui si minaccia gran parte del Parlamento italiano che ha per anni condotto un'indagine bipartisan contro l'antisemitismo è inammissibile così come lo è in generale l'attività sul web dei facinorosi che odiano gli ebrei”.

Roma, 8 febbraio 2013

Quanti politici ci andavano a braccetto...

mercoledì 6 febbraio 2013 Il Giornale 5 commenti
Il Giornale, 6 febbraio 2013

E ora cosa ci racconteranno i volenterosi politici dell’UE che ancora il 9 gennaio scorso non potevano trovare un accordo sul fatto che gli Hezbollah sono terroristi? La Francia e la Germania si adopereranno ancora a spiegarci che se anche un po’ terroristi lo sono “hanno forza politica e sono socialmente impegnati” come disse Massimo D’Alema dopo la passeggiata di Beirut dell’agosto 2006? Ci ricorderanno di nuovo che fanno parte del governo e che accusandoli si destabilizza il Libano?

Raid aerei israeliani, la Siria: “Ci hanno colpito”

giovedì 31 gennaio 2013 Il Giornale 0 commenti
Mistero sull’attacco. L’unica certezza: Tel Aviv teme le armi chimiche di Assad

Il Giornale, 31 gennaio 2013

Si sa sempre poco in Medio Oriente degli eventi basilari, finchè essi non si spalancano come un fiore carnivoro e rivelano i loro significati fatali. Così accadde con il bombardamento del reattore di Osirak nel 1981 in Irak e poi di quello siriano nel 2008, a lungo Israele negò e non spiegò. Anche ora si sa poco delle incursioni degli F16 israeliani che hanno (forse) bombardato nella notte fra martedì e ieri (non è confermato, anzi, il riserbo è totale) “qualcosa” sul confine fra Siria e il Libano: “I jet israeliani hanno violato il nostro spazio aereo all’alba di oggi e hanno effettuato un attacco diretto contro un centro di ricerche scientifiche per testare il nostro livello di difesa e resistenza” l’unica conferma firmata alla Sana dal comandante dell’esercito siriano. [...]

Mediorientale

giovedì 31 gennaio 2013 Generico 0 commenti
RIASCOLTA 
La rubrica "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana con Fiamma Nirenstein e Massimo Bordin.



Dopo le recenti elezioni, i partiti israeliani iniziano le trattative per la formazione del nuovo Governo mentre alcuni sondaggi ci dicono cosa vuole la popolazione israeliana dalla nuova Knesset soprattutto per quanto riguarda la questione “haredim”.
Intanto, un totale riserbo viene mantenuto anche oggi da Gerusalemme in seguito al raid aereo su un'installazione militare siriana, denunciato ieri dalle autorità di Damasco. Secondo altre fonti, invece, il raid aereo avrebbe colpito un convoglio di camion lungo il confine tra Siria e Libano che da Damasco avrebbero trasportato batterie di sistemi anti-aerei di fabbricazione russa (in grado di abbattere qualsiasi velivolo nel raggio di 50km) alle milizie sciite degli Hezbollah. Nirenstein nel corso della puntata aggiunge anche una terza ipotesi e poi si chiede: ora, cosa succederà dopo questo attacco aereo?[...]

La "taglia-dita": in Iran la giustizia è un film horror

martedì 29 gennaio 2013 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 29 gennaio 2013

Non si capisce proprio… Chissà, forse è il fascino che la giustizia iraniana esercita presentando al pubblico la sua ultima arma contro la criminalità: una macchina che taglia le dita ai ladri le cui foto sono state pubblicate dall’agenzia Isna con belle foto dell’amputazione della scorsa settimana. E’ stata eseguita in pubblico la scorsa settimana (4 immagini su France 24) su un uomo condannato per furto e adulterio nella città di Shiraz, che secondo il procuratore del distretto, dato la tecnologia della ghigliottina, non mostra segni di sofferenza. Anzi, magari è contento. Vi si contrae lo stomaco?[...]

Non ci resta che continuare a combattere

domenica 27 gennaio 2013 Generico 2 commenti
Cari amici, nel giorno della memoria della Shoah, penso al monumento che ho appena visitato sulle rive del Danubio a Budapest. Una fila di scarpe di uomini, donne e bambini, memoria degli ebrei che furono gettati nel fiume simbolo d'Europa dalle milizie naziste-ungheresi. Oggi si ricordano quei martiri insieme ai più di 600mila ebrei ungheresi sterminati durante la Shoah mentre siede in Parlamento una forza del 17 per cento che inneggia a Hitler e chiede le liste degli ebrei che siedono nelle istituzioni ungheresi ritenendoli "un pericolo per la sicurezza nazionale", una vera citazione hitleriana.[...]

L'antisemitismo rinasce in Ungheria

domenica 27 gennaio 2013 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 27 gennaio 2013

Nella parte di Pest sul bordo del Danubio dove via Zoltan incontra le acque gelide del fiume padre d’Europa, c’è una fila di scarpe. Sono, oggi riprodotte nel metallo, scarpe di gente che è stata legata e dopo un colpo alla testa, buttata nel fiume dalle milizie con la croce uncinata. Molti erano ancora vivi. Scarpe col tacco, scarponi, scarponcelli minuscoli da bambino. E’ il monumento agli abitanti ebrei di Budapest che subirono ogni tipo di sevizie da parte delle milizie ungheresi naziste stesse nel periodo del terrore degli ultimi due anni di guerra. Allora, furono rapidamente eliminati con deportazioni e uccisioni circa 650mila ebrei. Oggi ce ne sono circa 250mila che tuttavia restano in questa specie di conglomerato di europeità, dove ogni fase è stata travolta travolgendoli a sua volta. Le scarpe raffigurate sul Danubio sono scarpe da borghesi degli anni 40, talune civettuole, allegre.[...]

Giornata della Memoria, Fiamma Nirenstein (Pdl) e Sandro Gozi (Pd) in Ungheria per un incontro europeo sull'antisemitismo

sabato 26 gennaio 2013 Generico 0 commenti
L'Huffington Post, 26 gennaio 2013

Una delegazione composta da parlamentari di diversi paesi europei - tra cui, per l'Italia, Fiamma Nirenstein (Pdl) e Sandro Gozi (Pd) e da Israele, si trova oggi a Budapest per una serie di incontri di alto livello in vista della Giornata della Memoria del 27 gennaio. Lo riferisce un comunicato diffuso della Nirenstein che spiega come i parlamentari, appartenenti a diversi schieramenti politici, intendano esprimere la loro preoccupazione alle autorità ungheresi per l'allarmante crescita dell'antisemitismo nel Paese.[...]

Antisemitismo: Nirenstein (PdL) e Gozi (PD) in Ungheria per Delegazione parlamentare

venerdì 25 gennaio 2013 Attivita parlamentari 0 commenti
Una delegazione composta da parlamentari di diversi paesi europei - tra cui, per l'Italia, Fiamma Nirenstein (Pdl) e Sandro Gozi (Pd) e da Israele, si trova oggi a Budapest per una serie di incontri di alto livello in vista della Giornata della Memoria del 27 gennaio. I parlamentari, appartenenti a diversi schieramenti politici, intendono esprimere la loro preoccupazione alle autorità ungheresi per l'allarmante crescita dell'antisemitismo nel paese. [...]

Israele senza veri vincitori. Ora la palla passa al centro

giovedì 24 gennaio 2013 Il Giornale 0 commenti

Il Giornale, 24 gennaio 2012

L’avevano sbagliata tutti; tv, carta stampata, politici di tutto il mondo che mettevano in guardia contro una vittoria schiacciante di Benjamin Netanyahu, “King Bibi”, come lo aveva sfottuto il Time Magazine sbattendoneuna foto poco rassicurante in copertina. Avrà una maggioranza schiacciante, dicevano, contornata dalla crescita della destra. Perché, sia chiaro, insistevano per colonne e colonne (vedi per esempio l’articolo su Herald Tribune di Jodi Rudoren alla vigilia elettorale) Israele va a destra, oh quanto a destra, nel profondo dei buchi neri dell’etica corrente, contro Obama, contro l’Europa,contro l’ONU. [...]

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