"Vado a vivere a Gerusalemme. Una scelta di vita e un sogno"
La giornalista e ex parlamentare andrà a vivere in Israele. "Lì continuerò a combattere la mia battaglia per il diritto alla vita e al pieno riconoscimento di un paese che amo"
Fiamma Nirenstein lascia l’Italia per trasferirsi a Gerusalemme, dove, grazie alla doppia cittadinanza, potrà continuare a combattere per quello in cui ha sempre creduto: il diritto ad una esistenza piena per lo Stato di Israele e affinché abbia cittadinanza, nel Medio Oriente e nel mondo, tutto ciò che quel Paese rappresenta. Nirenstein, giornalista e scrittrice, è stata eletta nelle fila del Pdl alla Camera dei deputati durante la passata legislatura, dove ha ricoperto l’incarico di vicepresidente della commissione Affari esteri e comunitari. Ora intensificherà la sua collaborazione con il think tank Jerusalem Center for Public Affairs.
Nirenstein, perché ha deciso di tornare in Israele?
La decisione di trasferirmi a Gerusalemme è insieme una scelta di vita e la realizzazione di un sogno.[...]
Questa sera su Iris Tv
Cari amici,
questa sera alle 21:00 e alle ore 23:00, su Iris, il canale digitale Mediaset, saranno trasmessi di nuovo due film che introdurrò e commenterò: Nato il 4 luglio di Oliver Stone e ancora We Were Soldiers di Randall Wallace. Anche queste due pellicole si inseriscono nel ciclo Se questo è un uomo.
Italian politician making aliyah
Former Parliament Member and journalist Fiamma Nirenstein, who has been named one of world's most influential Jewish women, decides to leave Rome behind and move to Jerusalem. Is she headed to Knesset? 'Life is full of surprises,' she says
She was born in Florence, lived in Rome, served as a parliament member on behalf of Silvio Berlusconi's conservative party (and filled a number of senior roles in his government) – and then, one bright day, Fiamma Nirenstein decided that it was time to leave Italy behind and make aliyah.
In a few months, Nirenstein's vacation apartment in Jerusalem will turn into her permanent residence. "One cannot just talk about Zionism; it's time for deeds too," she says. The woman who was one of the most outspoken activists in Italy in the war against anti-Semitism and anti-Israelpropaganda has decided it is time to fulfill an old dream and become a citizen of the State of Israel.[...]
Mediorientale
La puntata di questa settimana è incentrata sulla crisi siriana e, soprattutto, sullo scontro tra sciiti e sunniti. Intanto sul territorio israeliano è piovuta una bomba. È una provocazione per far decollare altri caccia israeliani? Quali prospettive propone l’Iran per il governo alawita, quale disegno ha l’Iran per la Siria? Quali sono gli interessi di Gerusalemme? E quanto è stata importante la partnership che Israele sta rinsaldando con la Turchia?[...]
Il vero obiettivo di Netanyahu è fermare i piani di Teheran
Da Gerusalemme un messaggio chiaro: non ci può essere un Iran nucleare ai confini, connivente con Damasco e alleato di Hezbollah. No al sogno di un nuovo Stato sciita
Gli aerei di Israele sono arrivati e hanno bombardato nella notte di sabato alla periferia di Damasco, e non è cosa da poco. IL Medio Oriente, la gente di Israele, del Libano, della Siria, trattiene il fiato, il solito maledetto odore di guerra viaggia sul vento del deserto a mille all’ora. Faisal El Mekdad viceministro degli esteri siriano ha detto alla CNN che la Siria risponderà come e quando riterrà opportuno all’”aggressione israeliana… un tentativo di sollevare il morale dei gruppi terroristi”; il ministro degli esteri libanese Adnan Mansour ha definito l’attacco ai missili destinati agli Hezbollah “un’evidente violazione della sovranità libanese”, il suo esercito è in stato di allarme come anche l’UNIFIL. L’Iran chiama alle armi tutti gli Stati del Medio Oriente per “resistere all’assalto che accorcerà la vita del regime-farsa (Israele)”, e si dichiara pronto a esercitare l’esercito siriano. Israele ha trasportato al confine col Libano e con la Siria due batterie dell’ottimo sistema di intercettazione Arrow. E’ chiaro che il rischio maggiore non è Assad, impegnato sul fronte della sua guerra interna contro la sua stessa popolazione sunnita, fra cui si contano ormai 70mila morti.[...]
Lettura annuale e decennale della Fondazione Magna Carta
Lunedì 6 maggio alle ore 16.00 presso il Tempio Adriano (Piazza di Pietra), in occasione del suo decennale, la Fondazione Magna Carta celebra l'edizione 2013 della Lettura annuale alla presenza di S.E. Rev.ma il Cardinale Camillo Ruini, che interverrà con una lectio magistralis dal titolo: “Quale ruolo della fede in Dio nello spazio pubblico?”. Introduce l’intervento il Presidente d’onore della Fondazione Magna Carta, il Ministro per le Riforme Istituzionali Gaetano Quagliariello.
A seguire la cerimonia di celebrazione del decennale della Fondazione, con la consegna delle targhe di riconoscimento alle dieci autorevoli personalità selezionate che hanno sostenuto e collaborato con Magna Carta nel corso degli anni: S.E. Rev.ma il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale Emerito di Sua Santità per la Città di Roma, Fedele Confalonieri, Presidente di Mediaset, Raimondo Cubeddu, Professore Ordinario di Filosofia Politica all’Università di Pisa, Edoardo Garrone, Presidente di ERG, Giancarlo Loquenzi, conduttore di Zapping 2.0 su Rai Radio 1 e già direttore de L’Occidentale, Gianmarco Moratti, Presidente di Securfin Holdings, S. E. Rev.ma Mons. Luigi Negri, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio e membro della Commissione Episcopale per la Dottrina della Fede, l'Annuncio e la Catechesi, Fiamma Nirenstein, giornalista e scrittrice già parlamentare del Popolo della Libertà, Danielle Pletka, Vice Presidente per gli Affari internazionali di American Enterprise Institute, Giuseppe de Vergottini, Professore Emerito di Diritto Costituzionale all’Università di Bologna.
Raid israeliano in Siria: missili iraniani nel mirino
Colpito presso Damasco un depossito controllato da Hezbollah. Netanyahu sceglie il blitz preventivo per evitare attacchi "sporchi"
Obama può scegliere tutte le linee di prudenza che crede quando si parla di Siria,ma il rischio è che il terreno frani mentre lo tasta. E un anonimo ufficiale Israeliano adesso conferma, anche se poi, in stile consueto, segue la smentita di Amos Gilad, un importante consigliere per la Sicurezza israeliana: sembra del tutto realistico, un convoglio che portava un carico d’armi, e chissà di quale pericolosità dal momento che Assad dispone di un vasto arsenale di armi chimiche, a Hezbollah, è stato bombardato dallo Stato Ebraico. La CNN aveva riportato ieri mattina che giovedì o venerdì l’esercito israeliano aveva attaccato una struttura siriana segreta per le armi chimiche, che questa informazione proveniva dalle forze di opposizione, e che probabilmente gli attacchi erano stati lanciati dallo spazio aereo libanese. Ora Israele la mette giù più lieve, facendo filtrare che nessuna struttura siriana sarebbe stata prese di mira, ma concede che siano stati bombardati pericolosi rifornimenti per gli Hezbollah. Ma da dove provenivano gli aerei?[...]
Che ipocrisia l'Iran "difensore delle donne"
Il Giornale, 04 maggio 2013
Mi aspetto che il supremo leader iraniano Ali Khamenei troverà estimatori anche del discorso per l’anniversario di Fatima figlia del Profeta, dato che i diritti umani sono ormai un’opinione. Riporta l’agenzia iraniana Fars News che Khamenei ha detto che l’Occidente è destinato ben presto a collassare “a causa delle sue demoniache regole sessuali”. Ovvero: le donne da noi soffrono di “sfruttamento e uso come oggetti”, peccati “le cui conseguenze sono irreparabili”. Per esempio, “lo sfruttamento mina la famiglia e aumenta il traffico delle donne e le nascite illegittime”; il mondo “è diviso in due parti gli uomini sono i beneficiari del sistema,le donne sono sfruttate e usate dai maschi”; così le donne “in Europa e negli USA fronteggiano quotidianamente la violazione dei loro diritti umani”.[...]
Questa sera su Iris Tv
Quei bambini di Gaza chiamati Spada e Guerra. A scuola studiano mitra
C'è "l'ora di kalashnikov e alla tv dei piccoli video in cui si parla di "uccidere cani ebrei"
Si comincia molto molto presto. Prima ancora di nascere, se è vero, come è vero, che ci sono una quantità di creature che nascono da famiglie del grande mondo islamico che si trovano a chiamarsi Guerriero, Conquistatore, Guerra Santa, Spada… Squadra dell’Islam (Saif al Islam), come si chiamava il figlio di Gheddafi, e Spada della Legge (Saif al Din), o anche Saif Allah, Spada di Dio. Fathullah vuol dire per esempio “Conquista nel nome di Dio”, e la sua variante turca (tutto ciò lo riassume preoccupato lo studioso americano Harold Rhode) è Fethullah, insieme a tanti altri nome che vengono dalla radice Fathi, o Fatih, che significa conquista, appunto. Ci sono anche tanti ragazzini che invece vengono chiamati Jamil, (bello) o Latif (amichevole) o Wasim (grazioso) o Karim o Jawad (Generoso). Dunque, guai a fare di tutte l’erbe un fascio, ma certo da noi i figli si chiamano Speranza, Beniamino, o con i nomi di santi ispiratori di buoni sentimenti, come i quattro evangelisti e o San Francesco. C’è una ragione? Certo, c’è un epica, un modo di essere, un pensiero, e resterebbe inattaccabile folclore e tradizione se si trattasse di guerre dei pupi, e non di guerra vera.[...]





