Fiamma Nirenstein Blog

La guerra antisemita contro l'Occidente

7 ottobre 2023 Israele brucia

Jewish Lives Matter

Informazione Corretta, il nuovo video di Fiamma Nirenstein

Museo del popolo ebraico

Colto e ricco, a Roma un obamiano di ferro

giovedì 11 luglio 2013 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 11 luglio 2013

Il nuovo ambasciatore Usa ama l'Italia e ha un resort in Toscana. Che ha hatto ritardare la nomina

Si può definire un bel signore il nuovo ambasciatore americano John Phillips. Porta la sua mezza età con eleganza sportiva, ed ha una quantità di doti del nostro tempo, l’educazione e la laurea in legge californiana, cioè colta ma libertaria, poi completata dalla serietà composta di un grande studio a Washington, “Phillips e Cohen” da cui si è dimesso solo quest’anno per dedicarsi interamente alla nuova professione dopo un lavoro eccellente. Chi ci troveremo di fronte dunque a Villa Taverna dopo David Thorne, gioviale cognato di Kerry, impegnato ultimamente a sciogliere gli impicci creatigli dalle attività di spionaggio americane all’Unione Europea che investono anche l’Italia, per la quale la ministra degli Esteri Emma Bonino, come ha detto, di fare chiarezza assoluta? Innanzitutto ci troveremo di fronte un obamiano a tutto tondo[...]

Le ragioni della mia Aliyah

giovedì 11 luglio 2013 Generico 1 commento
Shalom, 11 luglio 2013

L’ufficiale dell’agenzia ebraica, quando siamo entrati nella piccola stanza al primo piano dove si firma la richiesta di essere accettati come cittadini dello Stato d’Israele, mi ha detto come prima cosa: “Se c’è qualcuno cui vuoi telefonare in Israele, quello è il telefono”. E me ne ha indicato uno vecchio, nero, col filo attaccato al muro. Ancora non esistevano i telefonini quando si è inventato il diritto al ritorno. Quando ci siamo seduti mi ha dato 1200 shekel, circa 250 euro, e io ho sorriso un po’ vergognosa, non me l’aspettavo questo regalo, penso che per molti deve essere essenziale che gli venga messa una piccola somma in mano[...]

Fiamma Nirenstein ospite di "Punto e a Capo" l'approfondimento politico quotidiano di Class Tv

martedì 9 luglio 2013 Generico 0 commenti
Il Papa a Lampedusa, immigrazione clandestina, scontri in Egitto, le conseguenze nell'Area,come è divisa la piazza, cosa accade nel Sinai. Questi gli argomenti trattati durante la puntata di "Punto e a Capo"l'approfondimento politico quotidiano di Class Tv (canale 27 del digitale terrestre). 
Per rivedere l'intervento di Fiamma Nirenstein basterà aprire questo link: http://www.youtube.com/watch?v=uxijGyDpVWo.

Ma ci può essere un colpo di stato senza stato?

domenica 7 luglio 2013 Il Giornale 3 commenti
Il Giornale, 07 luglio 2013

Dunque, è un colpo di stato militare? Obama tace, prolungando la spaventevole assenza americana nel tumulto internazionale, e lasciando ai suoi di biasimare l’esercito egiziano con la virtuosa richiesta di restituire il potere alla società civile. I vedovi delle primavere arabe mettono l’accento sulla richiesta di democrazia delle folle egiziane, chiedono all’esercito di tirarsi indietro e scansano l’idea del colpo di Stato militare. Ci si scorda che militare era Nasser, militare era Sadat, militare il governo, per cinquemila anni, dell’unico Paese arabo vero in un mondo fatto a matita dall’accordo Sykes Picot nel 1916, quando si spartì l’impero Ottomano.[...]

La nuova illusione della piazza araba

giovedì 4 luglio 2013 Il Giornale 4 commenti
Il Giornale, 04 luglio 2013

La folla che si è ribellata a Mursi è la stessa che lo sosteneva. Inutile sperare nel “lieto fine" democratico

L’esercito ha dunque estratto Mursi dal palazzo, ha messo “sotto protezione” anche gli altri membri importanti della Fratellanza Musulmana, ha occupato la comunicazione radiotelevisiva. Fa un effetto terribile vedere l’Egitto, culla, col grande Nilo, di una parte fondamentale della civiltà del genere umano il cui stereotipo è dentro ciascuno di noi, andare a pezzi. Perché proprio questo accade sotto i nostri in occhi in queste ore, e nessuno si illuda: per ora non c’è in vista nessuna soluzione democratica. Le magnifiche sorti e progressive sono rimandate. L’esercito si farà da parte in favore del Consiglio Popolare ad interim che ha annunciato, ma è chiaro che il governo di Morsi, più ancora che dalla folla rivoluzionaria, è stato spodestato dai generali, che hanno agito con senso di necessità per evitare stragi inutili. Tuttavia mentre le mayadin (le piazze) ondeggiano d’odio e si scontrano, mentre l’esercito cerca di controllare la situazione, noi ci inventiamo una storia a lieto fine, con i buoni, cioè i laici, che prendono il potere e cacciano i cattivi, cioè Mursi e i suoi islamisti.[...]

Caro Letta, dì la verità a Netanyahu e Abu Mazen

lunedì 1 luglio 2013 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 01 luglio 2013

Il nostro Primo Ministro Enrico Letta, in visita in Medio Oriente e all’Autorità Palestinese, ha una grande chance: dire la verità. Probabilmente la ragione per cui Kerry se ne è tornato a casa ieri senza l’impegno per nuove trattative è stata la timidezza dell’amministrazione Obama, che accarezza i Fratelli Musulmani fino alla tomba politica dell’Egitto, ignora il disastro in Siria fino 100mila morti e il terrorismo in Libia finché gli uccidono l’ambasciatore, seguita nell’idea che Erdogan sia un mediatore ideale. Dunque, ecco cosa dovrebbe dire Letta ai due leader Benjamin Netanyahu e Abu Mazen se volesse aiutarli. [...]

L'errore degli ebrei: non sapersi difendere neppure dai nazisti

sabato 29 giugno 2013 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 29 giugno 2013

Abituati da sempre a cercare l'appoggio dei sovrani dei vari Paesi "accettarono" i ghetti e i lager. E a volte collaborarono con i carnefici

Quanto è problematica, irritante, provocatoria la storia ebraica, quanto ogni considerazione ci rimanda poi a problemi complessi cui gli storici non trovano mai una risposta soddisfacente. Ad esempio, perché gli ebrei non capirono che si avvicinava la mostruosa mannaia della Shoah? Perché si adeguarono (anche se non bisogna dimenticare che negli stessi anni nell'Yishuv ebraico di Palestina i guerrieri sionisti si battevano contro gli arabi per la loro Terra) a una realtà impossibile, a volte sistemandosi nei ghetti mortiferi, talora addirittura collaborando con i carnefici nelle deportazioni? Lo spiega in un affollatissimo libretto Yosef Hayim Yerushalmi, scomparso nel 2009 dopo aver donato al mondo alcuni fra i migliori studi sulla cultura ebraica. Ora la Giuntina ha avuto l'intelligenza di pubblicare questo saggio che, come spiega nella bella introduzione David Bidussa, racconta come gli ebrei, «per ricevere protezione cercarono alleanze verticali» e, abituati a ottenerle, non capirono nulla di ciò che stava per accadere nei territori occupati dai nazisti. Da sempre, sino ai tempi della Shoah, pensavano che «il re», o chi per esso, li avrebbe salvati, almeno dallo sterminio di massa. [...]

Armare i ribelli è una follia

sabato 29 giugno 2013 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 29 giugno 2013

Ancora non si sa con certezza se le vittime dell’esecuzione mostruosa cui ci tocca assistere su YouTube siano frati francescani oppure no. Pare che la notizia, smentita dal Custode di Terra Santa Pierbattista Pizzaballa nasca da una sovrapposizione con un’altra brutta notizia: Halim Noujaim, ministro regionale della Chiesa, aveva infatti comunicato che il giorno prima un gruppo di ribelli era entrato nel convento di Ghassaniye che avevano distrutto dopo averlo razziato, e dopo, secondo il comunicato, aver ucciso un eremita cattolico, padre Francois. Come consolazione ci dicono che il corpo di padre Francois è integro, e degli altri non si sa. Se siano frati non è dunque certo, di sicuro ipotesi della Custodia di Terra Franca che il video sia fatto per terrorizzare i cristiani non è peregrina: certo, di nuovo gente innocente macellata in nome di Allah, stavolta perché erano al “ soldo del regime”, nell’agenda di uno di loro compariva il numero di un militare dell’esercito siriano. I tre erano anche accusati, dice il comunicato, di avere fornito armi a Bashar Assad. Per nove minuti abbiamo modo, guardando l’inguardabile, di prendere nota del fatto che: il miliziano “ribelle”, l’assassino, parla con accento ceceno. I ribelli fanno ormai parte di brigate internazionali, proprio come la parte avversa che conta iraniani e Hezbollah.[...]

Mediorientale

giovedì 27 giugno 2013 Generico 0 commenti
RIASCOLTA La rubrica "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana con Fiamma Nirenstein e Massimo Bordin



La puntata di questa settimana inizia partendo dalla quinta visita ufficiale di John Kerry in Medio Oriente. Cosa chiede il segretario di Stato americano a Israele per rilanciare i colloqui di pace? Cosa chiedono i palestinesi? Perché non parlano più della formula “due Stati per due popoli”? Quali segnali sta dando Abu Mazen? Dopo l’analisi della situazione israelo-palestinese si passa a parlare di Egitto, dove la tensione è altissima dopo le proteste che da giorni hanno già invaso le strade provocando scontri tra sostenitori del presidente e oppositori a causa di un Governo che non riesce – ascoltiamo durante la puntata- nemmeno a dare “il pane” al proprio popolo. Dall’Egitto al Libano dove un recente scontro tra esercito e milizie salafite ha provocato un alto numero di morti: l’ennesimo episodio avvenuto in un Paese sconvolto dagli scontri interetnici e inter-religiosi.

L'ultima battaglia al Consiglio d'Europa

mercoledì 26 giugno 2013 Generico 1 commento
Cari amici,

ho compiuto l’ultimo dei miei viaggi in missione a Strasburgo come membro della delegazione al Consiglio d’Europa. Vorrei solo esemplificare quella che a me sembra una pratica utile, e le contraddizioni inevitabili quando si tocca l’argomento Medio Oriente e Israele. L’onorevole Pietro Marcenaro, del PD, aveva presentato il rapporto per il Medio Oriente per il quale era stato incaricato. Da decenni solo il PD si vede assegnare, e si batte per questo riuscendo a mettere insieme i voti necessari, il rapporto sul Medio Oriente.
Quando io ho cercato di farmelo assegnare, è stato evidente il rifiuto di fare lobby anche nella mia parte politica, il PPE, perché, benché certo io sia là l’unica esperta certificata di Medio Oriente, sono ebrea, e questo credo che per un’istituzione europea sia sinonimo di mancanza di obiettività. Se non di peggio.[...]
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