Mediorientale
La grande fuga da Al Jazeera: "È il megafono delle dittature"
Nonostante gli ottimi stipendi, da Parigi al Cairo giornalisti e anchor del network lasciano in polemica con la linea editoriale. "Asserviti al potere, specie se islamico"
C’è una storiella che piace ai dirigenti di Al Jazeera, la onnipotente rete del Qatar, la voce forgiata sull’ambizione e l’hybris dello sceicco Hamad bin Khalifa Al Tani, che la fondò quindici anni fa, una delle prime mosse dopo aver dolcemente deposto suo padre e averne preso il posto. Dice la storiella: Nasser, Sadat e Mubarak chiedono l’uno all’altro che cosa ne abbia decretato la fine. Nasser dice “Il veleno”; Sadat dice: “Le pallottole degli assassini”; E Mubarak risponde: “Al Jazeera”. [...]
Terzi riceve comunità ebraica: determinati contro l'intolleranza per il dialogo tra religioni
19 Febbraio 2013, Approfondimenti Farnesina
Il Ministro degli Esteri, Giulio Terzi, ha ricevuto oggi alla Farnesina la giunta direttiva del “World Jewish Congress”, organizzazione accreditata presso le Nazioni Unite che rappresenta le comunità ebraiche nel mondo, e ha tra le sue principali attività istituzionali la lotta all’anti-semitismo, la promozione della pace in Medio Oriente e il dialogo interreligioso con cristiani e islamici. [...]
On. Nirenstein: l'antisemitismo uccide
"Oggi sono sette anni che è stato ucciso da una banda di fanatici musulmani Ilan Halimi, un ragazzo ebreo di Parigi. Io ho incontrato sua madre. La signora andò alla polizia scongiurandola, dopo settimane dalla scomparsa, di seguire la pista antisemita, e le forze dell'ordine non ci cedettero, guardarono altrove. Ilan è stato ucciso lentamente, torturato mentre gli leggevano il Corano, gettato in una discarica morente. Se la sua mamma e tutti quelli che dicevano la verità, ovvero che l'antisemitismo uccide, fossero stati ascoltati, forse il suo bellissimo sorriso sarebbe ancora fra noi."
Roma, 13 febbraio 2013
First Ayaan, Now Fiamma
http://frontpagemag.com/2013/bruce-bawer/first-ayaan-now-fiamma/
When she walks down the streets in Italy, passersby shout greetings to her, addressing her as onorevole. “In a few days,” Italian Parliamentarian Fiamma Nirenstein said to me the other day in a long, energetic, and remarkably openhearted phone call from Rome, “I will not be onorevole anymore.”
Nirenstein, one of the most prominent members of the Italian Parliament, has chosen not to run for office again. More than that, she has chosen to leave Italy for Israel. She is Jewish. She is making aliyah. And she is leaving politics to return to journalism.
Prima Ayaan, ora Fiamma
http://frontpagemag.com/2013/bruce-bawer/first-ayaan-now-fiamma/
Camminando per le strade italiane, i passanti la salutano appellandola “onorevole”. “Tra qualche giorno, mi confidava la parlamentare Italiana Fiamma Nirenstein nel corso di una lunga, vivace e franca conversazione telefonica da Roma, “non sarò più onorevole”. La Nirenstein, deputata di spicco del Parlamento Italiano ha deciso di non ricandidarsi. Non solo, ha scelto di andare in Israele. E’ ebrea, fa l’aliyah. E lascia anche la politica per ritornare al giornalismo. [...]
L’integralismo nasconde la voglia di Occidente. Crollano nozze e nascite
Basta seguire giorno dopo giorno il mondo islamico in rivolta per rendersi conto che siamo lontani dal capire: i laici, i loro blogger e i loro rapper vengono perseguitati e calpestati dopo aver gestito la rivoluzione, ma poi è la volta degli islamisti che benchè al potere, votati in elezioni plebiscitarie, si ritrovano la folla infuriata che li prende a calci e muore ancora in piazza cercando di cacciarli via. Ma esiste una foto di gruppo del mondo islamico che ci dice una verità, è una foto che va dal Marocco all’Iran, una foto senza bambini: “una modificazione oceanica” la definisce Nicola Eberstadt uno studioso dell’American Enterprise Insitute che esamina “il declino verticale” dei tassi di fertilità del mondo islamico, e la “fuga dal matrimonio” delle donne che ne fanno parte. Non ci si crede: i dati di 49 Paesi a maggioranza musulmana ci dicono che dagli anni 80 ai primi dieci anni del 2000, la fertilità è calata del 41 per cento, in confronto al declino, anch’esso tuttavia impressionante, del mondo intero che assomma al 33. L’Iran è sceso del 70 per cento “uno dei declini più rapidi e pronunciati che si sia mai visto nella storia”. Mai le donne iraniane avevano partorito solo due bambini per coppia, la media era di cinque o sei. Alla fine di questo secolo se continua questo trend, la popolazione iraniana sarà diminuita del 50 per cento.[...]
On. Nirenstein: “Contro Sharon Nizza una disgustosa campagna di delegittimazione”
Vi invito di nuovo a votare Sharon Nizza candidata alla Camera dei Deputati nella Circoscrizione elettorale estera, comprendente Africa, Asia, Australia, Antartide, perché è in corso una disgustosa campagna di delegittimazione contro di lei, condotta in prima persona da quello che dovrebbe essere il giornale di tutti gli ebrei italiani: L'Unione Informa, la newsletter elettronica dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Un gruppetto di crociati tra cui spicca per arroganza Anna Foa che crede di poter stabilire dopo millenni di discussione su “chi è ebreo” che lo si è quando si vota a sinistra, azzanna la giovane e ottima Sharon Nizza che ha un solo peccato: aver lavorato troppo con immensa fiducia e dedizione per la causa degli ebrei, contro l’antisemitismo, per Israele. Per tutti gli uomini onesti e di buona volontà.[...]
Mediorientale
RIASCOLTA
La rubrica "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana con Fiamma Nirenstein e Massimo Bordin.
La puntata di questa settimana inizia partendo dalla prossima (e prima) visita in Israele di Obama da presidente degli Stati Uniti. Durante la trasmissione Nirenstein ci spiega che cosa andrà a fare Obama, perché questa visita è così importante per l’Israele di Netanyahu e, soprattutto, cosa chiederà Washington a Gerusalemme e, restando in Israele, nel corso della puntata scopriamo cosa sta succedendo nella politica interna dopo le ultime elezioni.[...]
Dalla Siria all’Iran: disastro Obama
La grande confusione del cielo americano si riverbererà sul mondo. Suona come uno sberleffo il duro rifiuto che ieri il supremo leader iraniano Khamenei ha opposto al nuovo vicepresidente Joe Bien di aprire negoziati diretti: “Il pubblico ingenuo ama l’idea di negoziare con l’America... ma i negoziati non risolveranno niente, e se qualcuno vuole che il potere americano di nuovo domini l’Iran, il popolo insorgerà e lo batterà”. Se spostiamo lo sguardo, una grande eccitazione domina il Medio Oriente all’annuncio che Obama visiterà Israele a marzo. Notizia certamente importante dato che non l’ha mai fatto, ma che difficilmente porterà a una ripresa dei negoziati. Ieri Abu Mazen ringraziava pubblicamente Ahmadinejad per il supporto fornito ai palestinesi: l’Iran minaccia Israele, il presidente palestinese lo ringrazia. L’incitamento è la grande questione che Obama incontrerà oltre il solito tema dei territori e non lo smonterà facilmente. Infatti già si sa che non parte con proposte di pace, ma tratterà di Iran e di Siria. Non molto per chi chiede sempre di tornare al tavolo dei negoziati, e nemmeno stavolta ha la forza di convincere le parti. [...]





