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7 ottobre 2023 Israele brucia

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Mediorientale

venerdì 11 ottobre 2013 Generico 0 commenti
RIASCOLTA La rubrica "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana con Fiamma Nirenstein e Massimo Bordin



La puntata di questa settimana inizia da Israele dove c’è stata gioia e amarezza per la consegna del Premio Nobel per la Chimica 2013 intanto che c’è stato forte dolore per la morte del rabbino Ovadia Yosef: leader spirituale degli ebrei sefarditi e del partito Shas. E, per restare in Israele, Nirenstein ci offre il resoconto dell’ultima conferenza presso l’università di Bar Ilan dove ha partecipato come panelist e ascoltato le parole del Capo di Stato Maggiore dell’ IDF, Benny Gantz, che ha disegnato uno scenario per Israele seriamente allarmante. In conclusione di puntata si è poi passati a parlare di Siria, delle proprie armi di distruzioni di massa e dell’attuale situazione della continua guerra civile tra Damasco e i ribelli per poi passare a parlare di Egitto che sta soffrendo del taglio di aiuti economici da parte dell’Amministrazione Obama e che continua con le operazioni antiterrorismo nel bollente Sinai. 

Mediorientale

venerdì 4 ottobre 2013 Generico 0 commenti
RIASCOLTA La rubrica "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana con Fiamma Nirenstein e Massimo Bordin



Anche la puntata di questa settimana inizia in collegamento da Gerusalemme dove Fiamma Nirenstein analizza il discorso del premier israeliano Benjamin Netanyahu presso la 68esima Assemblea generale dell’Onu, platea attratta dallo Charm Offensive di Rouhani, il nuovo presidente di un Iran che continua la proliferazione nucleare a scopi militari : preoccupazione, in primis, per i Paesi del Golfo. In seguito si continua con l’analizzare la situazione siriana dove la lotta continua e i primi segnali che ci giungono dagli ispettori Onu sono piuttosto preoccupanti, soprattutto per la Turchia che ha presentato al Parlamento una mozione che chiede di intervenire contro Damasco. La puntata di questa settimana si conclude parlando della prossima visita del Papa a Gerusalemme, delle mosse di Pechino in Medio Oriente e dell’ Egitto dove El Sisi sta puntando di entrare nella Striscia di Gaza per sconfiggere il terrorismo che invade il Sinai.

Netanyahu all'Onu: Rouhani mente

mercoledì 2 ottobre 2013 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 02 ottobre 2013

Ha camminato sul sottile filo della verità e della diplomazia Benjamin Netanyahu ieri all’ONU: di fronte a lui, un’Assemblea che non aveva voglia di sentire suonare la sveglia del Primo Ministro israeliano preferendo credere nei sorrisi del presidente iraniano Rouhani. Dopo l’incontro con Obama, Netanyahu lo ha assecondato almeno affermando che desidererebbe la strada diplomatica, e anche credere a Rouhani.

Ma poi ha sparato una raffica di ragioni per non credergli affatto, date, attentati terroristici in 26 città site nei cinque continenti, violazioni dei diritti umani, bugie sull’arricchimento dell’uranio e sulle testate balistiche per trasportare l’arma atomica, citazioni di tutte gli inghippi inventati per acquistare tempo, lo stesso obiettivo che ha oggi. Rouhani vuole una situazione di quiete per proseguire il programma atomico e anche che cadano le sanzioni che uccidono la sua economia. Le tre intenzioni di Israele sono scritte nella pietra: pressare l’Iran con le sanzioni finché non si vede qualche risultato concreto (e qui Obama è di opinione diversa), niente piccoli accordi che consentano di arrivare infine alla bomba, o l’eliminazione di tutto il programma nucleare, o niente.
 
Se del caso, Bibi ha scandito, Israele si leverà contro il nucleare iraniano anche con mezzi militari, e lo farà persino da solo perché sa che il fanatismo degli ayatollah è una minaccia reale per tutti. Alla fine ha ricordato come suo nonno, in Europa, fu aggredito, ferito, gettato per terra da un gruppo di antisemiti e disse: “ Che vergogna il figlio dei Maccabei giace nel fango senza la possibilità di difendersi”.Poi, immigrò in Israele.

Netanyahu va all'Onu e avverte il mondo: non fidatevi dell'Iran

lunedì 30 settembre 2013 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 30 settembre 2013

Difficile viaggio all’ONU per Benjamin Netanyahu, sbarcato ieri a New York. E’ suo il compito ingrato, di fronte alla carezzevole cadenza farsi del presidente iraniano Rouhani,di dire all’Assemblea generale dell’ONU quello che nessuno vuole sentire: sveglia, è bello sognare la pace con l’Iran, ma per ora sono solo parole, e le centrifughe girano all’impazzata. Netanyahu oggi incontra Obama, domani parla all’Assemblea. Le rapide contro cui si avventura la sua canoa sono pericolose, Israele rischia l’isolamento. Siamo a fine sessione, tante delegazioni sono tornate a casa, ma il Primo Ministro di Israele sia al Presidente americano sia parlando a una platea che sogna la pace, dirà a voce alta “Il re è nudo”. Ci saranno colpi di tosse, sopracciglia alzate, risatine. Netanyahu sosterrà che la promessa di Rouhani di aprire trattative serie sul nucleare è una menzogna per guadagnare tempo. Lo scopo, dirà, è rimuovere le sanzioni economiche senza cambiare il programma nucleare. Bibi pensa a una grande, ingannevole tela di Penelope. Si tesse di giorno, si disfa di notte. Quale possibilità ha di dimostrarlo?[...]

Una telefonata non assicura la pace

domenica 29 settembre 2013 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 29 settembre 2013

Una telefonata storica, dal ’79 non si era visto niente di simile, una svolta, un passo strategico, una vittoria per Obama. I media non si sono risparmiati. Se poi il saluto in farsi di Obama a Rouhani (khodafez, che Dio ti accompagni) e il “have a nice day” di Rouhani a Obama preludano a vere trattative sul nucleare, solo un indovino lo può prevedere, per ora parole gentili sono state aggiunte a parole, il fantasma del perfido Ahmadinejad è fugato, che sollievo, e tutti sperano che la bomba a tempo più paventata ,quella degli Ajatollah destinata a stabilire il califfato mondiale e a distruggere Israele, possa essere stata disinnescata, con i pericoli di guerra. Obama si muove a fin di bene, come ha fatto anche col discorso del Cairo, o quando ha chiamato la Fratellanza Musulmana “una forza prevalentemente laica”. Sbagliava. E oggi? La telefonata di quindici minuti, è stata richiesta dagli iraniani, certo un segno di grande interesse.[...]

Mediorientale

giovedì 26 settembre 2013 Generico 0 commenti
RIASCOLTA La rubrica "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana con Fiamma Nirenstein e Massimo Bordin



Assemblea Generale dell’Onu, analisi del discorso di Obama, lo “charm offensive” dell’Iran di Rhouani, la verità sulle dichiarazioni del nuovo presidente iraniano sull’Olocausto, la solitudine di Israele, le questioni che la settimana prossima Netanyahu porrà all’Assemblea Onu affinché non si faccia incantare dalla mera dialettica di Rhouani, si è parlato di questo durante la rubrica "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana per concludere, dopo un’interessante dibattito tra Fiamma Nirenstein e Massimo Bordin, di Iraq, oramai caduto nell’orbita iraniana, di uno studio sul rapporto tra condizione femminile ed economia mondiale e dell’attuale situazione siriana.

Obama l'equilibrista: fa il leone con la Siria e l'agnello con l'Iran

mercoledì 25 settembre 2013 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 25 settembre 2013

Chissà come si dice in inglese cerchiobottista, così il presidente Obama potrebbe ben definire il suo discorso di ieri all’Assemblea generale dell’ ONU. Tutto il mondo lo aspettava, specie da quando Obama aveva annunciato che sarebbe stata una ridefinizione della politica americana in Medio Oriente dopo tanti errori e fraintendimenti. Era un discorso importante perché niente in questo momento è più decisivo degli USA di fronte al terrorismo di massa, e alla cosiddetta “charm offensive” del nuovo sorridentissimo presidente iraniano Rouhani. Ma Obama ha presentato una sola novità quando in varie riprese ha ricordato che egli è deciso a difendere gli interessi americani nel mondo, e ha persino suggerito che sarebbe pronto anche al ricorso alle armi. L’ha detto quattro volte, riferendosi con sufficiente chiarezza agli interessi strategici (contro l’Iran nucleare), umanitari ma anche petroliferi. Questo era il cerchio.[...]

Obama vede Rouhani. Speranza (vana) di un Iran democratico

venerdì 20 settembre 2013 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 20 settembre 2013

Dopo un misterioso scambio di lettere pare che Obama e Rouhani si incontreranno a New York all’ONU già martedì o mercoledì prossimo. Un incontro fatale, piace immaginare. Scoppierà la pace, come dice il Papa? L’Iran dimostrerà un’incredibile apertura nei confronti delle richieste di bloccare l’assemblaggio dell’atomica? Smantellerà le centrifughe? Smetterà di impiccare gli omosessuali? Libererà le donne dall’oppressione? Hassan Rouhani sembra maestro nel suk: si attrae il compratore con una tazza di tè alla menta, ci si siede rilassati, si sorride, la merce diventa così affascinante che non si oserà mai negare il prezzo richiesto. Se l’affare fallisce, è solo colpa tua, lui era così carino.[...]

Mediorientale

mercoledì 18 settembre 2013 Generico 0 commenti
RIASCOLTA La rubrica "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana con Fiamma Nirenstein e Massimo Bordin



La puntata di questa settimana inizia partendo da Israele che si prepara alla festa di Sukot , Festa delle Capanne, e dalle questioni interne relative all’immigrazione dopo che la Corte Suprema di Gerusalemme ha bocciato all'unanimità' una nuova legge che prevede tre anni di reclusione a quanti siano entrati illegalmente in Israele alla ricerca di un lavoro. Ma nello Stato ebraico stanno entrando anche diversi profughi siriani argomento che offre uno spunto per analizzare cosa stia accadendo in Siria e per riportare un nuovo studio che ci spiega chi sono i ribelli che combattono Assad, quanti sono e come sono divisi. Dalla Siria all’Iran che ha giocato e giuoca un ruolo chiave nella crisi dell’Area, un Iran che sembra sia pronto a nuove scelte per quanto riguarda il nucleare. La puntata si conclude parlando di Egitto dove il generale El Sisi sta consolidando talmente consenso e potere da piazzarlo al primo posto tra i candidati alle prossime elezioni presidenziali per guidare il futuro del Paese.  

Putin stravince sulla Siria e torna re del Medio Oriente

lunedì 16 settembre 2013 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 16 settembre 2013

Possiamo persino cercare di prendere sul serio Obama che si vanta di avere evitato la guerra e aver costretto Assad ad ammettere di avere le armi chimiche mentre si avvia a distruggerle, di credergli quando promette che sarà indefettibile altrimenti si torna alle armi, e anche che comunque l'Iran resta nel mirino, come ha detto ieri. Possiamo immaginare che non abbia trattato con Putin quando si è voltato e non ha visto nessuno che lo seguiva. Ma questo non aiuterà il presidente americano ad apparire il vincitore della battaglia sul Medio Oriente, anche se fa piacere l'immediato vantaggio della pace, che comunque durerà solo giorni perché i ribelli sono molto arrabbiati e forse cercheranno di rinfocolare il bracere. Putin è il vincitore in questo momento, e la sua vittoria è storica. Questo terremoto cambia le carte che erano state distribuite addirittura nel 1973, al tempo della guerra del Kippur, quando la Siria e l'Egitto attaccarono Israele di sorpresa per raderlo al suolo: fu allora che gli Stati Uniti, per decisione di Nixon e Kissinger spedirono a Israele 20mila tonnellate di carri armati, artiglieria e rifornimenti vari. Così il mondo arabo dopo la vittoria di Israele che, tuttavia, col disperato valore dei suoi soldati rimase aggrappata sul precipizio del Mare Mediterraneo, imparò che era meglio tener conto della presenza americana in zona, tanto che l'Egitto lasciò l'area sovietica per entrare nella sfera degli Usa.[...]
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