La sfida dell'America: accettare l'odio e convivere col terrore
mercoledì 17 aprile 2013 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 17 aprile 2013Lo choc dei feriti, la prudenza della Casa Bianca. E la nostra ragione rifiuta l'intenzionalità del male
Solo dopo ventiquattro ore dall’attacco di Boston il presidente Obama ha usato, ieri, la parola “terrorismo”: ma ce n’è voluto anche per arrivare a questa lapalissiana definizione. Dichiararsi in guerra col terrorismo, quale che sia la sua matrice, è una scelta molto impegnativa per qualsiasi società. Perché l’attacco cui la società democratica è sottoposta per ciascuno di noi è inattingibile, come un ectoplasma non invitato, indecifrabile come una stele in una scrittura non conosciuta, affamata come una belva affamata e mai contenta del budget, dell’organizzazione, dello sforzo psicologico che le getti nelle fauci.[...]
Israele si libera dalla schiavitù del gas d'Egitto
mercoledì 3 aprile 2013 Il Giornale 14 commenti
Il Giornale, 03 aprile 2013A una novantina di km da Haifa è cominciata sabato una rivoluzione destinata a fare onde altissime. Sotto il livello del mare, in un tubo del diametro di 45 centimetri e lungo 150 chilometri, scorre verso il porto israeliano di Ashdod, a partire da una piattaforma alta 290 metri del peso di 34mila tonnellate, dopo una fatica di 4 anni, una quantità enorme di gas naturale che modificherà tutti gli attuali equilibri energetici.[...]
IC Dossier: Rapporto dell'Indagine sull'Antisemitismo di Fiamma Nirenstein
martedì 2 aprile 2013 Generico 0 commenti
Informazione Corretta, 02 aprile 2013Cari amici,
prima di tutto lasciate che ringrazi con sincerità il Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera, il Ministro degli esteri che ci hanno inviato messaggi e il sottosegretario Gianni Letta che ci ha onorato di un particolare saluto a questo nostro lavoro. Vorrei ringraziare anche tutti voi che siete intervenuti, e con molto affetto il Vicepresidente della Camera Antonio Leone che ci ospita nella Sala della Lupa, i presidenti della Commissione affari esteri e della Commissione affari costituzionali, i componenti del Comitato di indagine formato dalle due commissioni e il suo direttivo, tutti i ministri, i testimoni, gli esperti che hanno partecipato alle audizioni, gli uffici, specie quello della terza Commissione, che con dedizione e competenza ci hanno aiutato a completare degnamente il lavoro con la redazione del documento conclusivo.[...]
Mediorientale
martedì 2 aprile 2013 Generico 0 commenti
RIASCOLTA La rubrica "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana con Fiamma Nirenstein e Massimo BordinCosa ha lasciato la visita di Obama in Israele? La puntata di questa settimana inizia proprio rispondendo a questa domanda che ci fa scoprire quali sviluppi ha portato il recente viaggio del presidente americano in Israele, nei Territori e in Giordania. Dunque, del processo di pace -ancora in fieri- tra Gerusalemme ed Ankara, del rapporto tra Israele sia con la Palestina di Abu Mazen che con quella di Hamas e della situazione giordana dove la parte moderata del regno hashemita è tenuta sotto scacco dalla fratellanza musulmana.[...]
Israele contro Shalit, "l'eroe" pauroso
domenica 31 marzo 2013 Il Giornale 4 commenti
Il Giornale, 31 marzo 2013Il Paese si mobilitò per liberarlo da Hamas cedendo mille terroristi. Ma ora sul soldato emerge un'altra verità
Gilad Shalit non era un eroe. Era un ragazzo qualunque, come un compagno di scuola dei nostri figli, come il vicino della porta accanto… Chiunque egli fosse, per quel ragazzo, per strapparlo dalle grinfie di Hamas, Israele dette in cambio 1027 prigionieri. Il capo di Stato Maggiore Benny Gantz lo chiamò “un eroe”, e in effetti restar vivi e conservare quel mezzo sorriso timido dopo cinque anni di privazioni e solitudine non è da tutti. Ma il ventenne timido e spilungone figlio di tutti noi, gli occhi nocciola e le orecchie a sventola immortalati da tutti i media del mondo mentre dopo cinque anni di reclusione crudele tenta un saluto militare di fronte a Bibi Netanyahu che lo riceve fra le sue braccia quando Hamas lo restituisce il 18 ottobre 2011, il ragazzo adorato da mezzo mondo compreso dalla giornalista che l’ha anche conosciuto e che aveva come milioni di persone le lacrime agli occhi quando fu rimesso in libertà, un eroe non era.[...]
Grandezza e genio di Erode, il re crudele che amava il bello
giovedì 28 marzo 2013 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 28 marzo 2013Il suo nome è diventato sinonimo di ferocia. Ma il monarca della Giudea era un personaggio complesso. Una mostra ne svela i segreti, a partire dalla tomba
Gerusalemme. David Mevorach, archeologo insigne, è ancora incredulo, seduto su una panca del Museo d’Israele, prima ancora che mettiamo piede nel percorso che ha costruito, si aggiusta la sciarpa, si leva gli occhiali, deglutisce: “Aveva appena trovato la tomba di Erode sul fianco dell’Herodion, il grande castello con teatro, fortezza, magazzini, terme, piscine, altri palazzi, che sembra una montagna fatta a cono vicina a Gerusalemme sud-est, dalla parte di Betlemme. Ci aveva lavorato per 35 anni sicuro che avrebbe trovato la tomba di Erode, che,fra tante scoperte di fortezze e teatri, non usciva fuori. Finalmente è apparsa, nel modo più inopinato. Il re pazzo e grandioso aveva distrutto, lui stesso, tutte le sue costruzioni sul fianco del monte per farne solo una piattaforma per il suo monumento funebre, cui si accedeva dalla immensa scala che ancora si vede.[...]
La pace tra Turchia e Israele conta più di quella con i palestinesi
domenica 24 marzo 2013 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 24 marzo 2013Dopo la visita di Obama: per chi si lamenta che non lascia il processo di pace aperto, attenti che invece ce n’è uno in corso, e ancora più importante di quello con i palestinesi. E’ quello fra Israele e la Turchia, una Turchia che dovrà smetterla di odiare lo Stato ebraico, ricordando che fino a tre anni fa con Israele scambiava scambiava tecnologia, intelligence e esercizi militari. Ora riprenderanno, specie quelli degli aerei israeliani nei cieli turchi, molto vicini all’Iran.[...]
Regalo di Obama a Israele: pace fatta con la Turchia
sabato 23 marzo 2013 Il Giornale 6 commenti
Il Giornale, 23 marzo 2013Prima di ripartire il presidente Usa organizza una telefonata tra Netanyahu ed Erdogan: ristabilire le relazioni diplomatiche
Gerusalemme. Shalom Obama, Israele col naso per aria resta di solo, minuscolo in mezzo a un mondo islamico in agitazione. E’ stato bello per il popolo ebraico scoprire un amico caloroso dopo quattro anni di frizioni e disaccordo, consolante guardare le pacche sulle spalle di Bibi e Barak senza giacca sulla pista dell’aeroporto, è stato indispensabile discutere con gli USA una nuova strategia dopo il lungo periodo di stupefazione seguito alle primavere arabe. Quando l’Air Force One si è alzato intorno alle 15:00 diretto da re Abdullah di Giordania, si è disegnato nel cielo troppo caldo un ricamo nuovo, un Medio Oriente diverso da quello di tre giorni fa.[...]
Mediorientale
venerdì 22 marzo 2013 Generico 0 commenti
RIASCOLTA La rubrica "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana con Fiamma Nirenstein e Massimo BordinPuntata straordinaria quella di questa settimana. Nirenstein direttamente da Israele ci offre un resoconto puntuale della prima visita di Barak Obama da presidente degli Stati Uniti in Israele, analizzando i discorsi tenuti tra i due“storici amici”, la posizione che Washington ha assunto con Ramallah sulla questione dei negoziati e degli insediamenti, e come USA e Israele intendano continuare ad affrontare la questione iraniana e siriana. Uno splendido reportage –commenta Bordin- di una visita che possiamo definire storica.
Obama strega Israele e irrita i palestinesi
venerdì 22 marzo 2013 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 22 marzo 2013Ai giovani israeliani: "Pace giusta e possibile". E nella lista delle priorità fa sparire la questione insediamenti
Gerusalemme. Delusi i palestinesi per la sparizione degli insediamenti dall’agenda, affascinati gli israeliani per il calore di Obama, incerto il futuro. La doppia missione della giornata, la visita a Ramallah da Abu Mazen e poi il discorso alla massa degli studenti israeliani, ha preso due strade apparentemente divergenti, quello della frenata sul tema degli insediamenti a Ramallah, e quella, al pomeriggio, di unbagno di folla giovanile israeliana. Obama ne esce con uno staccato mirabile, e anche con una narcisistica piroetta in cui la rassicurazione dell’appoggio americano fa da supporto alla sua visione del mondo. Obama ha interpretato con maestria la sua parte di sognatore ieri sera. Ma resta chiara la strada concreta scelta per il viaggio: nel tempo della crisi che in Medio Oriente ha la faccia dell’Iran nucleare, della Siria, delle armi chimiche, degli hezbollah, di Hamas e dell’ascesa dei Fratelli Musulmani, bisogna smetterla di litigare con Israele.[...]





