Fiamma Nirenstein Blog

La guerra antisemita contro l'Occidente

7 ottobre 2023 Israele brucia

Jewish Lives Matter

Informazione Corretta, il nuovo video di Fiamma Nirenstein

Museo del popolo ebraico

Ma l'odio cova sempre sotto la cenere

domenica 21 luglio 2013 Il Giornale 3 commenti
Il Giornale, 21 luglio 2013

In Israele anche chi ha paura che adesso le due parti possano alzarsi da quel tavolo a Washington e andarsene all’improvviso spera in qualcosa. Le trattative possono iniziare. I palestinesi hanno rinunciato alle precondizioni che comprendevano i confini del 67 e lo stop alle costruzioni nei territori, ma otterranno la liberazione di un paio di prigionieri pericolosi. Netanyahu però è stato categorico: non prima dell’inizio di veri colloqui, il film “prendi i soldi, o i prigionieri, e scappa, l’abbiamo già visto”. C’è qualche possibilità nell’aria, nei tempi lunghi e con tappe intermedie. Basta non scatti la solita ondata di attacchi terroristici, sempre in agguato quando si parla di pace.
La trattativa ha un senso solo a una condizione: fermare l’odio.[...]

Israele e palestinesi tornano a parlare di pace

sabato 20 luglio 2013 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 20 luglio 2013

Vittoria di Kerry: colloqui preliminari a Washington la prossima settimama

La settimana prossima, gli israeliani guidati da Tzipi Livni, e i palestinesi da Sa’eb Erekat, si troveranno a Washington con John Kerry per riaprire il processo di pace. L’ha annunciato Kerry stesso a notte alta da Amman. E’ una notizia rivoluzionaria, quasi impossibile, che restituisce agli Stati Uniti una statura notevole dopo tanti fallimenti in Medio Oriente, un’isola in mezzo alla tempesta. Dunque, comunque andranno le cose da ora in avanti, John Kerry ce l’ha fatta, è stato bravo, ha superato difficoltà impensabili: nonostante la fondamentale ostilità palestinese ai colloqui, nonostante la diffidenza di Netanyahu pressato da parte della sua coalizione a considerare i mille rifiuti palestinesi finiti in Intifada, nonostante la palla di fuoco che gli ha gettato fra le gambe l’Unione Europea con la sua presa di posizione sui Territori.[...]

Mediorientale

venerdì 19 luglio 2013 Generico 0 commenti
RIASCOLTA La rubrica "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana con Fiamma Nirenstein e Massimo Bordin



Colloqui di pace tra Israele e Palestina, lo sforzo di John Kerry per portarli entrambi al tavolo dei negoziati, il comportamento di Gerusalemme, le precondizioni dei palestinesi, la politica dell’Unione europea che penalizza Israele e gli stessi colloqui, si parla di questo durante la conversazione di questa settimana tra Fiamma Nirenstein e Massimo Bordin, per poi passare ad analizzare i nuovi scenari del conflitto siriano e concludere con alcune notizie che arrivano dall’Egitto del nuovo presidente Mansur e dall’incandescente Sinai.  

L'Europa taglia fuori Israele e allontana ancora la pace

giovedì 18 luglio 2013 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 18 luglio 2013

Finalmente tutto l'irragionevole livore dell'Europa contro Israele ha superato i confini delle solite condanne, e si è rovesciata in un documento bilioso, degno di una Ong di attivisti filopalestinesi, e che porterà grandi danni economici e morali: li porterà a Israele perché ne delegittima la politica e infine la stessa capacità di decidere che cosa sia necessario alla sua sopravvivenza; all'Ue perché la rende un corpo squilibrato e quindi escluso da eventuali colloqui di pace cui invece John Kerry, alla sua quinta visita in Medio Oriente, sembra avvicinarsi; ai palestinesi perché il numero di coloro che hanno interessi primari nella convivenza con gli ebrei anche nei territori oltre la Linea Verde è certo molto maggiore di quello dei loro politici.[...]

La vittoria di Malala: i talebani le chiedono scusa

giovedì 18 luglio 2013 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 18 luglio 2013

Il leader degli estremisti pakistani è costretto a piegarsi. E in una lettera si dice sconvolto per l'"incidente" e la invita a "frequentare una madrasa"

Che gran furbastro, il leader talebano che chiede scusa a Malala e così riesce a ottenere titoli in tutto il mondo. La notizia è di ieri: Malala Yousufzai fra tanti messaggi di affetto e di congratulazioni giunti dopo il 12 luglio giorno del suo 16simo compleanno, ne ha ricevuto uno davvero speciale. Malala aveva svolto all'Onu un discorso commovente e di grande impatto, ricordando come i talebani le avessero sparato perché, nonostante la discriminazione che imperversa in Pakistan, voleva andare a scuola e istruirsi. La ragazzina, che ha incitato tutti i bambini a non accettare il divieto all'istruzione e a non farsi prendere dalla paura, ha ricevuto grandi applausi (forse l'Onu ha dimenticato per una volta che si tratta di una critica al mondo islamista) e incoraggiamenti. Ed ecco che, con copia consegnata anche al Channel Four News in Inghilterra, arriva una lettera strana: è scritta proprio dal leader dell'organizzazione pakistana che ha rivendicato l'attacco a Malala, «Tehriru Taliban».[...]

Così l'Egitto sconvolge il Medio Oriente

martedì 16 luglio 2013 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 16 luglio 2013

L'addio forzato di Morsi al potere assesta un duro colpo all'ambizioso Qatar e rilancia Arabia ed Emirati

Abbiamo esaurito le esclamazioni di stupore. Quello che (a quanto sembra) è successo il 5 luglio, quando notizie non confermate ci dicono che Israele abbia attaccato un deposito siriano di armi, trascende le sorprese cui ormai il Medio Oriente ci ha abituato. Non solo Israele avrebbe eliminato a Latakia, sulla costa siriana, missili Yakhont di fabbricazione russa che, se in mano di Assad o degli Hezbollah, cambierebbero l'equilibrio strategico della zona. Il fatto è che, secondo il Sunday Times, gli aerei israeliani, e qui possiamo spalancare la bocca, sarebbero decollati da una base turca. Questo significherebbe che l'inimicizia della Turchia verso la Siria e anche il suo distacco dalla Russia, sono più forti dello scontro micidiale con Israele di cui Erdogan ha fatto una bandiera. La Turchia nega e Netanyahu, come sempre gli israeliani, non parla: questo non cambia l'impressione che un Medio Oriente davvero nuovo e contrario a ogni aspettativa stia emergendo con la guerra siriana e la rivoluzione egiziana. La mappa oggi ci mostra un Medio Oriente fatto di vincitori e vinti tutti nuovi, e persino la consueta divisione tra sunniti e sciiti non funziona più. La danza è aperta.[...]

IC7 - Il commento di Fiamma Nirenstein

lunedì 15 luglio 2013 Generico 1 commento
Informazione Corretta, 15 luglio 2013

La deposizione di Mursi è certo difficile da digerire per quelli che hanno creduto nelle rivoluzioni arabe. I democratici dicono che un leader eletto, non può essere gettato via dall’esercito, anche se la deposizione è richiesta da gran parte della popolazione. Ma dice bene Bernard Lewis: le elezioni non sono un punto di partenza, ma un punto di arrivo per chi voglia vivere in uno Stato democratico. Specialmente nel mondo arabo. Anche Mubarak prendeva il 90 per cento dei voti, e questo non significava che avesse un programma democratico. Lo stesso è accaduto con tutti i rais di un tempo: percentuali altissime di voti, e neanche un briciolo di trasparenza o di disponibilità da parte del nuovo potere se non per i propri scherani e per le hamule ideologiche di appartenenza. Così è stato anche per Mursi, un nuovo Mubarak in forma di predicatore della Fratellanza Musulmana, uno che arrivato al ruolo di presidente dopo anni di persecuzioni e persino di prigione da parte del potere costituito si è tutto dedicato alla distribuzione dei posti importanti ai suoi amici della Fratellanza, ed è stato molto di più al loro servizio che non a quello di un popolo misero, affamato bisognoso di riforme e di pane.[...]

Israele non è un mostro che arresta i bimbi

sabato 13 luglio 2013 Il Giornale 8 commenti
Il Giornale, 13 luglio 2013

Sofri, indignato per il piccolo fermato dai soldati, ignora le vittime dei palestinesi

Ieri è stata dimessa per il fine settimana dall’ospedale Adel Biton, una bambina israeliana di 3 anni, dopo 4 mesi di ospedale in condizioni gravissime: la macchina guidata dalla mamma era stata colpita da pietre lanciate da palestinesi, e Adel ha subito ferite alla testa che ancora creano conseguenze critiche. E’ un puro scandalo morale e intellettuale trovare in prima pagina di Repubblica la virtuosa requisitoria di Adriano Sofri sul bambino palestinese fermato dall’esercito israeliano.[...]

Ira dei diplomatici Usa: ambasciate in vendita

venerdì 12 luglio 2013 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 12 luglio 2013

Obama accusato di nominare i suoi più generosi finanziatori


Non è ancora arrivato e già un tifone diplomatico si abbatte sul nuovo ambasciatore americano a Roma, e proviene dalla sua propria casa, gli Stati Uniti. Una schiera di diplomatici importanti come Thomas Pickering, che ha rappresentato gli USA in Russia, in Israele, in India…ha imbracciato la carabina: Obama sta compiendo un atto di pura simonia, ha detto, vendendo le ambasciate ai suoi più fedeli finanziatori. Con lui ha alzato la voce, fra gli altri, Susan Johnson presidente dell’American Foreign Service Association. Ormai si parla di cartellini del prezzo su ogni ambasciata: se hai dato a Obama circa 1 milione e 800mila dollari per la campagna presidenziale, sei sicuro di ottenere una bella missione all’estero.[...]

Mediorientale

venerdì 12 luglio 2013 Generico 0 commenti
RIASCOLTA La rubrica "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana con Fiamma Nirenstein e Massimo Bordin



La puntata di questa settimana de Il Medio Oriente visto da Gerusalemme inizia commentando l’episodio del bambino palestinese fermato dai soldati dell’IDF per poi passare ad un’altra notizia che ci arriva da Israele dove un giovane soldato haredim è stato aggredito e picchiato nel quartiere dove abita: un fenomeno che rischia di diventare un costume. Restando in Israele, Nirenstein ci riporta un’altra notizia sulle forze di difesa dello Stato ebraico che si accinge ad affrontare importanti cambiamenti e a subire ingenti tagli economici. Da Israele si passa a parlare del vicino Egitto, sconvolto dalla crisi interna, dell’effetto che questa sta provocando nell’Area, della battaglia intestina tra le élite sunnite, della situazione dei copti durante questo periodo di transizione, per poi concludere con una notizia riguardo una serie televisiva creata per il mese del Ramadan e che si racconta del massacro degli ebrei avvenuto nel 628 d.C.
 
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