Obama deluso dai musulmani cerca la "primavera israeliana"
Il presidente Usa sbarca nello Stato ebraico e mostra con le parole e i gesti di voler superare la fase del rapporto preferenziale con la “rivoluzione” araba
Gerusalemme. Tutti sembrano avere imparato la lezione: cambia musica fra gli Stati Uniti e Israele. Un paio di anni di Fratellanza Musulmana all’assalto del potere, decine di migliaia di morti in Siria, l’Iran vicino alla bomba... sembrano aver vaccinato tutti: è il tempo della coesione, non di inutili scaramucce. Obama e Netanyahu si avvicinano. I preparativi sono stati ossessivi: ma ora sotto il sole dell’aeroporto Ben Gurion, ecco Obama che si affaccia dall’Air Force One, e sembra molto contento. La musica della banda dell’esercito si fa sotto, i nuovi ministri israeliani si allineano per una pacca sulla spalla del principe azzurro.Quando sta per aprirsi il portello, Shimon Peres a Bibi Netanyahu sono concentrati. Quante cose sono in causa. L’Iran non si piega, in Siria forse sono state usate armi chimiche, i palestinesi sono innervositi e combattivi mentre aspettano oggi Obama a Ramallah. [...]
Il Pd non faccia inciuci con chi nega l'Olocausto
Se il PD cerca la sponda del nuovo grande protagonista, il partito di Beppe Grillo, deve preoccuparsi di un bel problema per evitare un traumatico ed evidente “mercato delle vacche”. Sarebbe una macchia sull’intera storia d’Italia e sullo stesso PD se qualsiasi trattativa si svolgesse senza affrontare un aspetto intollerabile del leader e del Movimento 5 Stelle. Non si dovrebbe, cioè, neppure avere a che fare con un partito che sul blog del capo, nelle sue parole e in quelle dei suoi, mostra di covare un profondissimo sentimento antiebraico e antisraeliano, condito da teorie della cospirazione che coinvolgono gli Stati Uniti,accusati di dare come gli ebrei la scalata al dominio del mondo, e dall’esaltazione di un regime oppressivo e genocida come quello iraniano. Il conflitto israelo-palestinese lui lo vede così: “La Palestina è sotto il tallone di Israele, alleato degli Stati Uniti”. Ovvero: “La macchina da guerra non può fermarsi, il PIL sprofonderebbe… In lista ci sono Siria e Iran, quest’ultimo nel mirino di Israele”.[...]
Mediorientale
RIASCOLTA La rubrica "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana con Fiamma Nirenstein e Massimo Bordin
La lunga puntata di questa settimana parte da una notizia di stretta attualità: il rischio di una Terza Intifada, dopo che un giovane palestinese è rimasto gravemente ferito in Cisgiordania negli scontri contro l’esercito israeliano. È la visita di Obama in Israele che sta scaldando l’atmosfera? Oltre a rispondere a questa domanda, Nirenstein spiega quali saranno i principali argomenti – tra i quali il caso Pollard- che Gerusalemme metterà sul tavolo durante la visita del presidente degli Stati Uniti.[...]
Il video integrale del convegno: Il Parlamento contro l'antisemitismo
Cliccando qui e qui potrete leggerli in versione PDF.
Chi è interessato a rivedere la registrazione integrale del convegno può aprire questo link (http://www.youtube.com/watch?v=roMIWS2Zp9s&feature=youtu.be).
Mentre per vedere l'intervista che ho rilasciato a RaiTgParlamento basterà aprire questo link (http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-13daed65-81a5-4f33-924c-3bf7bc678fc2.html)
Fiamma Nirenstein
Destra e sinistra: categorie obsolete di vedere il nostro futuro
Ecco cosa chiedere innanzitutto a Grillo
La battaglia di Fiamma Nirenstein in Parlamento per Israele
Il Parlamento contro l'antisemitismo
Obama in Israele. Un viaggio che parte in salita.
Se la Siria abbatte la statua di Assad
Un uomo è la sua bandiera, la sua croce, il suo libro: una statua trascinata nella polvere ha un effetto più forte dello scoppio di un missile, più violento di una strage. Così, non è da sottovalutare l’effetto dell’immagine della statua di Hafez Assad tutta d’oro ieri trascinata nella polvere di Raqqa sul fiume Eufrate. Chi non ha pensato, anche Assad e i ribelli siriani, alla statua di Saddam la cui caduta ne segna la sconfitta? Raqqa è una capitale di provincia nel nord del Paese che è fondamentale oggi conquistare per motivi di collegamento. Ma i ribelli, benchè fieri della conquista, dicono che le forze loialiste ancora tengono l’aeroporto a sessanta chilometri dalla città, e un cittadino fa sapere dalla sua zona d’ombra che ancora i ribelli assediano gli uffici dei servizi segreti di Assad.[...]





