Solidarietà al giornalista e scrittore Stefano Piazza
Cara Fiamma, ti ringrazio per la tua vicinanza in questo momento che per me è piuttosto complicato. Quanto accaduto qualche giorno fa con l’assoluzione dell’estremista islamico che mi aveva minacciato di morte, credo sia una ferita difficilmente rimarginabile non solo per me ma anche per la mia famiglia che a causa delle minacce che ho ricevuto e che ricevo ancora oggi, ha perso un po’ di quella tranquillità che ci eravamo costruiti negli anni. Ho sempre detestato chi ottiene notorietà raccontando delle minacce o degli insulti che riceve e non mi sono mai piaciuti coloro che lo fanno. Per questo ho reso noto soltanto un episodio denunciando alla magistratura chi mi scrisse:
“Buongiorno Signor Piazza. Con attenzione ho seguito i vostri articoli soprattutto quello di oggi sul 11 settembre. So che lei con il suo lavoro contro “l’islamismo” non farà molta strada ne la condurrà alla vittoria, anzi perderà. Per questo un messaggio da parte di un musulmano: ci conosca e parla con noi ma non ci combatta, altrimenti può fare la fine dei dipendenti di Charlie Hebdo (giustamente puniti con la morte)”. [...]
Israele, tre attentati in un solo giorno «Contro il piano di pace di Washington»
Mediorientale
Informazione Corretta, il nuovo video di Fiamma Nirenstein: "Il piano di Donald Trump"
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Pace in Medioriente: la rivoluzione di Trump il sì di Netanyahu e le incertezze palestinesi
Il piano di Trump è difficile ma vantaggioso. Nirenstein spiega perché
Formiche.net, 29 gennaio 2020
Addio al controverso piglio che ha prodotto l’accordo di Oslo e le successive premesse legate al falso tema “pace in cambio di terra”. Battezza così il piano di pace americano per il Medio Oriente Fiamma Nirenstein, giornalista, scrittrice e tra le altre cose membro del Jerusalem Center for Public Affairs (Jcpa), che affida a Formiche.net la sua lettura analitica sulla proposta del presidente Donald Trump. Ma nella settimana della Giornata della Memoria prosegue la tolleranza verso la demonizzazione sistematica degli ebrei da parte dell’Autorità Palestinese.
Anche l’Arabia Saudita dice sì al piano di pace di Trump: quali i cardini della proposta americana?
La proposta americana ha sostanzialmente delle caratteristiche positive, perché si basa sulla verità storica. Certamente presenta una serie di difficoltà per essere implementata, che sono contenute nella realtà storica stessa. In sostanza Trump smantella il più grande equivoco di sempre del passato, basandosi sull’accordo di Oslo del 1993, e dopo che dal 1948 al 1967 i famosi “tre no” hanno impedito un accordo, nonostante fossero state avanzate le più larghe offerte.
Cosa c’era di sbagliato nei piani del passato?
Da allora tutti i progetti di pace sono stati fondati su una falsa assunzione: ovvero che l’annessione di terreni in cambio di pace potesse funzionare. Al contrario, la storia ha dimostrato incessantemente che non era questo il nocciolo. Vi era da parte palestinese una determinazione al rifiuto, con di volta in volta l’appoggio di alcuni pezzi del mondo arabo.
Per quali ragioni?
Perché basato sull’assunto, allora, di una determinazione ideologica da parte del mondo arabo e del popolo palestinese a puntare sulla sparizione dello Stato di Israele, rifiutando lo Stato ebraico, incrementando sempre di più la richiesta del cosiddetto diritto al ritorno: un passaggio senza paralleli e senza precedenti in tutta la storia contemporanea.
Quali i punti di forza del piano Trump?
Trump propone un programma complesso, ma molto vantaggioso perché si poggia sulla verità. Io credo nella verità anche perché essa porta dei mutamenti storici fondamentali. [...]Shoah, il dolore e la fatica del ricordo in questo mondo che non aiuta Israele
Il Giorno della Memoria. Radio Radicale intervista a Fiamma Nirenstein
Quella scritta sfregia la Storia
Scritte, parole, segni... Nella notte fra il 9 e il 10 dicembre del 1936, la Notte dei Cristalli che dette il via all'eliminazione sistematica nazifascista del Popolo Ebraico, la notte in cui arsero i beni e le case ebraiche, la parola Juden fu scritta, scarabocchiata, bestemmiata su muri e vetrine e porte. Cominciava il rogo di sei milioni di persone, fra cui un milione e mezzo di bambini. Una scritta non è solo due parole in fila: è un'arma mortale disegnata sul muro, sulla porta, sui social media che sono la maggiore di tutte le superfici sfregiabili con parole offensive destinate a diventare armi. Così alla vigilia della Giornata della Memoria è orribile vedere quelle due parole nere di odio, in tedesco!!Con lo scarabocchio di una stella di David, il Magen David che gli ebrei portarono cucito addosso come un marchio di condanna a morte. Esso oggi, finalmente, campeggia glorioso sulla bandiera Israeliana. Sì, disgusta lo scarabocchio nerastro sulla porta di casa di Aldo Rolfi, il figlio di Lidia Beccaria Rolfi partigiana deportata a Ravensbruck nel 1944, vomitato là di notte da un perfido demente dopo che Rolfi è intervenuto su un giornale locale per ricordare la madre, per altro deportata politica. Ma è in tedesco: chi l'ha scritta sa che la Germania era cosparsa di cartelli e segnali che dicevano da ristoranti, negozi alberghi, scuole: " Juden sind hier unerwunscht ". Gli ebrei qui non sono desiderati. [...]





