Fiamma Nirenstein Blog

La guerra antisemita contro l'Occidente

7 ottobre 2023 Israele brucia

Jewish Lives Matter

Informazione Corretta, il nuovo video di Fiamma Nirenstein

Museo del popolo ebraico

VIDEO L’antisemitismo al tempo del COVID-19

venerdì 12 giugno 2020 Generico 0 commenti
 
 
Cliccando qui potrai rivedere il webinar L’antisemitismo al tempo del COVID-19  dello scorso giovedì 11 giugno organizzato dalla Fondalione Luigi Einaudi


Sono intervenuti:

GIULIO TERZI DI SANT’AGATA
Membro Advisory Board Comitato Scientifico FLE

intervengono

DAVIDE GIACALONE
Scrittore, giornalista, Vice Presidente FLE

FIAMMA NIRENSTEIN
Giornalista, Membro Comitato Scientifico FLE, Senior fellow Jerusalem Center for Public Affairs

GIORGIO MONTEFOSCHI
Scrittore

TOMMASO VIRGILI
Ricercatore Associato, Wilfried Martens Centre European Studies


Le paure di ieri e la cultura della vendetta

mercoledì 3 giugno 2020 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 03 giugno 2020

Se George Floyd, l'uomo strangolato con quel terribile ginocchio dal poliziotto ormai accusato di omicidio martedì scorso fosse stato bianco, mi avrebbe fatto lo stesso identico effetto: orrore, tragedia, pena per una morte violenta e causata dalla polizia, che in ogni Paese è là per i cittadini, anche quando sono parte del disordine sociale. Non solo: penso, con presunzione, che Martin Luther King avrebbe avuto i miei medesimi sentimenti e adesso vorrebbe fermare quella folla infuriata che afferma che "black life matter".

Penserebbe che coi saccheggi e la violenza viene devalutato, che decade il suo ruolo nella democrazia, esattamente come accadrebbe a un uomo bianco. Il sogno di Martin Luther King, chiarito come ricorda anche Douglas Murray, il  28 agosto del 1963 nel discorso al Lincoln Memorial è chiaro: dopo aver descritto come gli americani neri sono stati prima schiavi e poi cittadini di seconda classe e aver denunciato come ancora le leggi di segregazione razziale fossero ancora parte della vita americana spiegò che il suo sogno era che i suoi figli "potessero vivere in una nazione in cui non saranno giudicati per il colore della loro pelle ma per il loro carattere", e tornò ancora sul concetto. Questo è in parte accaduto, in quanto le leggi oggi sono paritarie e realizzano l'idea della dichiarazione di Indipendenza che "Tutti gli uomini sono creati uguali".[...]

Informazione Corretta, il nuovo video di Fiamma Nirenstein: "Che cosa significa annettere parte dei territori contesi"

martedì 2 giugno 2020 Generico 1 commento
Cari amici,

oggi, il sito web Informazione Corretta pubblica in esclusiva un mio nuovo video: "Che cosa significa annettere parte dei territori contesi".

Clicca qui per vedere il video

La lettera della vergogna dei 70 giallorossi contro lo Stato di Israele

lunedì 1 giugno 2020 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 01 giugno 2020

E' sconfortante che settanta parlamentari PD e 5 Stelle abbiano firmato una letterina così misera per il presidente Conte (che sembra dopo abbia telefonato a Netanyahu per perorarne l'ascolto) dopo aver discusso una mozione identica in Commissione esteri. Stesse note, stesso tono, stessi errori, stesso cinismo, stesso pregiudizio che stavolta dallo Stato d'Israele, la vittima preferita, si estendono al presidente Trump, anche lui un pasto prelibato per i benpensanti.
Cosa dice la letterina? Condanna la prossima eventuale "annessione" di "alcuni territori" della Cisgiordania ispirata dal piano Trump, la chiama "aperta violazione del Diritto internazionale e delle Risoluzioni delle Nazioni Unite", e assicura che "essa metterebbe una pietra tombale su ogni rilancio del processo di pace in Medio Oriente e sulla prospettiva di due popoli e due stati". Ma il rilancio c'è, ed è qui, e propone proprio due Stati per due popoli. I palestinesi hanno detto di no a ogni proposta di pace, anche a quelle che gli conferivano tutti i territori compresa Gerusalemme.

Il punto non è mai stata la terra, ma il rifiuto della legittimazione di Israele. E poi, il diritto ai "territori" è inventato: la risoluzione dell'ONU che si occupa della sistemazione post '67 parla di "territori" e non "dei territori", considerando la sicurezza di Israele. Non sono mai esistiti "territori palestinesi", né sono mai stati "illegalmente occupati". Quello che i 70 chiamano Transgiordania è la Giudea e la Samaria storica: gli Alleati riuniti a San Remo 1920, il Mandato Britannico che doveva realizzare la dichiarazione Balfour del 1917, tutti si impegnarono per lo Stato Ebraico nei suoi confini storici. [...]


Mediorientale

venerdì 29 maggio 2020 Generico 0 commenti
 Cari amici,

cliccando qui potrete riascoltare e leggere la trascrizione della rubrica di questa settimana Il Medio Oriente visto da Gerusalemme condotta da Giovanna Reanda.

Netanyahu alla sbarra tra proteste e sospetti. E lui: «Un colpo di Stato»

lunedì 25 maggio 2020 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 25 maggio 2020

Infuriato e a testa alta, mentre Gerusalemme prendeva fuoco con manifestazioni, urla, cartelli pro e contro, quando Benjamin Netanyahu si è presentato alle tre del pomeriggio al tribunale come imputato, si è tolto la mascherina, si è posto di fronte al microfono circondato dai suoi Ministri (tutti con le mascherine) e ha sparato: "Lo scopo di questo processo è fare quello che con le elezioni, che da 11 anni mi danno democraticamente ragione, non sono mai riusciti a fare: eliminare un primo ministro forte e il suo governo di destra. Pensavano che mi sarei piegato, che mi sarei accucciato come un cucciolo impaurito, ma io non sono un cucciolo. E questo processo, pieno di impicci e falsificazioni, dovrete trasmetterlo tutto in diretta, da capo a fondo, perché la verità sia ristabilita". No, non è un cucciolo, anzi un "poodle", un barboncino, come ha detto. E' il Primo Ministro che ha battuto con 11 anni di florido potere persino Ben Gurion; che arriva al processo dopo avere guidato il Paese fuori dalla pandemia con misure dure e precoci; che è riuscito ad arrivare al processo da Premier di una impossibile coalizione a rotazione.

L'accusa formale del procuratore generale venne il 21 novembre, il 28 gennaio l'accusa è stata formalizzata, e le tre elezioni (col Likud sempre in crescita nonostante le accuse), il Coronavirus e le trattative di governo hanno allungato i tempi. Netanyahu ieri ha sostenuto che un gruppo elitario e compatto di politici, giornalisti, giudici ne ha decretato la persecuzione, e che per questo il Paese ha sofferto inganni, false testimonianze, prove fasulle e forzate, invenzioni giuridiche inesistenti. Le tre imputazioni, tutte incerte e pericolanti, richiedono per il dibattimento una massa di carte e di testimoni per cui, dopo questa prima seduta di pure formalità, i tre giudici, il procuratore Mandelblit, il Pubblico Ministero Liat Ben Ari si preparano a un processo lunghissimo. Non si porrà probabilmente, quindi, il problema di gestione del Governo fino alla rotazione con Benny Gantz fra 18 mesi.[...]

Informazione Corretta, il nuovo video di Fiamma Nirenstein: "Comincia il processo contro Benjamin Netanyahu"

lunedì 25 maggio 2020 Generico 0 commenti
Cari amici,

oggi, il sito web Informazione Corretta pubblica in esclusiva un mio nuovo video "Comincia il processo contro Benjamin Netanyahu"

Clicca qui per vedere il video

Mediorientale

venerdì 22 maggio 2020 Generico 0 commenti
Cari amici,

cliccando qui potrete riascoltare e leggere la trascrizione della rubrica di questa settimana Il Medio Oriente visto da Gerusalemme condotta da Giovanna Reanda.

Abu Mazen minaccia (e bluffa) «Stop a tutti gli accordi di pace»

giovedì 21 maggio 2020 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 21 maggio 2020

Mahmoud Abbas, al secolo Abu Mazen, ha un'ambizione chiara: essere ricordato come Arafat, l'uomo che ha vissuto per trascinare parte del mondo in uno scontro frontale con Israele, con lo scopo di destrutturane le alleanze internazionali, prima fra tutte quella con gli Stati Uniti, e la sua stessa legittimità. Così, con un ennesimo "armiamoci e partite" che ancora, finché scriviamo, non ha effettività pratica, ha giurato con un discorso urlato di voler cancellare ogni tipo di accordo con Israele.

La minaccia investirebbe la vita civile, dall'elettricità all'acqua ai patti di sicurezza (che difendono lui e la West Bank almeno quando difendono Israele), agli accordi Oslo del '93, di Hebron del ‘97, di Wye River del ‘98. Difficile che lo faccia: salterebbe la cornice dell' amministrazione civile e di commercio, la cooperazione, gli accordi per la sanità... La ragione conclamata nella rabbia è la paura che Netanyahu, adesso che è Primo Ministro, si affretti a realizzare il piano Trump che prevede l'annessione del 30 per cento della West Bank e della Valle del Giordano. Non sarà certo questione di pochi giorni, ma certo la proposta di Trump è sul tavolo sia di Netanyahu che per Gantz, che sarà fra 18 mesi Primo Ministro a rotazione. Le elezioni americane di novembre incombono sulla rielezione di Trump: Israele ne tiene certo conto, come i palestinesi che vogliono fare rumore almeno fino ad allora.[...]

Gli USA avvertono Israele della minaccia cinese

lunedì 18 maggio 2020 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 18 maggio 2020

Ci mancava solo la strana morte del 52 enne ambasciatore cinese Du Wei trovato esanime nella sua villa per incrementare i grattacapi sulla questione cinese a Gerusalemme: un energetico personaggio ligio a Xi Jinping, e che d'un tratto, dopo la visita di Pompeo due giorni fa e un seguito di furiose dichiarazioni contro il Segretario di Stato, lascia questa Terra. Un serial di Netflix sul Mossad e la Cina sarà certo già per strada.

La veloce visita di Mike Pompeo a Netanyahu segnala al mondo intero la determinazione americana nell'affrontare la questione cinese. E' vero, il Segretario di Stato alla vigilia dell'insediamento del Governo, è venuto anche per il Piano Trump, che aspetta sul tavolo di Bibi. Ma la Cina è stata il nodo urgente della conversazione: una amicizia essenziale, dopo il virus e fra imprevedibili sviluppi mediorientali, coll'Iran alle porte, non sopporta che il Dragone avvolga qui la coda. E Pompeo ha sparato quello che potrebbe dire a ognuno dei Paesi che intrattengono intensi rapporti commerciali con la Cina, perché con Xi Jinping ogni rapporto commerciale, attraente e grandioso quanto può apparire, contiene un significato binario, soldi e politica, assorbimento in un sistema e controllo, merci e informazioni, Via della Seta e Made in China 2025. [...]
Per offrirti un servizio migliore fiammanirenstein.com utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l'uso dei cookies.