La settimana santa nella Terra Santa tra lacrime dai balconi e baci su Skype
lunedì 6 aprile 2020 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 06 aprile 2020
Perchè questa sera è diversa da tutte le altre? Quest'anno, mercoledì sera quando, come ogni anno, comincia la Pasqua ebraica con queste parole, ci verrà da piangere e da ridere insieme chiedendolo. E ci guarderemo in faccia; e certamente diremo l'uno all'altro "tutto". A tavola alla "grande" cena siederemo in pochi, pochissimi, distanziati, collegati su Skype con le famiglie che avrebbero dovuto sedere con noi. Ma c'è poco da fare: questa è la Pasqua con Corona. Nella notte oscura e senza rumori di Gerusalemme, ognuno ripercorrerà sulla "Agadà" la via della libertà del Popolo Ebraico guidato da Mosè fuori dall'Egitto.
A Gerusalemme, siamo in tanti: per i cristiani la Settimana Santa è stravolta. Chiusi dentro il Santo Sepolcro, nella Città Vecchia, gli 11 frati che possono uscire solo quando il custode musulmano fa girare la chiave millenaria nel portone, sanno che fuori non li attenderà la solita folla che viene da tutto il mondo, ma un gruppetto sparuto di clerici autorizzati, fra cui l'arcivescovo Pierbattista Pizzaballa, che cerca di tenere aperto col cuore ciò che non può col corpo, niente processioni o messe di folla. Povero Pizzaballa, è dalla peste del 1349 che il santo Sepolcro non veniva chiuso. E' toccato a lui fronteggiare la pandemia. Le strade punteggiate dai negozietti arabi sono color pietra, niente cocci colorati, magliette, monili, arazzi ricamati. Gerusalemme è aperta nei cuori, ma le strade che sempre nei giorni di Pasqua, che quasi sempre coincidono, splendono, gridano, vendono, sentono il gelo dell'assenza di ebrei e cristiani, del vuoto, del silenzio, del pericolo del virus. La Via Crucis nei vicoli, la Città Vecchia ornata delle statuine che Papa Francesco ha voluto per segnare le stazioni, deve rinunciare alle folle, cattoliche adesso e fra una settimana greco ortodosse, che camminano cantando e pregando con croci di legno che ricordano la passione di Cristo. Le lacrime per Gesù sono rimandate, o sublimate. Il Santo Sepolcro è stato visitato ieri da Pizzaballa, cui è concesso di dire messa nel luogo sacro. [...]
Pesach al tempo del Coronavirus
venerdì 3 aprile 2020 Generico 3 commenti
Carissimi,
penso
a voi in Italia ogni minuto, vivo la sofferenza italiana con pena e
speranza, e sono in larga compagnia perchè Israele è molto vicina alla
vostra sorte, ne parla, ne piange, spera insieme all'Italia ogni minuto.
Festeggiamo insieme la Pasqua ebraica, festa della libertà e del ritorno del Popolo Ebraico in Terra d'Israele.
Mediorientale
venerdì 3 aprile 2020 Generico 0 commenti
Cari amici,cliccando qui potrete riascoltare e leggere la trascrizione della rubrica di questa settimana Il Medio Oriente visto da Gerusalemme condotta da Giovanna Reanda
È la rinascita delle nazioni
martedì 31 marzo 2020 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 31 marzo 2020
Mediorientale
sabato 28 marzo 2020 Generico 0 commenti
Cari amici,cliccando qui potrete riascoltare e leggere la trascrizione della rubrica di questa settimana Il Medio Oriente visto da Gerusalemme condotta da Giovanna Reanda
Informazione Corretta, il nuovo video di Fiamma Nirenstein: "Israele al tempo del Coronavirus: ultimi aggiornamenti"
giovedì 26 marzo 2020 Generico 0 commenti
Cari amici,
oggi,
il sito web Informazione Corretta pubblica in esclusiva un mio nuovo
video "Israele al tempo del Coronavirus: ultimi aggiornamenti"
Clicca qui per vedere il video
Quel mondo della pubblicità e della tv (purtroppo) non esiste più nella realtà
domenica 22 marzo 2020 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 22 marzo 2020
Sono mondi che non esistono più: noi li osserviamo con simpatia, o sufficienza, o con ammirazione... Ma sappiamo che li guardiamo da una finestra da un mondo trasformato, diverso, in cui la testa, le mani, il cuore, funzionano secondo criteri che non sono quelli con cui, guardando, sentiamo all'unisono. Il fatto è che adesso invece viviamo una situazione di sdoppiamento inconscio, nell'illusione, nell'attesa, nella trepida speranza, che il mondo rappresentato per la maggior parte del tempo sui media (quando non si affronta il tema del coronavirus in varie forme) réclame, film, spettacoli col pubblico, palcoscenici su cui ci si avventa felicemente abbracciandovi o dandoci la mano, sia ancora il nostro. [...]
"La privacy? Meglio restare vivi"
venerdì 20 marzo 2020 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 20 marzo 2020
E' molto difficile misurare sulla maledetta bilancia del coronavirus i due pesi del pericolo di vita e del pericolo per il sistema di vita che abbiamo costruito nei secoli e che si chiama democrazia. Un sistema che ha mostrato sovente limiti importanti, ma che adesso si presenta ai minimi termini, tant'è vero (peccato, ma siamo contenti per i cinesi) che l'unico Paese in cui il morbo dà tregua è la Cina, una dittatura spietata.
Adesso diamo evidenti segnali di ammirazione per la sua abilità, come all'inizio e nel mezzo dell'espansione del morbo si è resa evidente la nostra soggezione. Sarebbe ora inutile negare che la segregazione e la violazione di tutti i diritti, fra cui quello della privacy, abbiano contribuito alla ripresa cinese.
Mediorientale
venerdì 20 marzo 2020 Generico 0 commenti
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Lotta al virus, lotta per la libertà
sabato 14 marzo 2020 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 14 marzo 2020
Quando
ero piccola il corpo reale non era sostituibile col cyberspace. Adesso
il computer, lo smartphone, cercano di compiere la magia: allora, quando
mio padre era trattenuto nella Polonia comunista e il confine era
invalicabile, noi, mamma e figlie, non potevamo vistarlo né lui poteva
raggiungerci; solo un telefono nero su un tavolino a Firenze era tutto
quello che travalicava la separazione che durò ben quattro anni.
Quando
ci ritrovammo alla stazione di Firenze e lui arrivò trasfigurato,
magro, portando in regalo delle corone di funghi secchi e delle bambole
di legno, niente restò uguale. La vita che era enormemente cambiata con
la sua lontananza cambiò alle radici con la sua vicinanza. Fu illuminata
dalla libertà dell'uomo di andare, di muoversi, di scegliere il luogo
in cui essere, in compagnia di chi vuole. La dichiarazione Universale
dei Diritti dell'UOMO ne parla all'articolo 13 , "ognuno ha il diritto
di lasciare qualsiasi Paese e di ritornarci".





