La guerra antisemita contro l'Occidente
7 ottobre 2023 Israele brucia
Informazione Corretta, il nuovo video di Fiamma Nirenstein
mercoledì 19 febbraio 2020
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Formiche.net, 19 febbraio 2020
L’antisemitismo diventa
pericoloso, quando viene assunto come principio organizzativo della
società, quando, come col nazismo e anche col comunismo, è diventato
utile al sistema di pensiero che l’ha dominata, quando ha messo insieme
una quantità di tessere del mosaico culturale e sociale utilizzabili per
rendere solido e dare basi teoriche a un sistema, una strada politica
vincente.
Per
questo l’antisemitismo di oggi, oltre ad avere avuto una immensa
crescita, è diventato sempre più importante: la sua continua erosione
del popolo ebraico, e quindi del sionismo, della sua autodifesa, del
suo modo di gestire il proprio Paese, di pensare il mondo, di fare la
sua politica, si sono sempre più intersecate con forme fondamentali
dell’attuale sistema di potere. [...]
venerdì 14 febbraio 2020
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Cari amici,cliccando qui potrete riascoltare e leggere la trascrizione della rubrica di questa settimana Il Medio Oriente visto da Gerusalemme condotta da Giovanna Reanda
Sono
stati discussi i seguenti argomenti: Abu Mazen, Africa, Algeria,
Antisemitismo, Arabi, Arabia Saudita, Assad, Attivismo, Beirut, Brasile,
Chernobyl, Cina, Colombia, Democrazia, Diritti Umani, Discriminazione,
Ebraismo, Ebrei, Economia, Egitto, Epidemie, Esercito, Esteri, Etiopia,
Gantz, Gerusalemme, Ginevra, Giordania, Giovani, Golfo Persico, Guerra, Immigrazione,
Impresa, Informazione, Investimenti, Iran, Islam, Israele, Istituzioni,
Kuwait, Lavoro, Lega Araba, Liberalismo, Licenziamento, Malattia,
Manifestazioni, Marocco, Mass Media, Medio Oriente, Musica, Netanyahu,
Olocausto, Oman, Ong, Onu, Palestina, Palestinesi, Pensioni, Politica,
Qatar, Razzismo, Ricerca, Servizi Segreti, Storia, Sudan, Tecnologia,
Territorio, Totalitarismo, Trump, Tunisia, Turchia, Unesco, Unhcr,
Unione Europea, Urss, Usa, Yemen.
domenica 9 febbraio 2020
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Cari amici, desidero condividere questo importante messaggio del mio
amico giornalista e scrittore Stefano Piazza che stimo per il suo lavoro
e ammiro per il suo coraggio. Sono preoccupata per lui, penso che
dovrebbe avere una scorta, e sono anche scandalizzata che ancora nella
civile Svizzera non si sia provveduto.Non mi permetto di criticare la
giustizia del Canton Ticino, ma davvero qui la sensazione, di fronte
alle parole di minaccia così chiare, è che il politically correct abbia
vinto su tutta la linea.
Cara Fiamma, ti ringrazio per la tua
vicinanza in questo momento che per me è piuttosto complicato. Quanto
accaduto qualche giorno fa con l’assoluzione dell’estremista islamico
che mi aveva minacciato di morte, credo sia una ferita difficilmente
rimarginabile non solo per me ma anche per la mia famiglia che a causa
delle minacce che ho ricevuto e che ricevo ancora oggi, ha perso un po’
di quella tranquillità che ci eravamo costruiti negli anni. Ho sempre
detestato chi ottiene notorietà raccontando delle minacce o degli
insulti che riceve e non mi sono mai piaciuti coloro che lo fanno. Per
questo ho reso noto soltanto un episodio denunciando alla magistratura
chi mi scrisse:
“Buongiorno Signor Piazza. Con attenzione ho
seguito i vostri articoli soprattutto quello di oggi sul 11 settembre.
So che lei con il suo lavoro contro “l’islamismo” non farà molta strada
ne la condurrà alla vittoria, anzi perderà. Per questo un messaggio da
parte di un musulmano: ci conosca e parla con noi ma non ci combatta,
altrimenti può fare la fine dei dipendenti di Charlie Hebdo (giustamente
puniti con la morte)”. [...]
Il Giornale, 07 febbraio 2020
(Gerusalemme)
Da ieri, con un precedente pesante nel giorno avanti, in Israele ci si
barcamena sull'orlo dello scontro duro. Che Abu Mazen si figurasse che
ieri a Gerusalemme ci sarebbero stati tre attacchi terroristici di
concerto con tutte le sue proteste, è realistico. Che sappia ora cosa
farsene, meno. È cominciato alle due di notte, quando un giovane
palestinese ha travolto con l'auto un gruppo di reclute di ritorno dal
Muro del Pianto dopo il tradizionale giuramento. Quattordici sono stati
feriti, uno è ancora in condizioni molto critiche, nove sono già a casa.
Dopo una caccia di alcune ore, il terrorista è stato catturato. Più
avanti, verso mezzogiorno è stata la volta di un attacco con la pistola
in Città Vecchia, un poliziotto ferito e il terrorista (proveniente da
Haifa) ucciso; e infine un altro attacco a fuoco a nordvest di
Gerusalemme, dove un soldato è stato ferito da un'arma da fuoco, e il
terrorista è fuggito. [...]
venerdì 7 febbraio 2020
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Cari amici,cliccando qui potrete riascoltare e leggere la trascrizione della rubrica di questa settimana Il Medio Oriente visto da Gerusalemme condotta da Giovanna Reanda
giovedì 6 febbraio 2020
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Cari amici,
oggi, il sito web Informazione Corretta pubblica in esclusiva un mio nuovo video "Il piano di Donald Trump"
Clicca qui per vedere il video
venerdì 31 gennaio 2020
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Cari amici,cliccando qui potrete riascoltare e leggere la trascrizione della rubrica di questa settimana Il Medio Oriente visto da Gerusalemme condotta da Giovanna Reanda. Sono
stati discussi i seguenti argomenti: Accordi Internazionali, Esteri,
Gerusalemme, Giordania, Hamas, Israele, Lega Araba, Medio Oriente,
Netanyahu, Oslo, Pace, Palestina, Palestinesi, Politica, Russia,
Terrorismo Internazionale, Trump, Usa.
Il Giornale, 30 gennaio 2020
Martedì
alla Casa Bianca il presidente Trump e Benjamin Netanyahu hanno
festeggiato una rivoluzione storica nell'idea di pace in Medio Oriente;
da ieri, dopo l'entusiasmo, comincia il lavorio, il che fare, i
dissensi. Una commissione congiunta studia quando e come debba essere
realizzato l'accordo, la destra israeliana protesta e così parte della
sinistra, ambedue sostengono che lo scopo dei due protagonisti sia
elettorale; mentre per alcune ore è sembrato che l'annessione della
Valle del Giordano dovesse esser immediata, adesso la prudenza rallenta
le mosse di Israele. Netanyahu è volato con tutti i giornalisti e il suo
gruppo a Mosca certo per discutere con Putin la novità, ma anche a
riprendere sul suo aereo la giovane Na'ama Issacharov che, oggi, dopo
essere stata condannata a sette anni perchè aveva in valigia 90 grammi
di marijuana sarà finalmente graziata. Quindi sarà per Bibi un ritorno
coronato da due grandi successi, mentre in questi giorni dopo il suon
rifiuto della immunità parlamentare è stato ufficialmente incriminato.
L'opposizione di Abu Mazen, urlata e amplificata dall'invito a Hamas e
alla Jihad islamica a Ramallah, sembra smorzata. Rallenta per ora il
rogo di bandiere e di foto di Trump, sia perchè alla fine può
avvantaggiarsene solo Hamas, e a causa dell'Arabia Saudita, Baharain,
Emirati, Oman e a modo suo anche dell' Egitto, che hanno dichiarato
rispetto e sostegno per il tentativo di pace e sono disposti a
sostenerlo. Forse, anche, anche alla Muqata'a si comincia a leggere
meglio il progetto. [...]
mercoledì 29 gennaio 2020
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Addio al controverso piglio che ha prodotto l’accordo di Oslo e le successive premesse legate al falso tema “pace in cambio di terra”. Battezza così il piano di pace americano per il Medio Oriente Fiamma Nirenstein, giornalista, scrittrice e tra le altre cose membro del Jerusalem Center for Public Affairs (Jcpa), che affida a Formiche.net la sua lettura analitica sulla proposta del presidente Donald Trump. Ma nella settimana della Giornata della Memoria prosegue la tolleranza verso la demonizzazione sistematica degli ebrei da parte dell’Autorità Palestinese.
Anche l’Arabia Saudita dice sì al piano di pace di Trump: quali i cardini della proposta americana?
La proposta americana ha sostanzialmente delle caratteristiche positive, perché si basa sulla verità storica. Certamente presenta una serie di difficoltà per essere implementata, che sono contenute nella realtà storica stessa. In sostanza Trump smantella il più grande equivoco di sempre del passato, basandosi sull’accordo di Oslo del 1993, e dopo che dal 1948 al 1967 i famosi “tre no” hanno impedito un accordo, nonostante fossero state avanzate le più larghe offerte.
Cosa c’era di sbagliato nei piani del passato?
Da allora tutti i progetti di pace sono stati fondati su una falsa assunzione: ovvero che l’annessione di terreni in cambio di pace potesse funzionare. Al contrario, la storia ha dimostrato incessantemente che non era questo il nocciolo. Vi era da parte palestinese una determinazione al rifiuto, con di volta in volta l’appoggio di alcuni pezzi del mondo arabo.
Per quali ragioni?
Perché basato sull’assunto, allora, di una determinazione ideologica da parte del mondo arabo e del popolo palestinese a puntare sulla sparizione dello Stato di Israele, rifiutando lo Stato ebraico, incrementando sempre di più la richiesta del cosiddetto diritto al ritorno: un passaggio senza paralleli e senza precedenti in tutta la storia contemporanea.
Quali i punti di forza del piano Trump?
Trump propone un programma complesso, ma molto vantaggioso perché si poggia sulla verità. Io credo nella verità anche perché essa porta dei mutamenti storici fondamentali. [...]
Il Giornale, 27 gennaio 2020
In
che modo una bambina ebrea nata nel dopoguerra incontra la Shoah e
impara a portarne memoria? Con fatica, con disgusto, con incredulità,
ingenuamente. Si avvia verso un'indagine impervia: non c'è chi le
insegnerà, le spiegherà, la consolerà. C'è il segreto della crudeltà
umana che non si può, non si deve rivelare ai bambini, e il segreto
della unicità della condizione ebraica. Nessuno vorrà rivelarle i due
segreti, dovrà costruirsene da sola l'immagine. E ancora oggi la bambina
di ieri è sola con queste due questioni, perchè sia la immensità
dell'abisso che la sua indicibile unicità le sono proibiti. Questa
proibizione è ciò che impedisce a colui che non ha questa duplice
esperienza dentro di sé di essere un credibile alleato quando dichiarata
"never again". Mi dispiace, io non vi credo anche se vi apprezzo. La
bambina è sola mentre si costruisce nella sua mente un mosaico
inaspettato. L'ebreo è ancora solo mentre ricostruisce faticosamente la
sua gioia di vivere. A Kishinev il 6 e il 7 aprile del 1903 i contadini
russi attaccarono gli ebrei, li fecero a pezzi, donne e bambini; ci
furono condanne e esclamazioni. Due anni dopo un'altra orgia di
mutilazioni e stupri investi la stessa cittadina della Bessarabia.
Roosevelt era certo contrario alla strage degli ebrei: questo non gli
impedì di trattare altezzosamente e respingere Jan Karsky, l'eroico
cristiano polacco che andò a chiedergli in ginocchio, per averlo
visitato personalmente, di bombardare il Ghetto di Varsavia e la
ferrovia che portava ad Auschwitz. [...]