Fiamma Nirenstein Blog

La guerra antisemita contro l'Occidente

7 ottobre 2023 Israele brucia

Jewish Lives Matter

Informazione Corretta, il nuovo video di Fiamma Nirenstein

Museo del popolo ebraico

Al Met di New York in scena le ragioni dei killer palestinesi

martedì 21 ottobre 2014 Il Giornale 5 commenti

Il Giornale, 21 ottobre 2014

Corriamo ai botteghini: fra qualche tempo all'Opera di Roma si rappresenterà un'opera in cui il tenore è il tagliateste dell'ISIS, cantando riverserà su di noi le sue buone ragioni; a Parigi verrà presentato il punto di vista del Ku Klux Klan sulla morte di Martin Luther King, David Duke sarà un baritono in controcanto con un mezzosoprano; infine a Londra avremo l'assassinio di John Kennedy secondo Lee Harvey Oswald, col coro. Intanto ieri al prestigioso Metropolitan di New York, il Met diretto da Peter Gelb è stata rappresentata l'opera "La morte di Klinghoffer" dal punto di vista degli assassini palestinesi.[...]

“Cercando l’anima dell’Europa. Una visione dal Vecchio Continente”

lunedì 20 ottobre 2014 Generico 5 commenti
inFocus Quarterly, Fall 2014

Di Fiamma Nirenstein

(Pubblicato originariamente in inglese: Seeking the Soul of Europe: View from the Continent)


History offers no respite to countries that set aside their sense of identity in favor of a seemingly less arduous course. But nor does it assure success for the most elevated convictions in the absence of a comprehensive geopolitical strategy.(Henry Kissinger)

Io sono arrabbiata con l'Europa: perché essa è anche mia, miei sono Dante Alighieri, Giotto, Michelangelo, mio Cosimo de’ Medici che già scandagliava i mercati d'arte dei Paesi Bassi e ne portava a Firenze la magnifica pittura, mia l'Inghilterra di Chaucer e di Shakespeare, mia la "La certosa di Parma" e persino Baudelaire, e certo miei i romanzi russi, le guerre, le paci, le rivoluzioni fondamentali della storia del genere umano. Miei, e di tutti gli europei. Non capisco come un patrimonio di civiltà clamoroso come quello dell'antico continente sia stato così pesticciato dalla burocrazia da diventare inesistente di fronte ai problemi dell'Euro.

Mio padre era polacco, mia madre è fiorentina, io sono cresciuta fra Firenze e Roma e da inviata speciale ho coperto le rivoluzioni anticomuniste e ho scoperto l'implicazione antisemita di Waldheim. Fra Shoah e comunismo, ho visto l'Europa cercare di affrancarsi dai peggiori totalitarismi generati qui. Mia nonna, una bella signora ebrea di Firenze ci ha cresciuto instillandoci l'idea che i mostri erano stati vinti: avevamo perduto metà della famiglia nell'Olocausto, ma l'Europa aveva imparato la lezione. Mai più l'Europa dei miei sogni, aperta, integrata, plurilingue, avrebbe potuto pascersi di odio antisemita. Invece esso come la gramigna ha ripreso piede ovunque, e chi avrebbe pensato che avremmo visto di nuovo manifestazioni a Berlino in cui si urla morte agli ebrei.[...]

Né spiegazione né scuse

sabato 18 ottobre 2014 Generico 1 commento
Non c’è spiegazione né scusa per quello che Kerry ha detto sul legame fra il conflitto israelo-palestinese, e anzi, la sua causalità, e l’orribile, crudele svolta dell’islamismo con le decapitazioni dell’ISIS. È chiaro anche a un asino: se mai ci fosse, il nesso risiede nel desiderio arabo dominante di spazzare via anche Israele, considerato un Paese occidentale e quindi infedele, e il disegno di uno Stato Islamico onnicomprensivo e onnipotente. Eventualmente Kerry avrebbe dovuto invitare i palestinesi ad abbandonare i loro sogni imperialistici e dominatori.[...]

A volte l’incubo finisce. Gli islamici liberano le studentesse cristiane

sabato 18 ottobre 2014 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 18 ottobre 2014

Alle volte anche gli incubi possono finire. Così ieri uno dei grandi problemi dei nostri giorni, la detenzione di ostaggi da parte di estremisti islamici che torturano e giustiziano i prigionieri, ha visto almeno una pausa in due diverse parti del mondo. In Nigeria il governo ha raggiunto un accordo con l'organizzazione terrorista Boko Haram per la liberazione delle circa 200 ragazze rapite sei mesi fa e l'emozione è grande in tutto il mondo. Nelle Filippine il gruppo ribelle musulmano Abu Sayyaf ha rilasciato i due cittadini tedeschi rapiti ad aprile poche ore dopo aver minacciato di decapitare uno degli ostaggi se non fosse stato pagato il riscatto: ma cinque milioni e 600mila dollari hanno raggiunto le tasche dei terroristi, e Stefan Okonek e Henrike Dielen hanno ritrovato la libertà.[...]

Londra riconosce la Palestina. E piovono miliardi su Hamas

mercoledì 15 ottobre 2014 Il Giornale 4 commenti
Il Giornale, 15 ottobre 2014

I palestinesi sono di ottimo umore in questi giorni: al supermarket della storia hanno comprato alcuni grossi successi in cambio di niente. E "niente" non è una merce che a un tavolo delle trattative possa essere scambiata. Se chiedi 4 miliardi di dollari per riparare i guai che tu hai combinato, senza nemmeno offrire una garanzia di gestione, e invece una cinquantina di Stati al Cairo si affrettano a mettertene in mano 5 e mezzo per la ricostruzione di Gaza, perché mai dovresti cercare una trattativa di pace? Puoi avere tutto senza dare niente
.[...]

Mediorientale

mercoledì 15 ottobre 2014 Generico 0 commenti
RIASCOLTA La rubrica "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana con Fiamma Nirenstein e Massimo Bordin




Il riconoscimento di uno Stato palestinese da parte del governo inglese e della Svezia; il viaggio di Ban Ki-moon a Gazai cinque miliardi e mezzo donati alla Palestina, l'importanza di capire fine faranno e le domande su dove siano andati a finire tutti i miliardi di dollari donati negli anni; questi gli argomenti della puntata settimanale de Il Medio Oriente visto da Gerusalemme, per poi continuare con un'analisi su i rapporti tra Fatah e Hamas e concludere con interessanti notizie che ci arrivano dalla Turchia che solo pochi giorni fa ha bombardato i curdi nel Sud nonostante abbia Daesh alle porte, e in casa, come scopriremo ascoltando la conversazione settimanale tra Nirenstein e Bordin.

Malala, il Nobel che spaventa l'islam. Il Nobel per la Pace dichiara guerra a talebani e ayatollah

sabato 11 ottobre 2014 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 11 ottobre 2014

Finalmente ce l'ha fatta la sussiegosa giuria del premio Nobel. Mentre l'anno scorso l'aveva snobbata nonostante Malala avesse quasi dato la vita per aprire la strada verso le scuole a tutte le bambine in un mondo di Talebani assassini, quest'anno il Premio Nobel per la Pace le è stato assegnato. Anche a Oslo si sono accorti che è ormai difficile sopportare la violenza islamista contro le donne, la proibizione di tutte le libertà sin dall'infanzia, sono tempi in cui ogni giorno giungono notizie di donne rapite, stuprate, uccise. E così Malala è tornata all'attenzione della giuria come eroina di tutte le ragazze che vogliono studiare. Ha ancora 17 anni nonostante la sua vita piena di traumatiche esperienze, e il suo visino rotondo ci ricorda che ha avuto un'infanzia negata. [...]

Gli arabi vogliono eliminare Israele anche dalle mappe

venerdì 10 ottobre 2014 Il Giornale 3 commenti
Il Giornale, 10 ottobre 2014

Quale inconcepibile errore! Scrivere"Israele" sulla mappa, al suo posto, come se quel Paese esistesse davvero! Non c'è che scusarsi per la disgustosa distrazione: e questo ha fatto la TV saudita MBC quando centinaia di milioni di telespettatori di tutto il mondo arabo l'hanno coperta di insulti.[...]

Sulla Palestina il passo falso di Stoccolma

martedì 7 ottobre 2014 Il Giornale 6 commenti
Il Giornale, 07 ottobre 2014

Il premier socialdemocratico appena eletto Stefan Lofven, nel suo discorso di inaugurazione venerdì ha stabilito un record immediato: ha annunciato che il suo Paese riconoscerà, primo dell'Unione Europea, lo Stato Palestinese. Poi l'ambasciatore in Israele Carl Nesser ha cercato di addolcire il linguaggio, ma la sostanza resta uguale. Il gesto ignora la necessità di trattative fra Israele e i palestinesi, spinge questi ultimi al solito rifiuto del compromesso, esalta la tendenza a accettare la versione che sia Israele a ostacolare la pace.[...]

Per celebrare la festa islamica decapitano un ostaggio

sabato 4 ottobre 2014 Il Giornale 4 commenti
Il Giornale, 04 ottobre 2014

Due nuove sconfitte per la civiltà e anche per la coalizione in guerra contro l'ISIS oggi definiscono il tragico bollettino quotidiano della guerra che insanguina il mondo. Alan Henning, il 47enne tassista inglese prigioniero da dicembre, catturato mentre cercava di passare dalla Siria in Turchia, è stato decapitato. Ce lo ha mostrato un video che riassume le altre tre mostruose decapitazioni precedenti, e mostra Henning nella mani di un boia incappucciato con il consueto machete nelle mani. Stavolta con forte accento americano, l'assassino di turno si è rivolto ad Obama: "Obama, sei tu ad avere dato il via ai bombardamenti aerei in Siria, tu che seguiti a colpire la nostra gente, ed è quindi giusto che colpiamo i tuoi uomini". Una pura dichiarazione d'odio senza contenuto logico, dal momento che il povero Henning, musulmano, era in Siria con un gruppo di assistenza che, islamico a sua volta, cercava di portare aiuto alla popolazione.[...]
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