Fiamma Nirenstein Blog

La guerra antisemita contro l'Occidente

7 ottobre 2023 Israele brucia

Jewish Lives Matter

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Museo del popolo ebraico

Il Giorno della Memoria. Radio Radicale intervista a Fiamma Nirenstein

lunedì 27 gennaio 2020 Generico 0 commenti
Cari amici,

cliccando qui potrete riascoltare l'intervista rilasciata a Giovanna Reanda, Radio Radicale, in occasione del Giorno della Memoria

Quella scritta sfregia la Storia

sabato 25 gennaio 2020 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 25 gennaio 2020

Scritte, parole, segni... Nella notte fra il 9 e il 10 dicembre del 1936, la Notte dei Cristalli che dette il via all'eliminazione sistematica nazifascista del Popolo Ebraico, la notte in cui arsero i beni e le case ebraiche, la parola Juden fu scritta, scarabocchiata, bestemmiata su muri e vetrine e porte. Cominciava il rogo di sei milioni di persone, fra cui un milione e mezzo di bambini. Una scritta non è solo due parole in fila: è un'arma mortale disegnata sul muro, sulla porta, sui social media che sono la maggiore di tutte le superfici sfregiabili con parole offensive destinate a diventare armi. Così alla vigilia della Giornata della Memoria è orribile vedere quelle due parole nere di odio, in tedesco!!Con lo scarabocchio di una stella di David, il Magen David che gli ebrei portarono cucito addosso come un marchio di condanna a morte. Esso oggi, finalmente, campeggia glorioso sulla bandiera Israeliana. Sì, disgusta lo scarabocchio nerastro sulla porta di casa di Aldo Rolfi, il figlio di Lidia Beccaria Rolfi partigiana deportata a Ravensbruck nel 1944, vomitato là di notte da un perfido demente dopo che Rolfi è intervenuto su un giornale locale per ricordare la madre, per altro deportata politica. Ma è in tedesco: chi l'ha scritta sa che la Germania era cosparsa di cartelli e segnali che dicevano da ristoranti, negozi alberghi, scuole: " Juden sind hier unerwunscht ". Gli ebrei qui non sono desiderati. [...]

Forum Internazionale sull'Antisemitismo e la Shoah a Gerusalemme. Intervista a Fiamma Nirenstein

venerdì 24 gennaio 2020 Generico 0 commenti
Cari amici,

cliccando qui potrete riascoltare l'intervista realizzata da Giovanna Reanda per Radio Radicale sul "Forum Internazionale sull'Antisemitismo e la Shoah a Gerusalemme". Nel corso dell'intervista sono stati discussi i seguenti temi: Antisemitismo, Campi Di Concentramento, Democrazia, Diritti Umani, Ebraismo, Ebrei, Esteri, Fascismo, Francia, Gerusalemme, Guerra, Israele, Istituzioni, Italia, Macron, Mattarella, Nazismo, Netanyahu, Olocausto, Pace, Politica, Putin, Razzismo, Religione, Rivlin, Russia, San Pietroburgo, Sicurezza, Storia, Ucraina, Violenza.

Israele, 40 capi di Stato contro l'antisemitismo. E Trump «offre» la pace

venerdì 24 gennaio 2020 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 24 gennaio 2020


Mentre intorno alla fiamma eterna accesa nella hall del Museo dell'Olocausto a Gerusalemme ieri per tutta la giornata quaranta presidenti, re, primi ministri hanno portato il loro tributo alla Memoria della Shoah promettendo di combattere l'antisemitismo, si preparava un altro drammatico annuncio. Mike Pence, vice presidente degli Stati Uniti e Benjamin Netanyahu, appena conclusa la grande conferenza hanno annunciato che la settimana prossima negli Stati Uniti si presenterà il famoso "Piano del Secolo". Esso, nelle intenzioni di Trump, dovrebbe portare la tanto desiderata pace fra Israele e Palestinesi. Netanyahu per sottolinearne la serietà ha subito esteso l'invito al suo antagonista Benny Gantz, capo del partito "Blu e Bianco". Jared Kushner incaricato per il Medio Oriente e genero di Trump avrebbe dovuto essere qui per l'annuncio, ma il maltempo ha impedito al suo aereo di decollare. Secondo indiscrezioni, il piano prevede che i palestinesi ottengano lo Stato se riconosceranno lo Stato Ebraico;  il controllo su Gerusalemme sarebbe israeliano e l'area C verrebbe annessa. I palestinesi riceverebbero grandi incentivi, ma lo Stato sarebbe demilitarizzato. [...]

Leader mondiali a Gerusalemme. Una lezione

giovedì 23 gennaio 2020 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 23 gennaio 2020

Come in una favola, i principi giungono a Gerusalemme uno a uno da ieri portando un dono importante come l'oro l'incenso e la mirra: la memoria. Cosa c'è di più volatile e insieme di più indispensabile quando si parla del Popolo Ebraico, e quindi di Israele: non è un caso che tanto sforzo, tanti soldi, tanta perversa tenacia si stata messa dai nemici di Israele nel cancellare col cosiddetto "negazionismo" la memoria di ciò che è indimenticabile, ovvero il tentativo di omicidio di un Popolo intero e la sua strage, con i bambini, e che questo sia andato in parallelo alla violenza antisemita. Adesso, nel 75esimo anniversario della liberazione di Auschwitz sono atterrati in Israele 46 delegazioni per partecipare al Quinto Forum Mondiale sulla Shoah: è un omaggio indubitabile alla Stato di Israele e anche, per converso, un grido di allarme collettivo rispetto all'incredibile, inaspettata crescita di parole, gesti, delitti antisemiti negli ultimi anni. Ieri sera con una cena a casa del presidente della Repubblica Reuven Rivlin è iniziata la Conferenza che continua oggi a Yad Va Shem, il bellissimo Museo della Shoah.[...]

VIDEO Fiamma Nirenstein ospite della trasmissione tv "Fatti e Misfatti"

martedì 21 gennaio 2020 Generico 0 commenti
Cari amici,

cliccando qui potrete rivedere la puntata completa della trasmissione tv dello scorso 18 dicembre Fatti e Misfatti del TgCom24 dove sono stata ospite del direttore Paolo Liguori con il quale abbiamo discusso del convegno intitolato Nuove forme dell’antisemitismo svoltosi il 16 gennaio scorso presso la sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, Senato della Repubblica.

Antisemitismo e musulmani. Le ragioni di Matteo

lunedì 20 gennaio 2020 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 20 gennaio 2020

Chi ha il diritto, il privilegio, di poter combattere l'antisemitismo che è riapparso, repugnante, in tutto il mondo? Nei giorni prossimi a Gerusalemme si apre una conferenza mai vista prima, in cui da Netanyahu a Putin a Mattarella, a Macron tutti si consulteranno su come battere questo fenomeno. Sembra ovvio, logico: la memoria della Shoah, lo stupore indignato di chi settant'anni dopo assiste a una crescita verticale di odio contro il Popolo Ebraico, l'aggressione contro le persone, i simboli, i luoghi di culto, contro la sua legittimità ad esistere, unisce. In realtà l'unità su come combattere questa battaglia è un serissimo problema. Ogni guerra richiede un'analisi e quindi una strategia accurata, e qui invece esse sono tante e spesso inconciliabili. [...]


Niente nucleare a chi abbatte gli aerei civili

domenica 12 gennaio 2020 Il Giornale 2 commenti
  Il Giornale12 gennaio 2020

Ops, un errore. Un errore di valutazione, «umano», certo, come hanno detto gli iraniani, e di chi? Certo non degli extraterrestri. Ma si tratta del regime iraniano, lo stesso che in queste ore i soliti ragazzi coraggiosi contestano in piazza, sfidando in città e all'università Amir Kabir, mentre fioccano i lacrimogeni e le Guardie rivoluzionarie aspettano il solito ordine di sparare. Qui non ci saranno errori: la Guardia rivoluzionaria è fatta così, prima spara, poi ci ripensa, a volte non ci ripensa nemmeno. [...]

La risposta simbolica degli ayatollah. Salva l'onore ferito ma evita l'escalation

venerdì 10 gennaio 2020 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 10 gennaio 2020

Il grande spettacolo della vendetta iraniana ha preso ieri l'aspetto di una rappresentazione grottesca, col tragico backstage dei 176 uccisi sull'aereo ucraino caduto, o abbattuto… Su questo disastro ognuno fantastichi ciò che crede, non si saprà mai perché gli iraniani non consegneranno la scatola nera. Quello che si sa è che l'attacco sulle basi americane in Iraq, ovvero la rappresaglia per l'eliminazione di Qassem Soleimani, è stato prima annunciata e poi pubblicizzata con molta maggiore forza di quella dell'attacco stesso. Esso ha certo danneggiato con 6 missili le basi di al Asad e con un razzo quella di Erbil, ma  senza uccidere i soldati di stanza. Le forze irachene e forse, si dice, anche quelle americane, sono state avvisate prima. Una bella quantità di 22 missili è stata comunque lanciata in meno di un'ora ma fra le forze NATO non risultano vittime, comprese fra le forze del contingente italiano. In parole povere, è stata una grossa operazione propagandistica, e curiosamente lo ha spiegato twittando il ministro degli Esteri iraniano stesso Javad Zarif rivendicando la sua risposta "proporzionata", con la quale quindi, lo scontro potrebbe concludersi. [...]

Polveriera araba

lunedì 6 gennaio 2020 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 06 gennaio 2020

Chi si immagina che sia adesso il momento in cui il Medio Oriente rischia il caos è davvero distratto. Qualcuno ha detto che Israele è una villa nella giungla. Lasciando da parte la villa, la giungla è veramente tale. Ed è difficile che possa essere più intricata e selvaggia, da molti anni. L'esplosione è sempre a portata di mano. E' vero che ieri il Parlamento iracheno ha chiesto al governo di escludere la presenza militare americana in seguito all'eliminazione di Suleimani. E questa non sarà l'unica conseguenza immediata del gesto di Trump. E tuttavia, come una volta mi disse Arafat, le onde del deserto cambiano per posizione, altezza, colore: ma la sabbia resta sempre la stessa. Gli USA si possono aspettare adesso chele milizie sciite in Iraq attacchino i militari, i diplomatici, i civili. L'Iraq appare il più logico teatro per una risposta immediata, là è stato eliminato, oltre al generale Suleimani, anche Abu Mahdi al Muhandis, il capo delle milizie filo-iraniane irachene. Ma anche se gli americani sono stati estromessi politicamente, questo non stabilizza il potere filo-iraniano. Molti iracheni non hanno nessuna simpatia né per gli americani né, tantomeno, per gli iraniani. Nelle case irachene si è distribuito dolci quando Suleimani è stato ucciso, ripensando ai più di duecento morti che nelle settimane scorse le milizie hanno fatto nelle piazze di Baghdad che protestavano  contro l'establishment filo-iraniano. I molteplici, aggressivi interessi internazionali che sconvolgono il Medio Oriente  sono uno dei motivi delle infinite sanguinose rivoluzioni che hanno sconvolto questa larga porzione del globo terracqueo: l'America, la Russia, l'Iran, il potere sunnita, la Turchia, la Cina, tutti fomentano scontri fratricidi, causati alla base da autoritarismo, corruzione, violazione dei diritti umani, povertà, terrorismo, che a partire dalla prima Primavera Araba hanno portato a milioni di morti e  alla  biblica emigrazione dell'ultimo decennio. La maggiore delle guerre è ancora in corso in Siria, e oltre a Russia, Iran, Hezbollah, si è presentata un'altra forza armata contro i Curdi, quella di Erdogan, il presidente Turco. Anche lui sia in Siria che in Libia sfodera il suo imperialismo ottomano che si presenta come contraffaccia di quello Iraniano sciita. Ma i due hanno anche interessi comuni. [...]
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