Israele, ultima sfida di Netanyahu, sconfiggere i giudici alle elezioni
venerdì 28 dicembre 2018 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 28 dicembre 2018
Manca poco: il 9 aprile Israele andrà alle elezioni. Molti, com'è naturale parlando di un Primo ministro come Bibi che ha servito per tre volte a partire dal 1996 (poi nel 2009 e nel 2013) e 16 volte nei più svariati ministeri, descrivono l'evento come l'occasione del grande spettacolo della fine del potere del grande capo. Ma cosa succederà davvero a Gerusalemme dopo le prossime elezioni?
Nei prossimi giorni la magistratura deciderà se accusare Netanyahu di corruzione in base alle indagini compiute nella tempesta di una campagna di stampa furiosa. Si dice che Bibi abbia voluto sciogliere la Knesset per alzare una cortina fumogena, e adesso alcuni dei suoi lasciano trapelare che comunque lui non se ne andrebbe fino a eventuale condanna. Ma l'accusa è di aver offerto favori a Walla, un giornale on line di appartenenza di Bezeq, la rete telefonica nazionale, in cambio di una copertura favorevole non è di carattere infamante specie perchè Walla non è mai stata carina con Netanyahu che, per altro sarebbe il corruttore e non il corrotto. Inoltre, come il famoso avvocato Alan Dershowitz ha detto dopo aver studiato le carte, le prove non sembrano sufficienti. [….]
Informazione Corretta, il nuovo video di Fiamma in esclusiva da Gerusalemme: "I tunnel della morte di Hezbollah"
sabato 8 dicembre 2018 Generico 1 commento
Cari amici,oggi, 08/12/2018, IC pubblica un mio nuovo video titolato "I tunnel della morte di Hezbollah"
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Quella mano tesa Papa-Abu Mazen ferita per Israele
martedì 4 dicembre 2018 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 04 dicembre 2018Viene puntualissimo, dopo le sei risoluzioni che l'ONU ha votato venerdì contro Israele, approvate da 156 contro 8 Paesi onesti (ma insomma, che sta facendo l'Italia?) in cui si nega la sovranità israeliana e il rapporto storico degli ebrei con Gerusalemme, l'incontro del Papa con Abu Mazen in cui, con tutto il rispetto, egli ha agito come un politico: ovvero, la strada scelta è la più immediata, la più fuori da un'analisi realistica dei fatti e quindi la più inutilmente cerimoniale. Non sarebbe stato magnifico e storico quanto la proibizione di Giovanni XXIII di essere ancora antisemiti, o la visita di Giovanni Paolo II al Muro del Pianto con il successivo riconoscimento, così dovuto alla storia umana, dell'Stato d'Israele, che il Papa avesse chiesto a Abu Mazen di imboccare una vera strada di conciliazione, di riconoscimento del diritto degli ebrei a un loro Stato, alla loro storia, alla loro capitale millenaria? Questo avrebbe anche legittimato i desideri dei palestinesi, li avrebbe rinfrescati e resi attuali. Ma non è accaduto. Il Papa ha incontrato Abu Mazen, il presidente dell'Autorità Palestinese, per allinearsi, secondo la Sala Stampa della Santa Sede, con le posizioni classiche, quelle che non hanno portato da nessuna parte. [...]
L'eredità di Kafka? Un processo kafkiano
mercoledì 28 novembre 2018 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 28 novembre 2018Israele, la patria degli ebrei, e la Germania in processo l'uno contro l'altro. E di lato una figura di donna, triste, anche lei parte dello scontro. Ma non si è trattato di affrontare, per una volta, il genocidio degli ebrei, i crimini della Seconda Guerra Mondiale. Il tribunale stavolta (trent'anni fa) ha dovuto deliberare per attribuire a un mondo o all'altro l'anima stessa di Kafka. A chi apparteneva la sua preziosa eredità culturale, come disboscare il doloroso intrico della cultura tedesca al suo livello sommo con l'eredità ebraica nella sua espressione più misteriosa, quasi indefinibile? E come separarla dagli interessi privati che, in maniera che è poi risultata inane, si sono frapposti allo scontro diretto? Di chi è Kafka? Degli ebrei nel cui mondo è nato e cresciuta la sua letteratura pure universale, o dei tedeschi nella cui lingua scrisse, pur essendo ceco? [...]
Cover image for "Mission Impossible" the new book by Fiamma Nirenstein
martedì 27 novembre 2018 Generico 0 commenti
Informazione Corretta, il nuovo video di Fiamma in esclusiva da Gerusalemme: "AirBnB contro Israele"
sabato 24 novembre 2018 Generico 1 commento
Oggi, 24/11/2018, IC pubblica il nuovo video di Fiamma Nirenstein, titolato "AirBnB contro Israele"
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Affitti vietati nelle colonie. E Airbnb boicotta Israele
mercoledì 21 novembre 2018 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 21 novembre 2015
Mediorientale
venerdì 16 novembre 2018 Generico 0 commenti
Cari amici,cliccando qui potrete riascoltare e leggere la trascrizione della rubrica di questa settimana Il Medio Oriente visto da Gerusalemme condotta da Massimo Bordin con il quale abbiamo discusso i seguenti argomenti: Arabia
Saudita, Difesa, Dimissioni, Egitto, Esteri, Gaza, Geopolitica,
Gerusalemme, Guerra, Hamas, Iran, Israele, Khashoggi, Lieberman, Medio
Oriente, Netanyahu, Onu, Palestinesi, Pannella, Politica, Putin, Russia,
Servizi Segreti, Unione Europea.
Israele, governo in bilico Via il ministro della Difesa "Resa ai terroristi di Gaza"
giovedì 15 novembre 2018 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 15 novembre 2015Il Ministro della Difesa israeliano Avigdor Lieberman, origine sovietica, abitante degli insediamenti, difensore sincero dei diritti umani laici, capo del partito Israel Beitenu, è un duro. Non ha mai pensato che con i palestinesi e tantomeno con Hamas una pace sia possibile. E ha sempre desiderato fare qualcosa che mettesse in seria difficoltà il suo mentore e premier Benjamin Netanyahu. Stavolta potrebbe costringerlo alle elezioni. Ieri si è dimesso mentre ancora echeggiavano nell'aria gli ultimi boati e scoppi della quasi guerra con Hamas. Una guerra dolorosa, con distruzioni, morti e feriti nelle città e nei kibbutz del sud, la gente terrorizzata, le sirene in continua attività per la ininterrotta sequenza di bombardamenti di Hamas sulla popolazione seguita dalle reazioni dell'esercito che hanno bombardato le strutture di Hamas a Gaza. [...]
Israele, pioggia di missili dalla Striscia di Gaza
martedì 13 novembre 2018 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 13 novembre 2018Dalla possibilità di un accordo a quella di una guerra con morti e feriti e Hamas che torna insieme alle altre milizie terroriste a tenere in ostaggio tutti i cittadini israeliani del sud. Ce l'ha messa tutta Netanyahu a evitare una guerra, ha persino consentito che il Qatar consegnasse a Hamas 15 milioni di dollari in contanti. Ha accettato come mallevadore il presidente Sisi, che ha parlato con gli israeliani e con Abu Mazen per creare le condizioni di un accordo dopo le aggressioni contro il confine israeliano. Ma lo scorpione sul dorso della rana la punge mortalmente mentre nuota portandolo in salvo. Perché? "Perché sono uno scorpione" risponde. Nonostante le tasche piene e la promessa di un porto, di zone di pesca, di apertura dei confini, in un'ora ieri fra le quattro e le cinque del pomeriggio una grandine di missili, circa cento, si è abbattuta sul sud di Israele. Ad Ashod un supermarket è stato distrutto, un ragazzo di 19 anni che viaggiava su un autobus colpito rischia di morire, a Netivot una casa è stata rasa al suolo. Le sirene suonano ovunque, la gente è chiusa o corre al soccorso, il fuoco divampa, gli aerei dell'aviazione israeliana bombardano Gaza. Là per ora si parla di tre morti e di 20 obiettivi militari colpiti. Netanayhu è tornato in gran fretta da Parigi, dove, alla riunione dei capi di Stato riuniti in memoria della fine della Prima Guerra Mondiale, aveva ripetuto l'intenzione di gestire lo scontro con Hamas con cautela. Una intenzione criticata fino nel Gabinetto di sicurezza. La gente della Striscia protesta che non può più vivere sotto la minaccia continua, il Primo ministro è accusato di debolezza. Hamas che con manifestazioni un po’ meno aggressive, si era trasformato per poco in un interlocutore possibile è tornato a essere se stesso, e Abu Mazen che avrebbe voluto piegarlo tagliandogli i fondi forse è soddisfatto. [...]





