Mediorientale
venerdì 6 luglio 2018 Generico 0 commenti
Cari amici,
cliccando qui potrete riascoltare e leggere la trascrizione della rubrica di questa settimana Il Medio Oriente visto da Gerusalemme condotta da Massimo Bordin
Se è rimasta solo la destra a difendere lo Stato ebraico
martedì 3 luglio 2018 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 03 luglio 2018Se qualcuno facesse vedere a Jeremy Corbyn o a Tayyp Erdogan la bandiera d'Israele che sventolava a Pontida, i due, ciascuno per la sua strada, avrebbero avuto che dire: il primo lo giudicherebbe un colpevole segno del nesso fra Israele e la destra il nazionalismo e il populismo; il secondo lo vedrebbe come un segno di islamofobia e di evidente odio antipalestinese e quindi antiarabo. Quanto agli ebrei italiani e europei, il mio popolo, di certo in gran parte si domandano come allontanare da sé questo amaro calice per seguitare a bere da quello della sinistra. Perchè ebrei e sinistra, e per buone ragioni, sono stati per molti decenni, ovvero dalla battaglia contro il nazifascismo e le persecuzioni, mutualmente legati, moralmente dipendenti, e anche dopo che la storia ha preso tante strade, compresa quella dello stalinismo antisemita omicida, stentano a strappare il cordone ombelicale. Cosicchè gli ebrei sono sempre molto attenti a qualsiasi segnale di antisemitismo di destra (e fanno bene), ma, (e fanno male), non sono per niente all'erta di fronte al quotidiano, assordante, attacco antisemita che, travestito da critica a Israele, ogni giorno proviene da sinistra e dal mondo islamico in Italia. [...]
Sul confine con Gaza Israele difende la sua esistenza
domenica 1 luglio 2018 Generico 0 commenti
Shalom.it, luglio 2018
centinaia di terroristi che si nascondo dietro donne e bambini. Non sono manifestazioni
pacifiche ma operazioni pianificate per portare la violenza e il terrore.
tanti anni di guerra su Israele, in verità raramente
mi sono trovata così innervosita dall’atteggiamento
dei media e dei politici europei, come nella reazione
delle prime pagine, sul trasferimento dell’ambasciata americana
a Gerusalemme e sulla cosiddetta “strage” o meglio “massacro” di palestinesi sul confine di Gaza.[...]
Israele e il dilemma sui profughi: portare aiuto a chi lo vuole morto
sabato 30 giugno 2018 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 30 giugno 2018
Sul
confine di Israele al Nord, si stanno accumulando decine di migliaia di
profughi in fuga dalla guerra. È l'epitome del problema dei rifugiati
che ormai tormenta tutto il mondo: perché occorre salvare vite, porgere
la mano a bambini e vecchi in stato di bisogno inaudito, ma fronteggiare
tuttavia insieme la feroce inimicizia araba nei confronti di Israele
mentre, tuttavia, si deve porgere orecchio agli esseri umani che
chiedono aiuto. Inoltre, Israele è circondata da ogni parte da Paesi
arabi nemici o agitati. Sul confine di Israele, dalla parte del Golan,
si vanno accumulando, dopo 500mila morti, migliaia di profughi siriani.
La loro immagine sotto il sole sulle pietre intorno ai camion che li
hanno sgomberati dai villaggi attaccati dalle truppe siriane, dai russi
sugli aerei, dagli Herzbollah e dagli iraniani amici di Assad col
permesso di Putin, è l'immagine stessa della miseria e del bisogno. [...]
Mediorientale
venerdì 29 giugno 2018 Generico 0 commenti
Cari amici,cliccando qui potrete riascoltare e leggere la trascrizione della rubrica di questa settimana Il Medio Oriente visto da Gerusalemme condotta da Massimo Bordin con il quale abbiamo discusso i seguenti argomenti: Arabia Saudita, Assad, Diritti Umani, Economia, Esteri, Gran Bretagna, Iran, Islam, Israele, Medio Oriente, Monarchia, Palestina, Rifugiati, Russia, Sanzioni, Siria, Usa.
L'Iran in rivolta contro la crisi e gli ayatollah
giovedì 28 giugno 2018 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 28 giugno 2018
Se il destino volesse che l'accordo americano con la Nord Corea andasse in porto, e se gli attuali sommovimenti in seno all'Iran portassero alla caduta del regime degli ayatollah, allora bisognerebbe inventarsi un doppio premio Nobel per Donald Trump. Triplo se le sue proposte di pace per il Medio Oriente avessero qualche risultato. E il tempo delle grandi sorprese. L'Iran prima ancora di risultati concreti con il ripristino delle sanzioni, dopo la cancellazione dell'accordo fra Teheran e i 5 Paesi più uno, soffre una profonda crisi depressiva di segno trumpiano, aumentata dalla disperata crisi economica. Ed è straordinario che, osservando l'Iran, si intraveda qualche possibilità se non altro di una severa destabilizzazione del suo roccioso sistema. [...]
VIDEO Presentation of the book "The Caliph and the Ayatollah: Our World Under Siege" by Fiamma Nirenstein
mercoledì 27 giugno 2018 English 0 commenti
In case you didn't see that your book presentation is on YouTube
About the book:
The
Iranian project to create an atomic bomb and the parallel fight by
Sunni ISIS to dominate Christians, Jews, and infidel Muslims appears to
many as political fiction. This new book by Fiamma Nirenstein sheds
light on the siege that Shiite and Sunni extremist ideologies have
placed upon our world, and the reasons why they will not give up unless
we defeat them.

Presentation of the book "The Caliph and the Ayatollah: Our World Under Siege"
lunedì 25 giugno 2018 Generico 0 commenti
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Tra dittatura e cambiamento
lunedì 25 giugno 2018 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 25 giugno 2018Comunque, nonostante una campagna elettorale in cui Erdogan aveva esercitato tutta la sua prepotenza con arresti, botte, piazze presidiate dai suoi fedeli, la metà del popolo turco si è stufata del sultano, anche se egli in queste ore sembra avvicinarsi alla vittoria col 53 per cento. Erdogan si era subito attribuito il 60 e rotti arrogandosi così un diritto assoluto e plebiscitario di divenire il primo Capo di Stato turco a governare con poteri allargati dopo i cambi costituzionali approvati nell'aprile del 2017. Ma anche se ce la farà, la sfida che segue a 15 anni di mani sulla Turchia si è dimostrata invece incerta, anche se Erdogan ce la farà a evitare il ballottaggio previsto, secondo la sua stessa decisione, al di sotto di quel il 51 per cento necessario per arrivare a essere il capo supremo che somma in sé i compiti di presidente e di Primo ministro insieme alla nomina diretta dei ministri, il controllo totale del giudiziario e dei leader militari. Le regole dell'emergenza dopo il colpo di Stato del 15 luglio sono state riconfermate sette volte. Sia Erdogan che Muharrem Ince, il maggiore contendente, hanno promesso di toglierle di mezzo. Ince ha dimostrato comunque che in breve tempo può sorgere, nonostante il Paese sia stretto nel pugno di ferro del "Sultano" , una alternativa concreta e pericolosa. [...]
L'ipocrita Onu condanna ancora Israele
venerdì 15 giugno 2018 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 15 giugno 2018Il sentimento di pena ormai sovrasta quello del disgusto politico, che assemblea rincitrullita e autolesionista, al di sotto di ogni critica fattuale: l'ONU mercoledì ha passato una Risoluzione che ha condannato Israele per uso "eccessivo, sproporzionato e indiscriminato della forza" durante i recenti scontri in cui i militanti di Hamas hanno portato la gente di Gaza a cercare di sfondare il confine con Israele coprendo gli armati con manipoli di persone prezzolate. E ha rifiutato persino di aggiungere alla mozione un emendamento americano in cui almeno si condannava Hamas per tutto il male che fa alla sua popolazione che domina con la violenza, senza dargli nessuna speranza, fuorché quella di uccidere. L'Algeria e la Turchia hanno proposto la condanna che ha ricevuto 120 Sì, 45 astensioni e solo 8 No, in testa USA, Israele, Australia, e poi i piccoli Micronesia, Nauru, Isole Marshall, Togo, Isole Solomon, che Dio li benedica. [...]







