La guerra antisemita contro l'Occidente
7 ottobre 2023 Israele brucia
Informazione Corretta, il nuovo video di Fiamma Nirenstein
martedì 3 settembre 2019
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Cari amici,
oggi, il sito web Informazione Corretta pubblica in esclusiva un mio nuovo video Pericolo a Nord: ecco i terroristi di Hezbollah, longa manus dell'Iran
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lunedì 2 settembre 2019
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Cari amici,cliccando qui potrete riascoltare e leggere la trascrizione della rubrica di questa settimana Il Medio Oriente visto da Gerusalemme condotta da Giovanna Reanda con la quale abbiamo discusso i seguenti argomenti: Elezioni,
Esteri, G7, Gerusalemme, Guerra, Hezbollah, Iran, Iraq, Israele,
Libano, Macron, Medio Oriente, Minori, Netanyahu, Politica, Scuola,
Società, Spagna, Trump, Unione Europea, Yemen.
domenica 1 settembre 2019
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Shalom.it, settembre 2019
La campagna elettorale in Israele non è certo stata caratterizzata da uno scontro di idee. Non è stato un momento di confronto politico, in cui le forze in campo abbiano presentato al pubblico sofisticati piani di miglioramento, disegni strategici particolari, in cui si siano contrapposte l'una all'altra come usava nel passato. Il blocco di destra da una parte, quello di sinistra dall'altra, hanno puntato solo a guadagnare quel punto in più che consente di avere 61 seggi in un parlamento di 120 deputati. [...]
mercoledì 28 agosto 2019
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Formiche.net, 28 agosto 2019
Israele da molto tempo cerca di evitare una guerra, anche se di fatto
una catena di fuoco la cinge da ogni parte. Proprio per evitare un
sanguinoso scontro frontale, deve contenere l’attacco concentrico dei
suoi nemici, che in questo periodo tessono fra di loro legami
particolarmente complessi e aggressivi, dagli attentati palestinesi
giorno dopo giorno alla costruzione di una forza militare e paramilitare
iraniana che si estende da Beirut a Baghdad, occupa il confine siriano,
arriva fino allo Yemen.
Si può capire il senso dell’assedio se si è visto cosa è successo a
Sderot, al confine con Gaza, domenica sera, proprio nelle ore in cui i
giornali europei titolavano sull’attacco israeliano sulla Siria alle
postazioni militari iraniane che avevano progettato un attentato
dall’aria. L’allarme “lenzuolo rosso” ha messo in moto le sirene mentre
un raduno musicale ammassava la popolazione (famiglie e tanti bambini,
come sempre avviene in Israele) all’aria aperta nel buio. [...]
Il Giornale, 26 agosto 2019
Non è andato benissimo a Macron il colpo di scena preparato per il G7 di Biarritz, anche se suggerisce un qualche accordo USA-Europa sulla questione iraniana: quel gran sorriso soddisfatto del visitatore a sorpresa Javad Zarif, ministro degli esteri iraniano,cui il presidente francese aveva promesso una mediazione con Trump (che non ha incontrato) e il resto dei grandi per tornare a un accordo che alleggerisca le sanzioni, non era adatto alla giornata particolarmente turbata da gesta iraniane contrastate sul campo dalla determinazione israeliana. Zarif è arrivato contento a Biarritz, secondo il consueto schema iraniano per cui la diplomazia è uno spettacolo per il pubblico internazionale, la sua politica che sta sconvolgendo il mondo e ridisegnando il Medio Oriente, un'altra storia. Zarif, con la mano tesa nella speranza che nonostante la cancellazione del trattato con Obama l'Europa riesca a convincere anche l'America a nuovi patti ha calcato il proscenio del G7; ma proprio nelle stesse ore i piani terroristici, che restano una strada maestra insieme alla promessa di distruggere Israele, invadevano le cronache internazionali.[...]
Il Giornale, 21 agosto 2019
L'Autorità
Palestinese ha messo al bando tutte le attività pubbliche in favore
della comunità gay e lesbica palestinese, e in particolare ha proibito
ogni mossa al gruppo Al Qaws, fondato nel 1991, che era riuscito a far
uscire allo scoperto un gruppo di Nablus, ne preparava una
manifestazione pubblica, e stava aprendo qualche finestra anche in altre
parti dell'Autorità Palestinese. Ma non esageriamo per favore, una
società islamica può sfidare la Sharia apertamente? Per ora non è mai
accaduto, gli episodi di odio antiomosessuale dimostrano un radicamento
popolare del pregiudizio che arriva, come in Egitto, a più del 90 per
cento, e fra i palestinesi dunque, la maschera bonaria che Abu Mazen
ama spesso mostrare all'Occidente è caduta. Gli LGTB palestinesi hanno
perso in questi giorni anche quel piccolissimo margine di speranza che
dava loro il fatto di non essere ufficialmente classificati come
criminali dalla loro legge, mentre tanti Paesi mussulmani li mettono al
bando. A Gaza, dove il governo è quello di Hamas, organizzazione
terrorista integralista islamica, oltre alle torture, alle botte,
all'imprigionamento, vige la pena di morte: fra le esecuzioni più note
quella, nel 2016,del trentatreenne Mahmoud Ishtiwi, condannato a morte
per omosessualità benché fosse uno dei comandanti militari. Morì non
come uno shahid, ma come un gay, per legge. [...]
mercoledì 21 agosto 2019
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Cari amici,
oggi, il sito web Informazione Corretta pubblica in esclusiva un mio nuovo video Gli omosessuali arabi palestinesi: storia di una persecuzione
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mercoledì 14 agosto 2019
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Formiche.it, 14 agosto 2019
Matteo Salvini può aprire la fase due, quella della proposta analitica e non solo di pancia, dopo le proteste e le adunate di piazza? Secondo Fiamma Nirenstein
sì, partendo da ciò che distingue il dna della Lega da quello del M5s:
l’esperienza amministrativa al nord e il pragmatismo dei suoi dirigenti.
La giornalista e scrittrice, già deputata per il Popolo della Libertà e
Vicepresidente della Commissione Affari Esteri, attualmente è Senior
researcher presso il noto think thank israeliano Jerusalem Center for Public Affairs (JCPA)
e nel 2011 è stata inserita nella lista, che ogni anno compila il
quotidiano Jerusalem Post, dei “50 ebrei più influenti del mondo”.
Formiche.net l’ha raggiunta a Gerusalemme per analizzare la
crisi di governo, gli effetti sulla politica estera e l’antisemitismo
che sta preoccupantemente riaffiorando in Ue.
Ieri è intervenuta alla tv israeliana per spiegare che Matteo Salvini non è un fascista: con quali argomenti?
Spesso tv e giornali israeliani usano la parola populista come una
spada, facendo di ogni erba un fascio tra Lega e M5S. Qui il termine
populista fa rima con fascista anche perché i sette ottavi dei media
sono di sinistra e orientati su posizioni anti Netanyahu. Uomo
coltissimo il premier, figlio di un grande storico e fratello di un
commediografo: tuttavia qui si tende spesso ad assimilarlo alla
categoria del populismo di cui ritengono che il capostipite
contemporaneo sia Trump. Noto la tendenza ad una criminalizzazione
internazionale di ciò che prima si chiamava destra e che oggi invece
viene tacciata di populismo. Tra l’altro qui si ignora che il populismo
nasce di sinistra…
Come ha replicato?
L’unico modo è spiegare la genesi di una storia economica, di una
contingenza geopolitica che fa dell’Italia un molo naturale nel Mar
Mediterraneo, dove l’Europa ha funzionato solo come strumento di
vessazione burocratica senza sostenere al contempo l’economia nazionale
caduta nel baratro dopo la crisi che è coincisa con la guerra siriana.
Ma il punto è un altro. [...]
martedì 13 agosto 2019
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Il Giornale, 12 agosto 2019
E' colpa della luna che decide i calendari religiosi sia ebraico che musulmano. Ed è una fortuna che le cose siano finite senza morti, anche se con 40 feriti di cui 4 poliziotti e qualche fermato. Ma l'umore è pessimo da parte Israeliana e Palestinese. Due ricorrenze si sono date appuntamento sulla spianata del Tempio, o se si vuole delle Moschee, a Gerusalemme. E qui che durante tutta la mattinata si sono scontrati con la polizia e poi con gruppi di ebrei folle musulmane irate convenute nella celebrazione della festa di Eid al Ahda, o del Korban, il giorno del sacrificio: venerdì l'Waqf, l'organizzazione che sovrintende ai luoghi santi musulmani, ha chiamato le folle a raccolta alla Moschea di Al Aqsa e alla Moschea della Roccia per prevenire gli ebrei dalla salita alla loro spianata del secondo tempio, su cui sono state poi costruite le Moschee. La ragione è un concentrato delle guerre di religione, che pugnale lo status quo di sacra osservanza a Gerusalemme: gli ebrei infatti ieri avevano in calendario Tisha be Av, il 9 del mese di Av, in cui il Tempio fu distrutto dai Romani nel 70 d.C. Da allora, anzi, dalla distruzione persiana del Primo Tempio nel 423 a.C che cadde nella stessa data, il popolo ebraico si dispera nel ricordo di come perse la sovranità sulla sua adorata Gerusalemme. E di fronte al Muro del Pianto piange: esso nei secoli è rimasto l'unico grande testimone di pietra, il Kotel, il Muro Occidentale cui si fa pellegrinaggio (non solo gli ebrei! Ricordiamo Giovanni Paolo II)) e ai cui pertugi si affidano i bigliettini con preghiere e confidenze dirette al Padreterno. Giuseppe Verdi, quando scriveva "Va pensiero" descriveva esattamente lo stato d'animo di Tisha be Av allora in Persia. Ieri la polizia aveva deciso, data la coincidenza delle feste, di proibire agli ebrei di salire sulla Spianata: poi la scena è cambiata, e si è tornati, in una situazione molto tesa dopo gli scontri, e mentre gruppi di ebrei spingevano per salire sul Monte del Tempio, a riaprire la porta dopo le dieci. La spinta era prevalentemente politica:da parte religiosa ci sono molti saggi rabbini che ritengono che non si debba pregare affatto sul Monte del Tempo finchè non sia ricostruito (profezia che somiglia molto a una metafora) il Tempio distrutto.[...]