Fiamma Nirenstein Blog

La guerra antisemita contro l'Occidente

7 ottobre 2023 Israele brucia

Jewish Lives Matter

Informazione Corretta, il nuovo video di Fiamma Nirenstein

Museo del popolo ebraico

Quel dilemma esistenziale sull'immigrazione

domenica 30 giugno 2019 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 30 giugno 2019

Ciò che lascia stupefatti e come stremati, alla fine della storia di mare o, se si vuole, all'inizio della vicenda dei migranti della Sea Watch 3 è l'insopportabile semplificazione con cui l'opinione pubblica nostrana e internazionale ha trattato la vicenda. I buoni e i cattivi, i fascisti e i comunisti, la pietà e la crudeltà. La deificazione, per esempio di Le Monde e da noi di Repubblica, di Carola Rackete, la mostrificazione di Salvini, la convinzione infantile che ci fossero una ragione e un torto ben disegnati e inequivocabili lascia stupefatti, è una scelta idolatrica. I semplificatori si prendono innanzitutto serie responsabilità politiche nei confronti dell'Europa stessa: la violazione delle leggi, l'arroganza con cui la capitana della nave ha gestito a sua immagine e somiglianza le leggi internazionale, il disprezzo verso l'Italia, uno dei Paesi membri immaginando che le leggi di uno dei più importanti Paesi membri possano essere giudicate e ignorate dovrebbero essere rifiutate da tutti quelli che trengono all'UE. La questione dell'immigrazione è come dice il titolo del libro-raccolta (da me curato e in parte scritto) che a Tel Aviv presentiamo lunedì "un dilemma Esistenziale". Il volume che è intitolato "L'ondata migratoria in Europa, un dilemma esistenziale" cerca di fare proprio il contrario, ovvero di addentrarsi nella necessità immediata dell'Europa di affrontare un problema vitale e essenziale per la sopravvivenza del Vecchio Continente in se stesso come entità storico-culturale e sociale, sia come accumulo di leggi e norme. O lo si affronta, o soccomberemo alle divisioni interne e a una pressione che per esempio, fa sì che la metà della popolazione maschile adulta dei Paesi Arabi programma di emigrare. [...]

VIDEO The Migration Wave into Europe- An Existential Dilemma (sottotitoli in italiano)

sabato 29 giugno 2019 Generico 0 commenti
 
Immagine correlata

Il sito Informazione Corretta riprende il video pubblicato dal Jerusalem Center for Public Affairs
la presentazione del volume curato da Fiamma Nirenstein in edizione internazionale inglese.

I sottotitoli per l'edizione italiana sono a cura di Giorgio Pavoncello

Cliccare qui

ANSAMED Nirenstein, con l'emigrazione 'o si fa l'Europa o si muore'

sabato 29 giugno 2019 Generico 0 commenti

AnsaMed, 29 giugno 2019

TEL AVIV- L'ondata migratoria verso l'Europa è una questione "decisiva" per il suo futuro e anche "la sua stessa sopravvivenza". Ne è convinta la giornalista Fiamma Nirenstein - ex parlamentare italiana, da tempo in Israele - autrice di un libro a più voci (curato dal think-tank 'Jerusalem Center for Pubblic Affair') che sarà presentato lunedì 1 luglio a Tel Aviv con gli ambasciatori Ue, compreso quello italiano Gianluigi Benedetti. 'L'ondata migratoria in Europa: un dilemma esistenziale" già dal titolo - ha raccontato Nirenstein all'ANSA - sottolinea l'urgenza della questione che, se non risolta, produrrà ricorrenti crisi "potenzialmente mortali per l'Europa stessa". [...]

Nirenstein

Mediorientale

sabato 29 giugno 2019 Generico 0 commenti
Cari amici,
cliccando qui potrete riascoltare e leggere la trascrizione della rubrica di questa settimana Il Medio Oriente visto da Gerusalemme condotta da Giovanna Reanda con la quale abbiamo discusso i seguenti argomenti: tra gli argomenti discussi: Arabi, Arabia Saudita, Bahrain, Barak, Esteri, Golfo Persico, Hezbollah, Iran, Israele, Medio Oriente, Missili, Netanyahu, Palestina, Partiti, Politica, Russia, Siria, Usa

VIDEO The Migration Wave into Europe: An Existential Dilemma (Jerusalem Center for Public Affairs)

mercoledì 26 giugno 2019 English 0 commenti

Presentation to an exclusive gathering of the Diplomatic Corps of the recently published study "The Migration Wave into Europe: An Existential Dilemma," edited by Fiamma Nirenstein a senior fellow of the Jerusalem Center for Public Affairs


Watch here To read the full study go to:
Offerte e incognite tra Pasdaran e Hamas
lunedì 24 giugno 2019 Il Giornale 0 commenti

Il Giornale, 24 giugno 2019

Tutto si muove a Gerusalemme. E' arrivato il consigliere strategico di Trump, John Bolton per l'inusitato  summit USA-Russia-Israele che inizia oggi. I tre consiglieri strategici dei primi ministro parleranno di Siria, di Iraq, di Iran.. e che affrontino, loro tre, l'assetto del Medio Oriente di certo non fa stare allegri gli Ayatollah, e nemmeno i palestinesi. Trump ha graziato l'Iran all'ultimo minuto dopo l'abbattimento del drone richiamando i suoi aerei, e ha detto che spera non solo nella pace, ma in un futuro prospero e stabile per l'Iran stesso. Una visione che si va disegnando sempre di più, quella di un uomo d'affari che intende fornire al mondo non una leadership militare, ma delle ragioni cogenti per capire che la vita deve essere vissuta per quello che ha da offrire oggi, e non come un disegno divino di predominio. [...]

Informazione Corretta, il nuovo video di Fiamma Nirenstein in esclusiva da Gerusalemme: "Lampi sul Medio Oriente: verso una guerra per fermare l'Iran nucleare?"

giovedì 20 giugno 2019 Generico 0 commenti


Cari amici,

oggi, il sito web Informazione Corretta pubblica in esclusiva un mio nuovo nuovo video: "Lampi sul Medio Oriente: verso una guerra per fermare l'Iran nucleare?"

Clicca qui per vedere il video


Teheran è il problema del mondo. Gli Usa e il dilemma della guerra

sabato 15 giugno 2019 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 15 giugno 2019

L'Iran ha sempre giocato su diversi terreni: basta ricordare come nel periodo in cui col P5 +1 guidato da Obama trattava con sorrisi e moine il pessimo accordo che il regime degli Ayatollah avrebbe acquisito, mentre sviluppava invece dall'altra parte una strategia complessa e belligerante della conquista shiita del Medio Oriente e della costruzione del regime più aggressivo del mondo nei confronti dell'Occidente, in particolare con la reiterata promessa di distruggere lo Stato d'Israele. Da una parte di costruiva la bomba, dall'altro il ministro degli Esteri iraniano Zarif e la commissaria europea Mogherini costruivano una magnifica amicizia che dura a fino ad oggi. Dopo che il presidente Trump ha abbandonato il "bad deal" con l'Iran nel 2018 e ha applicato sanzioni per riportarlo al tavolo dei negoziati, rivedere la parte che ridurrebbe il poderoso sistema balistico, impedire una volta per tutte la ripresa del programma nucleare di un regime liberticida che dichiara la sua volontà di distruggere Israele e la sua aggressività verso l'Occidente, l'Iran tenta di nuovo il doppio regime: parla con l'Europa, riceve in pompa magna il ministro degli Esteri tedesco per convincere l'Europa a circumnavigare le sanzioni, chiede ai giapponesi durante la visita del loro premier Shinzo Abe a Teheran una mediazione... Ma poi non ce la fa a tenere la faccia da poker della diplomazia. Lo scontro interno è feroce, l'economia è a pezzi, la fanfara del patriottismo tiene a bada il dissenso. [...]

I capi politici palestinesi si aumentano gli stipendi e la gente muore di fame

lunedì 10 giugno 2019 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 10 giugno 2019

(Gerusalemme) C'è modo e modo di essere corrotto. Ma quando lo si fa roteando una spada che annuncia l'avvento della giustizia per tua mano, la cosa diventa particolarmente penosa. È quello che accade all'Autonomia palestinese di Abu Mazen in questi giorni: in nome della resistenza contro il nemico sionista ha rifiutato le tasse che Israele era come al solito pronto a conferirgli anche se decurtate del budget previsto per i terroristi in carcere, e per questo ha tagliato gli stipendi dei dipendenti civili e militari dal 40 al 60 per cento, penalizzando soprattutto la gente di Gaza, che non gli è molto simpatica politicamente... Ma poi, il governo palestinese si è fatto scoprire con le mani nel sacco. Aveva infatti deciso nel 2017 un aumento degli stipendi dei suoi ministri del 67% e lo aveva addirittura reso retroattivo al 2014, un bell'accumulo di shekel. Il primo ministro Mohammed Shtayyeh guadagna sui 6mila dollari al mese e i ministri sono arrivati dai 3mila ai 5mila dollari. Più gli arretrati. Abu Mazen, che è presidente dal 2005 (secondo la legge avrebbe dovuto restarlo per quattro anni) ha approvato la decisione e non l'ha resa pubblica: ci hanno invece pensato, inferociti, i social media e il tamtam della gente impoverita, stanca, disoccupata. La crisi economica è un dato permanente nella vita palestinese, così come lo è l'infinita corruzione che alcuni coraggiosi, incuranti delle sicure rappresaglie, periodicamente denunciano. Chi scrive ha incontrato più volte persone di tutto rispetto perseguitate da minacce molto sostanziali, esasperate e inutilmente desiderose di comunicare la loro disperazione. I torti subiti, l'impunità nel fornirsi di pubblico denaro spesso donato da Paesi terzi delle classi dirigenti sono nelle mani dei boss locali: questi, su base di amicizia e di forza tengono soggiogati interi gruppi sociali, e sotto la cenere cova, insieme alla miseria che nasce dal rifiuto di occuparsi di qualcosa che non sia la diffamazione e la guerra continua contro Israele, una ribellione che a Gaza è anche scoppiata in piazza. [...]

Informazione Corretta, il nuovo video di Fiamma Nirenstein in esclusiva da Gerusalemme: "Amir Ohana, in Israele il primo ministro omosessuale con figli"

sabato 8 giugno 2019 Generico 0 commenti
Cari amici, 

oggi, il sito web Informazione Corretta pubblica in esclusiva un mio nuovo nuovo video: "Amir Ohana, in Israele il primo ministro omosessuale con figli"


Clicca qui per vedere il video
Per offrirti un servizio migliore fiammanirenstein.com utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l'uso dei cookies.