Lo strano Giro d'Italia che partirà da Israele
Potrebbe essere il 4 o il 5 di maggio del 2018, ancora c'è un pò di nebbia, ma Gerusalemme risplende chiara, brillante, alta all'orizzonte. Sarà da qui, ed è un evento che fa allegria in un mondo orientale grigio e aggrondato, che partirà il prossimo Giro d'Italia: ormai è sicuro. Già a metà agosto il consolato generale d'Italia nella capitale d'Israele aveva fatto sapere di essere in contatto con gli organizzatori, poi piano piano la cosa è cresciuta e così, per la prima volta la competizione tanto cara al cuore degli italiani, giunta alla sua 101esima edizione, parte dalla Città Santa.[...]
Israele bombarda la Siria. La nuova minaccia sono sempre gli iraniani
Era quasi la mattina di ieri quando, secondo fonti straniere, una squadra di jet dell'esercito israeliano ha attaccato una fabbrica di armi chimiche e di bombe su territorio siriano, nella regione di Hama a Masyaf. Se ne parlò già nel 2014 come di un alacre centro produttore di veleni chimici pronti per testate missilistiche. Nell'attacco sette persone sono morte, e dal governo di Assad sono subito partite minacce di "serie conseguenze" per il bombardamento e anche congetture sull'interesse di Israele a aiutare l'Isis in difficoltà. Ma l'Isis odia Israele più di quanto odi Assad, e Israele la combatte sul suo territorio e fuori con totale determinazione. [...]
I danni della pazienza di Obama
Il Giornale, 04 settembre 2017
Il fallimento plateale nel mettere in questi anni sotto controllo la potenza nucleare della Corea del Nord, che sta puntando una pistola alla tempia della pace nel mondo, è un immenso fallimento di comprensione della realtà della realtà in cui viviamo. Esso è dovuto soprattutto all'incredibile e colpevole cedevolezza ideologica di lunga durata degli Stati Uniti, accompagnati dall'Europa, culminata nell'amministrazione Obama. Ma essa risale a Clinton, a Bush, ha avuto una grande spinta avanti nel 2003 nel lavorio contro le sanzioni di Condoleeza Rice, ma è legata alla continua crescita strategica dell'ideologia culminata nella "pazienza diplomatica" di Obama. L'idea di fondo è quella che non ci sia conflitto che non possa essere risolto, senza fretta, con una trattativa e alla fine con un accordo valido per le due parti. Una convinzione letale, che nasce da una convinzione ideologica pregressa secondo la quale le ragioni del tuo nemico sono razionali e comprensibili, e anzi nascono dalla storia di oppressione in cui tu, proprio tu, quindi gli Stati Uniti, lo hai costretto in sofferenza.[...]
Il Parlamento tedesco apre ai terroristi
Il Giornale, 03 settembre 2017
Se l'Europa avesse un senso, una realistica memoria storia, uno scopo morale, non lo permetterebbe. E invece accadrà: proprio a Berlino, dove tutto è finito e ricominciato. In nome della libertà di opinione correranno per il Bundenstag degli assassini terroristi. Beh, non sarà la prima volta. Ma si poteva sperare che dopo Hitler si cercasse di evitarlo per il futuro. Invece in piccolo proprio oggi si produce una situazione spaventosa. Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, il gruppo storicamente più assassino e più pericoloso per il suo ruolo nel terrorismo anti-israeliano ma anche internazionale di cui è maestro nelle tecniche e nella spietatezza, è stato legalmente sdoganato come gruppo che può correre in combinazione con il Partito marxista-leninista della Germania (sì, esiste ancora sia pure con 1800 membri! E ha diversi alleati con cui comporre una lista) alle elezioni del 24 settembre per il Bundenstag.[...]
Mediorientale
Cari amici,
cliccando qui potrete riascoltare e leggere la trascrizione della rubrica di questa settimana Il Medio Oriente visto da Gerusalemme condotta da Massimo Bordin
Israel Has Nothing to Learn about Combating Terrorism from the EU
Mosaicmagazine.com, August 28, 2017
In a recent speech, Lars Faaborg-Andersen, the EU’s outgoing ambassador to the Jewish state, commented that “Israel has much to learn from [Europe] in the war on terror.” Fiamma Nirenstein explains why she finds this assertion “totally absurd”:
Israel is better than any other country at fighting terrorism. Otherwise, it simply would not have survived the wave of attacks that Europe now suffers. Israel suffers attacks on every possible front: from the air, in public squares, airports, streets, by fanatics of every kind—suicide bombers, Islamic organizations, lone wolves. This is why so many people, from the European government to security services, come to learn from Israel daily, on a regular and intense basis, about how to cope with terror.
I met Mr. Andersen at the King David Hotel [at a recent diplomatic gathering on this very] subject: how Israel’s endures.
One of the ambassadors attending said, “Europe could never behave like Israel because the Israelis are ready to send their children to fight and even die, which the Europeans would never do.” A very harsh assessment. Even so, I can appreciate this point of view; it is ultimately human. Nevertheless, I responded with the unfortunate truth facing Europe, “You don’t send your children to die, but they are being murdered anyway.” What choice does that leave the young people in Europe, who will find themselves in the middle of an attack without feeling like their Israeli counterparts—strong, prepared, and dedicated to their country?
Miss Libano deve restituire la fascia «È colpevole di aver visitato Israele»
Il Giornale, 26 agosto 2017
Le ragazze che partecipano al Concorso di Bellezza per Miss Emigrante Libanese sono naturalmente stupende e hanno un radioso sorriso sul volto: sembrano soddisfatte, in foto, di vivere lontano dal Paese ormai dominato dagli Hezbollah, l'organizzazione sciita libanese vassalla dell'Iran dichiarata terrorista dagli USA e per la sua parte militare (delicata sottigliezza) anche dall'Europa. Ma Amanda Hanna che è svedese-libanese e ha vinto il 12 agosto l'ambito riconoscimento non sorride più come nelle foto con la fascia della vittoria: Amanda è stata privata del titolo quando il Ministro del Turismo ha accertato, su denuncia del solerte presidente del Premio, che la giovane donna ha visitato Israele un anno fa in violazione delle leggi di boicottaggio. Orrore: aveva usato il suo passaporto svedese per visitare l'odiata terra che gli Hezbollah e i loro capi iraniani dichiarano continuamente di voler distruggere.[...]
Forza spietata contro il male
Il Giornale, 23 agosto 2017
Abbiamo speso fiato e articoli negli anni prima del 2001, a spiegare l'esistenza e la natura del terrorismo: era dura. Freedom fighter, "combattenti per la libertà" venivano chiamati i terroristi, e "compagni che sbagliano". Più avanti, specie dopo l'11 di settembre, la parola "terrorista" è stata infine sillabata, anche se è rimasto facile scrivere "tre israeliani e tre palestinesi morti" anche quando i secondi tre avevano assalito le loro tre vittime con mitra e coltelli. Ed è venuto il tempo dell'impronunciabile espressione "terrorismo islamico": è difficilissima, in tutte le lingue. I terroristi sono diventati "lupi solitari", talvolta hanno problemi psicologici o sono "emarginati", a volte si sono causalmente "radicalizzati", così come per un virus.[...]
Gli ebrei in fuga dall'Europa
Il Giornale, 20 agosto 2017
Ebrei, è tempo di lasciare l'Europa e di andare in Israele prima che sia troppo tardi. L'ha detto senza temere il biasimo che certamente lo investirà il rabbino capo di Barcellona Meir Bar Hen. La sua è stata di più e di meglio che un'uscita dovuta allo shock per l'attentato di due giorni or sono: una riflessione storica nell'intento di salvare vite umane. Le comunità ebraiche europee hanno conosciuto le peggiori traversie, l'antisemitismo le ha investite in tutte le forme, hanno conosciuto il disprezzo, la violenza e la reclusione inflitte dal cristianesimo; i pogrom dell'Europa orientale e del nord; la peggiore di tutte le persecuzioni della storia, la Shoah, per mano dei nazifascisti. Adesso, è senza esagerazione che è il momento di denunciare una catastrofe storica di dimensioni epocali: è il nuovo antisemitismo islamico che è stato importato a bizzeffe e ha trovato alleati e terreno di cultura sia a destra che a sinistra, sia nell'odio razziale puro e semplice della destra estrema, che nell'antisemitismo travestito da critica dello Stato d'Israele della sinistra.[...]
L'accoglienza a tutti i costi è un assist per chi ci odia
Il Giornale, 19 agosto 2017
Il concetto di accoglienza non contiene rotture rispetto all'ideologia dell'Occidente, a contrario: è ricco di umanità, di desiderio di conoscenza, di buoni sentimenti. Barcellona oggi sbreccata, insanguinata, sofferente è stata la città più accogliente del mondo, non solo perché il mondo la ama e la visita per la sua bellezza, ma per la sua scelta di chiedere che i profughi la scelgano come obiettivo preferito, senza limiti, senza scegliere. Una scelta coraggiosa fino all'incoscienza. Ma quando si guardano le fotografie del 17 maggio della manifestazione di Barcellona che fu la prima di una serie, fra cui un vastissimo raduno a Milano pochi giorni dopo, in cui i cittadini guidati dai loro sindaci e da una serie di politici e intellettuali chiedevano che l'accoglienza fosse ampliata; manifestazioni in cui si chiedeva che gli immigrati diventassero la colonna del futuro stesso delle loro città; se si guardano le immagini delle Ramblas invase di folla e di cartelli che invocano "open borders" (confini aperti), e mondi "senza mura" e gridano che "biasimare l'Islam per il terrorismo è come biasimare il cristianesimo per il colonialismo". [...]





