Fiamma Nirenstein Blog

La guerra antisemita contro l'Occidente

7 ottobre 2023 Israele brucia

Jewish Lives Matter

Informazione Corretta, il nuovo video di Fiamma Nirenstein

Museo del popolo ebraico

Quante menzogne per infangare la scelta di Trump

venerdì 8 dicembre 2017 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 08 dicembre 2017

Ismail Haniyeh, il capo di Hamas, e Tayyp Erdogan, sono apparsi ieri come i due capi della rivoluzione violenta: la rabbia mistica con cui si esprimono, l'impronta religiosa che danno ai loro discorsi pretendendo che la Moschea di Al Aqsa sia in pericolo,il loro odio anti-americano e anti-israeliano, la loro proclamazione di una reazione violenta e quindi terrorista sono talmente tipici da apparire classici. Stessa musica: attacchi bellici, attacchi terroristici, attacchi della menzogna e della delegittimazione non turbano, per il momento, la quieta gioia del riconoscimento. Ora c'è anche la promessa di spostare le ambasciate, dopo Trump, anche delle Filippine e della Cecoslovacchia, e altri preparano la medesima mossa.[...]

Trump e Israele: due interviste radiofoniche

giovedì 7 dicembre 2017 Generico 0 commenti
Cari amici,

cliccando qui
potrete riascolatere il mio intervento su Radio Rai per la trasmissione Radio Anch'io; cliccando qui, invece, potrete riascolatre la mia intervista radiofonica per la trasmissione La versione di Oscar, Radio 24, condotta da Oscar Giannino

Strappo di Trump: «Gerusalemme capitale d'Israele»

giovedì 7 dicembre 2017 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 07 dicembre 2017

Trump ce l'ha fatta: non ha indicato né confini, non ha parlato di "tutta"Gerusalemme, e non l'ha divisa in occidentale e orientale, ha spiegato che il futuro è nelle mani delle due parti se vorranno creare due Stati per due popoli, ha reso più blanda la sua posizione firmando per il trasferimento dell'ambasciata ma spiegando che per costruirla ci vorrà del tempo. "E' nel  migliore interesse della pace" ha spiegato Trump,  pace in Medio Oriente, spiegando con coraggio che essa  deve svoltare di 360 gradi, che deve partire dalla verità esistente sul terreno e che i palestinesi non devono considerare aggressivo ciò che in ultima analisi  prepara loro un futuro di cui godranno a loro volta. Non sarà facile, ma le altre strade sono state un disastro: Trump ha detto senza lasciare spazio al narcisistico processo di pace inventato sui confini di una guerra di aggressione subita da Israele nel ‘67, e intitolato "fine dell'occupazione" di uno Stato mai esistito.[...]

Convergenze ebrei-sunniti. Dall'ira può iniziare il dialogo

mercoledì 6 dicembre 2017 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 06 dicembre 2017

La frenetica opposizione alla possibilità che Trump decida di riconoscere Gerusalemme come capitale o persino di trasferirvi l'ambasciata non è di principio come vuole apparire, e neanche religiosa come Erdogan contrabbanda nei suoi discorsi più da capo della Fratelli musulmani che da presidente turco, tanto meno risponde alla preoccupazione che scoppi un inferno. È un omaggio alla più vieta delegittimazione d'Israele, col solito coro inclusa l'Europa, come se non fosse ovvio che è la capitale. L'ultima minaccia di un inferno è di ieri sera, quando Abu Mazen ha parlato al telefono con Trump, ma oltre a signora mia cosa ci combina, si devono essere detti molte cose e forse non tutte negative.[...]

"1917-2017: Dichiarazione Balfour ed epopea di Nili"

domenica 3 dicembre 2017 Generico 0 commenti
 
 

"Tappa a Gerusalemme ovest". Ira Israele, Giro in retromarcia

venerdì 1 dicembre 2017 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 01 dicembre 2017

Se qualcuno poteva sperare che in una bella mattina di maggio (così prevede il calendario della gara) nel profumo delle rose a Gerusalemme il giro d'Italia, come annunciato, avrebbe preso il via in atmosfera di pace, che l'iniziativa di un giro globalizzato e extraeuropeo avrebbe preso le ali senza suscitare un'ondata di aggressività... Beh, si sbagliava.

Il BDS cerca di raggiungere il Giro.[...]

VIDEO dell'incontro “Violent extremism, Hate Speeches. Nuove forme di antisemitismo”

mercoledì 29 novembre 2017 Generico 0 commenti
Cari amici,

cliccando qui potrete rivedere il video del incontro “Violent extremism, Hate Speeches. Nuove forme di antisemitismo” organizzato dal Centro Studi Americani e dal Bene’ Berith Roma, cui hanno preso parte, oltre a me, l’ex ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata, il sociologo Edoardo Tabasso, Federico Ascarelli presidente del Bené Berith di Roma,
il direttore di Snapshot Roberto Arditti, l'avvocato Alessandro Luzon e il professore Marco Mayer

L'immagine può contenere: 6 persone, persone sedute, schermo e spazio al chiuso

Il vero antisemitismo in Europa è politically correct. Parola di Fiamma Nirenstein

mercoledì 29 novembre 2017 Generico 0 commenti
Formiche.it, 29 novembre 2017

di Francesco Bechis

“L’antisemitismo contemporaneo è il motore del terrorismo internazionale”. Parola di Fiamma Nirenstein, membro del Jerusalem Center for Public Affairs, giornalista e scrittrice con una carriera in prima linea a difendere il diritto all’esistenza di Israele, una causa che dal 2001 la costringe a girare sotto scorta. Intervenuta martedì all’incontro “Violent extremism, Hate Speeches. Nuove forme di antisemitismo” organizzato dal Centro Studi Americani e dal Bene’ Berith Roma, cui hanno preso parte, fra gli altri, l’ex ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata e il sociologo Giorgio Tabasso, ha fatto il punto sul pericolo dell’antisemitismo in Italia. Un tema ritornato al centro del dibattito politico con il disegno di legge di Emanuele Fiano e alcune manifestazioni razziste all’interno degli stadi italiani. Fiamma di nome e di fatto, la giornalista fiorentina non ha lesinato critiche alle strumentalizzazioni che vogliono confinare il fenomeno ad una sola estrema. “Esiste oggi un antisemitismo non politically correct, cui non faccio alcuno sconto, che è legato all’estrema destra, vedi in Grecia Alba Dorata, e poi ancora in Polonia ed Ungheria” spiega Nirenstein, “ne esiste però uno più grande e pericoloso, è l’antisemitismo eliminazionista, contro gli ebrei e lo Stato di Israele nel suo complesso”.




Incontro di studi: " VIOLENT EXTREMISM, HATE SPEECHES. NUOVE FORME DI ANTISEMITISMO" (è necessario accreditarsi)

martedì 28 novembre 2017 Generico 0 commenti
 

Ancora terrorismo in Egitto: massacro in moschea, 235 morti. Un attacco ad Al Sisi e all'islam moderato

sabato 25 novembre 2017 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 25 novembre 2017

L'attacco di ieri dell'Isis è un attacco all'Egitto, una scelta strategica e programmatica tesa a minare alle fondamenta il potere del presidente Al Sisi, un'affermazione tracotante e decisa: "Credevate di averci sconfitti, sarete voi a morire", una ambiziosa scelta di sovversione rispetto alle nuove alleanze antiterroriste che comprendono Egitto, Stati arabi moderati, e tutto l'Occidente compreso Israele.

Allineati e coperti alla bella e meglio, morti a centinaia mentre recitavano la preghiera del venerdì alla moschea di Bir al Abd a Razwa, poco lontano da Al Arish, a metà strada simbolicamente fra il Cairo e Gerusalemme, ieri sono stati massacrati in numero abnorme, 235 più 190 feriti, i poveri sufi egiziani. Abituati con i copti a soffrire della loro debolezza numerica e della loro mitezza religiosa, ciascuno a suo modo, oggi sono le vittime della guerra vigliacca che l'Isis dopo la sconfitta territoriale si ingegna a proseguire. L'Isis ha senz'altro perso il suo territorio, quella incredibile porzione di Siria e Iraq che gli aveva fornito una popolazione di otto milioni di persone, banche, armi, pozzi di petrolio, business criminali di vario genere, un'industria di comunicazione da fare paura, con  blogger, twitter, film didattici. Ma non è morta e sta elaborando una strategia che punti all'esterno che le consenta di terrorizzare il mondo intero sovvertendolo col suo esercito segreto diffuso.[...]
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