Fiamma Nirenstein Blog

La guerra antisemita contro l'Occidente

7 ottobre 2023 Israele brucia

Jewish Lives Matter

Informazione Corretta, il nuovo video di Fiamma Nirenstein

Museo del popolo ebraico

La storia di Gerusalemme e le menzogne dell'Unesco

mercoledì 3 maggio 2017 Il Giornale 2 commenti

Il Giornale, 03 maggio 2017


E' una qualche consolazione che stavolta l'Italia non solo abbia votato contro, ma l'abbia anche annunciato per prima: almeno uno può camminare senza vergognarsi per le strade di Roma o di Firenze. Il disgusto è tuttavia sovrastante, viviamo in un mondo che nega la verità storica per motivi di odio e di vantaggio: l'UNESCO, che è una grande, importante, danarosa organizzazione dell'ONU, quella che dovrebbe misurare, determinare, definire la bellezza del mondo come lo crea l'uomo, cioè la cultura, l'arte, la natura, ha di nuovo scelto di imboccare la strada della persecuzione degli ebrei, semplicemente perché la sua maggioranza è islamica, araba, oppure ispirata da interessi legati a quel mondo.[...]

Circondata dall’odio ma forte nel costruire il suo futuro

lunedì 1 maggio 2017 Generico 0 commenti

Shalom.it, maggio 2017

Sulla soglia del 69esimo anno di età dello Stato d’Israele penso al nostro destino, il destino di un popolo che combatte in mille modi diversi per la sua sopravvivenza da tremila anni, e che nel secondo scorso ha conosciuto quasi la sua cancellazione e poi la sua meravigliosa rinascita con lo Stato d’Israele. Oggi la battaglia continua, ma siamo molto più attrezzati, più forti, fiduciosi nella nostra forza e nella bontà dei nostri fini. Scrivo a pochi minuti dalla sirena che ricorda i nostri caduti, più di ventimila, il sale d’Israele, ragazzi, figli nostri, combattenti generosi che hanno dato la vita uno per l’altro e per tutto il popolo ebraico da quando lo Stato è stato fondato con un atto di incredibile sfida e insieme di saggezza profonda da parte di Ben Gurion nel 1948 a fronte di una guerra che poteva di nuovo essere di sterminio. Invece, abbiamo vinto. E seguitato a vincere quando non lo si credeva possibile.[...]

Poche illusioni sulla pace in Medio Oriente

sabato 29 aprile 2017 Il Giornale 1 commento

Il Giornale, 29 aprile 2017


Grandi opportunità o grandi delusioni in arrivo? Se lo chiedono in questi giorni sia Israele che i palestinesi: la visita di Trump in Israele è stata annunciata ieri per il 22 di maggio, mentre il primo appuntamento con il presidente dell'autonomia palestinese Mahmoud Abbas è per mercoledì prossimo, ovvero un giorno dopo la celebrazione del 69esimo anniversario dell'Indipendenza israeliana. Obama solo al suo secondo mandato si decise a visitare Israele, invece viene subito. La visita è il primo segnale di quanto Israele sia importante per il presidente lo Stato Ebraico. Obama venne in Medio Oriente e visitò l'Arabia saudita e l'Egitto, e ritenne inutile dare un'occhiata a Gerusalemme. [...]

Quella sinistra arretrata che vuole distruggere Israele

martedì 25 aprile 2017 Il Giornale 5 commenti

Il Giornale, 25 aprile 2017

 
Non c'è nulla di sorprendente nel fatto che alla manifestazione del 25 aprile si crei uno scontro oltraggioso sulla Brigata Ebraica. L'ANPI, che è il promotore delle manifestazioni celebrative, di fatto non può o non vuole impedire che dal corteo si stacchino e aggrediscano i vessilli della Brigata drappelli con bandiere palestinesi o peggio del BDS il fronte di boicottaggio conto Israele, di fatto un movimento travestito di legittimità che è invece collegato a tutti i peggiori nemici dello Stato Ebraico fino ai terroristi. L'uso della data in cui si festeggia la Resistenza per attaccare Israele, lo Stato degli ebrei che sono le maggiori vittime della Guerra Mondiale, è un paradosso micidiale, la Presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello a non aderire alla manifestazione.[...]

Mediorientale

venerdì 21 aprile 2017 Generico 0 commenti

Cari amici,



cliccando qui potrete riascoltare e leggere la trascrizione della rubrica di questa settimana Il Medio Oriente visto da Gerusalemme condotta da Massimo Bordin

E il New York Times trasforma il terrorista in un futuro leader

mercoledì 19 aprile 2017 Il Giornale 1 commento

Il Giornale, 19 aprile 2017

Marwan Barghouti è un terrorista condannato da Israele nel 2004, dopo la Seconda Intifada, a 5 ergastoli e più quarant'anni di carcere. Invece il New York Times lo ha definito solo "leader e membro del Parlamento", pubblicando due giorni or sono una sua melensa colonna sull'attuale sciopero della fame nelle prigioni israeliane. Il commento sul maggiore giornale americano di fatto lo ricandida per l'ennesima volta nel ruolo di leader coccolato dall'Occidente almeno quanto Abu Mazen. E si guarda bene dal menzionare la sua vera carriera, quella di assassino seriale. Strano? Per niente, nella logica che fa di Israele un Paese in cui è normale vedere cadere a schiera cittadini innocenti in stragi terroriste. Netanyahu commentando l'accaduto ha detto sarcasticamente ". Definire così Barghouti e come definire Assad "pediatra". [...]

Ora la Turchia è un pericolo per l'Europa

martedì 18 aprile 2017 Il Giornale 0 commenti

Il Giornale, 18 aprile 2017


La vittoria di Tayyip Erdogan, triste perché tecnicamente può attribuire al presidente turco grandi poteri fino al 2029 e costituire un micidiale grattacapo per tutto il mondo, è tuttavia una vittoria risicata e contestata che getterà la Turchia in una fase di instabilità e può creargli alcune delle sue consuete crisi di nervi, molto dannose per tutti… Non è la vittoria che il rais voleva, e nella cui campagna ha dato di nazista alla Merkel e agli olandesi sciorinando il sempre fertile zibaldone del nazionalismo turco.  Erdogan non è il tipo che ammette che metà del Paese, quando lui gli chiede di amarlo e di considerarlo il suo legittimo Sultano, possa dissentire, che la sua Istanbul, e anche Ankara, Izmir, Adana, Antalya, cioè i centri economici del Paese siano per il "no” al potere santificato che Edogan ritiene suo per volere divino. Erdogan avrebbe voluto una vittoria totale, dal tentativo di golpe del luglio scorso ce l'aveva messa tutta a bonificare la Turchia: 140mila perseguitati e messi in galera, chiuse 169 pubblicazioni varie, dozzine di parlamentari arrestati. Erdogan è convinto che il suo potere sia una missione indispensabile per riportare il Paese alla potenza dell'impero Ottomano, farne il centro dell'Islam diventando una specie di Iran sunnita, in cui la libertà personale ha pochissima importanza e si realizza la santa profezia. Erdogan è stato per molti anni la speranza sia dell'Europa che degli USA, l'unico Paese Islamico ponte col mondo musulmano.[...]

Israele si prepara a una Pasqua di terrore

lunedì 10 aprile 2017 Il Giornale 1 commento

Il Giornale, 10 aprile 2017


(Gerusalemme) E' Pasqua di terrore. Ieri l'orribile fantasma si è presentato di nuovo, stavolta ai confini, in Egitto, Netanyahu ha subito condannato la strage di cristiani copti, e promesso, come del resto già avviene fra Israele e l'Egitto, un'alleanza contro il terrore. Gli attacchi sono avvenuti proprio negli ultimi momenti delle frenetiche preparazioni per la complessa, impegnativa serata dell'apertura della Pasqua ebraica che comincia stasera e che per una settimana intera ricorda, cancellando il cibo normale dalla mensa, la fuga degli ebrei dall'Egitto; l'incredibile coraggio che occorre per battere la schiavitù sfidando un nemico tanto più forte di te come il Faraone; quanta fede nei miracoli e nel tuo popolo per farcela quando la sofferenza e la perdita dei tuoi cari minacciano la tua voglia di vivere... Stavolta sono stati gli egiziani a pagare il prezzo dell'odio islamista che insanguina il mondo: dal Sinai è stato facile per l'Isis dopo gli attacchi all'esercito che ormai da mesi punteggiano la grande zona desertica patria passare alle città dove il boccone dei civili è più tenero e più facile, specie quando si tratta di cristiani copti. [...]

Trump e il ritorno al passato: Stati Uniti gendarmi del mondo

sabato 8 aprile 2017 Il Giornale 0 commenti

Il Giornale, 08 aprile 2017

Gli Stati Uniti sono tornati. E' una svolta mondiale l'evento di ieri mattina alle 3,45, quando Trump ha deciso che l'attacco chimico di Assad a Khan Sheikhoun nella provincia di Idlib, tanti morti bambini, e 546 feriti, era un'insopportabile peso per gli USA e per il mondo intero, e ha risposto. E' finita la festa, la grande kermesse sciita-russa che aveva così bizzarramente occupato lo spazio egemonico della maggioranza sunnita ragionevole in Medio Oriente non potrà più esagerare nel disprezzo delle più elementari regole di decenza della nostra epoca con la scusa, per altro molto ben sostanziata delle atrocità di Daesh. E' vero lo Stato Islamico è altrettanto orribile. Ma non di più di quello che è successo a Idlib. Trump ha agito velocemente, senza preavviso, come si deve per evitare che le chiacchiere possano distruggere la riuscita e lo spirito dell'azione, tutte le beffarde osservazioni sulla sua passione per Twitter si infrangono sulla pragmaticità dei tempi giusti e dell'accuratezza del tiro. A Shayrat, il campo di aviazione da cui si sono alzati gli aerei carichi di Sarin, si è abbattuta la dose davvero notevole di 59 missili Cruise Tomahawk, roba forte, dopo, per altro, gli avvertimenti per evitare stragi specie di militi russi.[...]

Mediorientale

giovedì 6 aprile 2017 Generico 0 commenti

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