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Se il Papa abbraccia un falso uomo di pace

domenica 15 gennaio 2017 Il Giornale 7 commenti
Il Giornale, 15 gennaio 2017


Dopo lo stupefacente successo di pochi giorni fa all'ONU con la supervisione oculata di Obama, è difficile sottrarsi alla sensazione che la visita di Abu Mazen da Papa Francesco sulla strada per Parigi dove partecipa oggi alla Conferenza voluta dal presidente Hollande cui sono invitati più di 70 ministri degli Esteri all'evidente scopo di mettere Israele all'angolo, non sia parte della medesima passeggiata trionfale per cui si sono mobilitati molti leader occidentali: perché per quanto si sventolino le bandiere della pace e della lotta al terrorismo, un'occhiata anche superficiale alla politica di Abu Mazen rende molto difficile pensare che Papa Francesco possa credere, se ha dei consiglieri informati, di avere abbracciato ieri l'uomo della pace in Medio Oriente. [...]

Parigi sulla scia di Obama

venerdì 13 gennaio 2017 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 13 gennaio 2017

Forza, veloci, non perdiamo tempo, Obama è ancora alla Casa Bianca per dieci giorni, il Consiglio di Sicurezza è là con le fauci spalancate, e chissà che non si riesca a assestare un'altra bella botta a Israele contando sulla sua eco alla risoluzione che verrà presa. Diamogli giù adesso, è una bella occasione, un'altra grande, imponente, condanna internazionale proprio dopo l'attentato di Gerusalemme, con un'ipocrita esaltazione della famosa formula "due Stati per due popoli" e la condanna della "politica degli insediamenti". Sarà una sventola a Netanyahu. Facciamolo subito. Parigi, da sempre anti-israeliana, sarà di grande ispirazione: condanniamo Israele visto che mancano ancora pochi giorni prima che si cominci a ripensare, con l'insediamento di Trump il 20, la formula "due Stati per due popoli".[...]

L'attacco terrorista a Gerusalemme

martedì 10 gennaio 2017 Generico 1 commento
Sono 21 anni che i terroristi palestinesi ammazzano con veicoli degli innocenti: sono loro i maestri dell’Isis e di tutti gli altri gruppi terroristi,con le auto, i camion e i trattori; loro sono stati i primi terroristi suicidi che esplodono urlando Allah Hu Akbar; i primi a mettere a frutto crudeli rapimenti; i primi a commettere stragi degli innocenti senza confini (gli atleti di Monaco, i bambini a scuola); loro i primi sequestri di aerei e gli ostaggi selezionati secondo il credo religioso. [...]

Mediorientale

lunedì 9 gennaio 2017 Generico 0 commenti
Cari amici,

cliccando qui potrete riascoltare e leggere la trascrizione della rubrica di questa settimana Il Medio Oriente visto da Gerusalemme condotta da Massimo Bordin.

La lezione di Israele: assassinare un terrorista è comunque omicidio

giovedì 5 gennaio 2017 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 05 gennaio 2017

C'è voluto un anno di scontri e di sofferenza morale, e adesso il sergente Elor Azaria, abbracciato in tribunale dalla sua mamma Oshra in lacrime, mentre il suo babbo disperato, il poliziotto Charlie, si mette le mani nei capelli e una folla disperata urla a sostegno di Elor "l'esercito è finito", è stato accusato di omicidio. Azaria ha 19 anni. Il ministro delle Difesa Yvette Lieberman come tanti altri politici dice di accettare a malincuore, ma di accogliere la decisione del tribunale. Ci vorrà un mese circa per arrivare alla inevitabile condanna, che non ha un limite minimo ma può arrivare fino a vent'anni; e fino ad allora sarà un corteo continuo, una marcia senza fine della parte più popolare di Israele; degli amici di Ramla, il paese povero in cui si trova la casa della famiglia Azaria; di uscite pubbliche dei tifosi della squadra Beitar Yerushalaim, la più radicale e strillona del Paese; e sarà il tempo delle prese di posizioni di politici di tutti i colori, strappati fra la necessità di onorare il corpo giudiziario, sempre venerato, del Paese, e invece la rabbia di vedere un soldato in estrema difficoltà condannato con un'accusa tanto pesante e, tuttavia, motivata punto per punto. Molti politici, compresa l'esponente della sinistra Shelly Yechimociv, chiedono che si proceda subito con un'amnistia ad personam, perché le colpe certo non sono tutte di Azaria, dicono, e "un soldato non può essere lasciato solo". [...]

Povera Aleppo devastata come Dresda

martedì 3 gennaio 2017 Il Giornale 5 commenti

Il Giornale, 03 gennaio 2017


La si guarda, e non ci si crede: com'era bella Aleppo con le piscine azzurre, la folla di turisti nel suq, i lampioni alti fatti a spirale, le scale leggiadre, le palme e i cedri del Libano a ombreggiare i viali e le piazze assolate, le grandi strade del centro trafficate e affollate di negozi, i marciapiedi dove passeggiavano a braccetto i vecchi e i bambini prendevano aria, com'erano onorevoli quelle moschee dove il rosa era il colore dominante, deliziose le cornici di marmo delle finestre e i rosoni orientali sulle facciate, magnifici i tappeti di pietra colorata delle piazze e i pulvini fatti per il culto, imponenti le torri guerriere delle mura armate, ma anche tranquillizzante il quotidiano traffico delle auto. [...]

Ciao, ciao Obama: non ti rimpiangeremo

domenica 1 gennaio 2017 Diario di Shalom 0 commenti
Shalom.it, gennaio 2017

È difficile ormai pensare, come molti avrebbero voluto, che a Obama è stata a cuore, durante i suoi due mandati, la pace in Medio Oriente. Innanzitutto si è tirato vergognosamente indietro lasciando il campo libero a russi, iraniani e Hezbollah quando avrebbe dovuto fare il passo decisivo, ovvero quello di fermare Assad, al tempo della “linea rossa” delle armi di distruzione di massa, che hanno prodotto l’uccisione di centinaia di migliaia di persone e milioni di feriti e fuggitivi.[...]

Mediorientale

venerdì 30 dicembre 2016 Generico 0 commenti

Cari amici,

cliccando qui potrete riascoltare e leggere la trascrizione della rubrica di questa settimana Il Medio Oriente visto da Gerusalemme condotta da Massimo Bordin.

Su Israele l'ultimo flop di Obama. Ultimo fallimento della politica Usa

venerdì 30 dicembre 2016 Il Giornale 1 commento

Il Giornale, 30 dicembre 2016


E' una trama shakespeariana quella che travolge nel paradosso la presidenza Obama, lo sfondo è la tragedia siriana, il proscenio la commedia degli errori. Kerry sotto le luci dei riflettori, dopo la risoluzione anti-israeliana sostenuta da Obama, fa il suo discorsone sugli insediamenti convince i palestinesi, di aver già vinto la partita, che importa trattar? Questo è stato il ruolo degli USA di Obama, mentre stragi immense graffiano di rosso il Medio Oriente. Intanto, a Mosca, la Russia porta a compimento un gran colpo politico: incontra la sua storica nemica, la Turchia, leader dei paesi sunniti, capo della Fratellanza Musulmana, e si porta dietro l'Iran col suo favoloso record di violazione dei diritti umani, terrorista e belligerante, capo di tutti gli sciiti del mondo. [...]

Così Obama ha tramato per pugnalare Israele. Trump twitta: resistete

giovedì 29 dicembre 2016 Il Giornale 6 commenti
Il Giornale, 29 dicembre 2016

Ci vuole la febbre anti-israeliana che ha travolto Obama e il suo governo al tramonto, la volontà di lasciare un graffio sanguinante nel futuro dello Stato Ebraico, per risvegliare i sensi sopiti del segretario di Stato John Kerry, eccitato come non mai nel suo discorso di ieri sul conflitto israelo-palestinese. La sua passione può anche essere letta come una contraddizione, un desiderio di differenziarsi. Ma questo discorso altro non è, nei fatti, che la conferma del retaggio del suo Presidente: dopo aver per la prima volta nella storia americana confermato, astenendosi, un voto dell'ONU che condanna Israele, ha lanciato Kerry come un missile contro l'unico stato democratico e laico del Medio Oriente.[...]
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