Il Giornale
La prova del fuoco del premier: una vera linea filo occidentale
Il Giornale, 26 febbraio 2014
Se non ti occupi di politica estera, la politica estera si occuperà di te, e mai quanto in questi prossimi mesi. Mentre la Farnesina passa dalle mani di Emma Bonino a quelle della giovane Federica Mogherini, il futuro dei nostri figli si disegna in Europa come in India e in Medio Oriente, nelle logiche del negoziato come in quelle aliene della conquista, della vendetta, dell'onore. L'Italia deve essere mite come una colomba e astuta come il serpente, la risalita della sua economia non sta in qualche nuovo trattato, ma nella nostra rispettabilità, nella nostra abilità di sapersi bilanciare, districare, di rendere la nostra parola autorevole, indispensabile, originale e decisa.[...]
Deutsche Bank risveglia i fantasmi antisemiti
Il Giornale, 19 febbraio 2014
Quando uno legge che una banca talmente tedesca da chiamarsi Deutsche Bank mette una delle banche più popolari di Israele, la Bank ha Poalim, che vuol dire Banca dei Lavoratori, in una lista di sedici compagnie "problematiche" e quindi su cui si potrebbe attuare il disinvestimento e il boicottaggio (BDS è la formula classica) la reazione istintiva è: ecco la nuova strada per distruggere il mondo ebraico.[...]
Quel paradiso diventato teatro di guerra
Il Giornale, 17 febbraio 2014
Un attacco al passaggio di Taba con quattro morti e decine di feriti è un bel risultato per l'organizzazione Ansar Bait al Madis, senza dimenticare il bus di turisti cristiani che va da Santa Caterina in Egitto ai luoghi santi di Gerusalemme. L'autobus è scoppiato nei pochi metri che dividono Egitto e Israele, il primo ormai nelle mani del generale Sisi, il peggior nemico della Fratellanza Musulmana, il secondo l'odiata roccaforte degli ebrei, i nemici della Umma Islamica: la bomba collocata sotto il sedile del guidatore è scoppiata quando doveva, dove i sionisti avvertissero bene la minaccia. La strage è stata rivendicata dalla stessa organizzazione che qualche giorno fa ha lanciato due missili su Eilat, cittadina israeliana.[...]
Schulz mente alla Knesset. Che eurogaffe
Il Giornale, 13 febbraio 2014
Sei europeo? Allora su Israele ormai sai soltanto bugie, e le ripeti senza verificarle a chi ti capita, così, tanto per chiaccherare. Ne ha dato un esempio ieri alla Knesset il Presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz. Ha detto dal podio che un giovane palestinese (ha detto così) gli ha riferito che i palestinesi usufruiscono di 17 litri di acqua al giorno e i soliti israeliani di 70. Ma non aveva verificato, e l'ha detto.[...]
Coprono orrori e tiranni. Si risparmino la predica
Il Giornale, 06 febbraio 2014
Fa apparire la Chiesa come un covo di orchi in agguato il rapporto del Comitato dell'ONU per i diritti dei Bambini quando parla della Chiesa cattolica e sostiene che essa ha "sistematicamente" adottato politiche che hanno permesso ai preti di violentare e molestare decine di migliaia di piccoli innocenti nel corso degli anni. Il rapporto chiede di aprire i suoi archivi sui preti pedofili e sui preti che hanno nascosto i loro crimini e in qualche modo collega la richiesta all'atteggiamento della chiesa verso gli omosessuali, l'aborto e la contraccezione. Un linguaggio da ONU, un organismo sempre aggressivo e di parte finché questo va d'accordo con le sue maggioranze automatiche e le sue scelte ideologiche, senza mai curarsi se questi diritti siano applicati da chi presenta i documenti, vota le mozioni, sventola la bandiera dei diritti umani.[...]
La fabbrica della vera pace che infastidisce chi odia Israele
Il Giornale, 04 febbraio 2014
Gerusalemme. Sabbia e pietre, una fila di palme al vento e là nel mezzo la domanda (i territori occupati) e la risposta (il rispetto e l'amicizia fra israeliani e palestinesi) che insieme si presentano sotto forma di una fabbrica di macchinette per l'acqua gassata, arricchita di sapori da bambini: fragola, arancia, mela. Ma la storia non è per bambini: nasce infatti da "un'ossessione antisraeliana", come ha detto il ministro canadese Jason Kenney, che è venuta in piena luce perché l'attrice Scarlett Joahnsonn ha rifiutato di cedere all'aggressione al vetriolo per aver fatto la réclame a questa fabbrica, Soda Stream, nei Territori occupati. Scarlett ha spiegato che in quella fabbrica si fanno passi verso una vera pace perché vi lavorano alla pari, nel rispetto, palestinesi e israeliani. Un gran coraggio che l'ha portata alle dimissione da Oxfam, l'organizzazione "per i diritti umani" che ora si dimostra un centro di boicottaggio antisraeliano, di cui per otto anni è stata ambasciatrice.[...]
La "stecca" di Noa la star
Il Giornale, 03 febbraio 2014
Achinoam Nini, detta Noa, è famosa in tutto il mondo per le sue incredibili doti canore, per la colonna sonora del film di Benigni "La vita è bella" e anche per aver cantato davanti al Papa, all'ONU, ad Assisi, in tutte le circostanze in cui poteva dimostrare il suo pacifismo. Fin qui tutto bene. Quello che colpisce è che da quel cuore pacifico sia spuntata una spada autoritaria per cui se non la pensi come me ti disprezzo, ti denuncio, non voglio avere niente a che fare con te. E' così che Noa ha rifiutato un prestigioso premio canoro da una associazione israeliana ACUM che protegge il lavoro degli artisti.[...]
"Ginevra 2", il fiasco completo dei pacifisti
Il Giornale, 01 febbraio 2014
Tutto, ma proprio tutto, è andato storto con la Siria. E' andato male l'accordo sponsorizzato dalla Russia per cui Obama, rinunciando a intervenire militarmente dopo che la sua "linea rossa"era stata violata, aveva ottenuto lo smantellamento delle armi chimiche di Assad. E andata male la conferenza di pace di Ginevra, che ha preteso di ignorare l'odio per l'oceano di lutto inflitto a due parti (130mila morti)che sono ancora ambedue bene armate, che hanno amici forti, che sono in possesso di città e villaggi[...]
In Israele è guerra aperta alla pax americana
Il Giornale, 31 gennaio 2014
Sulla carta del New York Times sembra semplice, ma da quando due giorni fa Thomas Friedman ha descritto (e le sue fonti obamiane sono più che interne!) le linee della pax americana che Kerry presenterà entro pochi giorni, la discussione in Israele è alle stelle. Sono idee elementari, che non hanno niente di geniale e distribuiscono con semplicità americana qualcosa di buono e qualcosa di cattivo a israeliani e a palestinesi. Ma Friedman avverte che se questo treno dovesse passare senza che né Abu Mazen né Netanyahu lo prendano al volo, il prossimo li travolgerà. Obama ha bisogno di questo successo.[...]
"L'antisemitismo è tra noi e nessuno riesce a ucciderlo"
Il Giornale, 26 gennaio 2014
Il nuovo volume di Daniel Goldhagen "The Devil That Never Dies" è di nuovo, come il suo famoso libro "I volenterosi carnefici di Hitler", un testo che schiaccia il lettore sotto una valanga di informazioni e di dati che provano una tesi scandalosa quanto evidente, difficile da accettare quanto definitiva. Il primo testo fra mille polemiche, portò testimonianza di come il nazismo e lo sterminio degli ebrei furono una scelta compiuta non solo da Hitler e dai suoi seguaci, ma dalla grande maggioranza della popolazione tedesca. In questo libro di 500 pagine circa Goldhagen descrive invece la marea montante di un fenomeno che molti vogliono affidare alla memoria del passato, relegare nei libri e in un disegno arcaico del male. Invece il male esiste ancora, il demonio resiste, è uno tsunami che si va allargando di giorno in giorno, dice Goldhagen, e ha ancora il nome di antisemitismo. Esso ha di nuovo, secondo Goldhagen, le stesse caratteristiche genocide di un tempo e, naturalmente, minaccia in primis lo stato di Israele, l'ebreo collettivo.
La tesi più spaventosa del suo libro è quella della diffusione globale dell'antisemitismo, della sua morsa su tutto il mondo. Come è potuto accadere? Quali sono le sue conseguenze?
Con la globalizzazione, l'antisemitismo, che è il principale pregiudizio etnico di tutti i tempi, a sua volta è diventato mondiale. Spinto dai Paesi arabi e islamici, agganciandosi a fonti europee e cristiane di antica matrice accantonate solo momentaneamente dopo l'Olocausto, l'antisemitismo è oggi presente in larga misura ovunque. I media digitali - dal web alla televisione satellitare – l’hanno messo alla portata di chiunque, ovunque e in qualsiasi momento e luogo. Sono stati fondamentali per la sua diffusione globale.[...]
