Il Giornale
La propaganda turca abbatte un jet siriano
Il Giornale, 24 marzo 2014
La parte che a Tayyip Erdogan riesce meglio è quella di quando gonfia il petto e il pubblico grida «mamma li turchi ».Stavolta,nei giorni appena precedenti le amministrative del 30 marzo, mentre la piazza gli chiede conto della sua onestà personale e della sua fede democratica dato che mette in galera i dissidenti e chiude Twitter, ha aperto un fronte di guerra. Ha annunciato ieri, alla sua maniera di, aver abbattuto un aereo dell’esercito siriano: «Un aereo siriano ha violato i confini e lo spazio aereo, i nostri F16 si sono alzati in volo e l'hanno colpito». L’ha annunciato durante un rally elettorale nella provincia nordoccidentale di Kocaeli.[...]
Dallo zar al sultano, l'America non fa più paura
Il Giornale, 22 marzo 2014
Ci sono parecchi eventi nel mondo che oggigiorno possono andare sotto il titolo "che ci importa degli USA". E' un peccato, non sono eventi positivi. Obama ha basato la sua strategia internazionale sulla volontà di spostare gli USA dal ruolo di "nazione indispensabile" come diceva Clinton, o se si vuole di "poliziotto del mondo". Ma questo provoca degli slittamenti nel rispetto verso la democrazia e la libertà, vecchi, cari feticci dei Rangers e dei Navy Seals. Per esempio Tayyp Erdogan, premier turco, usa con indifferenza, mentre si avvicinano le elezioni locali, il manganello contro la libertà di opinione. Ieri, come aveva promesso, ha chiuso Twitter, in seguito alle micidiali accuse di corruzione che ne provenivano per lui e la sua famiglia.[...]
L'odio non si regola. Quanta falsità nei trattati di pace
Il Giornale, 14 marzo 2014
Trattati di pace, quanti sacrifici per arrivarci. Nei momenti delle strette di mano i leader sorridono e il mondo con loro.Ma prendiamone uno chiuso e uno da realizzare. Israele-Giordania, del '94: lunedì al confine è stato ucciso un giovane magistrato giordano dai soldati israeliani. Spiegano che aveva strappato l'arma a uno di loro urlando Allahu Akhbar,ma i giordani accusano l'IDF di violenza gratuita.[...]
Il direttore del comitato ebraico: presi tra due fuochi, pensiamo a emigrare
Il Giornale, 11 marzo 2014
Gerusalemme - «La verità - Edward Dolinsky, direttore generale del Comitato Ebraico dell'Ucraina, fa un sorriso amaro - è che ogni ebreo in Ucraina, a Kiev, a Odessa, e anche in Crimea si sta chiedendo se non sia il caso di emigrare in Israele. Compreso io stesso». Gli ebrei ucraini di nuovo si sentono minacciati, pesano su di loro memorie feroci (il più famoso l'eccidio di Babi Yar) dell'endogeno antisemitismo del loro Paese, dove pure hanno dimorato da millenni. Già negli anni Novanta 350mila ebrei ucraini sono diventati cittadini israeliani. Adesso ne sono rimasti fra i 300 e i 400mila, di cui 15mila circa in Crimea.[...]
Se la Turchia scivola verso il regime
Il Giornale, 08 marzo 2014
Ne ha fatte di tutti i colori senza pagare pegno, e anzi restando nell'opinione pubblica internazionale il ponte fra mondo islamico e Obama,ma colpire il grande moloch del nostro tempo, You Tube e Facebook, va al di là delle solite imprese. Erdogan ne compie ogni giorno: dalle pesanti accuse di corruzione per lui e il figlio Bilal (porta via i soldi da casa dei nostri parenti, gli dice, se il materiale è autentico, il papà), dalle lodi a Hamas e la fallimentare Flotilla, all'effrazione delle sanzioni e le visite in Iran, al sostegno cieco per la Fratellanza Musulmana, all'accusa a Israele di aver organizzato la rivoluzione in Egitto contro il suo amico Morsi, agli attacchi personali a Shimon Peres, più tutte le aggressioni alla libertà nel suo Paese, ai giornalisti, ai militari, a chiunque non sia d'accordo con lui.[...]
Le armi contro Israele di Rohani "il buono"
Il Giornale, 06 marzo 2014
Con impresa funambolica l'Unità 13 della marina dell'esercito israeliano ha bloccato nelle acque del Sudan un cargo con bandiera panamense che trasportava a Gaza una gran quantità di missili da 150 chili di esplosivo con 200 km di gittata, perché Hamas li lanci su cittadini innocenti fino a Tel Aviv e a Gerusalemme. Un carico che avrebbe ampliato enormemente la potenza di fuoco di Hamas.[...]
Obama ricordi: il "no" alla guerra va detto in due
Il Giornale, 04 marzo 2014
Non è più vero affatto che gli USA sono di Marte e gli europei di Venere. Siamo tutti figli di Venere: dieci anni dopo la pubblicazione del famoso studio, ovvero nel 2012, Robert Kagan proponendo una revisione del suo testo, ipotizzò che fosse l'Europa si sarebbe mossa verso l'America. E' curioso: di fatto invece è stato Obama a europeizzarsi, ed oggi dunque tutto l'arco dei Paesi democratici rifiuta l'intervento militare come sommo anatema, sperando di disegnare un mondo senza violenza.[...]
La prova del fuoco del premier: una vera linea filo occidentale
Il Giornale, 26 febbraio 2014
Se non ti occupi di politica estera, la politica estera si occuperà di te, e mai quanto in questi prossimi mesi. Mentre la Farnesina passa dalle mani di Emma Bonino a quelle della giovane Federica Mogherini, il futuro dei nostri figli si disegna in Europa come in India e in Medio Oriente, nelle logiche del negoziato come in quelle aliene della conquista, della vendetta, dell'onore. L'Italia deve essere mite come una colomba e astuta come il serpente, la risalita della sua economia non sta in qualche nuovo trattato, ma nella nostra rispettabilità, nella nostra abilità di sapersi bilanciare, districare, di rendere la nostra parola autorevole, indispensabile, originale e decisa.[...]
Deutsche Bank risveglia i fantasmi antisemiti
Il Giornale, 19 febbraio 2014
Quando uno legge che una banca talmente tedesca da chiamarsi Deutsche Bank mette una delle banche più popolari di Israele, la Bank ha Poalim, che vuol dire Banca dei Lavoratori, in una lista di sedici compagnie "problematiche" e quindi su cui si potrebbe attuare il disinvestimento e il boicottaggio (BDS è la formula classica) la reazione istintiva è: ecco la nuova strada per distruggere il mondo ebraico.[...]
Quel paradiso diventato teatro di guerra
Il Giornale, 17 febbraio 2014
Un attacco al passaggio di Taba con quattro morti e decine di feriti è un bel risultato per l'organizzazione Ansar Bait al Madis, senza dimenticare il bus di turisti cristiani che va da Santa Caterina in Egitto ai luoghi santi di Gerusalemme. L'autobus è scoppiato nei pochi metri che dividono Egitto e Israele, il primo ormai nelle mani del generale Sisi, il peggior nemico della Fratellanza Musulmana, il secondo l'odiata roccaforte degli ebrei, i nemici della Umma Islamica: la bomba collocata sotto il sedile del guidatore è scoppiata quando doveva, dove i sionisti avvertissero bene la minaccia. La strage è stata rivendicata dalla stessa organizzazione che qualche giorno fa ha lanciato due missili su Eilat, cittadina israeliana.[...]
