Fiamma Nirenstein Blog

Il Giornale

Se i Grandi dimenticano l'orrore dei piccoli: salvate i bimbi siriani

venerdì 24 gennaio 2014 Il Giornale 0 commenti

Il Giornale, 24 gennaio 2014

La foto che segna l'inizio di «Ginevra 2», la conferenza di pace di Montreux, non ha i colori del cristallo o del velluto delle sale in cui i diplomatici di tutto il mondo si riuniscono nell'impossibile compito di mettere d'accordo la ferocia genocida dell'alawita Assad con l'impeto islamista dei rivoltosi sunniti infuriati, ormai in buona parte qaedisti. La foto senza orpelli di questa conferenza ha il volto di un bambino disperato:è stata scattata un giorno prima dell'inizio della conferenza, mostra un bombardamento su Aleppo. Fra i detriti fumanti un uomo cerca di sfuggire alla morte correndo con un bambino in braccio. Il bambino piange dalla paura, l'uomo vorrebbe salvarlo,non sappiamo che cosa ne sia stato; ma anche se quel bambino ce l'ha fatta, è stato segnato per sempre dagli scoppi, dal terrore,dalla perdita della sua vita quotidiana.[...]

L'Onu esclude l'Iran dalla conferenza sulla Siria

martedì 21 gennaio 2014 Il Giornale 0 commenti

Il Giornale, 21 gennaio 2014

La lezione che il palcoscenico mondiale impartisce in queste ore a tutti quanti è questa: comportatevi nella maniera più aggressiva e problematica possibile. Non appena darete un segnale di mansuetudine, verificabile o meno, sarete il protagonista assoluto, la star del momento. È ciò che accade adesso all’Iran, a cui solo all'ultimo minuto ieri l’Onu ha scippato i riflettori della Conferenza di pace "Ginevra 2" sul futuro della Siria. La scena si compone di tre scenari fondamentali: il primo è quello dell'entrata in funzione dell'accordo a interim sul programma nucleare fra il P5+1 e l'Iran. [...]

Netanyahu perde la pazienza. Anche con l'Italia

sabato 18 gennaio 2014 Il Giornale 9 commenti

Il Giornale, 18 gennaio 2014

Gerusalemme.Tempo di riscossa: i Paesi dell'Unione Europea convocano gli ambasciatori israeliani per protestare contro le costruzioni nei territori? E Israele convoca gli ambasciatori di Roma, Londra, Parigi e Madrid per protestare contro il loro l'atteggiamento squilibrato sempre a favore dei Palestinesi. L'amaro calice delle guide lines della signora Ashton e la convocazione dei suoi ambasciatori alla fine sono risultate inaccettabili per Israele, un'intromissione in un momento delicato dei colloqui di pace. E forse la convocazione israeliana è un avvertimento all'Europa a non farsi strumento di Kerry per spingere a concessioni obbligatorie. Israele forse parla a nuora anche perchè suocera intenda. Così anche l'ambasciatore italiano Francesco Talò, che ha rapporti cordiali con Israele, ha subito nell'ambito del gruppo convocato dal ministero degli esteri l'accusa di prendere sempre la parte dei palestinesi.[...]

Addio a Sharon: non era un falco ma una colomba d'acciaio

domenica 12 gennaio 2014 Il Giornale 11 commenti

Il Giornale, 12 gennaio 2014

Quando gli chiesi durante un'intervista se non gli dispiacesse essere da tutti chiamato «il falco Sharon», mi rispose con uno di quei suoi sorrisi che dicevano: «Ho ben altro di cui preoccuparmi». La storia un giorno gli renderà giustizia. Arik, il vecchio leone, di fatto ha pagato con l'esplosione del suo stesso cuore e della sua mente fino al coma il 4 di gennaio 2006 lo strazio dello sgombero di Gaza, dalla sua propria scelta di farsi sommergere dal dolore dei coloni sradicati dalle case della Striscia e quindi dal biasimo dei suoi tradizionali sostenitori. «Ciò che vediamo da qui (ovvero dal ruolo di primo ministro, ndr) non si può vederlo da laggiù», diceva allora. [...]

Un morto ogni cinque minuti. Mai tanti cristiani perseguitati nel mondo

martedì 24 dicembre 2013 Il Giornale 2 commenti

Il Giornale, 24 dicembre 2013

E' Natale, certo. I cristiani nel mondo sono più di due miliardi e in questi giorni cercano di sorridere al bambin Gesù, Natale dovrebbe essere una festa di gioia. Ma non lo è quest'anno: i cristiani sono in guerra, devono mettersi in giuoco perchè cessi la grande, nuova, persecuzione religiosa dei loro fratelli, le stragi di uomini donne e bambini, gli incendi delle chiese, le perquisizioni nelle case per scovare croci e vangeli e il conseguente essere trascinati in catene, l'orribile esperienza dello sguardo assassino che pensa, sopprimendo i cristiani, di rispondere a una ragione superiore. In questi giorni è uscita la World Watch List del 2013, una analisi professionale compilata dagli analisti di Porte Aperte sulle persecuzioni nel mondo. Essa prende in considerazione 5 parametri della libertà dei cristiani di vivere liberamente la loro fede: nel privato, in famiglia, nelle comunità, nella chiesa, nella vita pubblica. C'è poi una sesta area che misura il grado delle violenze ricevute.[...]

Se l'Italia diventa "la porta dell'Iran"

lunedì 23 dicembre 2013 Il Giornale 4 commenti

Il Giornale, 23 dicembre 2013

Onestamente, e con la convinzione che il ministro Emma Bonino, che è, per storia politica, pacifista, abbia gestito un ruolo di avanguardia per l'Italia nell'ondata di eccitazione che ha pervaso il mondo dopo il primo accordo fra l'Iran e i P5+1, vorrei suggerire un brivido profondo per tutti gli italiani quando un personaggio come il presidente iraniano Hassan Rohani dichiara che "l'Italia ha giuocato il ruolo di partner importante della Repubblica islamica ed è la nostra porta Europa".[...]

La confusione di Obama sul nucleare di Teheran

sabato 14 dicembre 2013 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 14 dicembre 2013

Certo Obama è strano. I casi sono due: o è una personalità sperduta e zigzagante che non riesce a tenere la rotta, oppure è talmente sicuro di sé da pensare di potersi permettere qualsiasi mossa, tanto lui è Obama. Quest'ultimo sospetto è quasi diventato una certezza sentendo il suo discorso al funerale di Nelson Mandela, dove, dimenticandosi di parlare dell'onorato defunto, ha parlato solo di sé stesso. Ora, non che ci dispiaccia, anzi per niente, che il ministero del Tesoro americano abbia beccato altre compagnie e individui iraniani implicati col loro business nella realizzazione del programma nucleare iraniano.[...]

L'Europa stipendia i "fannulloni pubblici" negli uffici palestinesi

giovedì 12 dicembre 2013 Il Giornale 2 commenti

Il Giornale, 12 dicembre 2013

Che la marea di denari destinata nel mondo ai palestinesi fosse un vortice oscuro si sapeva, ma adesso il Financial Times almeno per una parte, ne ha resa pubbliche e circostanziate le ragioni: l'European Court of Auditors, ovvero la Corte dei Conti Europea fondata nel 1975, ha emesso un documento dei suoi 28 membri in cui si prova che l'UE ha pagato per sei anni stipendi a impiegati delle istituzioni palestinesi a Gaza nell'ambito di un piano di "nation building", ma i destinatari non sono mai neppure andati in ufficio. Temendo che le sue conclusioni non soddisfino il politically correct europeo, tuttavia ora la Corte dei Conti difende i pagamenti come un "utile strumento politico" ma non si capisce che intenda dato che di politica se ne dovrebbe proprio parlare.[...]

Un condensato di gag e battute nate dalla storia del popolo ebraico

giovedì 12 dicembre 2013 Il Giornale 0 commenti

Il Giornale, 12 dicembre 2013

«Avrei qualcosa da dire sul conto di Mosè» dice Golda Meir a un congresso ebraico «ci ha fatto vagare quarant'anni nel deserto...e alla fine ci ha portato nell'unico posto del Medio Oriente in cui non ci sia del petrolio». È una delle barzellette ed anche il frontespizio del libro delle storielle ebraiche raccolte da Angelo Pezzana (pag. 130, euro 8,50) edito da Bollati Boringhieri: da Israele all'antisemitismo più feroce, alla religione, alla famiglia, alla mamma, alla morte nulla è sacro per l'umorismo ebraico. E Pezzana ne raccoglie il succo da intimo dell'argomento, nel suo ennesimo atto d'amore per l'ebraismo.[...]

La sfida di Peres: pronto a incontrare Rohani

lunedì 9 dicembre 2013 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 09 dicembre 2013

Il Forum Saban, famoso miliardario americano pacifista, è un' ambitissima tribuna dove ciascuno deve fare al meglio i propri compiti. E anche stavolta è stato uno scintillio di menti. Obama, Peres, Netanyahu. Shimon Peres ha toccato il tasto più delicato: in un momento non facile fra l'amministrazione americana e il suo Paese, e dopo un intervento di Obama che metteva i puntini sulle i sia sull'accordo con l'Iran che sul processo di pace con i palestinesi, ha gettato il suo ponte di pace da vero wonderboy novantenne. Il Mandela israeliano, quando sente dire pace, non lo trattiene nessuno, neppure l'odio iraniano contro Israele che non ha mancato di esprimersi con grande vocalità (i sionisti sono come cani rabbiosi, il loro destino è segnato, ha detto il leader massimo Khamenei persino nel giorno dell'accordo).[...]
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