Fiamma Nirenstein Blog

La guerra antisemita contro l'Occidente

7 ottobre 2023 Israele brucia

Jewish Lives Matter

Informazione Corretta, il nuovo video di Fiamma Nirenstein

Museo del popolo ebraico

Naufraga l'alleanza Netanyahu-Gantz, Israele alle quarte elezioni in due anni

mercoledì 23 dicembre 2020 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 23 dicembre 2020

(Gerusalemme) Gira a velocità supersonica il palcoscenico rotante israeliano. Tutti i cittadini sopra i 60 anni sono attaccati ai telefoni e ai computer per fissare il loro turno per ricevere il vaccino, ormai in distribuzione frenetica. Le star, dopo Netanyahu e il presidente Reuven Rivlin, fanno a gara per vaccinarsi in diretta. Però, intanto, il ministro della Sanità Yuli Edelstein annuncia un indispensabile lockdown: i contagiati di ieri sono 3.594, un numero altissimo per Israele. E mentre le maschere del sorriso di speranza e della disperazione occhieggiano surrealistiche l'una all'altra, un terzo e un quarto panorama confondono le idee: è partito dall'aereoporto Ben Gurion a Tel Aviv un volo speciale El Al per il Marocco portando dal re dignitari israeliani insieme a una delegazione americana capeggiata da Jared Kushner, il grande tessitore della pace mediorientale e genero di Trump. È un volo pieno di speranza per chiudere gli accordi di pace con Israele: entusiasti i marocchini di qui e gli ebrei di là, stavolta la pace è con un grande Paese musulmano che conta millenni di rapporti alterni col popolo ebraico, e che finalmente abbraccia lo Stato Ebraico. Ma ecco lo scenario che su tutti è il più paradossale: ieri notte a mezzanotte è scaduto il termine per cui, privo di un voto di un bilancio approvato, il Parlamento deve necessariamente dissolversi. E così, fra contrazioni e sussulti, mentre fino all'ultimo Netnayahu e Gantz hanno cercato di evitare la valanga, si disfa la precaria alleanza Likud-Bianco e Blu tra Bibi Netayahu e di Benny Gantz, svanisce l'ipotesi della rotazione su cui la coppia si era costruita e Israele va alle elezioni per la quarta volta in due anni, il 23 marzo. [...]

Mia prefazione al libro "A 5405: il coraggio di vivere" di Nedo Fiano

lunedì 21 dicembre 2020 Generico 0 commenti
 Cliccando qui la mia prefazione al libro "A 5405: il coraggio di vivere" di Nedo Fiano (Editore Monti, 2003, Pagine 240)


Copertina di 'A 5405. Il coraggio di vivere'

Mediorientale

venerdì 18 dicembre 2020 Generico 0 commenti
Cari amici,

cliccando qui potrete riascoltare e leggere la trascrizione della rubrica di questa settimana Il Medio Oriente visto da Gerusalemme condotta da Giovanna Reanda.

Informazione Corretta, il nuovo video di Fiamma Nirenstein: "I successi di Israele: lotta al Covid e diplomazia"

giovedì 17 dicembre 2020 Generico 0 commenti
Cari amici,

oggi, il sito web Informazione Corretta pubblica in esclusiva un mio nuovo video  "I successi di Israele: lotta al Covid e diplomazia"

Apri questo link per vedere il video:

http://www.informazionecorretta.com/video/fiamma171220.mp4

Guerre antiche e nuove dell'Iran 'apocalittico'

mercoledì 16 dicembre 2020 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 16 dicembre 2020

Mohammed Al Saaed, l'analista politico del giornale saudita Okaz scrive il 30 novembre «come si può condannare l'uccisione di un uomo che ha dedicato la sua vita a costruire una sinistra bomba atomica per un regime malvagio, mentre non condannano l'uccisione di tanti innocenti nella regione. L'Iran uccide Siriani, Iracheni, Libanesi, ha distrutto lo Yemen, e sponsorizza gruppi terroristici...». A cui, aggiungiamo noi, l'Iran uccide americani, francesi cittadini di ogni origine, colore, credo... e programma il genocidio in un intero Paese che «verrà cancellato dalla faccia del mondo», Israele. L'uomo di cui qui si parla è Moshen Fakhrizadeh. È stato definito scienziato, fisico, professore universitario. Ma non c'è nulla che rappresenti meglio delle reazioni pietistiche di questi giorni all' eliminazione di Fakhrizadeh la confusione e l'ignoranza sul regime degli Ayatollah e sui suoi molteplici significati. In realtà le condoglianze, se si da ai dolenti il beneficio di inventario, sono suonate più che altro come una nota di amaro biasimo nei confronti di Israele. È stata un'occasione irresistibile per mostrare i propri colori, per dare di gomito al regime più feroce del mondo che perseguita, soprattutto, i propri cittadini soggiogati e perseguitati dalle Guardie della Rivoluzione degli Ayatollah. Ma le lacrime sullo «scienziato nucleare» Moshen Fakhrizadeh sono lontane dalla comprensione di quel che Fakhrizadeh rappresentava perla guerra iraniana. Il punto di vista umanitario, tipico della nostra cultura, non funziona quando si parla di un generale in guerra, e qui di questo si tratta: di un altissimo ufficiale, responsabile del programma fondamentale per uno scontro in atto nel presente. Fakhrizadeh, infatti, non era uno in primis scienziato o professore universitario, ma un generale della Guardia Rivoluzionaria che, mentre insegnava fisica all'Università delle Guardia Imam Hussein, aveva un ruolo strategico nel maggiore fra i disegni di conquista di uno Stato islamico mondiale, da compiersi per passi successivi, in cui l'atomica è fondamentale. E Fakhrizadeh era il padre della bomba da quando, nel 1998, era stato messo alla testa del programma nucleare, col ruolo di capo del PHRC, il centro di ricerche per lo sviluppo nucleare. La determinazione di Fakhrizadeh a raggiungere la bomba si articola in mille invenzioni e cambiamenti di strada. [...]

VIDEO Il Medio Oriente visto da Gerusalemme

venerdì 11 dicembre 2020 Generico 0 commenti
 
Cari amici,
Radio Radicale trasmette in video la rubrica settimanale Il Medio Oriente visto da Gerusalemme condotta da Giovanna Reanda.

Potrete rivedere la puntata aprendo questo link:

https://www.radioradicale.it/scheda/623756/il-medio-oriente-visto-da-gerusalemme

È iniziato il post Khamenei. Le mosse di Israele, Iran e Turchia secondo Nirenstein

martedì 8 dicembre 2020 Generico 0 commenti

La giornalista e membro del Jerusalem Center for Public Affairs a Formiche.net: “Non cambia nulla. L’Iran resta un Paese che si celebra come il presidio della venuta del Mahdi, il profeta sciita che salverà il mondo costruendo uno Stato islamico totale”

Che Iran sarà senza Khamenei e Fakhrizadeh? Se l’81enne Ayatollah, gravemente malato, potrebbe essere sostituito dal capo della magistratura iraniana, Ebrahim Raisi ma senza un sensibile cambio di rotta, ecco che la perdita dello scienziato nucleare toglie a Teheran il suo braccio operativo che preparava le testate atomiche dei missili balistici.

Lo dice a Formiche.net la giornalista Fiamma Nirenstein, tra le altre cose membro del Jerusalem Center for Public Affairs, che scompone la transizione iraniana leggendola in filigrana anche alla luce dei rapporti con Israele e Turchia e dell’accordo militare e commerciale tra Cina e Iran, di cui poco si parla in Ue.

Il leader supremo iraniano avrebbe trasferito i suoi poteri al figlio Sayyid Mojtaba Hosseini Khamenei. Cosa cambia di fatto nel Paese e nelle sue strategie?

Per dirlo sarebbe opportuno conoscere davvero come stanno le cose, data la confermata tendenza ingannatrice dell’Iran, abile a celare le informazioni a tutto vantaggio del regime. È vero che Khamenei è in avanti con l’età, è vero inoltre che suo figlio 51enne Sayyid Mojtaba Hosseini non è molto diverso da lui. Potrebbe ottenere l’appoggio della Guardia Rivoluzionaria Islamica, lo Stato nello Stato, fondamentale per arrivare al potere nel Paese.

Chi è davvero Sayyid Mojtaba Hosseini?

Nel suo rapporto con l’Occidente è pesato da tutti come un duro, ma non credo possa essere preso in considerazione come un vero successore, anche perché gli manca l’expertise religioso dell’Ayatollah. Ma Khamenei non è un re, che può passare la corona in maniera successoria.

Chi potrebbe essere allora il preferito dell’assemblea degli esperti?

Non solo, il successore dovrebbe anche incassare al contempo l’appoggio della Guardia Rivoluzionaria Islamica. In primis vorrei dire che non credo molto al dibattito che si sta articolando su possibili moderati al potere nel post Khamenei: è un dibattito che va bene in Occidente, ma non nella mentalità iraniana, sciita e musulmana. Non dimentichiamo che il presidente iraniano Hassan Rouhani, che è stato ritenuto erroneamente un moderato, si è invece dedicato con passione a tutte le azioni che hanno portato l’Iran a confermare la sua strada programmatica: l’imperialismo targato Qasem Soleimani, dimostrato dai documenti diffusi dal Mossad accanto al ruolo dello scienziato nucleare Mohsen Fakhrizadeh. Per cui non cambia nulla nella struttura di un Paese che impicca omosessuali e dissidenti, trattando le donne come cittadine di quarta categoria. E l’Iran resta un paese nazionalista che si celebra come il presidio della venuta del Mahdi, il profeta sciita che salverà il mondo costruendo uno Stato islamico totale.

Tra i papabili di cui si discute in questi giorni quale potrebbe spuntarla? [...]

Informazione Corretta, il nuovo video di Fiamma Nirenstein: "Che cosa significa l'eliminazione dello scienziato nucleare degli ayatollah"

domenica 29 novembre 2020 Generico 0 commenti
Cari amici,

oggi, il sito web Informazione Corretta pubblica in esclusiva un mio nuovo video "Che cosa significa l'eliminazione dello scienziato nucleare degli ayatollah"

Clicca qui per vedere il video

Prova di forza. Come con Suleimani

sabato 28 novembre 2020 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 28 novembre 2020



Quando Benjamin Netanyahu nel gennaio del 2018 presentò al pubblico stupefatto l'intero archivio iraniano che il Mossad era riuscito a sottrarre a Teheran, dimostrando con le sue 50mila pagine l'accanimento del Paese degli ayatollah nel perseguire la bomba atomica che avrebbe "cancellato dalla mappa d'Israele", dedicò una diapositiva della sua presentazione al dottor Mohsen Fahrizadeh. “Ecco colui” –disse- “che fa tutto il disegno nucleare, è lui il capo”. E aggiunse dopo una breve pausa: "Ricordatevi questo nome: Amad Mohsen Fakhrizadeh". Chi se ne doveva ricordare, non ha mancato al compito. Così ieri nel cuore di Teheran, nella capitale, l'uomo che avrebbe dovuto essere uno dei più protetti del Paese, il cui ruolo era l'anima strategica dell'Iran khomeinista e la cui vita si svolgeva all'interno del cerchio più stretto degli ayatollah,è stato eliminato. Era lui che aveva ordinato l'arricchimento  dell'uranio più veloce in questi ultimi mesi tramite un nuovo sistema liquido, lui che aveva appena ricevuto il compito,stabilito da una nuova legge solo due giorni fa, di avviare una fase di maggiore attività tramite la costruzione di un nuovo reattore.

L' accanita resistenza legata al disegno islamista iraniano sciita di soggiogare innanzitutto il Medio Oriente e poi, con pazienza e con l'atomica, di piegare tutto il mondo alla propria verità dottrinale, aveva in lui un leader modesto e durissimo, un sacerdote, come Kassem Suleimani: ambedue provenienti dalle file delle Guardie della Rivoluzione, erano l'uno il generaleche conduceva sul campo le truppe e gli alleati Hezbollah, Hamas, Houti, alla conquista,utilizzando la forza bruta e i missili balistici; l'altro, l'uomo che aveva celato e mostrato, cacciato l'IAEA per poi invitarla di nuovo, attrezzato Fordow e Natanz per compiti differenziati, segreti e letali negli anni. Sono stati ambedue eliminati, e la perdita anche di Fakhrizadeh è un colpo durissimo dopo quella di Suleimani; e questa è anche un'impresa beffarda e dimostrativa,dato che, come l'eliminazione del 15 novembre per mano israeliana su intenzione anche americana del numero 2 di Al Qaeda Mohammed al Masri ospite a Teheran, è uno show di controllo del territorio iraniano che certo non tranquillizza Khamenei. Chi ha colpito,può arrivare dappertutto. Chi ha ucciso il professore? Dall'Iran hanno avuto la condanna pronta: Israele. Ipotesi plausibile. Ma sono in tanti a voler fermare la prepotenza terrorista del regime degli ayatollah; e i tempi dell'attentato,che certo è stato preparato a lungo, sembra tuttavia legato al momento politico. Trump lascerà presto la Casa Bianca.[...]

VIDEO Il Medio Oriente visto da Gerusalemme

venerdì 27 novembre 2020 Generico 0 commenti
 
Cari amici,
per la prima volta Radio Radicale trasmette in video la rubrica settimanale Il Medio Oriente visto da Gerusalemme condotta da Giovanna Reanda.

Potrete rivedere la puntata aprendo questo link:

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