Fiamma Nirenstein Blog

La guerra antisemita contro l'Occidente

7 ottobre 2023 Israele brucia

Jewish Lives Matter

Informazione Corretta, il nuovo video di Fiamma Nirenstein

Museo del popolo ebraico

Solo Bergoglio si ricorda della Siria

domenica 25 maggio 2014 Il Giornale 1 commento

Il Giornale, 25 maggio 2014

Il Giordano, fiume povero d'acqua,tuttavia fluisce potente nella mente dell'umanità intera, fonte battesimale di Gesù e dei suoi seguaci, polla vitale per tutta l'Area, confine fra stati, immemore linea blu di pace e di guerra nel rosso del deserto. Uno Stato ne deriva il suo nome, e Francesco, che da là ha cominciato la sua visita, lo ha onorato osando, con tutto il suo peso,affrontare un tema ormai diventato tabù, che Obama e Putin nemmeno più sussurrano, che l'Europa ormai non nomina se non in occasioni di circostanza. Il Papa ha detto il nome proibito,"Siria", grande scandalo morale del mondo contemporaneo, dove noi nazioni civilizzate lasciamo che si compia una mattanza quotidiana.[...]

Sorpresa, il Papa in Israele troverà più cristiani

venerdì 23 maggio 2014 Il Giornale 5 commenti

Il Giornale, 23 maggio 2014

Gerusalemme. C'è almeno uno, nel mondo, per cui una visita del Papa in Medio Oriente è affar semplice mentre tutte le diplomazie si affannano e talora si disperano: è il rabbino argentino Abraham Skorka che diJorgeBergoglio è amico da vent'anni, e che ieri ci ha spiegato in un nocciolo la visita papale. "Scrivendo un libro insieme e dialogando fra noi in tv per 31 ore, niente era più chiaro del suo orrore per l'antisemitismo, dell'unione spirituale fra ebraismo e cristianesimo, e il desiderio di percorrere insieme le vie di Israele. E' un sogno che si realizza.[...]

Quegli ebrei (di sinistra) che odiano Israele

lunedì 12 maggio 2014 Il Giornale 11 commenti

Il Giornale, 12 maggio 2014

Amos Oz è uno scrittore meraviglioso, e anche un gran bell'uomo anche al compimento del suo 75esimo compleanno, celebrato al teatro Zafta, raffinato punto di incontro dell'élite intellettuale della sinistra israeliana a Tel Aviv. E questo è un dato di fatto come lo è il disgusto che suscita il gruppo di qualche decina di idioti di estrema destra che ultimamente di notte imbratta le porte delle moschee e persino di qualche chiesa (è successo anche in questo week end a Gerusalemme) con scritte tipo "morte agli arabi" o cretinate anticristiane: sono estremisti che davvero rovinano l'atmosfera, se ce ne fosse bisogno, del Medio Oriente, e inducono violenza e odio antisraeliano.[...]

Mediorientale

lunedì 12 maggio 2014 Generico 0 commenti

RIASCOLTA La rubrica "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana con Fiamma Nirenstein e Massimo Bordin



Un possibile coinvolgimento dell'intelligence israeliana per liberare le donne ostaggio dei Boko Haram, "l'aggressivo spionaggio israeliano sugli Usa" secondo la rivista statunitense Newsweek, i rapporti 007 tra gliisraeliani e quelli americani, la politica domestica delle Stato ebraico, e la recente polemica sollevata da Amos Oz, questi gli argomenti affrontati durante la puntata settimanale de Il Medio Oriente visto da Gerusalemme per poi concludere con le recenti notizie che ci arrivano dalla Libia, dall'Arabia Saudita e dalla galassia qaedista.

Israele ricorda i 30.000 caduti senza lacrime

martedì 6 maggio 2014 Il Giornale 8 commenti

Il Giornale, 06 maggio 2014

Se volete capire cos'è Israele, guardate al passaggio fra ieri il giorno del ricordo di 23.169 soldati uccisi nelle guerre dal '48 in poi, più i 10mila uccisi in attentati terroristi, e ieri sera, quando comincia Yom Azmaut, il 66esimo Giorno dell'Indipendenza: un'esplosione di canti, fuochi, felicità però mista alla gratitudine per quei ragazzi il cui il futuro è solo nei sogni di loro cari.

Mediorientale

lunedì 5 maggio 2014 Generico 0 commenti

RIASCOLTA La rubrica "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana con Fiamma Nirenstein e Massimo Bordin



Questi gli argomenti della puntata settimanale de Il Medioriente visto da Gerusalemme: Israele oggi ricorda i soldati caduti e le vittime di terrorismo, alle 11:00 in punto le sirene sono risuonate in tutto il Paese e gli israeliani hanno interrotto le loro attività per due minuti nell'ambito delle celebrazioni della Giornata del ricordo; sempre da Israele, dopo una panoramica sulla crescita demografica, culturale, del melting pot, della tecnologia e di ogni area del pensiero dello Stato ebraico dalla sua fondazione, altredue notizie: la prima su una rivolta interna all'IDF dopo che un soldato è stato accusato di puntare la pistola contro un giovane palestinese mentre la seconda riguarda gli episodi di estremismo di alcuni gruppi israeliani. Lasciato Israele si continua poi a parlare dell'accordo tra Hamas ed Al Fatah e di un possibile nuovo incontro in Qatar delle due fazioni palestinesi, per poi concludere con l'Arabia Saudita, teatro di una recente parata militare per mostrare nuovi missili balistici (made in China), e con due notizie arriavate dall'Iran dove Whatsapp è stato messo al bando mentre un nuovo report denuncia la diffusione del terrorismo nel mondo finanziata dal regime degli Ayatollah.

Dopo le foto dei cristiani crocifissi in Siria il Papa risvegli le coscienze d'Occidente

domenica 4 maggio 2014 Il Giornale 0 commenti

Il Giornale, 04 maggio 2014

Dopo le lacrime di papa Francesco sulle foto dei crocifissi di Raqqa, ieri vibrava nell'aria la paura dell'uomo che ha consegnato al mondo le foto-testimonianza dell'orrore siriano. Si chiama Abu Ibrahim Alraquaoui: ne scriviamo il nome coll'ammirazione dovuta agli eroi. I predicatori dell'Isi, l'organizzazione sconfessata per i suoi metodi da Al Qaeda stessa, ha raccontato Alraquaoui, promettono denaro contro informazioni per la sua cattura.[...]

Israele: un modello che anche gli arabi iniziano ad ammirare

giovedì 1 maggio 2014 Generico 0 commenti

Shalom.it, maggio 2014

Dunque, celebriamo insieme il 66esimo compleanno di Israele. Dice sul suo tweet Saud Bakheet, columnist di un giornale saudita, che, a differenza degli arabi "gli ebrei aiutano a creare la civiltà, non si limitano a consumarla". E aggiunge: "La cultura (tecnologica) che usiamo per comunicare, gli apparecchi per l'aria condizionata che ci consentono di dormire, gli ospedali in cui veniamo curati, i tetti di cemento sotto i quali preghiamo… è tutta cultura degli ebrei e dei crociati".[...]

Altri 687 islamici a morte. Pulizia etnica per sentenza

martedì 29 aprile 2014 Il Giornale 2 commenti

Il Giornale, 29 aprile 2014

Più che aiutare la lotta contro l'islamismo estremo di cui la Fratellanza Musulmana è certamente il più importante esponente, condanne come quella che ieri ha emanato un tribunale egiziano a Minya danneggiano ogni possibilità di batterlo con un atteggiamento civile e legale, e mostrano il Medio Oriente come quella folle polveriera in cui la stabilità il buon senso sono ormai un'opzione impossibile. Ieri un giudice egiziano ha condannato a morte, tutti insieme, 687 imputati ritenuti sostenitori della parte dell'ex presidente e adepto della Fratellanza Mohammed Morsi, cacciato nel luglio scorso dopo una serie di mosse estremiste e errori marchiani.[...]

"Altro che pace, vuole riavere i detenuti palestinesi"

lunedì 28 aprile 2014 Il Giornale 0 commenti

Il Giornale, 28 aprile 2014

Khaled Abu Toameh è un giornalista puro. Nato a Tulkarem nel 1963, musulmano, vive a Gerusalemme. Da trent'anni ha scelto la verità più scomoda. Oggi scrive su giornali e website arabi, israeliani, americani, il Wall Street Journal ospita le sue colonne, ma nel passato ha pagato cara la sua battaglia per la libertà di opinione dei giornalisti palestinesi. E' "distinguished fellow" del Gatestone Institute di New York. Riceve una quantità di premi giornalistici e di minacce.

Khaled, perchè Abu Mazen dopo gli ultimi nove mesi di trattative ha deciso di lasciare il suo ruolo di moderato e di fare un accordo con Hamas?

"Per ora si tratta soltanto di strette di mano, baci e abbracci. Ma Abu Mazen porterà Hamas a Ramallah, o Hamas lascerà entrare Fatah a Gaza? I due hanno visto scorrere molto sangue, Abu Mazen ha arrestato migliaia di membri di Hamas, Hamas vede Fatah come un nido di traditori".[...]

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