Fiamma Nirenstein Blog

La guerra antisemita contro l'Occidente

7 ottobre 2023 Israele brucia

Jewish Lives Matter

Informazione Corretta, il nuovo video di Fiamma Nirenstein

Museo del popolo ebraico

Mediorientale

venerdì 9 marzo 2012 Generico 0 commenti
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la rubrica "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana con Massimo Bordin e Fiamma Nirenstein.



Fiamma Nirenstein appena tornata dal congresso annuale dell’AIPAC (American Israel Public Affairs Commettee, la lobby pro israeliana negli Stati Uniti) ci spiega cosa Gerusalemme e Washington intendano affrontare il problema della corsa al nucleare dell’Iran.

Nei territori palestinesi, va segnalato che Abu Mazen ha appena promesso di inviare una lettera politica a Israele e ai componenti del Quartetto per il Medio Oriente nella quale si mette in chiaro le linee condivise dall’Autorità nazionale palestinese (ANP) per riprendere i negoziati con lo Stato ebraico.

A Gaza  la leadership di Hamas è spaccata soprattutto dopo la rottura con l’Iran e la fuga di Meshaal dalla Siria, la stessa nazione che da novembre scorso ancora fa parte del Consiglio dei Diritti Umani dell’Unesco, nonostante il massacro di civili compiuto da Assad da più di un anno.

L’attacco all’Iran è deciso. E Obama non può dire no.

mercoledì 7 marzo 2012 Il Giornale 7 commenti
Il Giornale, 7 marzo 2012 da Washington

Il presidente cerca di rimandare l’intervento militare ma assicura fedeltà e aiuto a Tel Aviv. Che però preme per agire contro la minaccia atomica.

È finito, in realtà, il tempo in cui «tutte le opzioni sono sul tavolo», come ha detto Obama. È finito alla conferenza annuale dell’Aipac, American Israel Public Affairs Committee, a Washington. Obama lo può ripetere, e l’ha fatto di fronte a un pubblico di tredicimila amici d’Israele bollenti, la cui passione cercava di spingere senza troppo successo a dichiarazioni d’impegno definitivo: ma sì, Obama ha risposto, ma l’ha fatto volteggiando alla sua maniera spesso inconsistente, spesso fascinosa, come un torero nella corrida, piroettando, sventolando una bandiera di speranza di fronte a un pubblico immenso che voleva comunque amarlo e farsi amare perché sa che sarà lui il prossimo presidente, di nuovo. [...]

Ricordo di Lucio Dalla

venerdì 2 marzo 2012 Generico 4 commenti
Dichiarazione dell’On. Fiamma Nirenstein, Vice Presidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati.

“Nel grande lutto per la perdita di un così eccellete artista italiano ricordo la bellissima dichiarazione che mi volle affidare nel giorno della manifestazione “Per la Verità, per Israele” il 7 ottobre del 2010 al Tempio di Adriano. E’ un altro segno del suo magnifico anticonformismo e dell’amore per la verità che andava insieme ad esso nella sua personalità”

Segue la dichiarazione di Lucio Dalla [...]

“Gerusalemme on my mind”

giovedì 1 marzo 2012 Generico 1 commento
Liberal, 1 marzo 2012 di Antonio Picasso

Una lettera di amore e di speranza per una città cara al mondo intero

«Tutto è vero e tutto è falso». Così Fiamma Nirenstein giudica l’accrocchio di ebraismo, cristianesimo e Islam che si condensano nei pressi della tomba di David. Perché nello stesso posto sacro al popolo eletto, i fedeli in Cristo identificano il luogo dell’ultima cena di Gesù. I musulmani, per non essere da meno, vi hanno costruito una moschea. È un eclettismo fideistico che non si limita a quell’angolo di Città santa, ma che va oltre, abbraccia Israele e il West Bank, per poi planare sull’intero Medioriente. «Tutto è vero e tutto è falso». Così è ovunque da quelle parti. Perché ognuno ha una visione delle cose che pretende di essere talmente vera che,agli occhi delle parti avverse,diventa subito falsa. Il Medioriente non è fatto di aut-aut, bensì di et-et. E Gerusalemme lo conferma. Proprio lì, dove chi crede che riposi re David è sconfessato dai cristiani, i quali a loro volta vengono scalzati da musulmani. È la ruota della polemica che gira intorno a una storia fossilizzata nei secoli. [...]

L’Egitto ora censura pure Romeo e Giulietta

giovedì 1 marzo 2012 Il Giornale 5 commenti
Il Giornale, 1 marzo 2012

Primavera oscurantista: ritirato al festival di Luxor il film "Uscita dal Cairo", una storia d’amore che non rispettava i "confini" tra religioni

La buona notizia è che, almeno, un gruppetto di intellettuali protesta, e fra questi Tarek el Shenawi, critico cinematografico egiziano di fama. Ma la notizia cattiva conferma il clima di pesante oscurantismo che domina ormai la “primavera” egiziana: il film «Uscita dal Cairo», una love story fra una donna musulmana e un cristiano copto, è stata censurata e ritirata dal Festival del cinema africano in corso a Luxor, dove avrebbe dovuto essere proiettato stamattina. Ci sono tanti motivi per essere molto dispiaciuti di questo fatto, ma il più immediato riguarda la infinita, invincibile eliminazione di Romeo e Giulietta nel nostro tempo. Ma in una società diversa. Infatti, non c’è molto spazio per l’amore nelle società islamiche, a meno che il fidanzamento non coincida con una quantità di regole prefissate dalla tradizione, dalla famiglia, dalla sharia, dalla religione… da una folla in cui comunque le donne non contano niente. [...]

A Gerusalemme, recensione de Il Foglio

giovedì 1 marzo 2012 Generico 0 commenti
Il Foglio, 1 marzo 2012 di Giulio Meotti

Nello scenario della notte dei tempi, Urshamen, Urusalim diventa Yarushalem, Yerushalyim o Gerusalemme nella sua eccezione attuale. Il libro vuol essere un omaggio, intimo e ideologico, politico e biografico, al pezzo più nobile e vitale dell’identità ebraica. Senza Gerusalemme Israele non esisterebbe. Quando negli anni fra il 2000 e il 2005, con l’Intifada palestinese del terrorismo suicida, ogni angolo della città si era trasformata in una trappola mortale per la popolazione, parve materializzarsi un’altra cacciata degli ebrei da Gerusalemme, come quella compiuta dai Romani. [...]

Afghanistan ancora in rivolta. Non si può chiedere scusa a chi sparge odio e uccide.

domenica 26 febbraio 2012 Il Giornale 5 commenti
Il Giornale, 26 febbraio 2012

Il rogo del Corano "uccide" due americani. Sebbene bruciare i testi sacri sia stata una mancanza di rispetto, non si può chiedere scusa a chi ammazza.

C’è un errore di approccio culturale evidente nel bruciare dei testi del Corano. Ed esso è pesante e insopportabile quando proviene dalla potenza americana oltretutto nella delicatissimo fase di ritiro dall’Afghanistan. Come abbiano potuto gli ufficiali americani decidere di bruciare cento testi del Corano, è difficile da capire. Diremmo che questo presuppone una sorta di cieca innocenza, inammissibile a quel livello di responsabilità. Potevano stipare i volumi in qualche armadio con tutte le indicazioni e le spiate (forse anche quelli agli occhi dei fedeli, santificate?) che si mandavano per loro tramite i prigionieri. E invece hanno suscitato il finimondo. Ovvero: hanno compiuto, oltre che un brutto sgarbo, anche un errore culturale che sembra un lapsus quasi voluto: il mondo occidentale, dopo tante umiliazioni, ha qui ignorato il fatto che laddove si compiono atti che offendano la religione, là si scatena una violenza delittuosa e incontenibile. Consideriamo dunque l’errore per quello che è stato: non una distrazione, ma una mancanza di rispetto per le altrui opinioni, certamente. [...]

Stop all’asse con l’Iran. Solo così fermeremo la mattanza in Siria.

venerdì 24 febbraio 2012 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 24 febbraio 2012

La guerra fredda non è stato niente a confronto, e a questa non mancano le sue peggiori caratteristiche: furore ideologico, sangue innocente, terrorismo diffuso... A una delle due parti manca tuttavia una delle caratteristiche di allora. La bomba atomica. Ma sta per averla, e quindi, diamoci una regolata. La rivoluzione siriana sta toccando un apice. [...]

On. Nirenstein: indispensabile azione politica per rispetto della vita e dei diritti umani in Iran

martedì 21 febbraio 2012 Attivita parlamentari 1 commento
Dichiarazione dell’On. Fiamma Nirenstein, Vice Presidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati.

“Il rapporto dell’Iran Human Rights presentato oggi in Senato desta la più intensa preoccupazione e suggerisce l’indispensabilità di un’azione politica che fronteggi con decisione l’atteggiamento della leadership iraniana nei confronti della vita e dei diritti umani.

Essi, violati ad ogni momento, subiscono il massimo spregio nelle esecuzioni che in Iran sono aumentate esponenzialmente: 95 nel 2005, ben 676 nel 2011. Fa orrore in particolare l’esecuzione di 4 minorenni, 16 donne e 3 giovani accusati di sodomia. Ma non dubitiamo che molte delle esecuzioni, tra cui quelle segrete e quindi fuori conteggio in almeno 15 carceri iraniane, riguardino “reati” di critica al regime degli Ayatollah.

Sono dati cui fa riscontro la politica sempre più aggressiva nelle parole e nei fatti di un Paese che prepara l’atomica con intenti genocidi e che usa, secondo le indagini delle polizie di diverse paesi, il terrorismo ad ogni latitudine.”

Roma, 21 febbraio 2012

Mediorientale

martedì 21 febbraio 2012 Generico 0 commenti

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la rubrica "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana con Massimo Bordin e Fiamma Nirenstein.




Alcuni rappresentanti della resistenza siriana, secondo fonti non ufficiali, sostengono che le navi iraniane entrate nel Mediterraneo abbiano attraccato in Siria per assicurare una sicura via di fuga all’attuale leadership e per intercettare le comunicazioni dei ribelli anti-Assad. [...]

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