Madiorientale
RIASCOLTA
Nella rubrica "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana Massimo Bordin e Fiamma Nirenstein affrontano gli argomenti:
dei cambiamenti nel panorama politico israeliano; del successo in Sud America raccolto da Ahmadinejad; le relazioni amichevoli della Siria con il mondo arabo.
Guantanamo, il carcere che ha salvato l’Occidente
Allestito dopo l’attacco alle Torri Gemelle, è il più criticato e odiato del mondo. Ma ha permesso di sventare attentati e salvare molte vite
È facile essere contro la tortura dopo tanti secoli di orrori, dopo che, dagli eretici alle streghe o semplicemente ai nemici, i diversi inquisitori hanno estratto così tante false ammissioni. La giurisprudenza moderna che discende dalla Convenzione di Ginevra, che regola fra l’altro la questione dei prigionieri nei conflitti, ha dunque proibito di farne uso. [...]
Guantanamo, the prison which saved the West
Il Giornale, January 10 2012
Set up after the attacks against the Twin Towers, it’s the most criticized and hated facility in the world. But it prevented attacks and saved many lives.
It’s easy to be against torture after many centuries of horror, after the various inquisitions extracted so many fake confessions from heretic, witches or simply from enemies. The modern legislation prohibits its use in line with the Geneva Convention that also regulates the issue of prisoners of war during conflicts. [...]
Se pure l’Onu piange per il tiranno Kim
Non sono mancati gli spettacoli a effetto nel 2011, dalle rivoluzioni arabe, allo tsunami giapponese all’esecuzione di Bin Laden… Si può affermare tuttavia che la scena peggiore di quest’anno grandioso sono i fiumi di lacrime della massa di prefiche e di prefici (si potrà dire?) che si sono spremuti in scene di isterismo di fronte alle telecamere per dimostrare quanto amassero, quanto era buono Kim Jong-Il, in realtà un dittatore senza pietà, che ha torturato, imprigionato, fatto morire di fame il suo popolo per 17 anni. I suoi campi di concentramento fanno concorrenza a quelli di Hitler, vi sono rinchiuse circa 300mila persone su 20 milioni di abitanti. [...]
If even the U.N. cries for the tyrant Kim
Il Giornale, December 30 2011
There has been no lack of sensational shows in 2011, from the Arab revolutions to the Japanese tsunami and Bin Laden execution.. however I can say with a good degree of certainty that the most disgusting scenes of this spectacular year is the flood of tears of the mass of mourning men and women who revelled in hysteric scenes before the cameras to show how much they loved Kim Jong-Il and how good he was. Actually he was a merciless dictator who tortured, imprisoned and starved to death his people for 17 years. His concentration camps cruelty comes close to Hitler’s, and today there are about 300 thousand prisoners out of 20 million inhabitants. [...]
Il sangue versato in chiesa una dichiarazione di guerra
Talebani neri a caccia di cristiani: in Nigeria massacrati cento fedeli. Colpire una folla di innocenti che prega è solo l'ultimo atto della campagna islamica per distruggere l'Occidente.
La verità è che non lo vogliamo sapere, che per noi la guerra è stata cancellata dalla storia dai nostri pentimenti: la mente occidentale respinge con orrore particolare la guerra di religione, quella che mette in crisi il principio stesso della libertà di opinione. E non ne vuole sentire parlare anche quando la dichiarazione di guerra è patente, è larga come il globo terracqueo e sventola senza pudore lo stendardo della strage degli innocenti, del terrorismo contro gli oranti, una delle peggiori forme di violenza. [...]
One hundred worshippers slaughtered in Nigeria.
Il Giornale, December 27 2011
Hitting a crowd of praying innocent people is only the last action of an Islamic campaign to destroy the West
The truth is that we don’t want to know the truth. For us the word war has been erased from history by our sense of guilt and the Western mind specially abhors the concept of war of religion, a challenge against the very principle of freedom of opinion. It doesn’t want to hear about it even when the war declaration is clear and present, when it’s as broad as all the planet and when it unrepentedly flies the banner of the massacre of innocents, even of terrorism against worshippers, one of the worst forms of violence. [...]
"Attenti all’internazionale islamica. Impero da 250 milioni di persone ".
Tutti i giorni le primavere arabe ci propongono delle sciarade: perché per esempio il più importante comandante islamista delle nuove forze militari libiche invece di lavorare a casa sua è stato mandato in Turchia per aiutare il gruppo armato, ormai un esercito, in lotta contro Assad di Siria? Per quale motivo Abdullah Gül, presidente turco, diserta una conferenza mondiale a Vienna solo perchè il ministro israeliano della difesa Ehud Barak è presente, e dichiara Hamas e il suoi capo Khaled Mashal «sostenitori della democrazia »? Perché il premier Erdogan ha esortato i Paesi occidentali a riconoscere Hamas come «il governo legittimo» dei palestinesi e ha dichiarato Abu Mazen capo di «un governo illegittimo»? [...]
Mediorientale
RIASCOLTA
Nella rubrica "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana Massimo Bordin e Fiamma Nirenstein affrontano l’argomento:
delle rivolte in Siria e della dura repressione del regime di Assad che ha già causato 5 mila morti tra i civili scesi in piazza per esprimere il loro dissenso.
Perche nessuno dice che Assad mente?
Fare il cretino è sempre stata un’utile risorsa per chi ha qualcosa da nascondere. Fanno i cretini i bambini che non hanno fatto i compiti (ho lasciato il quaderno a casa), i mariti beccati in flagrante (chi? Quella là? Manco mi ricordo chi è), gli assassini (non sapevo che la pistola fosse carica). La prima cosa da dire ai furbastri è: «Non sono mica scemo, piantala». [...]
Se la Kirchner fa il doppiogioco con gli ayatollah
Tutti stiamo qui a chiederci «che si fa con l’Iran?» ora che forse addirittura la bomba è alle ultime fasi di montaggio oppure sta già negli scantinati degli ayatollah. Le sanzioni basteranno? A chi? Alla banca centrale? Ai privati? Da chi? Multilaterali? Bilaterali? E se non basteranno, allora occorre considerare l’ipotesi militare prima che l’arma atomica ci metta in stato di ricatto senza speranza, in balia oltre che dell’Iran stesso anche della Siria, degli Hezbollah, di Hamas? Il mondo se lo chiede. Ma alla solita compagnia della Cina, della Russia, della Corea del Nord ecco che, fra quelli cui non importa, arriva l’Argentina. La presidente Cristina Fernandez Kirchner dichiara che vuole impegnarsi nel dialogo con l’Iran, dato che gliel’ha chiesto, noblesse oblige. [...]
On. Nirenstein: risoluzione sull’Iran votata da tutti i gruppi politici
L’On. Fiamma Nirenstein ha detto in commissione, presentando la risoluzione, che occorre combattere con dure sanzioni e nell’unità politica europea e del mondo intero uno dei pericoli più grandi che si siano mai affacciati sul mondo è per questo necessaria una presa di posizione unitaria nel Parlamento italiano. Infatti, il rapporto dell’IAEA del 8 novembre ha rivelato come lo scopo dell’arricchimento nucleare iraniano sia puramente militare. E l’Iran – ha spiegato l’On. Nirenstein – ha dimostrato di essere un paese molto aggressivo non solo a parole: infatti il regime degli Ayatollah sta soccorrendo con forze armate quello di Assad che infierisce sul popolo siriano, arma Hezbollah e Hamas, sponsorizza imprese terroristiche.
Il Sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri Marta Dassù a nome del governo ha commentato la risoluzione definendola attinente ai fatti e opportuna e sottolineando sia la necessità di lavorare per porre termine all’arricchimento nucleare iraniano che contro la costante violazione di tutti i diritti umani in quel paese.
Roma, 6 dicembre 2011
L'editoriale per Informazione Corretta
Chi potrà, adesso, pretendere di non capire, di non sapere? La Tunisia come primo segnale rivoluzionario ci dette un progetto di costituzione democratico che include la messa fuori legge di chiunque abbia contatti e stabilisca rapporti con Israele; i rivoluzionari libici, vincitori dopo una lunga battaglia, ci comunicarono come grande risultato di quel bagno di sangue che la sharia era in arrivo e che la poligamia sarebbe stata ristabilita; il riformista Marocco ci ha fatto assistere a un’altra vittoria islamista; in Yemen, El Qaeda si aggira intorno al potere;in Egitto, e questa è la peggiore di tutte le notizie, non solo vincono con circa il 47 per cento i Fratelli Musulmani, ma arrivano secondi con la bellezza del 20 per cento coloro che venivano sempre qualificati dai giornali occidentali come un gruppetto irrilevante di pazzi estremisti, i salafiti del partito al Nour. Di concerto, e certo non è un gesto casuale, il “moderato”, anzi moderatissimo Abu Mazen, il cocco di tutte le cancellerie europee e della signora Clinton, combina in questi giorni un’alleanza con Hamas. [...]
from IC
December 5 2011
Who can now claim not to understand, not to know? As its first revolutionary sign, Tunisia has issued a democratic constitution draft envisaging a ban for whoever has contacts and establishes relations with Israel; after their long victorious struggle, the Libyan revolutionaries have announced, as a great result of that bloodshed, that sharia would be coming and polygamy would be reinstated; the reformist Morocco has ben the stage of another Islamist victory; in Yemen, El Qaeda is prowling for power; in Egypt – and this is the worst news – not only have the Muslim Brothers won with about 47% of the votes, but they are immediately followed, with as much as 20% of the votes, by the Salaphites of the Nour party, always referred to by the West as an irrelevant group of crazy extremists. In this connection, it is certainly not by chance that the “moderate”, indeed extremely “moderate” Abu Mazen - the pet of all European governments and of Mrs. Clinton – is finalizing an alliance with Hamas. [...]





