Mediorientale
Israele svela la verità: "Fermata con le bombe l'atomica di Assad"
Per capire l'emozione che come un'onda altissima ha investito Israele ieri mattina, quando a 11 anni di distanza sono stati resi noti i particolari della distruzione della base atomica siriana di Deir al Zur, bisogna mettersi nei panni di un padre che ha salvato il figlio da morte certa riprendendolo per un braccio, e questo figlio non è soltanto il popolo di Israele ma il mondo intero: infatti la sede della centrale, Deir al Zur, la città più grande della Siria orientale fu catturata dall'ISIS nel 2014 ed è rimasta nelle sue mani per più di tre anni. Immaginiamoci quindi non solo cosa sarebbe successo se oggi Assad, insieme ai suoi amici iraniani e Hezbollah, avesse nelle mani il plutonio e le strutture per la bomba atomica, ma anche quali pazzeschi ricatti i tagliagole avrebbero potuto imporre a tutti se Israele non avesse lanciato i suoi F16 e F15 in questa operazione di salvataggio del suo popolo e del mondo. [...]
Abu Mazen ormai ridotto agli insulti
Mahmoud Abbas, al secoloAbu Mazen, il Presidente dei palestinesi dal 2005, anno in cui si è insediatoal potere senza mai più tenere elezioni ha accumulato in tanti anni solo astiae inimicizie, e ora ne raccoglie i frutti. Invece di parlareinveisce ovunque, e non solo contro Israele di cui seguita a dire che è unregime colonialista e razzista, e quindi da distruggere. Ormai la lista deisuoi amici è inesistente, esiste solo una piramide di potere fatta di armi e didenaro, non c'è stato né processo di pace né unificazione sotto il suo comando,e i palestinesi cominciano a temere le conseguenze dei suoi aumentati sintomidi angoscia e paranoia. Le sue ultime picconatecolpiscono all'impazzata dentro e fuori i suoi confini geopolitici: nei titolidei giornali palestinesi, arabi e israeliani si legge soprattutto come AbuMazen abbia pubblicamente dichiarato lunedì l'Ambasciatore americano David Friedman"un figlio di un cane", e Friedman gli ha risposto ieri di frontealla platea di una conferenza a Gerusalemme chiedendosi se "si tratta diantisemitismo o di un discorso politico" [...]
Relazioni istituzionali e diplomatiche tra Europa e Israele

Basandosi sulla convinzione che forti relazioni reciprocamente istituzionali e diplomatiche tra Europa e Israele siano vitali, The Jerusalem Center for Public Affairs ha lanciato un progetto per creare un paradigma rinnovato per le relazioni tra Israele e il Vecchio Continente.
In questo contesto, lunedì , 19 marzo 2018, presso il Jerusalem Center fo Public Affairs (JCPA) si è svolta una speciale consultazione strategica con diversi alti funzionari di vari paesi europei, incentrati su come affrontare le principali sfide (approccio al conflitto israelo-palestinese, finanziamento del terrore, accordo nucleare con l'Iran, BDS) e sull'evidenziare nuovi potenziali canali di cooperazione.
Fiamma Nirenstein, Fellow Researcher per il JCPA ed ex membro del Parlamento italiano, promotore della conferenza, ha spiegato il motivo per cui si è tenuto questo incontro:
"Abbiamo invitato al JCPA alcuni opinionisti europei di alto livello al fine di tentare di ideare una strategia condivisa tra Israele e i Paesi dell'UE. Siamo consapevoli che molte critiche pervase da pregiudizi contro Israele dominano ancora il discorso pubblico europeo e il suo approccio istituzionale nei confronti dello Stato ebraico; ma Israele e i Paesi europei hanno molto in comune, ed è necessario lavorare insieme contro i pericoli dell'estremismo, del terrorismo, e per la carenza della democrazia in Medio Oriente. Ci siamo riuniti per identificare le principali cause e abbiamo discusso nuovi modi per rafforzarle".
'Lupi solitari': un modo ipocrita di fare disinformazione contro Israele
Il Giornale, 19 marzo 2018
Dopo che Israele ha seppellito altridue ragazzi di vent'anni, Zvi Daus e Nethaniel Kahalani che un terroristapalestinese ha investito insieme adaltri tre lungo una strada a sud ovest di Jenin(due sono all'ospedale in condizioni molto gravi); mentre le truppe israelianeal confine con Gaza facevano saltare per aria altre due gallerie costruitegiusto per far entrare ancora e ancora terroristi dentro Israele; ieri è statala volta di sangue spillato con la lama di un coltellaccio. Una guardia che sitrovava davanti al Muro del Pianto, il più ovvio fra i luoghi simbolici diIsraele, è stato assalito e colpito al petto e al ventre, è molto grave; ilterrorista è stato inseguito e ucciso e nelle prime ore dopo l'attacco si sache il terrorista è Abed el Rahman, 27 anni, sposato con due figli, ispiratodalla magnifica opportunità di ammazzare un ebreo presso la Spianata delle Moschee. [...]
Mutual institutional and diplomatic relations between Europe and Israel
Quella bomba che spacca la Palestina
Chi ha cercato ieri di far fuori a Gaza il Primo ministro palestinese di Fatah? "Se fossimo stati noi" -ha detto Mahmoud Al Zahar con la solita simpatica espressività- "avremmo riportato alla Mukata un cadavere a pezzi". Al Zahar è uno dei capi di Hamas, e così adesso respinge le accuse di avere attentato, appena dentro i confini di Gaza, Repubblica islamica agli ordini di Yahya Sinwar (oggi leader nominato dopo Ismail Haniyeh) e di Khaled Mashal, al Primo ministro palestinese Rami Hamdallah, che viaggiava insieme al Capo dei servizi segreti di Abu Mazen, Majid Faraj. Due colonne del regime pericolante di Abu Mazen.[...]
Medioriente bollente. È già partita la corsa alle armi nucleari
Sarebbe molto interessante, in queste ore di frenetica verbalizzazione delle intenzioni politiche sul futuro dell'Italia, capire come intende muoversi il nostro Paese nell'ambito di una crisi mondiale che rischia di vedere il Medio Oriente prendere fuoco a causa degli appetiti iraniani e della reazione di chi intende difendersene, da Israele a tutti i Paesi arabi moderati. Gli USA da una parte, Putin dall'altra, Israele pronta all'azione, i Paesi Arabi si armano contro gli Ayatollah, le milizie iraniane si espandono a decine di migliaia con gli Hezbollah, le loro intenzioni imperiali minacciano ben più dell'ISIS.[...]
Mediorientale
La Polonia «sospende» la legge-bugia sulla Shoah
E' una gran bella cosa che la Polonia ieri abbi frenato rispetto a una scelta che prima di essere colpevole, era bugiarda e volgare quanto a volte riesce ad esserlo il populismo: con scelta saggia è stata rimandata dal Governo l'entrata in vigore della legge che puniva con una pena fino a tre anni di carcere chiunque facesse riferimento ai Campi di sterminio nazisti come "Campi polacchi" o accusasse i cittadini polacchi di complicità col genocidio degli ebrei.[...]





