Fiamma Nirenstein Blog

La guerra antisemita contro l'Occidente

7 ottobre 2023 Israele brucia

Jewish Lives Matter

Informazione Corretta, il nuovo video di Fiamma Nirenstein

Museo del popolo ebraico

Otto missili, l'aria diventa bollente, Salman e i sunniti con l'Occidente

martedì 10 aprile 2018 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 10 aprile 2018
 
Ci sono voluti due jet fighter F15 (probabilmente, e "secondo fonti straniere", Israele tace) e i loro otto missili sparati all'alba perché, almeno per una parte, il macellaio Assad ricevesse una sventola dopo le sue stragi di bambini. All'inizio tutti hanno parlato di reazione americana, dato che Trump aveva fatto la voce grossa; poi si è suggerito che fosse stata la Francia. Ma mentre l'ONU e l'UE si riempivano di esclamazioni di orrore e gli schermi tv delle immagini di quei bambini piccolissimi in preda alle sofferenze del gas che in molti casi li ha portati alla morte, diventava chiaro che né la Francia né gli USA avevano agito. E c'è da credere alla smentita di Trump: avrebbe avuto tutto l'interesse a contraddire la sua inutile dichiarazione sulla decisione di lasciare la Siria, che poi si è rimangiata. Invece, probabilmente il gesto valoroso l'ha compiuto Israele, da solo, per necessità e per scelta.[...]

Il nuovo asse imperialista riunito per spartirsi la Siria

giovedì 5 aprile 2018 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 05 aprile 2018

E' davvero la nemesi di ogni processo di pace il fatto che le sciagure della Siria  e la sua risoluzione siano finite ieri nelle mani del gatto, Tayyip Erdogan, la volpe, Hassan Rouhani e il padre nobile, Vladimir Putin. Che foto opportunity, il mondo del nuovo imperialismo in una sola foto. Il loro incontro ad Ankara ieri ha disegnato una soluzione un coacervo di interessi acuti e contrastanti, e una volontà evidente di spartizione. Il tutto, segnato dalla bambinesca soddisfazione, peraltro autorizzata dal grande assente, che l'America di Trump sia fuori dal giuoco, errore che Trump ancora non ha capito quanto sia grande, poiché consente l'espansione dei suoi peggiori nemici in un'area volatile e pericolosissima. Trump ha annunciato il suo desiderio di salpare definitivamente le ancore, abbandonando Curdi, Yazidi, sunniti dissidenti, cristiani… Nelle mani del trio.[...]

Il dilemma di un Paese e la sua storia

martedì 3 aprile 2018 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 03 aprile 2018

Dovevano andare in Ruanda e in Uganda, e poi a Israele non è bastato il cuore di mandare quelle donne coi bambini in braccio, quegli uomini affaticati e impauriti ad affrontare di nuovo la fame e il pericolo di vita. Netanyahu ha scelto la via dei Paesi occidentali per 16mila di loro; altri 16 mila, specie le famiglie coi bambini, resteranno in Israele. Perché? Il perché non è tanto nelle proteste popolari anche se ora i movimenti che in questi anni sono scesi in pizza si vantano.

Il motivo sta in quelle immagini stampate nella mente di ogni ebreo che si rispetta, immagini delle navi rimandate indietro coi profughi in fuga dalla Shoah, rimandati indietro a morire; il motivo sta nelle immagini dei primi pionieri che in Israele sono arrivati con mezzi di fortuna, senza un soldo e senza un vestito, accolti senza pietà a forza di bombe e fucilate. E a chi chiede se non è sbagliato domandare  ad altri Paesi di fare un sacrificio che non si vuole fare in prima persona, la risposta è questa: è semplicemente impossibile per Israele aprire le porte coi suoi otto milioni di abitanti in parte arabi stipati sulla minuscola striscia di terra assediata dal mondo circostante all'immigrazione a un fenomeno che come ha detto Netanyahu, travolgerebbe lo Stato democratico e ebraico.[...]

Gaza. Ma nessuno dice che il loro obiettivo è sterminare gli ebrei

domenica 1 aprile 2018 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 01 aprile 2018

Il rischio che la "Marcia del ritorno" di Hamas diventi terrorismo di massa e guerra sta diventando concreta; tutto il mondo sa che questo è lo scopo sociale stesso dell'Organizzazione insieme alla morte degli ebrei e la conquista dell'Occidente, sa che qui, con le marce di massa, siamo di fronte a una svolta strategica che è una scintilla terrorista nel pagliaio del Medio Oriente. Ma l'ONU di nuovo biasima Israele alleandosi nel suo sport preferito, anche se stavolta senza riuscire a raggiungere una condanna: però Antonio Guterres, il Segretario generale, non fa mancare la richiesta di un'inchiesta internazionale, si associa all'idea tradizionale e sbagliata che Israele abbia usato forza sproporzionata nel controbattere alle manifestazioni di massa sul suo confine, e passa l'idea che abbia ucciso dei palestinesi che marciavano "pacificamente" verso il suo confine.[...]

La marcia di Gaza diventa una guerra. Si rischia la Pasqua di rappresaglia

sabato 31 marzo 2018 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 31 marzo 2018

C'è confusione sui numeri ma non sul significato della "Marcia del ritorno" di ieri, come l'ha chiamata Hamas.  Si parla di 16 morti e 1400 feriti, e di circa ventimila dimostranti sul confine di Israele con Gaza, in una manifestazione organizzata per essere solo la prima in direzione di una mobilitazione di massa che dovrebbe avere il suo apice il 15 di maggio, giorno della"Nakba" palestinese, ovvero quello del "disastro" della ovvero del giorno della festa dell'Indipendenza di Israele, che coinciderà anche coi giorni del passaggio dell'Ambasciata americana a Gerusalemme.

Un'escalation continua di eccitazione mentre cresceva l'incitamento ha visto per ben quattro volte unità armate di giovani armati di bottiglie molotov, bombe a mano e coltelli infiltrati dentro i confine. Un esempio limitato di quello che Hamas vorrebbe riprodurre su scala di massa, ovvero l'invasione di Israele, come nei loro discorsi ieri hanno ripetuto i leader massimi Ismail Haniyeh e Yehya Sinwar. Non a caso nei giorni della preparazione si sono svolte esercitazioni militari con lanci di razzi e incendi di finti carriarmati, pretesi rapimenti e uccisioni che hanno persino fatto scattare i sistemi antimissile cupola di ferra spedendo gli israeliani nei rifugi. Il messaggio di Hamas era chiaro: marciate, noi vi copriamo con le armi. Ma le intenzioni terroriste di Hamas sono state incartate dentro lo scudo delle manifestazioni di massa, e l'uso della popolazione civile inclusi donne e bambini, è stato esaltato al massimo. Molti commentatori sottolineano come se Hamas decide di marciare, non ci sia molta scelta.[...]

In Europa lo spettro della Shoah

mercoledì 28 marzo 2018 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 28 marzo 2018

L'ultima notizia è insopportabile: a Parigi una donna ebra di 85 anni, Mireille Knoll, sopravvissuta alle deportazioni franco-naziste degli anni '40, è stata uccisa a coltellate da un giovane musulmano che la donna conosceva da quando era piccolo. L'omicidio antisemita si affaccia inaspettato quando Ilan Halimi, un ragazzo parigino viene sequestrato nel 2006 da un gruppo di giovani islamici che in una casa della banlieue lo torturano a morte leggendo il Corano senza che la polizia cerchi nella direzione di un attacco antisemita. Anche adesso seguitano i tentennamenti, sembra, forse... L'ultimo attacco antisemita ha pochi giorni, un bambino di otto anni è stato preso a botte un mese fa a Sarcelles perché indossava una kippà; pochi giorni prima una quindicenne con la Stella di David al collo è stata sfigurata a coltellate; pochi giorni dopo a un ragazzino sono state tagliate le dita con una seghetta… L'anno scorso Sarah Halimi Attal è stata buttata dalla finestra da un uomo che gridava Allah hu Akbar. Negli ultimi anni ci sono stati una decina di attacchi mortali plurimi, il Museo ebraico di Bruxelles e i bambini uccisi alla scuola di Tolosa, l'Hypercasher... Ed è solo la Francia. Gli ebrei d'Europa, compresa l'Inghilterra e la Russia sono accerchiati, se ne vogliono andare, vedono che anche se alla fine, dopo molti tentennamenti, le leadership accettano l'idea che si tratta di attacchi antisemiti, pure nessuno ha voglia di fronteggiare il vecchio mostro, che è  di sinistra come Corbyn, di destra come la Le Pen, islamico come gli immigrati.[...]

Bolton è l'anti-Obama. Bersaglio dei liberal e nemico di Teheran

lunedì 26 marzo 2018 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 26 marzo 2018

Il suo libro, del 2007 è intitolato "La resa non è un'opzione" (Simon & Schuster, Inc). La sua frase più famosa (e naturalmente anche la più discussa): "Se il segretariato dell'ONU perdesse 10 piani, non farebbe nessuna differenza". Una sentenza mortale, provenendo da un ambasciatore di Israele all'ONU dal 2005 alla fine del 2006 quando vinsero i democratici, il 69enne John Bolton. Nel week end il presidente americano Donald Trump ha conferito a John Bolton l'incarico di Consigliere strategico, una tessera fondamentale nel terremoto della Casa Bianca che lo ha piazzato al posto del generale McMaster, e ha portato al rimpiazzo del Segretario di Stato Rex Tillerson con il direttore della CIA Mike Pompeo. Pompeo e Bolton se si cerca di definire il gran circo rotante dell'Amministrazione statunitense, sono dalla stessa parte, due repubblicani ferventi e di principi ferrei, su cui il Capo di stato maggiore di Trump, John Kelly, conta con simpatia per riordinare un panorama tempestoso e in continuo cambiamento. [...]

Un pericolo globale nascosto sotto la cenere

sabato 24 marzo 2018 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 24 marzo 2018

Informazioni, ancora notizie, monitoraggio, conoscenza preventiva dei fatti senza limiti e senza pregiudizio, e ancora identificazione preventiva delle zone sensibili che possano produrre terrorismo, ovvero "profiling" senza paura, senza vergogna: questi sono i punti veri, i realistici suggerimenti che qualsiasi agente della sicurezza di Israele, il Paese che più di tutti nel mondo è investito dal terrorismo, può dare oggi all'Europa. Ieri a Trebes, un paesino che certo non si meritava di diventare famoso per questo, l'onda di sangue è arrivata come un'inaspettata tromba d'aria, eppure il terrorista era un personaggio già legato al mondo che gli ha ispirato o ordinato l'attacco.

Il terrorismo conta oggi in Francia 18mila candidati all'omicidio radicalizzati, 4000 pericolosissimi. Dovrebbero essere supersorvegliati, eppure una nostra reticenza tutta europea probabilmente consente che possano riuscire  in azioni inaspettate, che riescano a inverare il peggio della fantasia umana avendo ricevuto da Dio in persona l'ordine di conquistare il mondo a ogni costo.[...]

In honour on the New National Security adviser John Bolton, a photo of the International Camera “Emet” prize that we received together

sabato 24 marzo 2018 English 0 commenti
A Fiamma Nirenstein l'

(Nirenstein, Aznar, Bolton)


Italian MP Fiamma Nirenstein, Vice-President of the Committee on Foreign Affairs of the Italian Parliament, journalist and author, is one of this year’s personalities honoured with the “Emet Award” by CAMERA, the Committee for Accuracy in Middle East Reporting in America. During its annual dinner in New York, on Sunday April 10, CAMERA will also honour José María Aznar, former President of Spain and John Bolton, former US Ambassador to the UN. The awardees are the founding members of the The Friends of Israel Initiative, an international organization led by President Aznar, created to counter the delegitimization of the State of Israel and enable it to claim its right to live in peace within safe and defensible borders.
Founded in 1982, CAMERA, the Committee for Accuracy in Middle East Reporting in America, is a media-monitoring, research and membership organization devoted to promoting accurate and balanced coverage of Israel and the Middle East. CAMERA fosters rigorous reporting, while educating news consumers about Middle East issues and the role of the media. Because public opinion ultimately shapes public policy, distorted news coverage that misleads the public can be detrimental to sound policymaking. A non-partisan organization, CAMERA takes no position with regard to American or Israeli political issues or with regard to ultimate solutions to the Arab-Israeli conflict.

In onore del nuovo Consigliere americano per la Sicurezza John Bolton, in lieto ricordo del Premio internazionale “Emet" ricevuto insieme

sabato 24 marzo 2018 Generico 0 commenti
 
A Fiamma Nirenstein l'
(Nirenstein, Aznar, Bolton)


Roma, 5 APR 2011
(ANSA) - «Un riconoscimento non solo a me ma anche alla politica delle istituzioni italiane». Cosi il deputato del Pdl Fiamma Nirenstein definisce il premio 'Amici di Israele' che le sarà assegnato a New York il prossimo 10 aprile. Unica italiana finora ad essere stata insignita dell'onorificenza, Nirenstein ha vinto l'edizione 2011 insieme all'ex premier spagnolo José Maria Aznar e all'ex ambasciatore Usa all'Onu John Bolton.

L'associazione internazionale 'Amici di Israele' è stata fondata nel 2010 con l'obiettivo di «contrastare gli sforzi di delegittimare lo stato di Israele e di minare il suo diritto di vivere in pace e in sicurezza e all'interno di confini difendibili».

«Ognuno di noi tre nel proprio campo - ha detto ancora Nirenstein - ha operato per ripristinare la verità su Israele che è un paese come tutti gli altri e che invece, a differenza degli altri, è attaccato ingiustamente. La prova più evidente di questi giorni è la ritrattazione da parte del giudice Onu Richard Goldstone del suo rapporto su 'Piombo Fuso' e le presunte responsabilità israeliane durante l'operazione». «Vorrei ricordare - ha continuato Nirenstein - che l'Italia votò contro, in sede Onu, le conclusioni di quel rapporto e questo dimostra la serietà della politica estera italiana. Io, come Aznar e Bolton, ho lottato a lungo contro i pregiudizi che hanno impedito una giusta idea di Israele. Sono molto fiera del premio e vorrei che venisse vissuto non solo come un riconoscimento alla mia persona ma appunto anche alla politica complessiva dell'Italia».
Dell'associazione 'Amici di Israele' fanno parte, tra gli altri, anche il premio Nobel David Trimble, gli ex presidenti del Perù Alejandro Toledo e della repubblica Ceca Vaclav Havel e l'italiano Marcello Pera.


Roma, 07 APR 2016 (Il Velino) - A Fiamma Nirenstein sono andate le congratulazioni dell'Aula di Montecitorio per il premio 'Emet Award', che ricevera' il 10 aprile a New York insieme a Jose' Maria Aznar e John Bolton. La deputata Pdl e' "l'unica italiana nella storia ad ottenere questo premio", ha sottolineato Luca Volonte', intervenendo in aula. "Un premio importante e fondamentale - ha detto il deputato Udc - , che da' prestigio e onora tutta la Camera dei deputati oltre che onorare l'impegno che Fiamma ha dimostrato e continua a dimostrare nei consessi nazionali e
internazionali. Per questo, voglio ringraziarla, non solo della sua amicizia, ma dell'onore che ci fa, con le sue battaglie, non solo in Italia ma anche nel contesto mondiale". All'omaggio si sono uniti con un applauso tutti i gruppi parlamentari.

Il presidente di turno Rocco Buttiglione ha espresso le congratulazioni alla Nirenstein: "Sono sicuro di esprimere i sentimenti di tutta l'Aula - ha detto il presidente dell'Udc -, rinnovando le congratulazioni all'onorevole Fiamma Nirenstein, e mi permetto, da amico di Fiamma, di aggiungere le mie congratulazioni personali, brava". L'associazione internazionale 'Amici di Israele' e' stata fondata nel 2010. Ne fanno parte, tra gli altri, anche il premio Nobel David Trimble, gli ex presidenti del Peru' Alejandro Toledo e della repubblica Ceca, Vaclav Havel, e l'italiano Marcello Pera.


QUI POTETE RIVEDERE L'INTERVENTO DELL'ON. VOLONTE' E DEL PRESIDENTE BUTTIGLIONE:
http://webtv.camera.it/portal/portal/default/Assemblea?NumeroLegislatura=16&NumeroSeduta=460&IdIntervento=241212

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