Fiamma Nirenstein Blog

La guerra antisemita contro l'Occidente

7 ottobre 2023 Israele brucia

Jewish Lives Matter

Informazione Corretta, il nuovo video di Fiamma Nirenstein

Museo del popolo ebraico

In Europa lo spettro della Shoah

mercoledì 28 marzo 2018 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 28 marzo 2018

L'ultima notizia è insopportabile: a Parigi una donna ebra di 85 anni, Mireille Knoll, sopravvissuta alle deportazioni franco-naziste degli anni '40, è stata uccisa a coltellate da un giovane musulmano che la donna conosceva da quando era piccolo. L'omicidio antisemita si affaccia inaspettato quando Ilan Halimi, un ragazzo parigino viene sequestrato nel 2006 da un gruppo di giovani islamici che in una casa della banlieue lo torturano a morte leggendo il Corano senza che la polizia cerchi nella direzione di un attacco antisemita. Anche adesso seguitano i tentennamenti, sembra, forse... L'ultimo attacco antisemita ha pochi giorni, un bambino di otto anni è stato preso a botte un mese fa a Sarcelles perché indossava una kippà; pochi giorni prima una quindicenne con la Stella di David al collo è stata sfigurata a coltellate; pochi giorni dopo a un ragazzino sono state tagliate le dita con una seghetta… L'anno scorso Sarah Halimi Attal è stata buttata dalla finestra da un uomo che gridava Allah hu Akbar. Negli ultimi anni ci sono stati una decina di attacchi mortali plurimi, il Museo ebraico di Bruxelles e i bambini uccisi alla scuola di Tolosa, l'Hypercasher... Ed è solo la Francia. Gli ebrei d'Europa, compresa l'Inghilterra e la Russia sono accerchiati, se ne vogliono andare, vedono che anche se alla fine, dopo molti tentennamenti, le leadership accettano l'idea che si tratta di attacchi antisemiti, pure nessuno ha voglia di fronteggiare il vecchio mostro, che è  di sinistra come Corbyn, di destra come la Le Pen, islamico come gli immigrati.[...]

Bolton è l'anti-Obama. Bersaglio dei liberal e nemico di Teheran

lunedì 26 marzo 2018 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 26 marzo 2018

Il suo libro, del 2007 è intitolato "La resa non è un'opzione" (Simon & Schuster, Inc). La sua frase più famosa (e naturalmente anche la più discussa): "Se il segretariato dell'ONU perdesse 10 piani, non farebbe nessuna differenza". Una sentenza mortale, provenendo da un ambasciatore di Israele all'ONU dal 2005 alla fine del 2006 quando vinsero i democratici, il 69enne John Bolton. Nel week end il presidente americano Donald Trump ha conferito a John Bolton l'incarico di Consigliere strategico, una tessera fondamentale nel terremoto della Casa Bianca che lo ha piazzato al posto del generale McMaster, e ha portato al rimpiazzo del Segretario di Stato Rex Tillerson con il direttore della CIA Mike Pompeo. Pompeo e Bolton se si cerca di definire il gran circo rotante dell'Amministrazione statunitense, sono dalla stessa parte, due repubblicani ferventi e di principi ferrei, su cui il Capo di stato maggiore di Trump, John Kelly, conta con simpatia per riordinare un panorama tempestoso e in continuo cambiamento. [...]

Un pericolo globale nascosto sotto la cenere

sabato 24 marzo 2018 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 24 marzo 2018

Informazioni, ancora notizie, monitoraggio, conoscenza preventiva dei fatti senza limiti e senza pregiudizio, e ancora identificazione preventiva delle zone sensibili che possano produrre terrorismo, ovvero "profiling" senza paura, senza vergogna: questi sono i punti veri, i realistici suggerimenti che qualsiasi agente della sicurezza di Israele, il Paese che più di tutti nel mondo è investito dal terrorismo, può dare oggi all'Europa. Ieri a Trebes, un paesino che certo non si meritava di diventare famoso per questo, l'onda di sangue è arrivata come un'inaspettata tromba d'aria, eppure il terrorista era un personaggio già legato al mondo che gli ha ispirato o ordinato l'attacco.

Il terrorismo conta oggi in Francia 18mila candidati all'omicidio radicalizzati, 4000 pericolosissimi. Dovrebbero essere supersorvegliati, eppure una nostra reticenza tutta europea probabilmente consente che possano riuscire  in azioni inaspettate, che riescano a inverare il peggio della fantasia umana avendo ricevuto da Dio in persona l'ordine di conquistare il mondo a ogni costo.[...]

In honour on the New National Security adviser John Bolton, a photo of the International Camera “Emet” prize that we received together

sabato 24 marzo 2018 English 0 commenti
A Fiamma Nirenstein l'

(Nirenstein, Aznar, Bolton)


Italian MP Fiamma Nirenstein, Vice-President of the Committee on Foreign Affairs of the Italian Parliament, journalist and author, is one of this year’s personalities honoured with the “Emet Award” by CAMERA, the Committee for Accuracy in Middle East Reporting in America. During its annual dinner in New York, on Sunday April 10, CAMERA will also honour José María Aznar, former President of Spain and John Bolton, former US Ambassador to the UN. The awardees are the founding members of the The Friends of Israel Initiative, an international organization led by President Aznar, created to counter the delegitimization of the State of Israel and enable it to claim its right to live in peace within safe and defensible borders.
Founded in 1982, CAMERA, the Committee for Accuracy in Middle East Reporting in America, is a media-monitoring, research and membership organization devoted to promoting accurate and balanced coverage of Israel and the Middle East. CAMERA fosters rigorous reporting, while educating news consumers about Middle East issues and the role of the media. Because public opinion ultimately shapes public policy, distorted news coverage that misleads the public can be detrimental to sound policymaking. A non-partisan organization, CAMERA takes no position with regard to American or Israeli political issues or with regard to ultimate solutions to the Arab-Israeli conflict.

In onore del nuovo Consigliere americano per la Sicurezza John Bolton, in lieto ricordo del Premio internazionale “Emet" ricevuto insieme

sabato 24 marzo 2018 Generico 0 commenti
 
A Fiamma Nirenstein l'
(Nirenstein, Aznar, Bolton)


Roma, 5 APR 2011
(ANSA) - «Un riconoscimento non solo a me ma anche alla politica delle istituzioni italiane». Cosi il deputato del Pdl Fiamma Nirenstein definisce il premio 'Amici di Israele' che le sarà assegnato a New York il prossimo 10 aprile. Unica italiana finora ad essere stata insignita dell'onorificenza, Nirenstein ha vinto l'edizione 2011 insieme all'ex premier spagnolo José Maria Aznar e all'ex ambasciatore Usa all'Onu John Bolton.

L'associazione internazionale 'Amici di Israele' è stata fondata nel 2010 con l'obiettivo di «contrastare gli sforzi di delegittimare lo stato di Israele e di minare il suo diritto di vivere in pace e in sicurezza e all'interno di confini difendibili».

«Ognuno di noi tre nel proprio campo - ha detto ancora Nirenstein - ha operato per ripristinare la verità su Israele che è un paese come tutti gli altri e che invece, a differenza degli altri, è attaccato ingiustamente. La prova più evidente di questi giorni è la ritrattazione da parte del giudice Onu Richard Goldstone del suo rapporto su 'Piombo Fuso' e le presunte responsabilità israeliane durante l'operazione». «Vorrei ricordare - ha continuato Nirenstein - che l'Italia votò contro, in sede Onu, le conclusioni di quel rapporto e questo dimostra la serietà della politica estera italiana. Io, come Aznar e Bolton, ho lottato a lungo contro i pregiudizi che hanno impedito una giusta idea di Israele. Sono molto fiera del premio e vorrei che venisse vissuto non solo come un riconoscimento alla mia persona ma appunto anche alla politica complessiva dell'Italia».
Dell'associazione 'Amici di Israele' fanno parte, tra gli altri, anche il premio Nobel David Trimble, gli ex presidenti del Perù Alejandro Toledo e della repubblica Ceca Vaclav Havel e l'italiano Marcello Pera.


Roma, 07 APR 2016 (Il Velino) - A Fiamma Nirenstein sono andate le congratulazioni dell'Aula di Montecitorio per il premio 'Emet Award', che ricevera' il 10 aprile a New York insieme a Jose' Maria Aznar e John Bolton. La deputata Pdl e' "l'unica italiana nella storia ad ottenere questo premio", ha sottolineato Luca Volonte', intervenendo in aula. "Un premio importante e fondamentale - ha detto il deputato Udc - , che da' prestigio e onora tutta la Camera dei deputati oltre che onorare l'impegno che Fiamma ha dimostrato e continua a dimostrare nei consessi nazionali e
internazionali. Per questo, voglio ringraziarla, non solo della sua amicizia, ma dell'onore che ci fa, con le sue battaglie, non solo in Italia ma anche nel contesto mondiale". All'omaggio si sono uniti con un applauso tutti i gruppi parlamentari.

Il presidente di turno Rocco Buttiglione ha espresso le congratulazioni alla Nirenstein: "Sono sicuro di esprimere i sentimenti di tutta l'Aula - ha detto il presidente dell'Udc -, rinnovando le congratulazioni all'onorevole Fiamma Nirenstein, e mi permetto, da amico di Fiamma, di aggiungere le mie congratulazioni personali, brava". L'associazione internazionale 'Amici di Israele' e' stata fondata nel 2010. Ne fanno parte, tra gli altri, anche il premio Nobel David Trimble, gli ex presidenti del Peru' Alejandro Toledo e della repubblica Ceca, Vaclav Havel, e l'italiano Marcello Pera.


QUI POTETE RIVEDERE L'INTERVENTO DELL'ON. VOLONTE' E DEL PRESIDENTE BUTTIGLIONE:
http://webtv.camera.it/portal/portal/default/Assemblea?NumeroLegislatura=16&NumeroSeduta=460&IdIntervento=241212

Mediorientale

venerdì 23 marzo 2018 Generico 0 commenti
Cari amici,

 

cliccando qui potrete riascoltare e leggere la trascrizione della rubrica di questa settimana Il Medio Oriente visto da Gerusalemme condotta da Massimo Bordin con il quale abbiamo discusso i seguenti argomenti: Abu Mazen, Antisemitismo, Arabia Saudita, Armi, Bin Salman Al Sa'ud, Bolton, Corea Del Nord, Esteri, Fatah, Hamas, Israele, Medio Oriente, Nucleare, Olmert, Palestina, Politica, Siria, Terrorismo Internazionale, Usa.

Israele svela la verità: "Fermata con le bombe l'atomica di Assad"

giovedì 22 marzo 2018 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 22 marzo 2018

Per capire l'emozione che come un'onda altissima ha investito Israele ieri mattina, quando a 11 anni di distanza sono stati resi noti i particolari della distruzione della base atomica siriana di Deir al Zur, bisogna mettersi nei panni di un padre che ha salvato il figlio da morte certa riprendendolo per un braccio, e questo figlio non è soltanto il popolo di Israele ma il mondo intero: infatti la sede della centrale, Deir al Zur, la città più grande della Siria orientale fu catturata dall'ISIS nel 2014 ed è rimasta nelle sue mani per più di tre anni. Immaginiamoci quindi non solo cosa sarebbe successo se oggi Assad, insieme ai suoi amici iraniani e Hezbollah, avesse nelle mani il plutonio e le strutture per la bomba atomica, ma anche quali pazzeschi ricatti i tagliagole avrebbero potuto imporre a tutti se Israele non avesse lanciato i suoi F16 e F15 in questa operazione di salvataggio del suo popolo e del mondo. [...]

Abu Mazen ormai ridotto agli insulti

mercoledì 21 marzo 2018 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 21 marzo 2018

Mahmoud Abbas, al secoloAbu Mazen, il Presidente dei palestinesi dal 2005, anno in cui si è insediatoal potere senza mai più tenere elezioni ha accumulato in tanti anni solo astiae inimicizie, e ora ne raccoglie i frutti. Invece di parlareinveisce ovunque, e non solo contro Israele di cui seguita a dire che è unregime colonialista e razzista, e quindi da distruggere. Ormai la lista deisuoi amici è inesistente, esiste solo una piramide di potere fatta di armi e didenaro, non c'è stato né processo di pace né unificazione sotto il suo comando,e i palestinesi cominciano a temere le conseguenze dei suoi aumentati sintomidi angoscia e paranoia. Le sue ultime picconatecolpiscono all'impazzata dentro e fuori i suoi confini geopolitici: nei titolidei giornali palestinesi, arabi e israeliani si legge soprattutto come AbuMazen abbia pubblicamente dichiarato lunedì l'Ambasciatore americano David Friedman"un figlio di un cane", e Friedman gli ha risposto ieri di frontealla platea di una conferenza a Gerusalemme chiedendosi se "si tratta diantisemitismo o di un discorso politico" [...]

Relazioni istituzionali e diplomatiche tra Europa e Israele

lunedì 19 marzo 2018 Generico 0 commenti


 


 
Basandosi sulla convinzione che forti relazioni reciprocamente istituzionali e diplomatiche tra Europa e Israele siano vitali, The Jerusalem Center for Public Affairs ha lanciato un progetto per creare un paradigma rinnovato per le relazioni tra Israele e il Vecchio Continente.

In questo contesto, lunedì , 19 marzo 2018, presso il Jerusalem Center fo Public Affairs (JCPA) si è svolta una speciale consultazione strategica con diversi alti funzionari di vari paesi europei, incentrati su come affrontare le principali sfide (approccio al conflitto israelo-palestinese, finanziamento del terrore, accordo nucleare con l'Iran, BDS) e sull'evidenziare nuovi potenziali canali di cooperazione.
 
Fiamma Nirenstein,  Fellow Researcher per il  JCPA ed ex membro del Parlamento italiano, promotore della conferenza, ha spiegato il motivo per cui si è tenuto questo incontro:

"Abbiamo invitato al JCPA alcuni opinionisti europei di alto livello al fine di tentare di ideare una strategia condivisa tra Israele e i Paesi dell'UE. Siamo consapevoli che molte critiche pervase da pregiudizi contro Israele dominano ancora il discorso pubblico europeo e il suo approccio istituzionale nei confronti dello Stato ebraico; ma Israele e i Paesi europei hanno molto in comune, ed è necessario lavorare insieme contro i pericoli dell'estremismo, del terrorismo, e per la carenza della democrazia in Medio Oriente. Ci siamo riuniti per identificare le principali cause e abbiamo discusso nuovi modi per rafforzarle".

'Lupi solitari': un modo ipocrita di fare disinformazione contro Israele

lunedì 19 marzo 2018 Il Giornale 0 commenti

Il Giornale, 19 marzo 2018

Dopo che Israele ha seppellito altridue ragazzi di vent'anni, Zvi Daus e Nethaniel Kahalani che un terroristapalestinese ha investito insieme adaltri tre lungo una strada a sud ovest di Jenin(due sono all'ospedale in condizioni molto gravi); mentre le truppe israelianeal confine con Gaza facevano saltare per aria altre due gallerie costruitegiusto per far entrare ancora e ancora terroristi dentro Israele; ieri è statala volta di sangue spillato con la lama di un coltellaccio. Una guardia che sitrovava davanti al Muro del Pianto, il più ovvio fra i luoghi simbolici diIsraele, è stato assalito e colpito al petto e al ventre, è molto grave; ilterrorista è stato inseguito e ucciso e nelle prime ore dopo l'attacco si sache il terrorista è Abed el Rahman, 27 anni, sposato con due figli, ispiratodalla magnifica opportunità di ammazzare un ebreo presso la Spianata delle Moschee. [...]

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