Il Giornale
Lottare per la libertà: il grande compito che ci ha lasciato la Fallaci
domenica 11 settembre 2016 Il Giornale 4 commenti
Il Giornale, 11 settembre 2016E' ormai diventato quasi un luogo comune ripetere che l'Oriana aveva ragione. Ci si stupisce, con tante polemiche, tanto scandalo, tanta persecuzione. Forse adesso il coro di stupefatto rimpianto e ammirazione generale diventa un impedimento a identificarla pienamente come una scrittrice e una mente poliedrica e profonda. Tutte le guerre di Oriana erano guerre sante e ben condotte, non solo quella all'Islam e al terrorismo. Piccola, con quei vestiti da signora fiorentina, la gonna scozzese e il twin set, e pronta nell'armadio, fino all'ultimo, la tuta Kaki per partire "embedded"su un carro armato non c'era angolo dell'universo politico in cui Oriana non agitasse la sua fiaccola scintillante, trascinando l'interlocutore in un labirinto di idee in cui lei si offriva generosamente come guida, capo supremo, sacerdote. Oriana faceva venire il cardiopalma, ti eccitava, ti sgridava, ti lodava: a me lo fece venire letteralmente, una notte prima di una mia visita finii al pronto soccorso cardiaco a New York. Dopo l'11 di settembre ero diventata uno dei suoi intercolutori su Bin Laden e in genere sull'Islam, spesso mi chiamava in Israele alle due di notte con una domanda improvvisa.[...]
Dalla Russia con stupore: Abu Mazen spiava per il Kgb
venerdì 9 settembre 2016 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 09 settembre 2016Non è un buon periodo per Abu Mazen, al secolo Mahmoud Abbas, presidente dell'Autorità Palestinese dal 2005. La sua stella è già offuscata dalle analisi che lo danno possibile perdente alle elezioni locali palestinesi del prossimo 8 ottobre; ed ecco che il primo canale della TV israeliana per opera di un giornalista famoso, Oren Nahari ha rivelato: il nome di Abbas appare nella lista degli agenti del KGB del 1983. Lo hanno scoperto i ricercatori israeliani Isabella Ginor e Gideon Remez dell'Istituto Truman della Hebrew University di Gerusalemme. Si tratta di un ritrovamento compiuto compulsando la lista dell'archivista Vasili Mitrokhin, che trascrisse a mano dagli archivi portando scompiglio in tutto il mondo. Naturalmente le smentite si sono succedute a miriadi (Nabil Sha'at, Jibril Rajoub, Sa'eb Erakat, tutti i leader di Fatah..), con relative accuse di manipolazione politica da parte di Israele. Anzi, Muhammed al Madani del Comitato Centrale di Fatah ha anche detto che "l'OLP ha rapporti politici con la Russia, che cominciarono quando Arafat incontrò il presidente Russo nel '64".[...]
Erdogan in Siria non ascolta Obama
giovedì 1 settembre 2016 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 01 settembre 2016Prima gli americani hanno chiesto una tregua fra turchi e curdi, poi hanno detto che erano molto soddisfatti che la tregua stesse prendendo piede, poi i turchi hanno fatto sapere, incuranti ormai del disappunto della Casa Bianca, che non c'è nessun cessate il fuoco, e che "la Turchia è uno Stato sovrano e legittimo. E suggerire che si metta al livello con un'organizzazione terrorista..questo si che è inaccettabile". Una risposta al medesimo aggettivo, "inaccettabile" usato prima dagli USA per descrivere l'atteggiamento turco. La verità è che adesso che i carri armati turchi si aggirano fra le rovine fumanti della Siria, le cose sono destinate a complicarsi e che, semmai Erdogan risponde a una superpotenza, questa è la Russia, e non l'America. Le sue bombe pare abbiano già ucciso almeno 73 civili curdi. Non sembra davvero un contributo alla guerra contro l' Isis, è un'altro capitolo della guerra turco-curda che così sposta i migliori combattenti anti Isis, i curdi, sul fronte turco: di conseguenza abbiamo un potente guerriero in meno sul fronte anti tagliagole.[...]
Turchia
martedì 30 agosto 2016 Il Giornale 0 commenti
Vergogna, a Rio vince l'odio per gli ebrei
sabato 13 agosto 2016 Il Giornale 6 commenti
Il Giornale, 13 agosto 2016 Ma come mai il mondo non si alza tutto in piedi gridando, questo mondo anti razzista, anti apartheid, in piena festa globalista alle Olimpiadi.. perché è così strabico da riuscire (a ragione) a cacciare un'atleta dopato che rompe il codice d'onore dello sport, e non manda via a calci quelli che ne infrangono la regola fondamentale di parità etnica e religiosa discriminando gli israeliani come lebbrosi, rifiutandosi di toccarli, di condividere con loro uno spazio, di competere?[...]
Ma la democrazia non può essere «à la carte»
domenica 7 agosto 2016 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 07 agosto 2016 E' un'idea commendevole quella di Hamza Piccardo, ex capo dell'UCOII, ovvero la maggiore organizzazione islamica italiana, quella di dare al suo mondo "una rappresentanza democratica che possa interagire con le Istituzioni, i media e l'insieme della società civile". Comprensibile poi che l'idea, come lui dice, sia quella di "votare un'Assemblea costituente islamica on-line": certo, on-line. Quella cosa che democratica sembra, ma democratica non è. Il modello Cinque Stelle ha dato i suoi frutti nell'addensare in diretta lo scontento e la distanza culturale da una classe dirigente confusa e a volte spaurita, e questo può portare ottimi frutti politici, lo si è visto. Una " constituency " sparpagliata e diversificata, un computer unico.[...]
«Come osate indagare mio figlio» Erdogan dichiara guerra all'Italia. Di fronte a questo despota l'Europa ha solo da perdere
mercoledì 3 agosto 2016 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 03 agosto 2016 Quanta profonda rabbia mista ad astuta strategia. Il furioso anatema lanciato da Erdogan contro l'Unione Europea, contro Federica Mogherini, e contro l'Italia, è tipico del presidente turco Tayyp Erdogan adesso esacerbato dal golpe: da una parte rivela una natura incontinente abituata a punire, a eliminare, a rinchiudere: un despota. Ma in realtà i sultani sulla cui memoria Erdogan si misura erano più misurati nel gestire il potere che gli era attribuito dal ruolo. Ha fatto bene Renzi a rispondergli seccamente sul figlio indagato per riciclaggio a Bologna: Erdogan immagina che avere buoni rapporti con un Paese significhi poterlo svillaneggiare, accusare di lesa maestà e ottenere quindi che si pieghi all'intimidazione e alla minaccia. La mafia non c'entra nulla, è solo un'allusione anti-italiana volgare: la minaccia è per noi quella di una crisi con la Turchia che porta il colore dell'invasione di profughi. La sua aggressività non comporta una crisi diplomatica, ma epocale, fatale. Erdogan è arrabbiato? Sì, ma non è solo preda del suo caratteraccio: nell'attacco alla UE si legge bene il calcolo e la delusione storica.[...]
L'estremismo islamico è una patologia
domenica 24 luglio 2016 Il Giornale 3 commenti
Il Giornale, 24 luglio 2016Non è davvero un motivo di sollievo, come invece molti sembrano credere, che una delle molle della ferocia del terrorista di Monaco sia stata la depressione. Si sente argomentare in tv, alla radio, sui social media che se si trattava un depresso sociale, la cui ansia e tristezza era legata alla condizione di un ragazzo di origine iraniana bistrattato dai compagni, oggetto di bullismo e di disprezzo, allora i motivi del suo gesto sono tutti personali, non risiedono nel generale movimento di odio antioccidentale di origine islamica, non fanno parte della ferocia taglia teste che ha il suo centro nell'Isis e che si sta diramando nelle nostre città. Ma le cose sono molto più complicate: la depressione clinica di un terrorista è probabilmente, in forme varie, quasi sempre presente. Secondo il nostro punto di vista, è un pazzo. Non lo dico certo da esperta di psicologia, non lo sono, ma alla luce di un po’ di buon senso: il terrorista depresso è probabilmente un fenomeno generalizzato. E' inutile pensare che ci siano in giro solo dei poveri ragazzi sconvolti, che se trattati meglio non si daranno da fare con pistole e machete. Non diminuirà il terrore se ci porremo a salvaguardare l'onore dei nostri compagni di strada e dall'altra a mobilitare i presidi psicologici. [...]
Dalla Russia all'Egitto e Israele. Tutti i nemici giurati del Sultano
venerdì 22 luglio 2016 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 22 luglio 2016E' quasi rassicurante che il presidente turco Tayyp Erdogan abbia dichiarato in un'intervista che ritiene che "potenze straniere possono essere coinvolte nel fallito colpo di Stato" nel suo Paese: Erdogan ha sempre trovato molti capri espiatori per i suoi guai, per la mancanza di quel consenso totalitario che desidera, per un'economia che si inceppa, per i rapporti internazionali stupefatti dalla sua smania di essere il nuovo sultano. Ai tempi della rivolta di Gezi Park, a turno sono stati accusati la CIA, l'Europa gelosa dei suoi successi, la Lufthansa preoccupata per il suo progetto di un immenso aeroporto, la "congiura telecinetica" (sic), e, molto, la lobby ebraica, la sua preferita. [...]
La strada verso la dittatura è aperta. Ora si rischia un islam senza limiti
domenica 17 luglio 2016 Il Giornale 5 commenti
Il Giornale, 17 luglio 2016Erdogan per ora ha battuto il colpo di stato militare, una rivoluzione alla rovescia in cui il popolo ha salvato il suo autocrate islamista. Non a caso il 50 per cento dei turchi gli ha conferito per 15 anni la vittoria: è l'anima nazionalista-religiosa che ha sempre combattuto la modernizzazione laica di Kemal Ataturk. Erdogan continua a trasmettere l'idea che le cose ancora non sono risolte e chiede alla gente di seguitare a uscire, mentre nel cielo di piazza Taksim ruggiscono ancora alcuni F16. Ma ormai non pare ci siano dubbi sul fatto che oggi sia lui a cantare vittoria.[...]
