Il Giornale
L'Islam e Gerusalemme: una città senza valore sacra per ordine di Arafat
martedì 12 dicembre 2017 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 12 dicembre 2017In questi giorni l'agguato dei media a qualsiasi ghiotto segnale che tutto da queste parti può prendere fuoco e esplodere in una carneficina, è stato commovente. Una passione che ha portato a esaltare ogni manifestazione, ogni piccolo falò di bandierine e ritratti come fossero una rivoluzione che sta per travolgere il mondo. In realtà anche il numero dei palestinesi coinvolti, salvo forse che il venerdì mattina presso la Moschea, è stato contenuto, la gente ha voglia di vivere e lavorare e per ora i leder sembrano distanti dal sentimento popolare, coi loro strepiti e ingiurie. Ma il nome magico Yerushalaim, Jerusalem, "Al Quds " in arabo, sempre accompagnata dalla formula un po’ stanca "sacra alle tre religioni" è diventata un passpartout che garantisce lettori, ascoltatori specie quando "prende fuoco" come si dice.[...]
Schiaffi pure da Macron. Parigi resta anti-Israele
lunedì 11 dicembre 2017 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 11 dicembre 2017Che peccato, che occasione perduta per l'Europa: se Macron avesse dimostrato davvero un po’ del coraggio che spesso gli si attribuisce l'Europa oggi avrebbe un leader vero, una guida. Un leader sa distinguere la vieta consuetudine politica da ciò che è giusto, sa attribuire il peso necessario alla verità quando tutte le bugie non hanno portato a nessun risultato, sa vedere quando per raggiungere l'unità l'Europa non deve utilizzare come ostaggio l'unica preda a disposizione per ottenere un voto compatto, Israele, mentre tutto il resto è dissidio. Sa individuare un alleato valoroso di fronte alle sfide del tempo, specie in tempo di terrorismo.[...]
La mossa Usa: tagliare i fondi all'Anp
domenica 10 dicembre 2017 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 10 dicembre 2017Vogliamo capire che cosa sta facendo Donald Trump, invece di esercitarci nel popolare gioco del panico e del disprezzo? Rileggiamo: "Quando sono stato eletto ho promesso di guardare alle sfide del mondo con gli occhi aperti e un modo di pensare fresco. Non possiamo risolvere i problemi con gli stessi concetti falliti del passato,o ripetere le stesse strategie fallite... Il mio annuncio marca l'inizio di un nuovo approccio al conflitto fra Israele e i palestinesi".[...]
Rottura Europa-Usa all'Onu Anche l'Italia contro Trump
sabato 9 dicembre 2017 Il Giornale 3 commenti
Il Giornale, 09 dicembre 2017La mossa di Donald Trump che ha scioccato tutti quelli che sono abituati a dire "Israele" pronunciando in un solo fiato la parola "occupazione", ha un fine e uno sfondo che molta parte della stampa e della politica europea ignora, e tutta l'opinione pubblica islamica preferisce criminalizza, almeno al momento. Ma in prospettiva invece il riconoscimento di Gerusalemme nella sua realtà di capitale dello Stato d'Israele è destinato a chiamare in causa positivamente innanzitutto la parte dinamica del mondo palestinese, e forse buona parte del mondo sunnita.[...]
Quante menzogne per infangare la scelta di Trump
venerdì 8 dicembre 2017 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 08 dicembre 2017Ismail Haniyeh, il capo di Hamas, e Tayyp Erdogan, sono apparsi ieri come i due capi della rivoluzione violenta: la rabbia mistica con cui si esprimono, l'impronta religiosa che danno ai loro discorsi pretendendo che la Moschea di Al Aqsa sia in pericolo,il loro odio anti-americano e anti-israeliano, la loro proclamazione di una reazione violenta e quindi terrorista sono talmente tipici da apparire classici. Stessa musica: attacchi bellici, attacchi terroristici, attacchi della menzogna e della delegittimazione non turbano, per il momento, la quieta gioia del riconoscimento. Ora c'è anche la promessa di spostare le ambasciate, dopo Trump, anche delle Filippine e della Cecoslovacchia, e altri preparano la medesima mossa.[...]
Strappo di Trump: «Gerusalemme capitale d'Israele»
giovedì 7 dicembre 2017 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 07 dicembre 2017Trump ce l'ha fatta: non ha indicato né confini, non ha parlato di "tutta"Gerusalemme, e non l'ha divisa in occidentale e orientale, ha spiegato che il futuro è nelle mani delle due parti se vorranno creare due Stati per due popoli, ha reso più blanda la sua posizione firmando per il trasferimento dell'ambasciata ma spiegando che per costruirla ci vorrà del tempo. "E' nel migliore interesse della pace" ha spiegato Trump, pace in Medio Oriente, spiegando con coraggio che essa deve svoltare di 360 gradi, che deve partire dalla verità esistente sul terreno e che i palestinesi non devono considerare aggressivo ciò che in ultima analisi prepara loro un futuro di cui godranno a loro volta. Non sarà facile, ma le altre strade sono state un disastro: Trump ha detto senza lasciare spazio al narcisistico processo di pace inventato sui confini di una guerra di aggressione subita da Israele nel ‘67, e intitolato "fine dell'occupazione" di uno Stato mai esistito.[...]
Convergenze ebrei-sunniti. Dall'ira può iniziare il dialogo
mercoledì 6 dicembre 2017 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 06 dicembre 2017La frenetica opposizione alla possibilità che Trump decida di riconoscere Gerusalemme come capitale o persino di trasferirvi l'ambasciata non è di principio come vuole apparire, e neanche religiosa come Erdogan contrabbanda nei suoi discorsi più da capo della Fratelli musulmani che da presidente turco, tanto meno risponde alla preoccupazione che scoppi un inferno. È un omaggio alla più vieta delegittimazione d'Israele, col solito coro inclusa l'Europa, come se non fosse ovvio che è la capitale. L'ultima minaccia di un inferno è di ieri sera, quando Abu Mazen ha parlato al telefono con Trump, ma oltre a signora mia cosa ci combina, si devono essere detti molte cose e forse non tutte negative.[...]
"Tappa a Gerusalemme ovest". Ira Israele, Giro in retromarcia
venerdì 1 dicembre 2017 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 01 dicembre 2017Se qualcuno poteva sperare che in una bella mattina di maggio (così prevede il calendario della gara) nel profumo delle rose a Gerusalemme il giro d'Italia, come annunciato, avrebbe preso il via in atmosfera di pace, che l'iniziativa di un giro globalizzato e extraeuropeo avrebbe preso le ali senza suscitare un'ondata di aggressività... Beh, si sbagliava.
Il BDS cerca di raggiungere il Giro.[...]
Ancora terrorismo in Egitto: massacro in moschea, 235 morti. Un attacco ad Al Sisi e all'islam moderato
sabato 25 novembre 2017 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 25 novembre 2017L'attacco di ieri dell'Isis è un attacco all'Egitto, una scelta strategica e programmatica tesa a minare alle fondamenta il potere del presidente Al Sisi, un'affermazione tracotante e decisa: "Credevate di averci sconfitti, sarete voi a morire", una ambiziosa scelta di sovversione rispetto alle nuove alleanze antiterroriste che comprendono Egitto, Stati arabi moderati, e tutto l'Occidente compreso Israele.
Allineati e coperti alla bella e meglio, morti a centinaia mentre recitavano la preghiera del venerdì alla moschea di Bir al Abd a Razwa, poco lontano da Al Arish, a metà strada simbolicamente fra il Cairo e Gerusalemme, ieri sono stati massacrati in numero abnorme, 235 più 190 feriti, i poveri sufi egiziani. Abituati con i copti a soffrire della loro debolezza numerica e della loro mitezza religiosa, ciascuno a suo modo, oggi sono le vittime della guerra vigliacca che l'Isis dopo la sconfitta territoriale si ingegna a proseguire. L'Isis ha senz'altro perso il suo territorio, quella incredibile porzione di Siria e Iraq che gli aveva fornito una popolazione di otto milioni di persone, banche, armi, pozzi di petrolio, business criminali di vario genere, un'industria di comunicazione da fare paura, con blogger, twitter, film didattici. Ma non è morta e sta elaborando una strategia che punti all'esterno che le consenta di terrorizzare il mondo intero sovvertendolo col suo esercito segreto diffuso.[...]
L'aggressività di Teheran spezza i nervi dei sunniti E Trump non ha un'idea
sabato 18 novembre 2017 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 18 novembre 2017I fuochi d'artificio sono comuni in Medio Oriente: ad ogni matrimonio, nascita, evento si sentono gli scoppi; ma spesso i botti sono dovuti a spari di pistole vere. In questi giorni, i protagonisti si fanno sentire, e non è per niente rassicuranti. Oggi a Parigi il Primo Ministro dimissionario del Libano Saad Hariri incontrerà Macron. Macron ha estratto (intervenendo personalmente nella crisi) Hariri da Riyadh, dove dal 3 di novembre risiedeva in un esilio dichiarato volontario insieme alla famiglia. Ora afferma che dopo un giro per i Paesi arabi tornerà a Beirut a dimettersi di persona.[...]
