Fiamma Nirenstein Blog

Il Giornale

Gerusalemme, l'Unesco fa il bis: adesso cancella ebrei e cristiani

lunedì 24 ottobre 2016 Il Giornale 6 commenti
Il Giornale, 24 ottobre 2016

Una volta portato a casa il bel risultato antisemita del Comitato Esecutivo dell'Unesco, adesso, a una sola settimana di distanza, mercoledì, al World Heritage Committee dello stesso organismo per rafforzare la menzogna si va a votare di nuovo la risoluzione più "allucinante" (parola di Matteo Renzi) che ci sia: quella per cui ebrei e cristiani non hanno nulla a che fare con Gerusalemme, e col suo patrimonio culturale e archeologico. "Come se si affermasse che il sole crea il buio" ha detto Netanyahu. La luce che accende l'Unesco è di nuovo psichedelica: solo i musulmani, secondo il board e adesso secondo il comitato, potranno vantarne l'eredità culturale e quindi gestirne anche, ovviamente, l'aspetto istituzionale e statale. Perchè per l'UNESCO la Palestina è uno Stato: l'ha votato, primo nel mondo, nell'ottobre del 2011 per poi, indovinate, passare l'anno successivo alla consegna al nuovo membro dell'UNESCO del... Se cercavate di indovinare di quale sito ebraico si tratta dobbiamo disilludervi. Non di un'eredità ebraica si tratta, ma della Chiesa della Natività di Betlemme, quella della mangiatoia e del bue e l'asinello. La portavoce dell'Autorità palestinese Hanan Ashrawi dichiarò subito che si trattava di un'affermazione della sovranità palestinese… Ed è appunto questo il punto.[...]

Una battaglia giusta e una parola tardiva

sabato 22 ottobre 2016 Il Giornale 4 commenti
Il Giornale, 22 ottobre 2016

«La verità è incontrovertibile. Il panico può negarla, l'ignoranza se ne può far beffe, la malizia può distorcerla, ma è comunque là». L'ha detto Winston Churchill, uno che spesso aveva ragione. E così alla fine Matteo Renzi ha definito «allucinante» la decisione Unesco di negare agli ebrei ogni rapporto storico con Israele, con Gerusalemme, col Muro del Pianto donandone il retaggio storico solo ai musulmani. E ha convocato il ministro Gentiloni per chiedergli come mai l'Italia si sia astenuta invece di rifiutare, come Regno Unito e Germania, una bugia tanto mostruosa. È un bene per l'Italia che questo accada. Un bene per la ragione e il buon senso. E una soddisfazione per noi che scriviamo.[...]

L'Onu violenta Israele: il Muro del Pianto è arabo e non ebraico

mercoledì 19 ottobre 2016 Il Giornale 7 commenti
Il Giornale, 19 ottobre 2016

È un bagno di realtà il voto di ieri all'Unesco, in cui si è stabilito che secondo la maggioranza del mondo gli asini volano, che Roma non è mai stata la sede del papato, ovvero che la luna è fatta di formaggio, cioè che Gerusalemme è un sito solo musulmano e in particolare lo è il monte del Tempio col Muro del Pianto, chiamato nella risoluzione votata solo «complesso della Moschea»: la risoluzione, purtroppo reale, che è stata votata ci dice infatti che le decisioni e le opinioni espresse dall'Onu e dai suoi succedanei su Israele sono pura menzogna, veleno distillato sui principi stessi della conoscenza, negazionismo pari a quello della negazione della Shoah, distruzionismo pari a quello dell'Isis su Palmira. Da questo momento dunque, per chi ha un cervello, forse ci sarà più attenzione a non bersi senza discutere le mille risoluzioni contro Israele dell'Assemblea dell'Onu, del Consiglio di Sicurezza, del Consiglio per i Diritti Umani.[...]

Unesco, scelta choc: il Muro del Pianto non è simbolo ebraico

venerdì 14 ottobre 2016 Il Giornale 12 commenti
Il Giornale, 14 ottobre 2016

Adesso chi vuol far votare una mozione per dire che esistono le sirene, o che il Vaticano non è mai stato la sede del papato, lo può fare. Passerà. Perché l'Unesco, il braccio artistico dell'ONU, su proposta dei palestinesi e dei giordani (i primi che dovrebbero essere un interlocutore credibile per un processo di pace, i secondi che la pace l'hanno già firmata) sta per approvare una mozione che nega ogni rapporto storico fra l'ebraismo e il Monte del Tempio. Cioè, fra l'altro, il Muro del Pianto, il primo luogo santo degli ebrei nei secoli dei secoli. Ieri l'assemblea ha votato una mozione preliminare, e 21 nazioni, indovinate quali, hanno votato in favore della mozione, 26 pusillanimi (indovinate quali. Ma davvero anche l'Italia? Si, davvero) si sono astenute e sei coraggiose hanno votato contro.[...]

Il nodo palestinese si risolve solo vincendo il terrorismo

martedì 11 ottobre 2016 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 11 ottobre 2016

Oggi il mondo ebraico celebra Yom Kippur, il giorno dell'espiazione, in cui si medita sulla natura umana, sui nostri peccati e sul perdono. E non a caso ieri Israele ha seppellito due innocenti assassinati dal terrorismo, altri due nella teoria di circa 4.000 persone trucidate che l'accompagna dagli anni Venti, prima ancora dello stabilirsi dello Stato di Israele sempre con la mezzaluna islamica come sfondo basilare: dallo sceicco Yassin, per cui la presenza ebraica era inaccettabile dalla "ummah", la comunità musulmana, fino a Hamas cui apparteneva il terrorista Masbach abu Sabich, di 39 anni, che ieri ha colpito. Sparando all'impazzata sulla folla ha ucciso prima una signora di 60 anni, un'impiegata della Knesset, Levana Malhi, nonna di sei nipoti; e poi, spargendo feriti, colpendo un ufficiale di polizia di 29 anni, la cui misera giovanissima moglie piange alla radio la morte del suo eroe "senza il quale il mondo non potrà più esistere". Così è il terrorismo: attacca la civiltà democratica, le sue regole, i suoi affetti colpendo a caso e contando sulla conseguente distruzione della struttura politica e religiosa nemica. Spesso, dal Papa alla Mogherini, quando si elencano i Paesi colpiti dal terrorismo, Israele non c'è, nonostante le migliaia di morti innocenti sugli autobus, nei caffè, per strada..[...]

Recensione al libro di Ugo Volli "Israele. Diario di un assedio".

domenica 9 ottobre 2016 Il Giornale 0 commenti
 Il Giornale, 09 ottobre 2016

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Un lavoro monumentale da studioso e da cronista, indispensabile per chi voglia capire di che pasta è fatto l'odio antisraeliano che respiriamo ogni giorno. Volli, con l'appoggio di Angelo Pezzana, fondatore di Informazione Corretta, ha raccolto i suoi scritti dal 2009 alla fine del 2015. La smaliziata analisi di Volli mette in rapporto l'«Eurabia» terrorizzata, imbelle, ingiusta con i buoni e generosa con i cattivi, e la caterva di ignobili bugie con cui Israele viene coperta giorno dopo giorno. E scopre senza pietà il verminaio antisemita.

Con i pacifisti al potere il mondo è sempre più vicino alla guerra

domenica 9 ottobre 2016 Il Giornale 4 commenti
Il Giornale, 09 ottobre 2016

Ogni tanto lo ammette anche il Papa, perfino Kerry talvolta si piega all'idea, e accade persino di vedere Obama preoccupato: viviamo ormai in un mondo in guerra. In linea di massima però il messaggio va contromano rispetto a questa schiacciante realtà. La realtà dovrebbe essere maestra di vita: invece nel mondo di oggi non accade. Il pacifismo oltre che l'ideologia inventata dal mondo comunista nel 1952 dichiaratamente come arma per vincere lo scontro con l'imperialismo è diventato un costume politico invincibile, non c'è chi non si dica pacifista, e con esso si moltiplicano le guerre.[...]

Obama prepara una mossa d'addio contro Israele

sabato 8 ottobre 2016 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 08 ottobre 2016


Mentre ci perseguitano le terribili immagini dello sterminio di Aleppo e ci accompagnano nella desolazione di aver visto, nella nostra era, naufragare il "successo della libertà" del discorso inaugurale di John Fitzgerald Kennedy, ovvero della garanzia americana di un mondo in cui la democrazia fosse almeno in lizza per stabilire il suo primato, è ancora più paradossale, persino frivola, la china su cui in questi giorni ci tocca a discendere. Da parte di Obama, dopo la rinuncia (ormai irrecuperabile data la presenza Russa con gli S300), a bombardare gli aerei di Assad, Obama scende nel grottesco con la sua ormai quasi noiosa antipatia per Israele che sembra, proprio adesso, alla ricerca di nuovi orizzonti. Potrebbe essere la sua legacy in un Medio Oriente a pezzi: una povera cosa per la leadership che era partita col mantello rosso del premio Nobel. Ma come un filo d'Arianna, una quantità di indizi portano a sospettare che Obama proprio subito dopo il voto dell'8 novembre e prima della nomination del 20 gennaio, quando non si può più influenzare il voto e danneggiare Hillary, immagini una durissima mossa anti-israeliana.[...]

Israele perde i fondatori ma le radici restano salde

sabato 1 ottobre 2016 Il Giornale 1 commento

Il Giornale, 01 ottobre 2016



E' stato triste davvero per tutta quella folla di politici, leader, teste coronate, da Obama a Hollande, da Clinton a Charles d'Inghilterra, a Donald Tusk, al re Felipe, a Tony Blair e quant'altri mai che con i loro settanta aerei sono piombati all' aeroporto Ben Gurion, per dare l'ultimo saluto a Shimon Peres. Sì certo, il dialogo politico filtrava fra le lacrime: importante è stato che Bibi Netanyahu abbia stretto la mano a Abu Mazen, che Sara lo abbia invitato a cena. Brutto invece che gli arabi israeliani che siedono alla Knesset abbiano deciso di disertare un evento di questa portata. Ma più forte è stata la memoria di tutti gli oratori: Netanyahu, il presidente Rubel Rivlin, i tre figli di Peres, Amos Oz, Barak Obama. Quest'ultimo ha spinto la sua identificazione con Peres fino a sovrapporre, con slancio poetico davvero inaspettato, la sua biografia di girovago, meticci, gente del mondo con quella del polacco Shimon Persky immigrato a 11 anni.[...]

Israele piange Shimon Peres, l'ultimo dei padri della Patria

giovedì 29 settembre 2016 Il Giornale 3 commenti

Il Giornale, 29 settembre 2016

 
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Ancora un giorno, un minuto prego, non aveva ancora concluso, non aveva ancora finito. E così la morte ha aspettato un poco, come a intendere che il suo lavoro è rimasto incompiuto, ma i miracoli non sono di questo mondo, anche se, dopo l'esplosione dello stroke del 13 settembre è un po’ tornata indietro, la famiglia ha smesso per qualche giorno di piangere, la stampa ha lasciato il corridoio dell'ospedale di Sharee Tzedek, i commentatori che già avevano fatto tutti il coccodrillo hanno smesso di incensarlo o di vituperarlo. Shimon poi però se n'è andato, che peccato; in questo intervallo avevo pensato che fosse eterno davvero, coi suoi 93 anni così ben portati. Ancora nel giorno dello stroke Shimon Peres aveva postato un video in cui invitava con entusiasmo a comprare prodotti israeliani, specie la frutta: "Tutti vogliono un vassoio di frutta israeliana!".[...]

 

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