Fiamma Nirenstein Blog

Il Giornale

La Polonia «sospende» la legge-bugia sulla Shoah

martedì 27 febbraio 2018 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 27 febbraio 2018    

E' una gran bella cosa che la Polonia ieri abbi frenato rispetto a una scelta che prima di essere colpevole, era bugiarda e volgare quanto a volte riesce ad esserlo il populismo: con scelta saggia è stata rimandata dal Governo l'entrata in vigore della legge che puniva con una pena fino a tre anni di carcere chiunque facesse riferimento ai Campi di sterminio nazisti come "Campi polacchi" o accusasse i cittadini polacchi di complicità col genocidio degli ebrei.[...]

Torna il macellaio Bashar nella guerra tutti-contro-tutti

giovedì 22 febbraio 2018 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 22 febbraio 2018   

Chi ha la sfortuna di vedere le immagini tv di ieri dal quartiere di Ghouta nella periferia di Damasco desidera spegnere la luce sulla natura umana: è mai possibile che di nuovo Bashar Assad, dopo aver riempito il suo carniere con 250mila morti sia sempre là ad ammazzare bambini? Questo sta accadendo a Ghouta: bambini feriti alla testa, genitori che urlano, macerie sotto le quali disperati fuggitivi cercano tuttavia di scavare per estrarre qualche essere umano. Questo è Bashar Assad: bombarda la sua stessa capitale approfittando della momentanea distrazione dei ribelli che stanno aiutando i turchi ad Afrin, dove ormai la battaglia è contro di lui e i curdi, stavolta suoi alleati.[...]

Netanyahu sfida Teheran col frammento di drone: non metteteci alla prova

lunedì 19 febbraio 2018 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 19 febbraio 2018  

Se c'era bisogno di una sveglia sullo stato dei rapporti fra Israele e Iran, Benjamin Netanyahu si è preso buona cura di suonarla al massimo del volume ieri, alla conferenza di Monaco sulla Sicurezza, presenti tutti i grandi del mondo. E il titolo del suo discorso è: "Non metteteci alla prova, ayatollah". I due protagonisti hanno calcato lo stesso palcoscenico, naturalmente non in una discussione diretta.

Le immagini parlavano da sole: un azzimato, settecentesco Mohammad Javad Zarif, Ministro degli Esteri iraniano, lo stesso che ha gestito, col sorriso del gatto di Alice e il gioco facile che gli ha fornito Obama insieme all'UE, le trattative che hanno portato all'incredibile accordo-farsa sul nucleare ha risposto a un Netanyahu furioso, diretto, pallido di determinazione e realtà dei fatti quando ha sventolato nell'aria un pezzo del drone iraniano che lo Stato Islamico ha spedito dalla Siria per spiare dentro Israele. L'episodio è accaduto due venerdì fa, seguito dalla reazione israeliana, dodici obiettivi in Siria, di cui quattro strutture strategiche iraniani.[...]

Ma che follia processare Netanyahu

giovedì 15 febbraio 2018 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 15 febbraio 2018

Non posso immaginare gioia maggiore per: gli iraniani, i palestinesi, l'ultrasinistra europea, Obama, la Mogherini, i capi del movimento del BDS, la stampa politically correct, per tutti quelli che accusano Israele, sapendo di mentire, di essere la responsabile del blocco del processo di pace... Niente di meglio per loro della proposta della polizia israeliana al procuratore generale di incriminare il Primo Ministro Benjamin Netanyahu per corruzione, frode, abuso di fiducia, in due casi diversi investigati da più di un anno.

Netanyahu ha il consenso del suo Paese da un decennio, i sondaggi lo danno vincente anche alle prossime elezioni nel 2019; 15 volte sono falliti i tentativi di farlo fuori con i tribunali e non con le urne. I suoi avversari lo odiano di odio viscerale, come si può odiare solo un leader che non rischia la vita del suo Paese in cambio del consenso internazionale, che non si è piegato al conformismo dell'accordo con l'Iran e della favola bella dei confini del '67, identificando nei mantra del perbenismo UE e ONU un pericolo di sopravvivenza, che deve cercare la propria sicurezza solo con trattative dirette unite a deterrenza.[...]

Si incendia il Medio Oriente. Abbattuto un F-16 israeliano

domenica 11 febbraio 2018 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 11 febbraio 2018

E' cominciata alle 4:00 di mattina fra venerdì e sabato l'evento bellico che cambia le regole del gioco mettendo Israele faccia a faccia con l'Iran, anche se con l'intermediazione della complicità di Assad con gli Ayatollah. Un'operazione audace da parte israeliana in risposta a una provocazione iraniana, che è costata la perdita di un F16 nelle prime ore della mattina. Un grosso drone ultimo modello, esempio dell'impegno tecnologico e strategico del regime iraniano si avventura nel cielo israeliano del Golan e della Galilea. Un'impresa che se fosse riuscita avrebbe rappresentato una vittoria e uno sberleffo da parte dell'alleanza Iran-Hezbollah-Assad, mentre sullo sfondo la Russia diventa parte di uno scontro forse troppo caldo per Putin. Un elicottero Apache si leva in volo e neutralizza il drone, i cui resti danno ai portavoce israeliani la sicurezza che si tratti di un aereo iraniano. I siriani rispondono mandando gli abitanti del nord di Israele nei rifugi, fra sirene e scoppi.[...]

Ma il sultano sta tirando troppo la corda

lunedì 5 febbraio 2018 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 05 febbraio 2018

Il presidente Recep Tayyp Erdogan è abituato a farla franca. Da tempo dice e fa qualsiasi cosa senza vergogna, viola i diritti umani dei suoi cittadini, ha schiere di giornalisti in galera,  violenta la sua stessa folla quando manifesta e si ribella, e accusa gli Stati Uniti di essere autoritari e terroristi, spinge il suo popolo sempre più avanti nella stretta dell'integralismo islamico... E tuttavia può contare sul pregiudizio positivo che disegna la Turchia come un mediatore fra occidente e il mondo islamico arabo in memoria di Kermal Ataturk, che lui ha seppellito per sempre; adesso, bombarda facendo decine di morti tra la popolazione di Afrin, un'enclave curda siriana, e si vanta di stare battendo il terrorismo dell'Isis, di cui invece, palesemente, i curdi sono i peggiori nemici; aggredisce ogni minuto Israele e gli ebrei con evidenti toni antisemiti, accusando lo Stato Ebraico di essere "uno Stato terrorista" e gli americani di essere "perpetratori del medesimo bagno di sangue", proclamandosi difensore islamico di Gerusalemme, ruggendo che Trump avrebbe dovuto telefonargli prima di fare una scelta tanto sbagliata, e che lui ha i suoi piani per come portare la sua ambasciata a Gerusalemme... Eppure gli si dà credito e spazio. [...]

«Shoah, non c'entriamo» La Polonia vara la legge che indigna Israele

venerdì 2 febbraio 2018 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 02 febbraio 2018

Il Senato polacco è andato fino in fondo sull'onda della spinta nazionalista, che da sempre eccita il popolo polacco in modo poetico quanto illusorio e alla fine bugiardo. Ieri, senza riguardo per la storia, il Senato ha votato dopo qualche giravolta una legge per cui "chiunque dichiari pubblicamente e contrariamente ai fatti che la Nazione polacca o la Repubblica di Polonia è responsabile o corresponsabile per i crimini nazisti commessi dal Terzo Reich… O di altri crimini che costituiscono crimine contro l'umanità o crimini di guerra o chiunque altrimenti diminuisca le responsabilità dei veri perpetratori di tali crimini è condannabile a multa o alla prigione fino a tre anni".[...]

Da Gerusalemme a Davos la rivoluzione di Donald

domenica 28 gennaio 2018 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 28 gennaio 2018 

Solo 72 ore dopo il discorso di Pence alla Knesset che ha stabilito un primato nella solidarietà americana con Israele (la vostra battaglia è la nostra battaglia" e "quest'aprile (nel 70enario) festeggerete il giorno in cui rispondete alla domanda biblica: può un Paese nascere in un momento, una nazione sorgere in un giorno?” Davos ha segnato un passo ulteriore nella strada della proposta americana di considerare il processo di pace in Medio Oriente ex novo, abbandonando la strada inutile di Gerusalemme divisa fra Israele e palestinesi. E' una rivoluzione politica e conoscitiva che sembra prendere velocità: mentre la stampa internazionale si esercitava nelle ore scorse sull'isolazionismo americano, di fatto l'amministrazione Trump muoveva passi innovativi  nella politica mondiale di cui il Medio Oriente è da decenni un punto focale.[...]

Pence commuove Israele: "Gerusalemme è vostra"

martedì 23 gennaio 2018 Il Giornale 3 commenti
Il Giornale, 23 gennaio 2018 


Ieri alla Knesset, il Parlamento israeliano, abbiamo contato una ventina di standing ovation dell'assemblea e una protesta durissima di un gruppo parlamentare. E anche se molti media si sono affannati a descrivere il successo del vicepresidente americano Mike Pence come un abbraccio fra destre, quella del governo di Netanyahu e quella dei repubblicani di Trump, gli applausi a scena aperta sono pervenuti dai banchi del governo e dell'opposizione. Un vero amico per Israele è importante fino a essere commovente dopo gli anni duri di Obama; ed è fondamentale in una continua lotta contro la delegittimazione e la criminalizzazione non solo da parte dei palestinesi ma di molti Paesi musulmani e spesso anche europei che un amico ti stimi apertamente. È una vera spinta alla pace. Invece non è un caso che nelle stesse ore, come in una commedia su un palcoscenico girevole, Abu Mazen abbracciasse la Mogherini un po' imbarazzata, chiedendo che l'Europa proclami lo Stato Palestinese. Ma senza successo. Chi ha protestato duramente alla Knesset, con una scena che ricordava il Parlamento italiano, sono stati i tredici parlamentari della Lista Unita araba: hanno tirato fuori dei cartelli con la scritta «Gerusalemme è la capitale della Palestina».[...]

"Stop a pellicole, registi e attori israeliani". E il Libano vieta l'ultimo film di Spielberg

giovedì 18 gennaio 2018 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 18 gennaio 2018

Mentre si avvicina il Giorno della Memoria l'antisemitismo impazza come unico segno di unità e di coerenza storica del mondo islamico, ma ci si può sempre contare anche in Europa. L'ultimo episodio è una rottura di tutti i codici di civiltà: il boicottaggio del film adesso su tutti gli schermi del mondo, protagonisti Tom Hanks e Meryl Streep: il comitato di censura del Libano l'ha escluso sulla base della decisione di boicottare Israele che vige nei Paesi della Lega Araba dai tempi di Adamo ed Eva. La ragione è l'odio istituzionale verso l'ebreo più integralmente holliwoodiano che si possa immaginare, Steven Spielberg.[...]
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