Il Giornale
Quel sistema "inventato" dai palestinesi
venerdì 24 marzo 2017 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 24 marzo 2017
La tragedia di Londra ha costretto a uscire almeno momentaneamente dal solito bozzolo di eufemismi e bugie. Sì, è terrorismo;sì, è islamico; sì è una tabe contro la quale è l'ora di svegliarsi perché i combattenti dell'Isis tornano a un certo punto alla casa che li ha nutriti, e là diventano lupi solitari, o indottrinano altri perché lo diventino. [...]
Giordania, la folle esultanza per il killer liberato
lunedì 13 marzo 2017 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 13 marzo 2017E' difficile non domandarsi in che cosa consista la pace fra Giordania e Israele firmata nel 1994 da Rabin e re Hussein quando si vedono le scene di entusiasmo della famiglia e della gente, i canti, gli slogan di odio e le caramelle per la liberazione di Ahmed Daqamseh, l'assassino di 7 bambine israeliane e feritore di altre sette, liberato anzitempo. Irbid suo paese natale, a nord di Amman, benché l'uomo sia stato rilasciato domenica alle due di notte, gli ha dedicato un'accoglienza trionfale. L'assassino giordano uccise col mitra d'ordinanza 7 bambine israeliane in gita ed è appena stato rilasciato con cinque anni di anticipo sui 25 anni che secondo la condanna all'ergastolo (sempre pari a 25 anni) avrebbe dovuto ancora trascorre in carcere a Amman.[...]
Nikky Haley, volto Usa che rivoluzionerà l'Onu
sabato 4 marzo 2017 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 04 marzo 2017E' venuto all'inizio da una bella signora di origine indiana il segnale che l'ONU sarà per il governo americano di Trump un banco di prova politico rivoluzionario. L'ONU forse non sarà più quel coacervo di ingiustizie e ignavia per cui le persone ragionevoli si disperano, in solitudine, per la prepotenza e l'irragionevolezza della maggiore assemblea internazionale del mondo, con tutte le sue commissioni, col Consiglio di Sicurezza, con le agenzie come l'UNESCO o il Consiglio per i Diritti umani, tutti spinti da una molla opportunisticamente terzomondista e spesso antisemita. La nuova ambasciatrice all'ONU di Trump, magra, lunghi capelli lisci ad ala di corvo, ex vicegovernatore del Sud Carolina, si chiama Nikki Haley: naturalmente sbeffeggiata perché secondo i detrattori non capisce di politica estera ha fatto il suo debutto a metà febbraio, alla riunione informale del Consiglio di Sicurezza sul Medio Oriente, e ha invece dimostrato di capire benissimo come stanno le cose, e di non volere accettare lo status quo. [...]
Netanyahu da Trump: Israele e l'America seppelliscono Obama
giovedì 16 febbraio 2017 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 16 febbraio 2017L'East Room alla Casa Bianca è solo per le grandi occasioni, giammai Benjamin Netanyahu ci ha messo piede al tempo di Obama: ieri invece qui si è svolta la conferenza stampa congiunta di Donald Trump col leader israeliano. Le strette di mano, gli abbracci delle mogli, gli accenni entusiastici a un futuro di successo per la pace forse non rappresenteranno la soluzione dell'annosa questione israelo-palestinese, ma segnano una grande svolta. Forse più importante dei programmi, che il Medio Oriente costruisce spesso sulla sabbia, è il fatto che finalmente, dopo Obama, gli USA e Israele tornano ad essere i grandi amici di sempre. I due leader hanno sottolineato l'identità nei valori e negli intenti con vero calore, le mogli si sono sorrise contente, e questa è la tessera più importante nel mosaico Medio Orientale striato dal sangue del terrorismo. Le due maggiori forze anti-terroriste sono di nuovo insieme, proprio qui dove si è sviluppata la più disastrosa fra le politiche di Obama, che ha portato a centinaia di migliaia di morti, ha fomentato lo scontro sciita-sunnita, ha dato fuoco alle polveri delle ambizioni imperialiste iraniane e degli Hezbollah mentre l'Isis arrotava i coltelli, ha spinto alla fuga milioni di profughi e ha lasciato crescere il terrorismo mentre la Russia approfittava del caos.[...]
I nuovi insediamenti in Palestina svelano l'ipocrisia contro Israele
mercoledì 8 febbraio 2017 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 08 febbraio 2017Eppure è difficile abituarsi a un atteggiamento saccente e punitivo quando guarda con un occhio solo. Come è possibile che l' UE abbia scoperto una improvvisa efficienza cancellando sine die per punizione il summit previsto con Israele? Come può accadere che nelle stesse ore ne l'Unione Europea, ne l'ONU, né il Governo francese o quello inglese facciano qualcosa di fronte alla notizia che il Governo siriano ha impiccato 13mila dissidenti, giovani che nemmeno riuscivano a morire perché pendevano troppo leggeri; come mai nessuno chiede di che si tratta quando il capo degli Hezbollah Nasrallah annuncia una "grande sorpresa" a Israele proprio mentre si viene a sapere che aveva preparato eccidi di bambini ebrei in Brasile; come può capitare che nessuno da Bruxelles dica una parola all'Iran che spiega che può colpire Tel Aviv in 7 minuti... E invece tutti trovano il fiato per condannare una legge votata alla Knesset che consente di conservare certi "outpost", ovvero parti periferiche di insediamenti, costruite su terreni di proprietà palestinese? [...]
Ma il vero nemico è il terrorismo degli ayatollah
sabato 4 febbraio 2017 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 04 febbraio 2017Il Medio Oriente, strapazzato dalla politica di Obama, subisce adesso l'accelerata ripresa di una rocciosa strada cui Trump si avvia con due gesti divaricati: una vigorosa messa in guardia alla Repubblica Islamica dell'Iran, accompagnata da sanzioni impellenti. E una avviso a Israele: "Attenzione", ha detto Sean Spicer, il portavoce: "Noi non pensiamo che l'esistenza degli insediamenti sia un impedimento alla pace come diceva Obama, ma riteniamo che costruire nuovi insediamenti possa non essere di aiuto". Un'affermazione che sembra in contraddizione con quello che Trump diceva in campagna elettorale quando dichiarava la sua totale neutralità sugli insediamenti, mentre annunciava anche che l'Ambasciata sarebbe stata a Gerusalemme e il suo sdegno verso la persecuzione dell'ONU. Una retromarcia? Non si direbbe: l'Iran val bene qualche nuovo insediamento. [...]
Non è razzismo, ma soltanto buon senso. Il pericolo islamico esiste e non va negato
martedì 31 gennaio 2017 Il Giornale 5 commenti
Il Giornale, 31 gennaio 2017Un po’ di buon senso prego. Trump ha dato le sue risposte a un problema cui tutto il mondo si sta applicando, e cui si riconosce che non c'è stata per ora, una risposta efficace o solo sensata. Può darsi che anche questa sia sbagliata. Ma non lo sarà più dei silenzi e delle omissioni che hanno lasciato uccidere migliaia di persone dal terrorismo islamico e hanno creato situazioni di vita molto difficili nelle città del mondo occidentale. E' un tema roccioso, ogni volta che lo si affronta vorremmo nasconderci piuttosto che vedere la sofferenza altrui ma, insieme, anche il nostro pericolo.[...]
"Il sacrificio del fuoco". Un libro di 50 pagine che coglie l'orrore meglio di mille discorsi
venerdì 27 gennaio 2017 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 27 gennaio 2017"Il sacrificio del fuoco" è quello definitivo, oltre il quale non resta che cenere, grigio, nero, niente. E' anche una santissima aspirazione che percorre tutta le Scritture: ovvero, è la speranza che con l'espiazione le immani brutture, l'inconfessabile crudeltà, i più inverosimili peccati dell'uomo possano essere mondati col sacrificio. E ancora: è la speranza che possa pur venire un giorno in cui sante lingue del fuoco non brucino il sacro cespuglio che testimonia le parole di Dio a Mosè, e suggella la legge. Ovvero in cui l'espiazione si sia già compiuta e resti solo la legge.Scritto da un pastore protestante, Albrecht Goes, che durante la Seconda guerra mondiale fu persino cappellano militare e poi decise di ritirarsi nel puro mestiere della scrittura, il libro edito dalla Giuntina e venduto a dieci euro non potrebbe celebrare meglio, nel titolo e nel significato, il Giorno della Memoria. E' un piccolo libro fulminante, di quelli che aprono nuove strade di comprensione di un evento cui sono state dedicati milioni di pagine e di discorsi.[...]
La nuova Casa Bianca apre le porte a Israele
martedì 24 gennaio 2017 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 24 gennaio 2017Nessuno sa ancora bene, nel mondo, cosa aspettarsi da Donald Trump, e molti si preoccupano alquanto: ma c'è chi spera per il bene, ovvero gli israeliani, anche se il Primo Ministro Benjamin Netanyahu, si dice, ha ormai fra i suoi impegni quotidiani quello di calmare gli entusiasmi di Ministri che si spenzolano troppo, ansiosi di affiliarsi. La telefonata che il nuovo Presidente degli Stati Uniti ha fatto al PM israeliano domenica sera ha suscitato soddisfazione anche se i due non sono entrati in dettagli: gli accenni sono allegri ("Molto carina", dice Trump; "Amichevole", Bibi), in confronto ai toni sempre nuvolosi dei colloqui con Obama, Trump ha promesso di "consultarsi intensamente" sulla minaccia iraniana, finalmente chiamata di nuovo come merita; ha dichiarato che l'aiuto alla sicurezza israeliana sarà "senza precedenti" e così anche la "determinazione a raggiungere la pace".
Nessun accenno agli insediamenti, niente "confini del '67", niente "due Stati per due popoli", o almeno non si sa. Invece, un invito in tempi brevi alla Casa Bianca, "nella prima parte di febbraio". Non si sa se i due abbiano parlato dell'intenzione di muovere l'Ambasciata americana a Gerusalemme, ma anche il fatto che il portavoce di Tump abbia detto "siamo nelle primissime fasi perfino di una discussione" è sufficiente per far sperare bene; si dà anche per certa la ricerca di una casa nella zona di Talpiot.[...]
Basta esperimenti, serve recuperare il realismo dei forti
domenica 22 gennaio 2017 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 22 gennaio 2017Caro Presidente Trump,
davvero la speranza del mio cuore è che la sua sia una bella presidenza rivoluzionaria. Tanti auguri a Lei e al Suo Paese.
Ogni Suo battere di ciglia risuonerà ovunque, ogni Sua presa di posizione diventerà una pietra di paragone su cui si misura un mondo in grande sommovimento, in cui si è realizzata la previsione infausta della guerra di religione con l'Islam, in cui le armi di distruzione di massa sono state usate contro donne e bambini in Siria senza che il Suo Paese abbia reagito come promesso (è da qui che Lei deve ricominciare, col ritessere la tela lacerata dal Suo predecessore quando nel 2013 ha consegnato a Putin le chiavi del Medio Oriente in fiamme), in cui la crudeltà nazista dell'Isis è diventata un normale fatto di cronaca.
Mi limito a farLe i migliori auguri per la Sua politica estera, per tutto il resto Lei ha occhi e orecchi, Sa che l'economia mondiale dipende dal Suo buon senso e anche dalla Sua generosità.
Il Medio Oriente è stato ritenuto dal Suo predecessore solo una zona di esperimenti per i suoi buoni rapporti con il mondo musulmano, ma non gli è riuscito: i suoi consiglieri non sapevano bene chi fosse la Fratellanza Musulmana, madre di tutto l'odio anti-occidentale che porta diritto al terrorismo di ogni genere; non sapevano valutare che puntare tante carte sull'Iran, scegliendo l'accordo nucleare come grande acquisizione, persino retaggio, della presidenza, sarebbe stato un gesto molto imprudente. Infatti le violazioni porteranno presto almeno a una crisi, se non a una cancellazione degli Accordi, e ad un Iran peggiore.[...]
