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Quante menzogne per infangare la scelta di Trump

venerdì 8 dicembre 2017 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 08 dicembre 2017

Ismail Haniyeh, il capo di Hamas, e Tayyp Erdogan, sono apparsi ieri come i due capi della rivoluzione violenta: la rabbia mistica con cui si esprimono, l'impronta religiosa che danno ai loro discorsi pretendendo che la Moschea di Al Aqsa sia in pericolo,il loro odio anti-americano e anti-israeliano, la loro proclamazione di una reazione violenta e quindi terrorista sono talmente tipici da apparire classici. Stessa musica: attacchi bellici, attacchi terroristici, attacchi della menzogna e della delegittimazione non turbano, per il momento, la quieta gioia del riconoscimento. Ora c'è anche la promessa di spostare le ambasciate, dopo Trump, anche delle Filippine e della Cecoslovacchia, e altri preparano la medesima mossa.

La pioggia si sta allontanando e questo è un male. In Israele, a Gerusalemme, quando piove si è talmente stupefatti che si preferisce stare a casa, ma la polizia israeliana per oggi non può contarci: così si vedrà se il venerdì della grande rabbia,della vendetta, dell'esplosione violenta promessa dei palestinesi in reazione alla decisione di Trump per aver riconosciuto Gerusalemme risponderà alla minaccia di Hamas di una nuova Intifada. Ieri la reazione forte ma contenuta. A Ramallah, a Jenin le manifestazione hanno portato in piazza molti giovani, ci sono stati una sessantina di feriti, ma il numero include anche le persone in condizioni molto lievi; a Gerusalemme alla Porta di Shkem anche se la cavalleria israeliana ha caracollato fra la folla e ci sono state svariate cariche, certamente i numeri non sono comparabili a quelli dell'Intifada.

Oggi si capirà meglio: ilre Abdullah di Giordania e Abu Mazen certo, parlandosi ieri, hanno tenuto altoil grande vessillo delle Moschee. Si ripete che esse devono essere difese,anche se Israele non ha certo intenzione di disturbare lo status quo dei luoghisanti, sempre nelle mani dei loro religiosi. Trump l'ha detto esplicitamente:non si tocca lo status quo, l'aggiustamento finale avverrà solo con latrattativa fra le parti. Quindi, non si capisce davvero la reazione scompostadel mondo arabo fiancheggiato purtroppo dall'Unione europea, spinta da un istintopavloviano di cui si potrà pentire al tempo di un nuovo possibile processo dipace che può iniziare adesso.

Intanto, la rabbia,l'ira, l'inferno che si apre, come ha detto Hamas, la minaccia nazionale e internazionale sembrano essere le uniche parole che i palestinesi conoscano. Ma è stata la continua strategia della minaccia, del sostegno alla delegittimazione e al terrorismo, che ha finalmente portato alla svolta del riconoscimento di Gerusalemme. Il troppo stroppia. Un campanello di allarme molto rumoroso deve aver suonato per Trump quando l'UNESCO ha dichiarato che Gerusalemme nella storia aveva avuto a che fare solo col mondo islamico, ed era suo patrimonio culturale, non di quegli intrusi degli ebrei che con Gerusalemme non c'entrano niente (nemmeno, magari, Gesù Cristo?). La decisione di abbandonare l'Unesco è la premessa per poi approdare a un'isola di verità, pensando che possa essere il punto di partenza per un rapporto nuovo con tutti che sottragga anche i palestinesi alle grinfie della violenza e della menzogna.

Anche la loro strategia del BDS non ha funzionato: boicottare Israele come fosse il Sud Africa razzista,non ha pagato: al di là di Roger Waters, è una pratica rimasta alla squadra di serie B, mentre quella in A, Paul Mc Cartney, Madonna, i Rolling Stones, Rihanna, Rod Stewart, Elton Jones, sono venuti tutti. Molti Paesi come la Germania e l'Inghilterra hanno messo il boicottaggio fuori legge.

La strategia della minacciae della violenza si è logorata di fronte al dilagare del terrorismo di massa,ormai assaggiato purtroppo da tutto il mondo. Trump propone una strategia nuova:quella del dialogo sulla realtà.   

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Baruch , Catania
 venerdì 8 dicembre 2017  18:53:46

Bisogna resistere. Tutte le novità che determinano un cambiamento irreversibile Sono dolorose. Ma se vanno nel segno della verità sonno indispensabili.La linea del Presidente è certamente la più lungimirante è reale.Kadima A presto Baruch



Valter Masini , Torino
 venerdì 8 dicembre 2017  09:09:03

credo, quella di Trump, una buona iniziativa, l'importanza nel mondo di Gerusalemme e di quello che rappresenta doveva trovare una sua giusta identità. Solo la storia potrà dire l'ultima parola ma l'immobilismo di questi anni, legato all'ipocrisia, non aiutavano questa meravigliosa regione.



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