Fiamma Nirenstein Blog

Il Giornale

Gaza. Ma nessuno dice che il loro obiettivo è sterminare gli ebrei

domenica 1 aprile 2018 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 01 aprile 2018

Il rischio che la "Marcia del ritorno" di Hamas diventi terrorismo di massa e guerra sta diventando concreta; tutto il mondo sa che questo è lo scopo sociale stesso dell'Organizzazione insieme alla morte degli ebrei e la conquista dell'Occidente, sa che qui, con le marce di massa, siamo di fronte a una svolta strategica che è una scintilla terrorista nel pagliaio del Medio Oriente. Ma l'ONU di nuovo biasima Israele alleandosi nel suo sport preferito, anche se stavolta senza riuscire a raggiungere una condanna: però Antonio Guterres, il Segretario generale, non fa mancare la richiesta di un'inchiesta internazionale, si associa all'idea tradizionale e sbagliata che Israele abbia usato forza sproporzionata nel controbattere alle manifestazioni di massa sul suo confine, e passa l'idea che abbia ucciso dei palestinesi che marciavano "pacificamente" verso il suo confine.[...]

La marcia di Gaza diventa una guerra. Si rischia la Pasqua di rappresaglia

sabato 31 marzo 2018 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 31 marzo 2018

C'è confusione sui numeri ma non sul significato della "Marcia del ritorno" di ieri, come l'ha chiamata Hamas.  Si parla di 16 morti e 1400 feriti, e di circa ventimila dimostranti sul confine di Israele con Gaza, in una manifestazione organizzata per essere solo la prima in direzione di una mobilitazione di massa che dovrebbe avere il suo apice il 15 di maggio, giorno della"Nakba" palestinese, ovvero quello del "disastro" della ovvero del giorno della festa dell'Indipendenza di Israele, che coinciderà anche coi giorni del passaggio dell'Ambasciata americana a Gerusalemme.

Un'escalation continua di eccitazione mentre cresceva l'incitamento ha visto per ben quattro volte unità armate di giovani armati di bottiglie molotov, bombe a mano e coltelli infiltrati dentro i confine. Un esempio limitato di quello che Hamas vorrebbe riprodurre su scala di massa, ovvero l'invasione di Israele, come nei loro discorsi ieri hanno ripetuto i leader massimi Ismail Haniyeh e Yehya Sinwar. Non a caso nei giorni della preparazione si sono svolte esercitazioni militari con lanci di razzi e incendi di finti carriarmati, pretesi rapimenti e uccisioni che hanno persino fatto scattare i sistemi antimissile cupola di ferra spedendo gli israeliani nei rifugi. Il messaggio di Hamas era chiaro: marciate, noi vi copriamo con le armi. Ma le intenzioni terroriste di Hamas sono state incartate dentro lo scudo delle manifestazioni di massa, e l'uso della popolazione civile inclusi donne e bambini, è stato esaltato al massimo. Molti commentatori sottolineano come se Hamas decide di marciare, non ci sia molta scelta.[...]

In Europa lo spettro della Shoah

mercoledì 28 marzo 2018 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 28 marzo 2018

L'ultima notizia è insopportabile: a Parigi una donna ebra di 85 anni, Mireille Knoll, sopravvissuta alle deportazioni franco-naziste degli anni '40, è stata uccisa a coltellate da un giovane musulmano che la donna conosceva da quando era piccolo. L'omicidio antisemita si affaccia inaspettato quando Ilan Halimi, un ragazzo parigino viene sequestrato nel 2006 da un gruppo di giovani islamici che in una casa della banlieue lo torturano a morte leggendo il Corano senza che la polizia cerchi nella direzione di un attacco antisemita. Anche adesso seguitano i tentennamenti, sembra, forse... L'ultimo attacco antisemita ha pochi giorni, un bambino di otto anni è stato preso a botte un mese fa a Sarcelles perché indossava una kippà; pochi giorni prima una quindicenne con la Stella di David al collo è stata sfigurata a coltellate; pochi giorni dopo a un ragazzino sono state tagliate le dita con una seghetta… L'anno scorso Sarah Halimi Attal è stata buttata dalla finestra da un uomo che gridava Allah hu Akbar. Negli ultimi anni ci sono stati una decina di attacchi mortali plurimi, il Museo ebraico di Bruxelles e i bambini uccisi alla scuola di Tolosa, l'Hypercasher... Ed è solo la Francia. Gli ebrei d'Europa, compresa l'Inghilterra e la Russia sono accerchiati, se ne vogliono andare, vedono che anche se alla fine, dopo molti tentennamenti, le leadership accettano l'idea che si tratta di attacchi antisemiti, pure nessuno ha voglia di fronteggiare il vecchio mostro, che è  di sinistra come Corbyn, di destra come la Le Pen, islamico come gli immigrati.[...]

Bolton è l'anti-Obama. Bersaglio dei liberal e nemico di Teheran

lunedì 26 marzo 2018 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 26 marzo 2018

Il suo libro, del 2007 è intitolato "La resa non è un'opzione" (Simon & Schuster, Inc). La sua frase più famosa (e naturalmente anche la più discussa): "Se il segretariato dell'ONU perdesse 10 piani, non farebbe nessuna differenza". Una sentenza mortale, provenendo da un ambasciatore di Israele all'ONU dal 2005 alla fine del 2006 quando vinsero i democratici, il 69enne John Bolton. Nel week end il presidente americano Donald Trump ha conferito a John Bolton l'incarico di Consigliere strategico, una tessera fondamentale nel terremoto della Casa Bianca che lo ha piazzato al posto del generale McMaster, e ha portato al rimpiazzo del Segretario di Stato Rex Tillerson con il direttore della CIA Mike Pompeo. Pompeo e Bolton se si cerca di definire il gran circo rotante dell'Amministrazione statunitense, sono dalla stessa parte, due repubblicani ferventi e di principi ferrei, su cui il Capo di stato maggiore di Trump, John Kelly, conta con simpatia per riordinare un panorama tempestoso e in continuo cambiamento. [...]

Un pericolo globale nascosto sotto la cenere

sabato 24 marzo 2018 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 24 marzo 2018

Informazioni, ancora notizie, monitoraggio, conoscenza preventiva dei fatti senza limiti e senza pregiudizio, e ancora identificazione preventiva delle zone sensibili che possano produrre terrorismo, ovvero "profiling" senza paura, senza vergogna: questi sono i punti veri, i realistici suggerimenti che qualsiasi agente della sicurezza di Israele, il Paese che più di tutti nel mondo è investito dal terrorismo, può dare oggi all'Europa. Ieri a Trebes, un paesino che certo non si meritava di diventare famoso per questo, l'onda di sangue è arrivata come un'inaspettata tromba d'aria, eppure il terrorista era un personaggio già legato al mondo che gli ha ispirato o ordinato l'attacco.

Il terrorismo conta oggi in Francia 18mila candidati all'omicidio radicalizzati, 4000 pericolosissimi. Dovrebbero essere supersorvegliati, eppure una nostra reticenza tutta europea probabilmente consente che possano riuscire  in azioni inaspettate, che riescano a inverare il peggio della fantasia umana avendo ricevuto da Dio in persona l'ordine di conquistare il mondo a ogni costo.[...]

Israele svela la verità: "Fermata con le bombe l'atomica di Assad"

giovedì 22 marzo 2018 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 22 marzo 2018

Per capire l'emozione che come un'onda altissima ha investito Israele ieri mattina, quando a 11 anni di distanza sono stati resi noti i particolari della distruzione della base atomica siriana di Deir al Zur, bisogna mettersi nei panni di un padre che ha salvato il figlio da morte certa riprendendolo per un braccio, e questo figlio non è soltanto il popolo di Israele ma il mondo intero: infatti la sede della centrale, Deir al Zur, la città più grande della Siria orientale fu catturata dall'ISIS nel 2014 ed è rimasta nelle sue mani per più di tre anni. Immaginiamoci quindi non solo cosa sarebbe successo se oggi Assad, insieme ai suoi amici iraniani e Hezbollah, avesse nelle mani il plutonio e le strutture per la bomba atomica, ma anche quali pazzeschi ricatti i tagliagole avrebbero potuto imporre a tutti se Israele non avesse lanciato i suoi F16 e F15 in questa operazione di salvataggio del suo popolo e del mondo. [...]

Abu Mazen ormai ridotto agli insulti

mercoledì 21 marzo 2018 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 21 marzo 2018

Mahmoud Abbas, al secoloAbu Mazen, il Presidente dei palestinesi dal 2005, anno in cui si è insediatoal potere senza mai più tenere elezioni ha accumulato in tanti anni solo astiae inimicizie, e ora ne raccoglie i frutti. Invece di parlareinveisce ovunque, e non solo contro Israele di cui seguita a dire che è unregime colonialista e razzista, e quindi da distruggere. Ormai la lista deisuoi amici è inesistente, esiste solo una piramide di potere fatta di armi e didenaro, non c'è stato né processo di pace né unificazione sotto il suo comando,e i palestinesi cominciano a temere le conseguenze dei suoi aumentati sintomidi angoscia e paranoia. Le sue ultime picconatecolpiscono all'impazzata dentro e fuori i suoi confini geopolitici: nei titolidei giornali palestinesi, arabi e israeliani si legge soprattutto come AbuMazen abbia pubblicamente dichiarato lunedì l'Ambasciatore americano David Friedman"un figlio di un cane", e Friedman gli ha risposto ieri di frontealla platea di una conferenza a Gerusalemme chiedendosi se "si tratta diantisemitismo o di un discorso politico" [...]

'Lupi solitari': un modo ipocrita di fare disinformazione contro Israele

lunedì 19 marzo 2018 Il Giornale 0 commenti

Il Giornale, 19 marzo 2018

Dopo che Israele ha seppellito altridue ragazzi di vent'anni, Zvi Daus e Nethaniel Kahalani che un terroristapalestinese ha investito insieme adaltri tre lungo una strada a sud ovest di Jenin(due sono all'ospedale in condizioni molto gravi); mentre le truppe israelianeal confine con Gaza facevano saltare per aria altre due gallerie costruitegiusto per far entrare ancora e ancora terroristi dentro Israele; ieri è statala volta di sangue spillato con la lama di un coltellaccio. Una guardia che sitrovava davanti al Muro del Pianto, il più ovvio fra i luoghi simbolici diIsraele, è stato assalito e colpito al petto e al ventre, è molto grave; ilterrorista è stato inseguito e ucciso e nelle prime ore dopo l'attacco si sache il terrorista è Abed el Rahman, 27 anni, sposato con due figli, ispiratodalla magnifica opportunità di ammazzare un ebreo presso la Spianata delle Moschee. [...]

Quella bomba che spacca la Palestina

mercoledì 14 marzo 2018 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 14 marzo 2018

Chi ha cercato ieri di far fuori a Gaza il Primo ministro palestinese di Fatah? "Se fossimo stati noi" -ha detto Mahmoud Al Zahar con la solita simpatica espressività- "avremmo riportato alla Mukata un cadavere a pezzi". Al Zahar è uno dei capi di Hamas, e così adesso respinge le accuse di avere attentato, appena dentro i confini di Gaza, Repubblica islamica agli ordini di Yahya Sinwar (oggi leader nominato dopo Ismail Haniyeh) e di Khaled Mashal, al Primo ministro palestinese Rami Hamdallah, che viaggiava insieme al Capo dei servizi segreti di Abu Mazen, Majid Faraj. Due colonne del regime pericolante di Abu Mazen.[...]

Medioriente bollente. È già partita la corsa alle armi nucleari

lunedì 5 marzo 2018 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 05 marzo 2018

Sarebbe molto interessante, in queste ore di frenetica verbalizzazione delle intenzioni politiche sul futuro dell'Italia, capire come intende muoversi il nostro Paese nell'ambito di una crisi mondiale che rischia di vedere il Medio Oriente prendere fuoco a causa degli appetiti iraniani e della reazione di chi intende difendersene, da Israele a tutti i Paesi arabi moderati. Gli USA da una parte, Putin dall'altra, Israele pronta all'azione, i Paesi Arabi si armano contro gli Ayatollah, le milizie iraniane si espandono a decine di migliaia  con gli Hezbollah, le loro intenzioni imperiali minacciano ben più dell'ISIS.[...]
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