Il Giornale
La Russia sostituisce Washington e detta le regole in Medio Oriente
Nel vecchio Medio Oriente l'Iran sta da una parte e l'Arabia Saudita dall'altra, Erdogan sta da una parte e l'Iran da quell'altra, gli USA sono la potenza suprema, la Russia viene in secondo piano. Nel vecchio Medio Oriente l'Egitto non ne vuole sapere di Hamas, perchè fa parte della Fratellanza Musulmana, e Israele è il nemico di tutto il mondo arabo a causa del conflitto Israelo-Palestinese. Ma il nuovo ordine mediorientale è come il panorama del deserto: stesso mare di sabbia che però disegna dune diverse di giorno in giorno, di notte in notte. Se non hai la bussola, ti perdi. Come si può interpretare l'incontro del re Saudita con Putin, o quello di Erdogan con Rouhani, il presidente Iraniano? Non erano nemici? Se ti sei addormentato in una vallata, ti svegli su una vetta o in pianura. [...]
Ma il mitra non è un'arma di difesa
La quantità di armi che il mostro di Las Vegas Paddock (persino il nome ripugna) aveva accumulato in albergo ed in casa è talmente paradossale da essere materia di sorpresa anche nell'America che adesso si descrive come il paradiso dei pistoleros (personalmente non ne ho mai incontrato uno). [...]
L'ultimo paradosso. Anche i palestinesi adesso nell'Interpol
Ha detto bene, tutto contento, uno dei maggiori leader arabo-israeliani e deputato alla Knesset, Ahmad Tibi: "E' un vero e proprio tsunami politico". Sì, lo è, perchè è un vero disastro naturale, è uno spappolamento del corpo che dovrebbe essere destinato a difendere il mondo dal terrorismo e anche dell'ormai misero significato della cooperazione fra Stati: il 76 per cento dell'Interpol, l'unione fra polizie che deve cooperare per difendere i cittadini del mondo dall'illegalità internazionale e quindi, fra i primi doveri, dal terrore che impesta la Terra, ha votato per l'ingresso fra i suoi membri dello "Stato Palestinese".[...]
Uno schiaffo a pigri e affaristi
Donald Trump ha tenuto un discorso da statista, con uno sfondo dottrinale ambizioso, un discorso antiglobalista ma internazionalista, con al centro gli USA in testa allo schieramento democratico, in lotta per un mondo diverso, pena la resa e il declino. L'introibo tutto nazionale, sulla pena e l'orgoglio dopo i cicloni, gli ha dato agio di partire dalla sua gente per allargarsi al politico e teorico in stile deciso, popolare, contro i politicanti impersonati in questo caso dall'ONU stessa, pigra, affarista, che ha mangiato più di nove miliardi di dollari del contribuente americano restituendo soltanto inefficenza, incapacità, esaltazione dei regimi autoritari, odio per gli USA. Il messaggio è: se non cambiate, i nostri soldi li impegneremo meglio in un'impresa adatta ai valori americani.[...]
Accordo tra Hamas e Fatah. Le prove di pace? Una farsa
Il Giornale, 18 settembre 2017
Abu Mazen deve dedurre dalla novità che è il capo riconosciuto di tutti i palestinesi? Per carità. Hamas deve mettersi la coda fra le gambe e uggiolare? Ma nemmeno per sogno. Israele e il mondo devono immaginare che adesso si parla di pace? Nemmeno per idea. Eppure Ismail Haniyeh, il capo politico di Hamas, ha annunciato che la sua organizzazione, il gruppo terrorista islamico che domina Gaza e fa capo alla Fratellanza Musulmana, campione di guerre e attacchi terroristici, è pronta a parlare di riconciliazione senza precondizioni e che dissolverà il suo governo. Si formerà un governo di coalizione, si indiranno elezioni legislative e presidenziali, si smetterà di ammazzarsi e di mettersi in galera a vicenda.[...]
Lo strano Giro d'Italia che partirà da Israele
Potrebbe essere il 4 o il 5 di maggio del 2018, ancora c'è un pò di nebbia, ma Gerusalemme risplende chiara, brillante, alta all'orizzonte. Sarà da qui, ed è un evento che fa allegria in un mondo orientale grigio e aggrondato, che partirà il prossimo Giro d'Italia: ormai è sicuro. Già a metà agosto il consolato generale d'Italia nella capitale d'Israele aveva fatto sapere di essere in contatto con gli organizzatori, poi piano piano la cosa è cresciuta e così, per la prima volta la competizione tanto cara al cuore degli italiani, giunta alla sua 101esima edizione, parte dalla Città Santa.[...]
Israele bombarda la Siria. La nuova minaccia sono sempre gli iraniani
Era quasi la mattina di ieri quando, secondo fonti straniere, una squadra di jet dell'esercito israeliano ha attaccato una fabbrica di armi chimiche e di bombe su territorio siriano, nella regione di Hama a Masyaf. Se ne parlò già nel 2014 come di un alacre centro produttore di veleni chimici pronti per testate missilistiche. Nell'attacco sette persone sono morte, e dal governo di Assad sono subito partite minacce di "serie conseguenze" per il bombardamento e anche congetture sull'interesse di Israele a aiutare l'Isis in difficoltà. Ma l'Isis odia Israele più di quanto odi Assad, e Israele la combatte sul suo territorio e fuori con totale determinazione. [...]
I danni della pazienza di Obama
Il Giornale, 04 settembre 2017
Il fallimento plateale nel mettere in questi anni sotto controllo la potenza nucleare della Corea del Nord, che sta puntando una pistola alla tempia della pace nel mondo, è un immenso fallimento di comprensione della realtà della realtà in cui viviamo. Esso è dovuto soprattutto all'incredibile e colpevole cedevolezza ideologica di lunga durata degli Stati Uniti, accompagnati dall'Europa, culminata nell'amministrazione Obama. Ma essa risale a Clinton, a Bush, ha avuto una grande spinta avanti nel 2003 nel lavorio contro le sanzioni di Condoleeza Rice, ma è legata alla continua crescita strategica dell'ideologia culminata nella "pazienza diplomatica" di Obama. L'idea di fondo è quella che non ci sia conflitto che non possa essere risolto, senza fretta, con una trattativa e alla fine con un accordo valido per le due parti. Una convinzione letale, che nasce da una convinzione ideologica pregressa secondo la quale le ragioni del tuo nemico sono razionali e comprensibili, e anzi nascono dalla storia di oppressione in cui tu, proprio tu, quindi gli Stati Uniti, lo hai costretto in sofferenza.[...]
Il Parlamento tedesco apre ai terroristi
Il Giornale, 03 settembre 2017
Se l'Europa avesse un senso, una realistica memoria storia, uno scopo morale, non lo permetterebbe. E invece accadrà: proprio a Berlino, dove tutto è finito e ricominciato. In nome della libertà di opinione correranno per il Bundenstag degli assassini terroristi. Beh, non sarà la prima volta. Ma si poteva sperare che dopo Hitler si cercasse di evitarlo per il futuro. Invece in piccolo proprio oggi si produce una situazione spaventosa. Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, il gruppo storicamente più assassino e più pericoloso per il suo ruolo nel terrorismo anti-israeliano ma anche internazionale di cui è maestro nelle tecniche e nella spietatezza, è stato legalmente sdoganato come gruppo che può correre in combinazione con il Partito marxista-leninista della Germania (sì, esiste ancora sia pure con 1800 membri! E ha diversi alleati con cui comporre una lista) alle elezioni del 24 settembre per il Bundenstag.[...]
Miss Libano deve restituire la fascia «È colpevole di aver visitato Israele»
Il Giornale, 26 agosto 2017
Le ragazze che partecipano al Concorso di Bellezza per Miss Emigrante Libanese sono naturalmente stupende e hanno un radioso sorriso sul volto: sembrano soddisfatte, in foto, di vivere lontano dal Paese ormai dominato dagli Hezbollah, l'organizzazione sciita libanese vassalla dell'Iran dichiarata terrorista dagli USA e per la sua parte militare (delicata sottigliezza) anche dall'Europa. Ma Amanda Hanna che è svedese-libanese e ha vinto il 12 agosto l'ambito riconoscimento non sorride più come nelle foto con la fascia della vittoria: Amanda è stata privata del titolo quando il Ministro del Turismo ha accertato, su denuncia del solerte presidente del Premio, che la giovane donna ha visitato Israele un anno fa in violazione delle leggi di boicottaggio. Orrore: aveva usato il suo passaporto svedese per visitare l'odiata terra che gli Hezbollah e i loro capi iraniani dichiarano continuamente di voler distruggere.[...]
