Il Giornale
E noi dovremmo fidarci di chi ci vuole morti?
sabato 10 dicembre 2016 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 10 dicembre 2016Non si tratta di fare moralismi, di piangere sui poveri bambini iraniani, ma di capire per tempo cosa si può preparare per noi. E' dai tempi della guerra Iran-Iraq negli anni '80 che inorridivamo sapendo che gli legavano al collo una chiave di plastica, quella del Paradiso, dandogli il viatico per camminare sui campi minati su cui sarebbero poi passati i soldati. Con che cosa abbiamo a che fare quando sentiamo parlare da parte della agenzia di notizie Raja News, quella della Guardia Rivoluzionaria che è il più terribile lupo da guardia della rivoluzione islamica, tutta fiera, dell'apertura della "città dei giuochi per bambini rivoluzionari". Possono i bambini essere rivoluzionari? Eccome, e possono fare grandi danni oggi e domani quando cresceranno.[...]
Islam sempre più violento
domenica 4 dicembre 2016 Il Giornale 3 commenti
Il Giornale, 04 dicembre 2016È come per il terrorismo: se non si muovono i grandi della religione continuerà così per sempre. E allora sarà inutile parlare di integrazione. La violenza contro le donne musulmane, il disprezzo per il loro corpo, la loro segregazione devono essere condannati: lo ripetiamo nel giorno in cui una ragazzina di origine nordafricana ha subito dalla madre botte e minacce tali da spingere la magistratura di Udine a ordinare che sia rifugiata in una struttura protetta. Cosa faceva di male? Obbligata a prendere l'autobus con il velo, a scuola per sentirsi integrata se lo levava per poi indossarlo di nuovo quando tornava in prigione, pardon, a casa. Ma la mamma ha fatto un'incursione a sorpresa e l'ha riempita di botte tali da segnarle il viso e anche l'anima.[...]
L'ultima figuraccia estera. Nuovo voto contro Israele
venerdì 2 dicembre 2016 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 02 dicembre 2016Questa si chiama persecuzione del Popolo Ebraico, se qualcuno ancora non l'avesse capito, e poiché il mondo ne ha una certa esperienza, dovrebbe per un attimo fermarsi a pensare. Infatti ci risiamo e con maggiore orrore e scandalo, dato che errare è umano, ma perseverare è davvero diabolico. L'Assemblea Generale dell'ONU, come spinta da un tic, ha votato di nuovo una Risoluzione su Gerusalemme che usa solo la terminologia e la logica araba e musulmana e condanna Israele per il solo fatto di essere a Gerusalemme. Una Risoluzione ricalcata su quella dell'Unesco, sulla quale poi c'è stato, specie da parte dell'Italia, un gran battersi il petto. Di 193 Stati membri, 147 hanno votato per la Risoluzione, ovvero contro Israele, sette hanno votato contro e otto si sono astenuti.[...]
Il tradimento degli storici e la truffa dell'antifascismo
martedì 29 novembre 2016 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 29 novembre 2016Il nuovo libro di Ernesto Galli della Loggia "Credere, tradire, vivere" edito da il Mulino è già un classico da conservare in biblioteca: lo è per il modo in cui è costruito, con l'enunciazione di una tesi originale e poi la sua dimostrazione arricchite da un ricco corredo di citazioni, da ricordi personali che si intersecano col mestiere accademico di Galli. E' un classico anche per l'importanza della intenzione storiografica che lo ispira e che vuole trasmettere, smontando la cosiddetta "narrativa" di sinistra. Essa, per tutto il libro Galli dimostra, domina la storiografia, affligge anche la maggioranza dei testi scolastici e ha enormi responsabilità sull'epos collettivo del popolo italiano: la storiografia traditrice è uno dei grandi responsabili dell'antifascismo obbligatorio sostitutivo di qualsiasi riflessione sincera su ciò che è accaduto all'Italia degli ultimi cento anni. Il testo dunque si sviluppa lungo un carattere basilare, seminale perfino, della identità politica italiana, quella riassunta dal secondo verbo nel titolo: "tradire", un'attitudine italiana spiegata in tutti gli angoli e con mal contenuta indignazione.[...]
L'Intifada del fuoco che sta bruciando la terra di Israele
domenica 27 novembre 2016 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 27 novembre 2016Israele brucia da cinque giorni, dal nord al sud le piante meravigliose coltivate nella terra sassosa che da secoli non aveva conosciuto foreste e prati sono ridotte in cenere, fuggono gli animali dei boschi, decine di migliaia di persone sono profughi, grandi città come Haifa vengono evacuate, cittadine storiche come Zicron Iaacov conoscono distruzioni di massa, alcuni villaggi della Giudea e della Samaria sono scheletri… La gente piange mentre l'enorme solidarietà li cura e li ospita, non crede all'apocalisse che vive mentre i corpi dell'Esercito, dei Vigili del Fuoco, della Polizia insieme circoscrivono, salvano, spengono. [...]
I collaboratori di Trump? Tutti mostri
venerdì 25 novembre 2016 Il Giornale 4 commenti
Il Giornale, 25 novembre 2016Che magnifica sensazione immergersi nelle familiari acque dell'anti-americanismo, potere immaginare che alla Casa Bianca siede il capo di una cospirazione mondiale anti Terzo Mondo, antidonne, antigay, antisemita, antipersone perbene. E' accaduto con Reagan, è accaduto con i due Bush, ma anche i democratici americani, compreso Kennedy antisovietico, compreso Clinton emissario del sionismo internazionale, Lyndon Johnson da "presidente dei diritti civili" divenuto il guerrafondaio del Vietnam… Quasi non c'è stato fino ad Obama presidente cui non si sia appiccicata l'etichetta di imperialista, di sostenitore di un'egemonia economica spietata. [...]
La prima grande sconfitta del politicamente corretto
giovedì 10 novembre 2016 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 10 novembre 2016"La mente (che si ritiene) cronicamente colpevole diventa legata alla sua colpa perché è il distintivo della sua innata superiorità" dice sull'American Thinker la psicanalista Deborah Tyler esaminando le dinamiche della politica di Obama e di Hillary Clinton. Gli è stato fatale: riconoscere le proprie colpe e quindi i propri limiti è una molla di superamento dei problemi procurati a se stessi e agli altri. Trump, un tipo alquanto dedito all'auto-ammirazione e all'esaltazione del proprio operato, ci fa stare un po’ in pensiero quando segna a dito ispanici, immigrati, terroristi islamici... Eppure proprio questa è stata una delle molle basilari delle sue elezioni: togliersi dalla faccia lo schiaffo della colpa disegnata dalla presidenza Obama come base della politica americana, e della sua etica interna e esterna. Colpevoli, responsabili, figli e padri della colpa: gli americani non hanno avuto più voglia, uffa, con tutti i guai che hanno, di sentirsi tali.[...]
Un supercampione ma solo nell'ego: record di fallimenti su tutti gli scacchieri
mercoledì 9 novembre 2016 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 09 novembre 2016L'erede di Obama in politica estera è da compiangere semplicemente perché non è Obama in persona. Il presidente che lascia la Casa Bianca è stato un formidabile protagonista, un ego ciclopico, un ciclone di energia innovativa che ha dato a tutto il suggello delle sue convinzioni, della sua retorica, e della sua arroganza. Tutto quello che ha fatto nel mondo porta il segno di convinzioni progressiste e politiche così tipiche (è rimasta famosa la sua frase programmatica, letteralmente: "non fare stupide stronzate",cioè politiche internazionali americane reattive, automatiche, sorpassate) che il suo retaggio resta lo show di un uomo solo, ingestibile, pasticciato, e nello stesso tempo tipico di un quarantenne ultra liberal: relativista, internazionalista, non violento, ecologico, multinazionale, sdegnoso della democrazia capitalista. Nella famosa intervista a Jeoffrey Goldberg sull'Atlantic, che, estatico, per pagine e pagine ci spiega la "Dottrina Obama", il misto di determinazione ideologica e di pragmatismo lascia senza fiato.[...]
Ebrei alle urne col dilemma ma si fidano più di Hillary
lunedì 7 novembre 2016 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 07 novembre 2016E' un vero dilemma quello che attanaglia gli ebrei americani alla vigilia delle elezioni. Esso non riguarda vantaggi immediati, beni di consumo, prebende sociali: riguarda invece una concezione del mondo, e il puzzle che la compone è fatta da una parte di scelte culturali e persino morali, e dall'altra di garanzie per quello che sta a cuore a quasi tutti gli ebrei, la salvaguardia di Israele. Sin dall'inizio della campagna elettorale Hillary Clinton e Donald Trump si sono dati da fare per conquistare il voto ebraico con incontri, promesse, discorsi. Gli ebrei che sono il 2,2 per cento della popolazione,sono per il 70 per cento democratici, votarono per Obama per il 65 per cento. Oggi i democratici sembrerebbero al 64, ma la discussione è durissima, e Trump vanta un'avanzata dei consensi. La vetrina mostra Hillary a braccetto con Bill, che rammentava sempre come il suo pastore gli avesse semplicemente imposto di proteggere Israele; mostra anche la carta patinata di Trump con la figlia Ivanka convertita all'ebraismo accanto al marito Jared Jushner che viene definito sempre "un ascoltato consigliere" del candidato repubblicano. Ma Trump non ha sfondato, e Hillary non ha consolidato.[...]
Se Gerusalemme è solo araba l'Unesco non è dell'umanità
giovedì 27 ottobre 2016 Il Giornale 4 commenti
Il Giornale, 27 ottobre 2016Ieri dopo la risoluzione del World Heritage Committee con cui l'UNESCO ha dichiarato ancora la distruzione di Gerusalemme come luogo di nascita del monoteismo di Abramo regalandolo al solo retaggio musulmano, Netanyahu ha richiamato l'ambasciatore di Israele. E' un segnale per tutto il mondo: è un sentito "basta"alla perversione internazionale che cancella la storia, sottrae col sotterfugio i diritti,rende buoni gli aggressori e aggredisce i buoni. E' il segno della destrutturazione, della fine dell'organizzazione nata per proteggere la cultura mondiale e invece dedita a distruggerla. Il fallimento dell'Unesco è tale da farci pensare che sia arrivato il momento di sperare nella fine dell'Unesco, e anche delle sue organizzazioni sorelle, le molte altre agenzie dell'ONU, gonfie di funzionari, di corruzione, dominate da una lobby antisemita cui negli anni si sono aggiunti al blocco islamico con quello che era un tempo il blocco comunista e terzomondista, varie pavide nazioni europee. L'ambasciatrice Crystal Nix Hiness ha dichiarato che pensa si tratti di una risoluzione che creerà un incendio. Come se non mancassero nel mondo gli attentati in nome della Moschea di Al Aqsa. Ma il tetto stavolta si è crepato sotto il peso eccessivo dell'antisemitismo facendo prevedere il crollo definitivo. Ieri mattina invece di parlare l'ambasciatore israeliano Carmel Shama Hacohen ha gettato nel cestino della spazzatura la risoluzione in cui il Monte del Tempio a Gerusalemme, cioè il cuore della storia ebraica, viene dichiarato solo islamico col nome di al Ahram al Sharif, soltanto il nome arabo.[...]
