Il Giornale
'Lupi solitari': un modo ipocrita di fare disinformazione contro Israele
Il Giornale, 19 marzo 2018
Dopo che Israele ha seppellito altridue ragazzi di vent'anni, Zvi Daus e Nethaniel Kahalani che un terroristapalestinese ha investito insieme adaltri tre lungo una strada a sud ovest di Jenin(due sono all'ospedale in condizioni molto gravi); mentre le truppe israelianeal confine con Gaza facevano saltare per aria altre due gallerie costruitegiusto per far entrare ancora e ancora terroristi dentro Israele; ieri è statala volta di sangue spillato con la lama di un coltellaccio. Una guardia che sitrovava davanti al Muro del Pianto, il più ovvio fra i luoghi simbolici diIsraele, è stato assalito e colpito al petto e al ventre, è molto grave; ilterrorista è stato inseguito e ucciso e nelle prime ore dopo l'attacco si sache il terrorista è Abed el Rahman, 27 anni, sposato con due figli, ispiratodalla magnifica opportunità di ammazzare un ebreo presso la Spianata delle Moschee. [...]
Quella bomba che spacca la Palestina
Chi ha cercato ieri di far fuori a Gaza il Primo ministro palestinese di Fatah? "Se fossimo stati noi" -ha detto Mahmoud Al Zahar con la solita simpatica espressività- "avremmo riportato alla Mukata un cadavere a pezzi". Al Zahar è uno dei capi di Hamas, e così adesso respinge le accuse di avere attentato, appena dentro i confini di Gaza, Repubblica islamica agli ordini di Yahya Sinwar (oggi leader nominato dopo Ismail Haniyeh) e di Khaled Mashal, al Primo ministro palestinese Rami Hamdallah, che viaggiava insieme al Capo dei servizi segreti di Abu Mazen, Majid Faraj. Due colonne del regime pericolante di Abu Mazen.[...]
Medioriente bollente. È già partita la corsa alle armi nucleari
Sarebbe molto interessante, in queste ore di frenetica verbalizzazione delle intenzioni politiche sul futuro dell'Italia, capire come intende muoversi il nostro Paese nell'ambito di una crisi mondiale che rischia di vedere il Medio Oriente prendere fuoco a causa degli appetiti iraniani e della reazione di chi intende difendersene, da Israele a tutti i Paesi arabi moderati. Gli USA da una parte, Putin dall'altra, Israele pronta all'azione, i Paesi Arabi si armano contro gli Ayatollah, le milizie iraniane si espandono a decine di migliaia con gli Hezbollah, le loro intenzioni imperiali minacciano ben più dell'ISIS.[...]
La Polonia «sospende» la legge-bugia sulla Shoah
E' una gran bella cosa che la Polonia ieri abbi frenato rispetto a una scelta che prima di essere colpevole, era bugiarda e volgare quanto a volte riesce ad esserlo il populismo: con scelta saggia è stata rimandata dal Governo l'entrata in vigore della legge che puniva con una pena fino a tre anni di carcere chiunque facesse riferimento ai Campi di sterminio nazisti come "Campi polacchi" o accusasse i cittadini polacchi di complicità col genocidio degli ebrei.[...]
Torna il macellaio Bashar nella guerra tutti-contro-tutti
Chi ha la sfortuna di vedere le immagini tv di ieri dal quartiere di Ghouta nella periferia di Damasco desidera spegnere la luce sulla natura umana: è mai possibile che di nuovo Bashar Assad, dopo aver riempito il suo carniere con 250mila morti sia sempre là ad ammazzare bambini? Questo sta accadendo a Ghouta: bambini feriti alla testa, genitori che urlano, macerie sotto le quali disperati fuggitivi cercano tuttavia di scavare per estrarre qualche essere umano. Questo è Bashar Assad: bombarda la sua stessa capitale approfittando della momentanea distrazione dei ribelli che stanno aiutando i turchi ad Afrin, dove ormai la battaglia è contro di lui e i curdi, stavolta suoi alleati.[...]
Netanyahu sfida Teheran col frammento di drone: non metteteci alla prova
Se c'era bisogno di una sveglia sullo stato dei rapporti fra Israele e Iran, Benjamin Netanyahu si è preso buona cura di suonarla al massimo del volume ieri, alla conferenza di Monaco sulla Sicurezza, presenti tutti i grandi del mondo. E il titolo del suo discorso è: "Non metteteci alla prova, ayatollah". I due protagonisti hanno calcato lo stesso palcoscenico, naturalmente non in una discussione diretta.
Le immagini parlavano da sole: un azzimato, settecentesco Mohammad Javad Zarif, Ministro degli Esteri iraniano, lo stesso che ha gestito, col sorriso del gatto di Alice e il gioco facile che gli ha fornito Obama insieme all'UE, le trattative che hanno portato all'incredibile accordo-farsa sul nucleare ha risposto a un Netanyahu furioso, diretto, pallido di determinazione e realtà dei fatti quando ha sventolato nell'aria un pezzo del drone iraniano che lo Stato Islamico ha spedito dalla Siria per spiare dentro Israele. L'episodio è accaduto due venerdì fa, seguito dalla reazione israeliana, dodici obiettivi in Siria, di cui quattro strutture strategiche iraniani.[...]
Ma che follia processare Netanyahu
Non posso immaginare gioia maggiore per: gli iraniani, i palestinesi, l'ultrasinistra europea, Obama, la Mogherini, i capi del movimento del BDS, la stampa politically correct, per tutti quelli che accusano Israele, sapendo di mentire, di essere la responsabile del blocco del processo di pace... Niente di meglio per loro della proposta della polizia israeliana al procuratore generale di incriminare il Primo Ministro Benjamin Netanyahu per corruzione, frode, abuso di fiducia, in due casi diversi investigati da più di un anno.
Netanyahu ha il consenso del suo Paese da un decennio, i sondaggi lo danno vincente anche alle prossime elezioni nel 2019; 15 volte sono falliti i tentativi di farlo fuori con i tribunali e non con le urne. I suoi avversari lo odiano di odio viscerale, come si può odiare solo un leader che non rischia la vita del suo Paese in cambio del consenso internazionale, che non si è piegato al conformismo dell'accordo con l'Iran e della favola bella dei confini del '67, identificando nei mantra del perbenismo UE e ONU un pericolo di sopravvivenza, che deve cercare la propria sicurezza solo con trattative dirette unite a deterrenza.[...]
Si incendia il Medio Oriente. Abbattuto un F-16 israeliano
E' cominciata alle 4:00 di mattina fra venerdì e sabato l'evento bellico che cambia le regole del gioco mettendo Israele faccia a faccia con l'Iran, anche se con l'intermediazione della complicità di Assad con gli Ayatollah. Un'operazione audace da parte israeliana in risposta a una provocazione iraniana, che è costata la perdita di un F16 nelle prime ore della mattina. Un grosso drone ultimo modello, esempio dell'impegno tecnologico e strategico del regime iraniano si avventura nel cielo israeliano del Golan e della Galilea. Un'impresa che se fosse riuscita avrebbe rappresentato una vittoria e uno sberleffo da parte dell'alleanza Iran-Hezbollah-Assad, mentre sullo sfondo la Russia diventa parte di uno scontro forse troppo caldo per Putin. Un elicottero Apache si leva in volo e neutralizza il drone, i cui resti danno ai portavoce israeliani la sicurezza che si tratti di un aereo iraniano. I siriani rispondono mandando gli abitanti del nord di Israele nei rifugi, fra sirene e scoppi.[...]
Ma il sultano sta tirando troppo la corda
Il presidente Recep Tayyp Erdogan è abituato a farla franca. Da tempo dice e fa qualsiasi cosa senza vergogna, viola i diritti umani dei suoi cittadini, ha schiere di giornalisti in galera, violenta la sua stessa folla quando manifesta e si ribella, e accusa gli Stati Uniti di essere autoritari e terroristi, spinge il suo popolo sempre più avanti nella stretta dell'integralismo islamico... E tuttavia può contare sul pregiudizio positivo che disegna la Turchia come un mediatore fra occidente e il mondo islamico arabo in memoria di Kermal Ataturk, che lui ha seppellito per sempre; adesso, bombarda facendo decine di morti tra la popolazione di Afrin, un'enclave curda siriana, e si vanta di stare battendo il terrorismo dell'Isis, di cui invece, palesemente, i curdi sono i peggiori nemici; aggredisce ogni minuto Israele e gli ebrei con evidenti toni antisemiti, accusando lo Stato Ebraico di essere "uno Stato terrorista" e gli americani di essere "perpetratori del medesimo bagno di sangue", proclamandosi difensore islamico di Gerusalemme, ruggendo che Trump avrebbe dovuto telefonargli prima di fare una scelta tanto sbagliata, e che lui ha i suoi piani per come portare la sua ambasciata a Gerusalemme... Eppure gli si dà credito e spazio. [...]
«Shoah, non c'entriamo» La Polonia vara la legge che indigna Israele
Il Senato polacco è andato fino in fondo sull'onda della spinta nazionalista, che da sempre eccita il popolo polacco in modo poetico quanto illusorio e alla fine bugiardo. Ieri, senza riguardo per la storia, il Senato ha votato dopo qualche giravolta una legge per cui "chiunque dichiari pubblicamente e contrariamente ai fatti che la Nazione polacca o la Repubblica di Polonia è responsabile o corresponsabile per i crimini nazisti commessi dal Terzo Reich… O di altri crimini che costituiscono crimine contro l'umanità o crimini di guerra o chiunque altrimenti diminuisca le responsabilità dei veri perpetratori di tali crimini è condannabile a multa o alla prigione fino a tre anni".[...]
