Il Giornale
Ma con gli occhi dell'Occidente non capiremo mai questa crisi
domenica 28 luglio 2013 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 28 luglio 2013Da Bruxelles a Washington si sprecano gli appelli al compromesso. Eppure l'islam, per cultura e onore, non concepisce intese ma solo vittorie o sconfitte
La nostra immensa «deplorazione per la perdita di vite umane», in mezzo alla carneficina che nelle scorse ore ha preso il via in Egitto, è piuttosto ovvia. Quindi, l'ha naturalmente espressa lady Catherine Ashton, alto rappresentante per la Politica estera e la Sicurezza dell'Unione europea. Altrettanto ovvio il fatto che Ashton «esorta tutti i protagonisti ad astenersi dalla violenza e a rispettare i principi delle proteste pacifiche e della non violenza». Abituato a sua volta alle manifestazioni a Downing Street William Hague esprime gli stessi sentimenti e seguono tutti gli altri, preoccupandosi, chiedendo di star calmi. Lo sfondo di questo pensiero è l'idea che le parti in causa potrebbero trovare un accordo, che il compromesso, come usa da noi, potrebbe salvare delle vite. Intanto sale il numero di morti, l'odio avanza insieme alla violenza fra l'esercito di Abdel Fattah al Sisi e i Fratelli Musulmani di Morsi.[...]
L'Europa ipocrita su Hezbollah terrorista
mercoledì 24 luglio 2013 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 24 luglio 2013 Gli Hezbollah sono finalmente nella lista nera dell’Europa anche se solamente con la loro cosiddetta ala militare. L’Europa ha sofferto alquanto nel mettere la parola “terrorista” accanto al nome “Hezbollah”, partito di Dio, ma alla fine ce l’ha fatta. Ci sono voluti quintali di materiali su fatti noti da decenni, come l’uccisione dei marines e dei soldati francesi in Libano nell’83, dopo l’attacco all’ambasciata di Israele a Buenos Aires nel ‘92 con 29 morti, e poi nel ‘94 l’uccisione di 85 persone nell’esplosione del Centro Ebraico, l’arresto in Egitto due anni fa di 49 Hezbollah che pianificavano attacchi, l’attacco all’autobus di Burgas nel luglio 2012, la sequenza degli anni 80 in Spagna (18 uccisi) e in Francia (13 persone). Feriti a centinaia, sequestri di aerei, agguati, delitti silenziosi... e l’attentato a Rafik Hariri ucciso con altri 21 nel 2005, il complotto contro l’ambasciatore saudita negli USA, l’attacco all’UNIFIL nel maggio 2011, e Messico, Georgia, New Delhi. Non c’è zona vergine, per non parlare degli attacchi continui a Israele, ai tiri di missili e ai rapimenti che hanno portato all’ultima guerra. L’Europa dopo aver molto nicchiato ha deciso di guardare negli occhi l’orrore: quello è terrorismo, e gli Hezbollah ne sono gli autori.[...]
Ma l'odio cova sempre sotto la cenere
domenica 21 luglio 2013 Il Giornale 3 commenti
Il Giornale, 21 luglio 2013In Israele anche chi ha paura che adesso le due parti possano alzarsi da quel tavolo a Washington e andarsene all’improvviso spera in qualcosa. Le trattative possono iniziare. I palestinesi hanno rinunciato alle precondizioni che comprendevano i confini del 67 e lo stop alle costruzioni nei territori, ma otterranno la liberazione di un paio di prigionieri pericolosi. Netanyahu però è stato categorico: non prima dell’inizio di veri colloqui, il film “prendi i soldi, o i prigionieri, e scappa, l’abbiamo già visto”. C’è qualche possibilità nell’aria, nei tempi lunghi e con tappe intermedie. Basta non scatti la solita ondata di attacchi terroristici, sempre in agguato quando si parla di pace.
La trattativa ha un senso solo a una condizione: fermare l’odio.[...]
Israele e palestinesi tornano a parlare di pace
sabato 20 luglio 2013 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 20 luglio 2013Vittoria di Kerry: colloqui preliminari a Washington la prossima settimama
La settimana prossima, gli israeliani guidati da Tzipi Livni, e i palestinesi da Sa’eb Erekat, si troveranno a Washington con John Kerry per riaprire il processo di pace. L’ha annunciato Kerry stesso a notte alta da Amman. E’ una notizia rivoluzionaria, quasi impossibile, che restituisce agli Stati Uniti una statura notevole dopo tanti fallimenti in Medio Oriente, un’isola in mezzo alla tempesta. Dunque, comunque andranno le cose da ora in avanti, John Kerry ce l’ha fatta, è stato bravo, ha superato difficoltà impensabili: nonostante la fondamentale ostilità palestinese ai colloqui, nonostante la diffidenza di Netanyahu pressato da parte della sua coalizione a considerare i mille rifiuti palestinesi finiti in Intifada, nonostante la palla di fuoco che gli ha gettato fra le gambe l’Unione Europea con la sua presa di posizione sui Territori.[...]
La vittoria di Malala: i talebani le chiedono scusa
giovedì 18 luglio 2013 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 18 luglio 2013Il leader degli estremisti pakistani è costretto a piegarsi. E in una lettera si dice sconvolto per l'"incidente" e la invita a "frequentare una madrasa"
Che gran furbastro, il leader talebano che chiede scusa a Malala e così riesce a ottenere titoli in tutto il mondo. La notizia è di ieri: Malala Yousufzai fra tanti messaggi di affetto e di congratulazioni giunti dopo il 12 luglio giorno del suo 16simo compleanno, ne ha ricevuto uno davvero speciale. Malala aveva svolto all'Onu un discorso commovente e di grande impatto, ricordando come i talebani le avessero sparato perché, nonostante la discriminazione che imperversa in Pakistan, voleva andare a scuola e istruirsi. La ragazzina, che ha incitato tutti i bambini a non accettare il divieto all'istruzione e a non farsi prendere dalla paura, ha ricevuto grandi applausi (forse l'Onu ha dimenticato per una volta che si tratta di una critica al mondo islamista) e incoraggiamenti. Ed ecco che, con copia consegnata anche al Channel Four News in Inghilterra, arriva una lettera strana: è scritta proprio dal leader dell'organizzazione pakistana che ha rivendicato l'attacco a Malala, «Tehriru Taliban».[...]
L'Europa taglia fuori Israele e allontana ancora la pace
giovedì 18 luglio 2013 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 18 luglio 2013Finalmente tutto l'irragionevole livore dell'Europa contro Israele ha superato i confini delle solite condanne, e si è rovesciata in un documento bilioso, degno di una Ong di attivisti filopalestinesi, e che porterà grandi danni economici e morali: li porterà a Israele perché ne delegittima la politica e infine la stessa capacità di decidere che cosa sia necessario alla sua sopravvivenza; all'Ue perché la rende un corpo squilibrato e quindi escluso da eventuali colloqui di pace cui invece John Kerry, alla sua quinta visita in Medio Oriente, sembra avvicinarsi; ai palestinesi perché il numero di coloro che hanno interessi primari nella convivenza con gli ebrei anche nei territori oltre la Linea Verde è certo molto maggiore di quello dei loro politici.[...]
Così l'Egitto sconvolge il Medio Oriente
martedì 16 luglio 2013 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 16 luglio 2013L'addio forzato di Morsi al potere assesta un duro colpo all'ambizioso Qatar e rilancia Arabia ed Emirati
Abbiamo esaurito le esclamazioni di stupore. Quello che (a quanto sembra) è successo il 5 luglio, quando notizie non confermate ci dicono che Israele abbia attaccato un deposito siriano di armi, trascende le sorprese cui ormai il Medio Oriente ci ha abituato. Non solo Israele avrebbe eliminato a Latakia, sulla costa siriana, missili Yakhont di fabbricazione russa che, se in mano di Assad o degli Hezbollah, cambierebbero l'equilibrio strategico della zona. Il fatto è che, secondo il Sunday Times, gli aerei israeliani, e qui possiamo spalancare la bocca, sarebbero decollati da una base turca. Questo significherebbe che l'inimicizia della Turchia verso la Siria e anche il suo distacco dalla Russia, sono più forti dello scontro micidiale con Israele di cui Erdogan ha fatto una bandiera. La Turchia nega e Netanyahu, come sempre gli israeliani, non parla: questo non cambia l'impressione che un Medio Oriente davvero nuovo e contrario a ogni aspettativa stia emergendo con la guerra siriana e la rivoluzione egiziana. La mappa oggi ci mostra un Medio Oriente fatto di vincitori e vinti tutti nuovi, e persino la consueta divisione tra sunniti e sciiti non funziona più. La danza è aperta.[...]
Israele non è un mostro che arresta i bimbi
sabato 13 luglio 2013 Il Giornale 8 commenti
Il Giornale, 13 luglio 2013Sofri, indignato per il piccolo fermato dai soldati, ignora le vittime dei palestinesi
Ieri è stata dimessa per il fine settimana dall’ospedale Adel Biton, una bambina israeliana di 3 anni, dopo 4 mesi di ospedale in condizioni gravissime: la macchina guidata dalla mamma era stata colpita da pietre lanciate da palestinesi, e Adel ha subito ferite alla testa che ancora creano conseguenze critiche. E’ un puro scandalo morale e intellettuale trovare in prima pagina di Repubblica la virtuosa requisitoria di Adriano Sofri sul bambino palestinese fermato dall’esercito israeliano.[...]
Ira dei diplomatici Usa: ambasciate in vendita
venerdì 12 luglio 2013 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 12 luglio 2013Obama accusato di nominare i suoi più generosi finanziatori
Non è ancora arrivato e già un tifone diplomatico si abbatte sul nuovo ambasciatore americano a Roma, e proviene dalla sua propria casa, gli Stati Uniti. Una schiera di diplomatici importanti come Thomas Pickering, che ha rappresentato gli USA in Russia, in Israele, in India…ha imbracciato la carabina: Obama sta compiendo un atto di pura simonia, ha detto, vendendo le ambasciate ai suoi più fedeli finanziatori. Con lui ha alzato la voce, fra gli altri, Susan Johnson presidente dell’American Foreign Service Association. Ormai si parla di cartellini del prezzo su ogni ambasciata: se hai dato a Obama circa 1 milione e 800mila dollari per la campagna presidenziale, sei sicuro di ottenere una bella missione all’estero.[...]
Colto e ricco, a Roma un obamiano di ferro
giovedì 11 luglio 2013 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 11 luglio 2013Il nuovo ambasciatore Usa ama l'Italia e ha un resort in Toscana. Che ha hatto ritardare la nomina
Si può definire un bel signore il nuovo ambasciatore americano John Phillips. Porta la sua mezza età con eleganza sportiva, ed ha una quantità di doti del nostro tempo, l’educazione e la laurea in legge californiana, cioè colta ma libertaria, poi completata dalla serietà composta di un grande studio a Washington, “Phillips e Cohen” da cui si è dimesso solo quest’anno per dedicarsi interamente alla nuova professione dopo un lavoro eccellente. Chi ci troveremo di fronte dunque a Villa Taverna dopo David Thorne, gioviale cognato di Kerry, impegnato ultimamente a sciogliere gli impicci creatigli dalle attività di spionaggio americane all’Unione Europea che investono anche l’Italia, per la quale la ministra degli Esteri Emma Bonino, come ha detto, di fare chiarezza assoluta? Innanzitutto ci troveremo di fronte un obamiano a tutto tondo[...]
