Fiamma Nirenstein Blog

Il Giornale

Assad agita contro Israele lo spettro delle armi chimiche

mercoledì 12 dicembre 2012 Il Giornale 3 commenti

Il Giornale, 17 dicembre 2102

Come in una spirale di orrore, adesso entrano sulla scena siriana anche i campi profughi palestinesi: è addirittura un bombardamento compiuto dai jet di Assad quello che ha colpito dentro una moschea del campo profughi di Yarmouk, alla periferia di Damasco, 25 ribelli che vi si erano rifugiati dopo aver tentato un’avanzata nella capitale. Sono stati tutti uccisi, e lo scontro nel campo aveva messo in fuga il famoso comandante del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina, il duro e ormai anziano Ahmed Jibril. Era rimasto fedele ad Assad mentre il capo di Hamas Khaled Mashaal se ne era andato in cerca di altri sponsor. [...]

Il leader di Hamas torna dall'esilio. Vince l'estremismo.

sabato 8 dicembre 2012 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 8 dicembre 2012

Dinamiche mediorientali a velocità supersonica. Arriva Khaled Mashaal a Gaza. Il leader di Hamas festeggia varie cose: il suo primo ritorno a Gaza dal ‘67, i 25 anni dalla fondazione del movimento islamista da tutto il mondo messo nella lista terrorista, la gioia di aver sparato missili fino a Tel Aviv e Gerusalemme usando le forniture iraniane e tuttavia di aver coinvolto nelle trattative l’Egitto della Fratellanza così da dissuadere Israele da un ingresso nella Striscia in conclusione della guerra. C’è chi dice che quando Mashaal se n’è andato da Damasco in seguito alla rivolta contro Assad (i palestinesi sono sunniti, alleati naturali dei ribelli) ha creato le premesse per un distacco dall’Iran... ma fino ad ora le armi seguitano a fluire a Gaza tramite il Sudan,il Sinai e quant’altro. Tuttavia per questo distacco dalla Siria, Mashaal è visto come un possibile interlocutore segreto di Israele. Ma perchè mai un Hamas sulla cresta dell’onda vorrebbe cercare la pace? Bisogna invece leggere bene il fatto che per la prima volta Fatah abbia deciso di partecipare ai festeggiamenti di Hamas, che altro non sono che una ripetuta condanna a morte di Israele.[...]

L'Europa perde il ruolo di mediatore con Israele

martedì 4 dicembre 2012 Il Giornale 8 commenti
Il Giornale, 4 dicembre 2012

L’Europa si dice molto preoccupata, ma si vede di lato un sorrisetto di malvagio compiacimento. Parigi, Londra, Stoccolma hanno invitato per spiegazioni gli ambasciatori israeliani, anche la Germania condanna. L’Italia per bocca del premier Mario Monti, esprime il suo sdegno in maniera molto pesante anche perché si unisce alla Francia parlando di “colonizzazioni” israeliane e si preoccupa riconoscendosi nelle dichiarazioni di un personaggio che con Israele ha sempre avuto un’antipatia così profonda da comparare a suo tempo l’eccidio terrorista di Tolosa alla morte dei bambini a Gaza, la signora Ashton!  [...]

Israele isolato? Ci è abituato e saprà resistere

sabato 1 dicembre 2012 Il Giornale 16 commenti

Il Giornale, 1 dicembre 2012

Fossi in Israele, me ne andrei dall’ONU; le serve solo a raccogliere isolamento e delegittimazione. Ma Israele è dura, abituata all’isolamento che nasce nel cuore malato delle parole difuoco, come quelle che  Abu Mazen ripeteva; Israele è uno Stato mostro, di apartheid, parafascista, che uccide i poveri poveri palestinesi innocenti... E tutti lo hanno votato, anche noi. [...]

Monti ha tradito Israele e la politica estera italiana

venerdì 30 novembre 2012 Il Giornale 39 commenti
Il Giornale, 30 novembre 2012

Anni di consolidati rapporti gettati via da un governo (presunto) tecnico senza consultare il Parlamento e appiattendosi sulla "linea Bersani".

E’ istituzionalmente sconvolgente la scelta di Palazzo Chigi di rovesciare con una mossa nient’affatto tecnica, ma tutta politica, le scelte di un parlamento che da vari anni a questa parte ha fatto suo onore e vanto di essere il migliore amico europeo di Israele, la cui delegazione all’ONU solo nel luglio del 2011 di fronte a una risoluzione identica ha risposto in modo opposto a quello attuale, che si è sempre proposto come mediatore di una pace trattata dalle due parti a un tavolo civile e rispettoso, e a non esporre la questione della pace a un consesso pieno d’odio contro Israele come è l’assemblea dell’ONU. [...]

Caro Yehoshua, Hamas è terrorista

martedì 27 novembre 2012 Il Giornale 5 commenti
Il Giornale, 27 novembre 2012

Aleph Beth Yeoshua è un grande scrittore e per me anche un amico di vecchia data. Ma della politica nonostante un suo antico libro molto interessante sul sionismo (Bouli, come lo chiamano tutti, è un vero sionista) edito dalla Giuntina, vede solo ciò che gli sembra delineare i suoi sogni di grande artista, il romanzo, non la realtà sono la sua specialità. Così quando ieri sulla Stampa chiede a Israele di fare un accordo con Hamas, di nuovo fa gli stessi errori che ha fatto mille volte pensando che per fare la pace con il mondo arabo bastasse chiederlo per piacere, e farsi più in là. [...]

Tanti talenti in un solo piccolo uomo

martedì 27 novembre 2012 Il Giornale 4 commenti
Il Giornale, 27 novembre 2012

Ehud Barak non è nè un politico nè un militare, benchè sia stato persino Primo Ministro e benchè sia stato Capo di Stato Maggiore. Ehud Barak è la storia intera d’Israele, l’utopia del lavoro di giorno e lo studio la notte, del pacifismo convinto insieme all’Uzi sempre pronto. Ne è l’incarnazione ambiziosa, geniale, laboriosa, altezzosa, ragazzo figlio di madre polacca, Esther che venne dalla Polonia nel '36 insieme a mio padre Aron nello stesso gruppo socialista, come pazzi attarversando l’Europa ormai in fiamme per costruire finalmente la terra libera e socialista degli ebrei.

La folle pretesa di Abu Mazen

domenica 25 novembre 2012 Il Giornale 5 commenti
Il Giornale, 25 novembre 2012

Dopo che hanno tuonato le armi, tocca a una vera, fero­ce guerra diplomatica. Può darsi che Abu Mazen la vinca, e tuttavia la perderà comun­que. Il presidente (già scadu­to da diversi anni, quindi anti­costituzionale) rifiuta di in­contrare Netanyahu, cancel­la Israele dalle carte sui libri di testo, ha rifiutato ogni conclu­sione di trattativa anche con Olmert e Tzipi Livni; con tutto ciò viene considerato un gran­de moderato. Ed ecco che ha deciso di andare all'Onu il 29 novembre, data dell'anniver­sario della partizione del 1947, a chiedere il riconosci­mento unilaterale di uno «Sta­to palestinese non membro» da parte dell'Assemblea.[...]

Se l'Egitto si ribella al nuovo faraone

sabato 24 novembre 2012 Il Giornale 1 commento
 Il Giornale, 24 novembre 2012

“Nessuno può fermare la nostra marcia, siamo una nazione fragile e io agisco per amore di Dio e del Paese”. Si libra sulle sabbie dell’Egitto faraonico la voce del nuovo capo, un Mubarak all’ennesima potenza perchè investito del potere religioso che gli da l'aver vinto le elezioni in nome dei Fratelli Musulmani. Appena Hillary Clinton ha voltato le spalle per tornare a Washington, Mohammed Morsi si e' avvolto in un manto di poteri assoluti simili a quelli del precedente dittatore, e la piazza gli si è rivoltata contro, con quindici feriti. Ma si tratta per ora di una piazza fragile, le manifestazioni al Cairo, ad Alessandria e a Port Said sono l’ombra del ruggito della rivolta araba. [...]

Il lieto fine della diplomazia. Ma la pace è solo un'illusione

giovedì 22 novembre 2012 Il Giornale 7 commenti
Il Giornale, 22 novembre 2012

La Clinton ha pressato Morsi, ma la mediazione rischia di fallire. Perché Hamas non cambia: come dimostra l'esultanza per l'attentato sull'autobus

Un autobus esplode con 28 feriti, 4 gravi, decine di missili cadono ancora su Israele, Israele bombarda alcuni obiettivi strategici a Gaza e poi alla sera happy end, Hillary Clinton con sorriso da gatto insieme al ministro degli esteri egiziano Mohammed Kamal Amr presenta al Cairo il cessate il fuoco di questa guerra. Ha avuto l’ok da Netanyahu al telefono. C’è di che essere molto contenti, speriamo che sia gli israeliani che i palestinesi dormano fianlmente stanotte. C’è di che essere molto preoccupati, speriamo che possano dormire tranquilli molte notti, e non è facile crederlo. [...]
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