Il Giornale
Il Califfato vuole dominare le nostre vite
sabato 27 giugno 2015 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 27 giugno 2015Il terrorismo è il nostro maggior campo di battaglia, il problema bellico più importante del nostro tempo. E ieri ha sferrato un attacco inusitato, prova che il conflitto innescato dalle primavere arabe fra sunniti e sciiti si è tradotto letteralmente in un esercito di invasati che ci invade con la sua crudeltà senza precedenti, che ci risulta inafferrabile per l'imprevedibilità delle sue continue stragi di innocenti. La terribile pervasività del terrore islamista durante la giornata di ieri, la sua , tende, innanzitutto, a diffondere un'immagine di onnipotenza, che minaccia chiunque si opponga al piano del califfato universale: gli attacchi di ieri ci ripetono quello che già da tempo la carta geografica ormai tutta macchiata di sangue dovuto al terrorismo islamico ci dice. Ovvero: per te non c'è nascondiglio, se sei contro di me sei potenzialmente un morto che cammina. Se si dovesse scoprire nelle prossime ore che una regia unica ha messo in moto ieri gli attentati di Lione, del Kuwait, della spiaggia di Sousse in Tunisia, forse finalmente cominceremo a capire che siamo in guerra, e che questa guerra viene condotta da una galassia di gruppi che in Medio Oriente e in Europa riconoscono un capo, Abu Bakr Al Baghdadi, o comunque una struttura verticale.[...]
Israele parificato ad Hamas: il solito strabismo dell’Onu
martedì 23 giugno 2015 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 23 giugno 2015Che l'ONU , e ancor più il suo Consiglio per i Diritti Umani (UNHRC) condanni Israele è talmente ovvio: è come la notizia del cane che morde un uomo. La "fissazione", come ha detto Netanyahu, è evidente dalle percentuali abnormi: fra il 2006 e il 2013 è stata condannata 45 volte, lo stesso numero di tutti gli altri 192 membri Stati tutti insieme. Ma stavolta l'ONU ha cercato di fare il furbo e di offrire in pasto all'opinione pubblica anche l'uomo che morde un cane: la notizia infatti è che (ambedue secondo l'UNHRC) Israele e Hamas, l'organizzazione terroristica padrone di Gaza, "possono aver commesso crimini di guerra" durante il conflitto dell'estate scorsa: questa è la conclusione cui giunge un rapporto di 50 pagine che mette sullo stesso piano un Paese democratico con un esercito dal codice morale inflessibile, e un'organizzazione terrorista che usa le cinture esplosive e uccide i "collaborazionisti" per strada col colpo alla nuca, e che prevede lo sterminio degli ebrei nella sua Carta.[...]
Se il Bds (e il mondo) boicottano Israele
domenica 21 giugno 2015 Il Giornale 6 commenti
Il Giornale, 21 giugno 2015No, non è esagerato Benjamin Netanyahu quando dichiara che l'attacco del BDS a Israele è simile a quello dei nazisti agli ebrei subito prima di Hitler. E' così, anche se non hanno gli stivali o la divisa i protagonisti del "boicottaggio e disinvestimento" antisraeliano. Ci sono fra loro gli studenti e i professori di Londra che votano democraticamente per chiudere ogni contatto con le università israeliane; c'è la ditta di telefonia Orange che dichiara "se potesse lascerebbe Israele domani" (poi si è dovuta scusare); c'è la Fifa che poi all'ultimo momento si è tirata indietro ma che su richiesta del terrorista Jibril Rajoub, capo dello sport palestinese, stava per escludere Israele da tutti i campi di calcio; ci sono 16 ministri degli Esteri con una lettera alla Mogherini per chiederle che i prodotti dell'West Bank siano etichettati così da mettergli una specie di stella gialla; c'è l'ONU il cui "Comitato per le ONG" ha appena conferito il distintivo dell'organizzazione al "Palestinian Return Center" che è in pratica la rappresentanza di Hamas, mentre ha escluso Zaka, volontari santi che raccolgono i resti degli uccisi negli attentati; sempre l'ONU che ha evitato solo di striscio, dopo pressanti richieste, di mettere Israele con Boko Haram e l'Isis, fra i soggetti che uccidono i bambini; e Ban Ki-moon che negando il diritto di Israele a difendersi lo biasima per l'intervento a Gaza; ci sono attori e musicisti che escludono Israele dai teatri, irresponsabili gruppi di scienziati che non vogliono contatti con le ricerche d'Israele che ci possono salvare dal cancro e dall'Alzheimer; o di ricercatori di high tech che sanno benissimo che senza Israele non saremmo arrivati ai livelli d'oggi eppure la respingono. Nei campus universitari americani e europei ogni minuto si svolge una settimana in cui si spargono le più inverosimili menzogne, accuse di apartheid,di pulizia etnica… Mentre gli arabi israeliani che sono un quinto della popolazione sono i più liberi, i più integrati (anche alla Knesset), i più sicuri di tutto il Medio Oriente.[...]
L’antisemitismo avanza mascherato
giovedì 11 giugno 2015 Il Giornale 4 commenti
Il Giornale, 11 giugno 2015C'è una piazza ad Amsterdam dove, per tradizione, si mostrano in un riquadro le idee più smart, più moderne, quelle che diventano la moda del giorno, che si tratti di diritti degli animali o di cambio climatico o di rivoluzione permanente. Chi non la conosce? È piazza Dam. Bene in questi giorni la gran moda è una ripugnante raffigurazione di Israele, in cui si vede il Primo Ministro Benjamin Netanyahu con i denti da Dracula da cui cola il sangue di un bambino palestinese ucciso mentre lui, tutto soddisfatto, inalbera una scritta sulla fronte "I can't get enough". Non mi basta mai. Il sangue dei palestinesi, naturalmente.[...]
Tarek Aziz, alleato di Saddam Hussein, sanguinario criminale, muore in prigione
sabato 6 giugno 2015 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 06 giugno 2015Era un tipo duro e tiglioso, e anche se era un cristiano caldeo, la sua fede era diventata un aggettivo giornalistico rispetto alla enorme devozione dedicata al suo capo, Saddam Hussein. Era molto ambizioso e capace di gesti terribili, anche se col sigaro e i baffi e i grandi occhiali sembrava Groucho Marx.Chi non se lo ricorda Tarek Aziz, il cui nome era una arabizzazione rispetto all'originario Mikhail Yuhanna, tracotante e impettito durante la guerra del Golfo fino alla resa che lui stesso dichiarò nel 2003, morto ieri all'età di 79 anni per un attacco cardiaco dopo un mungo periodo in ospedale.[...]
Islam moderato? Otto arabi su dieci stanno con l'Isis
giovedì 28 maggio 2015 Il Giornale 5 commenti
Il Giornale, 28 maggio 2015Nonostante il titanico sforzo dei leader mondiali, soprattutto di Obama, di spiegare che l'Isis è una perversione "random" casuale per quanto pericolosa, che il suo collegamento all'Islam è marginale se non nullo, la realtà sovente si occupa di smentire questa pacificante osservazione, e di getta di fronte a una cruda realtà. L'Islam, specie se sunnita, non disprezza l'Isis almeno in gran parte. Ce lo fa sapere il Qatar, che dell'Isis è un amico segreto ma non tanto. Ed è Al Jazeera, la televisione che è stata il geniale strumento dei suoi emiri per disegnare a suo piacimento le convulsioni del mondo musulmano, che ci getta in faccia una realtà davvero scioccante, anche se con i dovuti dubbi e obiezioni: un' indagine della TV dimostra che l'81 per cento degli intervistati rispondono "sì" alla domanda: "Appoggiate le vittorie che organizza lo Stato Islamico in Iraq e in Siria?" ovvero l'Isis. Decapitazioni, stupri, rapimenti, fucilazioni di massa, non hanno creato nel cuore del mondo musulmano quel rifiuto che si desidererebbe, secondo la TV.[...]
L’Isis supera il "punto di non ritorno"
sabato 23 maggio 2015 Il Giornale 6 commenti
Il Giornale, 23 maggio 2015Non ci sono parole che possano essere pari all'idea che ci venga strappata Palmira, la città carovaniera da cui passava sul cammello nel deserto fin dal tempi biblici il traffico fra la Mesopotamia e il Mediterraneo] con il suo carico di merci, di architettura e di scultura. Fa vergogna vederla distruggere dall'Isis, è una sconfitta per ogni singolo abitante del pianeta, a volte si vorrebbe che l'Unesco avesse un esercito di mercenari. E' vergogna anche che Ramadi sia caduta nella mani dell'Isis nonostante l'impegno americano e della grande coalizione che avrebbero, almeno, dovuto tenere a bada l'esercito dei barbuti dello Stato islamico. Non ci sono riusciti. Eppure non dovrebbe essere impossibile, si tratta di un esercito senza forze aeree, con vecchi tank, con una truppa che a suo vantaggio può annoverare solo gli esperti ufficiali di Saddam e il fanatismo. Si potrebbe batterli, se si volesse. Ma la scelta di Obama è quella di combattere con una mano legata dietro la schiena, senza i famosi "boots on the ground", gli stivali sul terreno, e anche di fare un uso modesto dei droni, se è vero che da settembre il numero degli attacchi è stato di 3800 in confronto ai 47mila del primo mese dell'operazione Iraqi Freedom del 2003. [...]
Addio al professor coraggio: voce contro l’antisemitismo
mercoledì 20 maggio 2015 Il Giornale 6 commenti
Il Giornale, 20 maggio 2015
Il professor Robert Wistrich ci ha lasciato, ed è troppo triste per essere vero. Spesso si parla di perdite incolmabili, questa volta è vero. È successo qui a Roma all'improvviso, si è spenta ieri all'una una luce di intelligenza e anticonformismo, e nessuno la potrà sostituire. Robert, che aveva 69 anni, era smunto e pallido, l'ho visto sempre sofferente per tutto quello che gli toccava di vedere nel suo campo di studio, l'antisemitismo.[...]
"Santità, aspetti a firmare l’intesa con i palestinesi". Lettera di un'ebrea a Francesco
venerdì 15 maggio 2015 Il Giornale 11 commenti
Il Giornale, 13 maggio 2015 Caro Papa, Eccellenza,
è con umiltà ma guardandoLa negli occhi che mi permetto di scriverLe per spiegarLe quale grande tristezza mi abbia colto, da giornalista che da decenni si occupa di Medio Oriente e anche da ebrea, quando ho dovuto leggere che il Vaticano, il Suo Vaticano, riconosce lo Stato palestinese con un nuovo trattato. Si dice che ancora il documento non è firmato. Papa Francesco, ci pensi ancora un poco. Sospenda la firma. Il Vaticano non è uno dei tanti Stati nazionali che compongono la Comunità europea. Agli occhi della storia esso è depositario di una memoria e di una responsabilità tutte particolari del rapporto fra ebrei e cristiani. Mi lasci ricordare che il Vaticano ha una storia difficile con Israele, da rivoluzionario Giovanni Paolo si decise a riconoscerlo vent'anni dopo che gli egiziani lo avevano già fatto. Non è ora che si annaffi come una pianta preziosa questo piccolo Paese che ha cura dei suoi cristiani e li difende a differenza di tutto il Medio Oriente?[...]
La Libia avverte: "L’Isis arriva in Italia"
mercoledì 13 maggio 2015 Il Giornale 4 commenti
Il Giornale, 13 maggio 2015 Come il sale dell'acqua di mare sulla ferita dei barconi di immigranti disperati e spesso morituri nel Mediterraneo, stavolta l'avvertimento è aspro e diretto. Ha detto ieri dal Cairo Omar al Gawary, ministro del Governo libico di Tobruk riconosciuto dalle organizzazione internazionali, che "nelle prossime settimane l'Italia sperimenterà l'arrivo non solo dei poveri migranti dall'Africa ma anche dei barconi che trasportano Daesh (l'Isis)". Una pessima notizia corredata di particolari: "Malta e l'Italia saranno interessate attraverso i porti che sono dominati da Fajr Libya. L'esercito e i responsabili libici hanno informazioni". E'un'accusa diretta al Governo che domina Tripoli, non riconosciuto dalla comunità internazionale, agli ordini di Omar al Hassi, di essersi fatto oltre che bastione delle milizie islamiche anche esportatore di terrorismo. Mentre il governo legale con sede a Tobruk gode del sostegno dell'Egitto, invece quello di Tunisi ha con sé la simpatia della Turchia che espande la sua aspirazione ottomana-egemonica in Medio Oriente cavalcando la Fratellanza Musulmana, cui il presidente Erdogan è molto vicino. Al tempo dell'azione militare nel 2011 si limitò al pattugliamento, un gesto molto apprezzato che ha mantenuto alla Turchia un ruolo privilegiato nel post Gheddafi islamista, con appalti abbondanti. [...]
