Fiamma Nirenstein Blog

Il Giornale

Netanyahu, trionfo da record. Batte pure la campagna d’odio

giovedì 19 marzo 2015 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 19 marzo 2015

Ha ragione il negoziatore americano Aaron David Miller, mentre Obama fa dire ai suoi che collaborerà con qualsiasi governo eletto dal popolo israeliano: "La Casa Bianca dovrà lasciare lo champagne in ghiaccio per un altro po’". E non brinderanno nemmeno parecchi notabili dell'Unione Europea che si erano già preparati, nei giorni in cui i sondaggi gli davano quattro seggi di meno della sinistra (21 a 24) a gettare Benjamin Netanyahu nella spazzatura della storia. Il coro dei giornalisti che piamente difendono sempre i palestinesi contro Israele, non brinderà.[...]

Israele, sorpresa alle urne: destra e sinistra pareggiano

mercoledì 18 marzo 2015 Il Giornale 1 commento

Il Giornale, 18 marzo 2015

Il dramma continua: sia l'Unione sionista, ovvero il partito della sinistra di Buji Herzog e il Likud di Benjamin Netanyahu hanno ottenuto esattamente lo stesso numero di seggi, 27 a testa. Le carte adesso sono tutte quante in mano ai partiti minori, che di fatto determineranno la coalizione che dovrà governare il Paese. Il pareggio di Netanyahu con Herzog, dopo che nei giorni scorsi la sinistra batteva Bibi 24 a 21, è una sorpresa, un recupero sorprendente che dimostra come ancora la presa del primo ministro in carica sia capace di forza e di mobilitazione. Un'eventuale coalizione di Netanyahu tuttavia risulta di 54 seggi contro i 56 della sinistra.Tuttavia ancora alcuni giocatori di primo piano non hanno detto la loro. Ovvero, Israele non ha né un Primo ministro né una coalizione. Il Presidente della Repubblica Reuven Rivlin deve aprire le consultazioni e incaricare il personaggio cui andrà il numero di seggi sufficienti, sui 120 della Knesset, per formare un governo. Dipende da un bizantino ricamo di consensi, ma certo per primo Rivlin tenterà il governo di coalizione.[...]

Netanyahu rischia grosso. La sinistra può cacciare la vecchia volpe di Israele

martedì 17 marzo 2015 Il Giornale 4 commenti
Il Giornale, 17 marzo 2015

La grande volpe, nonostante dovesse svicolare fra le dune del deserto mediorentale dense di pericoli e di agguati, ce l'ha messa tutta, si è a volte nascosta in silenzio per essere però poi subito stanata, ha cercato alle volte di girarsi mostrando i denti alla turba dei cani da caccia, ha corso veloce quanto ha potuto, ma l'assedio l'ha alla fine stretta nell'angolo. 23 o 24 a 21, questo è il risultato che danno i sondaggi, gli ultimi permessi prima delle elezioni di oggi. Il parlamento consta di 120 membri. Due sono i partiti principali in lizza: il gruppo Isaac Herzog-Tzipi Livni, la cosiddetta Unione Sionista, di fatto la sinistra unita contro Netanyahu, sulla carta inaspettatamente batte il Likud di Bibi. Questo non vuol dire necessariamente che Herzog, un rampollo di una nobile famiglia sionista, padre presidente, piccolo, educato, voce chioccia, sguardo irritato, sarà il prossimo Primo Ministro.[...]

L'amore Usa-Israele batte Obama

mercoledì 4 marzo 2015 Il Giornale 5 commenti
Il Giornale, 04 marzo 2015

"Cari membri del Congresso e del Senato, ho un amore profondo per l'America e rispetto il presidente Obama, ma quell'accordo con l'Iran è un cattivo accordo. Se lo firmate sancite la distruzione del popolo ebraico e la rovina del mondo intero. E se questo avverrà e ci troveremo nella necessità di farlo, ci difenderemo da soli". Chiaro, semplice, contenuto in toni bassi per placare le polemiche che hanno disegnato il viaggio di Bibi Netanyahu a Washington come una sfida al Presidente americano Obama, pure il primo Ministro israeliano non ha perso l'occasione, e senza mai alzare la voce ma senza rinunciare a esser diretto e anche duro ha ottenuto 23 standing ovation. Perché l'America ama Israele, anche se Obama ha condotto la sua battaglia contro l'invito delle due Camere a parlare dell'Iran.[...]

Da D'Alema a Santoro ecco la lobby con la kefiah che condiziona la politica

sabato 28 febbraio 2015 Il Giornale 4 commenti
Il Giornale, 28 febbraio 2015

Peccato e persino un po’ penoso che si votino le mozioni filopalestinesi proprio all'indomani della decisione di un tribunale americano di far pagare all'Autorità Palestinese, quella di Abu Mazen, quella che ha stretto un accordo per un governo di coalizione con Hamas, quella che non passa giorno senza un messaggio di odio per gli ebrei e di lode per i terroristi e che li mantiene in carcere. Peccato, perché, al contrario di quello che dicono tutte le mozioni presentate e discusse, si è arrivati al voto non per aiutare il processo di pace, che anzi così si blocca, ma per il fanatismo di un mondo di scatenati filopalestinesi che agiscono in base a slogan ripetuti cento volte da una macchina propagandistica potentissima, quella della lobby palestinese. In Italia e in Europa conta milioni di persone che vanno accontentate. La lobby filopalestinese è in realtà antisraeliana. Se uno dice antisemita, paga una multa; chi scrive ne sa qualcosa[...]

Dopo dieci anni la verità su Arafat: finanziò gli attentati

mercoledì 25 febbraio 2015 Il Giornale 3 commenti
Il Giornale, 25 febbraio 2015

"Mia figlia aveva due anni quando suo padre fu ucciso da un attacco palestinese a Gerusalemme; non ha parlato fino a tre anni, quando all'improvviso ha detto: Qualcuno ha ucciso mio padre?". L'ha raccontato Karen Goldberg testimoniando al processo conclusosi due giorni or sono a New York. Come in un film, è finito con il riconoscimento dei veri colpevoli. Piangendo Karen ha ricordato che suo marito Scotty saltò per aria su un autobus durante la Seconda Intifada. Tante altre testimonianze hanno fatto rivivere quei giorni terribili fra il 2000 e il 2004, in cui gli ebrei venivano fatti a pezzi nei caffè, sugli autobus, nei supermarket soprattutto a Gerusalemme. Ne furono uccisi più di mille. Negli Stati Uniti, due giorni fa è stata fatta un po’ di giustizia per alcune vittime di origine americana che sono coperte da una legge antiterrorismo del 1992.[...]

E ora tutti (a Canossa) da Al Sisi

sabato 21 febbraio 2015 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 21 febbraio 2015

Tutti lo guardano ormai come un leader con una responsabilità mondiale. Anzi, si spera nella sua determinazione; con un sorriso un po’ scandalizzato e timido si capisce nel mondo, che anche il problema libico e anche una contrapposizione dell'Islam moderato all'Isis, dopo i tanti auguri di "buona soluzione pacifica", la solita, da parte dell'ONU, è di fatto soprattutto nelle sue mani, di Abdel Fattah al Sisi, generale e presidente dell'Egitto. La visita che il nostro Sottosegretario di Stato Marco Minniti ha fatto al presidente egiziano, con lettera o senza lettera di Renzi (lui nega di averne portate) dice in buona sostanza questo: l'Italia sa di avere un guaio urgente con la Libia e il terrorismo, seguiremo l'impostazione del tentativo diplomatico dell'ONU, ma abbiamo fiducia nella collaborazione con l'Egitto anche in una circostanza tanto delicata.[...]

L’Isis fa abbracciare Egitto e Israele

giovedì 19 febbraio 2015 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 19 febbraio 2015

"Israele continuerà ad essere fianco a fianco con l'Egitto nella sua battaglia con il terrorismo che minaccia tutti noi". Così ha detto ieri il primo ministro d'Israele Benjamin Netanyahu. Primo ebreo dal tempo dei Faraoni a considerarsi in guerra contro nemici comuni insieme all'Egitto. Fianco a fianco, i due antichi nemici di tutte le guerre dal 1948, i dubitosi amici della pace del 1979, i nervosi vicini divisi da una striscia di deserto in cui gli oleodotti saltano e le milizie terroriste impazzano. Fianco a fianco: è di più della pace del 1979, che pure travolse di emozioni e di speranze tutto il mondo. "Non più guerre, non più sangue, non più minacce" disse Menachem Begin nel suo appello al popolo egiziano, trasmesso due giorni dopo l'inaspettata dichiarazione del presidente Sadat in cui annunciava la volontà di andare alla Knesset. Sadat disse al presidente Ezer Weitzman "Io sono un uomo di parola, non più guerre".[...]

Un nuovo nazismo contro Gerusalemme

mercoledì 18 febbraio 2015 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 18 febbraio 2015

Prima di tutto, cos'è davvero l'antisemitismo assassino che percorre l'Europa?sì, sotto i tizzoni spenti resta la cenere calda del vecchio antisemitismo europeo, ma un fenomeno nuovo ha scatenato il disastro e svegliato gli zombie. Si tratta della capillare diffusione di un antisemitismo islamista (no, non sono semiti anche gli arabi, "semita" è un aggettivo puramente linguistico, non razziale) che ha soprattutto, sulla scorta di Haj Amin al Husseini e poi di Arafat, criminalizzato alla maniera nazista gli ebrei che osarono fondare Israele. Così Israele è diventato, a causa di un serie di bugie ben orchestrate, uno Stato di apartheid (pazzesco, basta passeggiare in un mall), uno Stato genocida (i palestinesi sono triplicati), uno Stato che cerca i bambini per ucciderli nel sonno e i giovani per rubargli gli organi (su "Aftonbladet", giornale svedese), un Paese in cui gli ebrei sono stati solo da turisti o da occupanti.[...]

Profanate anche le tombe. Ebrei tornate a casa, l’Europa non vi protegge

lunedì 16 febbraio 2015 Il Giornale 4 commenti
Il Giornale, 16 febbraio 2015

Prima, il terrorista islamico spara ai simboli della libertà dell'Occidente, poi agli ebrei, simbolo di tutto il male. Così a Parigi, così a Copenhagen, e il piano riguarda tutta la mappa del futuro Stato islamico, il mondo. E' un pattern garantito, ammazzare gli infedeli per preparare l'avvento del futuro califfato. Così, in tutta Europa si ammazzano gli ebrei, il numero degli attacchi antisemiti è cresciuto del 436 per cento nei primi sei mesi del 2014, e ora corre verso altri picchi. Un rabbino di Copenhagen ha consigliato agli ebrei di non uscire di casa: stiano ben chiusi. Un deputato francese ebreo Meir Habib ha ricevuto un video che mostra una decapitazione.[...]
Per offrirti un servizio migliore fiammanirenstein.com utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l'uso dei cookies.