Il Giornale
obama
La forza del destino: proprio lui Obama, il presidente dei ritiri unilaterali e del discorso del Cairo, Premio Nobel per la Pace, che a tredici anni dalle Twin Towers dichiara guerra ai terroristi dell'ISIS: "Li distruggeremo dopo averli consumati" ha detto. Ma la faccia era smunta. Obama, oratore eccezionale, ha tenuto stavolta una lettura scolastica di un discorsetto di un quarto d'ora, definendo tuttavia una svolta coraggiosa: essa consiste nel portare i soldati, detti "consiglieri"da 1600 a 2075, nel bombardare anche la Siria e non solo l'Iraq, nel riaffermare la leadership contro il terrore. Barak è stato attento a mantenere il suo stile, a non trasformarsi in George: niente stivali sul terreno, la coalizione non sarà fatta di chi si vuole unire agli USA, ma di partner.[...]
Così i fanatici vogliono zittire chiunque critichi l'islam
Quando Magdi Allam stava ancora a Repubblica un suo servizio del 6 giugno 2003 mi fece sentire che non ero sola a spiegare come erano fatti i terroristi dal mio punto di osservazione, la "Seconda Intifada" e lo spiegava da Roma: era il racconto nudo e onesto di un discorso tenuto nella Grande Moschea dall'imam. Magdi con coraggio e fedeltà riportava quello che aveva sentito: "Annientare i nemici dell'Islam"; "Distruggeremo..."; "Uccidere, fare a pezzi...". La violenza verbale, la condanna totale dell'Occidente, uno stupefacente uso dei testi sacri per giustificare l'odio teologico furono testimoniate da Magdi in Italia per la prima volta. Allam non si volle piegare a questa sorpresa, benché già allora l'Italia e l'Europa aborrissero il collegamento terrore-Islam e rifiutassero di considerarlo come legittimo oggetto di dibattito. Molti di quelli che l'hanno fatto per onestà intellettuale e per dovere di cronaca come la sottoscritta, hanno dovuto chiedere aiuto alle forze dell'ordine. [...]
Prove di (vera) tregua Israele-Hamas
Il Giornale, 27 agosto 2014
Forse sono finiti o almeno sospesi i cinquanta giorni di guerra senza respiro fra Israele e Hamas, la peggiore delle tre che Israele ha dovuto combattere. E' stata proclamata una tregua senza termine, a partire dalle otto di ieri sera, ora israeliana. Nel primo pomeriggio dal Cairo hanno cominciato a pervenire le notizie sia da Abu Mazen e dal capo politico di Hamas dentro Gaza, Ismail Hanjeh, che da parte dei mediatori egiziani. Solo verso le sette Israele ha annunciato una riluttante adesione: anche la migliore speranza di pace non può ignorare la pioggia di più di cento missili che ieri poco prima dell'inizio della tregua ha ucciso il cittadino di un kibbutz e ne ha feriti gravemente tre e che durante la mattinata ha fatto a pezzi un giardino di infanzia a Ashdod ferendo 68 persone fra cui sei bambini dai due agli otto anni. [...]"Assetati del vostro sangue". Così l'ISIS ci dichiara guerra
Il Giornale, 23 agosto 2014
La lettera che una settimana prima dell'esecuzione gli uomini (uomini?) dell'ISIS hanno inviato alla famiglia di James Foley è un sommario ideologico e politico che porta con sé una dichiarazione di guerra a noi, proprio a noi. Nella lettera c'è tutta la storia del terrorismo islamico e il suo rinnovamento attuale: dal disgusto per la società occidentale in stile fratellanza musulmana, alla minaccia escatologica di Bin Laden, fino all'isterismo proprio della comunicazione dell'ISIS. L'ISIS lungo i suoi capoversi sceglie la sua solita strada: l'omicidio di massa dettato da un'incontenibile ira, una crisi di nervi, uno stato estatico che grida "non ci fermeremo finchè non placheremo la nostra sete del vostro sangue". L'ISIS usa un inglese corretto (del resto il boia John e in genere i custodi dei prigionieri sono britannici) descrivendo le buone ragioni dell'Islam contro l'Occidente; e poi, però, trascende ogni limite, mostra nella scrittura lo stesso accanimento tagliateste e smembratore dei video in cui si pregia di mostrare centinaia di esecuzioni sommarie, sangue e ancora sangue.[...]
Sorpresa Iran: vi aiutiamo contro il jihad
Il Giornale, 22 agosto 2014
Sembra incredibile: ieri abbiamo visto un inglese che taglia la testa a un americano nel mezzo del deserto siriano in nome dello Stato Islamico. Obama lo ha definito uno spettacolo che non ha a che fare col ventunesimo secolo, e invece è e sarà proprio il nostro spettacolo quotidiano, e rendersene conto, combattere, non è facile. La sfida dell'ISIS, il suo diretto apostrofare, adesso, il mondo occidentale con la decapitazione di James Foley ha avuto un effetto di mobilitazione, finalmente, dopo tanti anni sulla scia dell'apeacement di Obama, e di enorme confusione. Degli Stati Uniti, oltre alle parole di orrore di Obama giungono per ora storie di fallimento: gli USA avevano ricevuto la richiesta di un riscatto milionario per Foley, ma la risposta, rivela un parente del giornalista, è stata negativa. Del tutto legittimo. Ma il senso di orrore, di rischio indotto dal rapimento e dall'esecuzione di Foley si accompagna al pericolo per la vita dell'altro giornalista Steven Satloff mostrato già col camicione, pronto ad essere sgozzato.[...]
Obama duro con i jihadisti: "Siete un cancro da estirpare"
Il Giornale, 21 agosto 2014
Il giornalista americano Steven Joel Sotloff potrebbe essere, e speriamo davvero che qualche miracolo lo soccorra, il prossimo in fila per soddisfare la sete di sangue dell'ISIS. Il boia islamista dall'accento britannico dice alla telecamera mentre lo tiene per il collo: "Obama, la vita di questo cittadino americano, dipende dalle tue prossime decisioni", e ha appena decapitato un altro giornalista americano, James Foley. Il video che mostra tutto senza pietà, è costruito nello stile dei terroristi, appunto, per terrorizzarci fino alla più profonda fibra del nostro essere di fronte al vampirismo dell'organizzazione sunnita che ha uno scopo che di nuovo dichiara.[...]
Tregua rotta, impossibile trattare con Hamas
Il Giornale, 20 agosto 2014
Nonostante la logica suggerisse il contrario, Israele se l'aspettava, e come. Quando ieri alle tre di pomeriggio Hamas ha rotto la tregua sette ore prima della conclusione e dell'eventuale rinnovo, e sono esplosi tre missili sul sud, la gente che era tornata a casa nei kibbutz aveva già gli autobus pronti per le mamme e i bambini, via di nuovo verso zii, nonni, kibbutz fratelli. Gli F16 si sono levati in volo e hanno bombardato. Magari presto ci sarà un'altra tregua, un altro tentativo di Hamas di alzare il prezzo dato che una guerra di attrito è l'ultima cosa che Netanyahu desidera, e la seconda l'ingresso delle truppe di terra dentro Gaza. Ma il passato, il presente e il futuro sono contenuti in questo ennesimo sberleffo che Hamas fa prima di tutto all'Egitto e a Fatah che al Cairo si sono impegnati almeno per un ulteriore cessate il fuoco.[...]
Mai tanto odio dai tempi del nazismo
Il Giornale, 10 agosto 2014
Evitiamo, per favore, la sfilza di comunicati e di esclamazioni di orrore che adesso, dopo gli ultimi episodi di orrore antisemita, si stanno già accumulando nei computer dei giornalisti. Si limiti a vergognarsi questa Europa che, proprio nei dintorni di casa mia a Roma, indice liste di proscrizione dei commercianti ebrei, si pasce di dichiarazione in stile Vattimo o in stile neonazista, dichiarando che gli ebrei sono come Hitler, che Israele "massacra" i palestinesi innocenti con gusto, specie le donne e i bambini. La Notte dei Cristalli fu il segnale dell'aggressione totale all'ebraismo e della distruzione della mente europea. Il caos avanzava. Sta accadendo lo stesso, si trova spazio vitale nell'odio per gli ebrei, nell'odio per Israele, lo si vede dalle dichiarazione dei neonazisti come da quelle di Ferrero. Basta essere contro Israele e fai la folla, che c'è di più classico di un bel "morte agli ebrei" a Berlino; si può anche per aver successo urlare "gasiamo gli ebrei" a Parigi fascisti e islamisti insieme. Che l'Italia abbandoni comunicati e i corsi sulla Shoah: invece occorre imparare, leggere, avere la pazienza di uscire dalla bovina acquiescenza che ti comunica la facile compassione senza ragionamento della tv. Chi solidarizza con gli ebrei lo deve dimostrare con la costanza della ragione, di condoglianze gli ebrei ne hanno ricevute troppe; per combattere l'antisemitismo occorre buon senso, distinguere fra una guerra senza scelta e una di aggressione, fra l'uso degli scudi umani e l'uso di soldati umani quanto determinati, devono studiare i numeri che gli riveleranno che la maggioranza degli uccisi erano terroristi. Leggere la Carta di Hamas.[...]
La tregua è finita. Hamas ora spara per frustrazione
Il Giornale, 09 agosto 2014
(Gerusalemme) Sulle spiagge, nei bar di Ashkelon, mentre i bagnini si ungevano i muscoli, i soldati si facevano la doccia e i genitori sceglievano un libro da leggere sulla terrazza a Beersheba gustando il piacere del figlio tornato da Gaza, hanno cominciato a inseguirsi, più di 50, le sirene in tutto il sud di Israele. Hamas ha rifiutato di continuare a sospendere il fuoco. Quando alle 5 di mattina il primo lancio ha provato che Hamas non accettava di prolungare la tregua di 72 ore e quando alle 8, al termine dell'accordo, Ashkelon è stata colpita, allora tristi, increduli, gli israeliani hanno cominciato a svuotare i centri commerciali, le spiagge.[...]
Il Califfato ora si allarga fino al Mediterraneo
Il Giornale, 08 agosto 2014
Sarebbe l'ora che si cominciasse a realizzare il fatto che il Medio Oriente è tutto un campo di battaglia in cui il Califfato combatte duramente, uccide, vince, si espande; in cui i civili non esistono se non come vittime, pedine; in cui il fanatismo islamista si paluda di esecuzioni di massa, morti, teste tagliate, crocifissioni, si veste di nero, si fa crescere la barba, celebra i martiri, ostenta kalashnikov e missili, ignora la pietà che abbiamo fatto tanta fatica, nei secoli, a conquistare, costruisce una muraglia fra musulmani da una parte e ebrei e cristiani dall'altra. Il Califfato Mondiale nelle ultime ventiquattrore ha messo in fuga un centinaio di migliaia di cristiani in Iraq presso la città di Qaraqosh, al Nord; i poveretti, perfino privi di scarpe fuggono per la loro vita, col pensiero di crocifissioni e torture, camminano senza scarpe, ed è ironico che cerchino la salvezza presso i kurdi che hanno appena perso il controllo di mille chilometri di confine.[...]
