Il Giornale
Un attentato al giorno. Attacco in Israele sul bus 12 accoltellati
giovedì 22 gennaio 2015 Il Giornale 3 commenti
Il Giornale, 22 gennaio 2015Un altro giorno di ordinario terrorismo che il mondo non può ignorare. All'alba di ieri il giovane Hamza Muhammed Hasan Matrouk, 23 anni, lascia Tulkarem, dove si trova anche se in genere vive con la madre a Ramallah, capitale politica dell'Autonomia Palestinese, prende un coltello ben affilato e raggiunge Tel Aviv. E' qui che sull'autobus numero 40, sul quale sale alla vecchia stazione, riesce in pochi minuti a fare dodici feriti di cui 2 molto gravi. E' un mare di sangue, di urla, un mostro terrorista che si getta su tutti, uno a uno. I viaggiatori si ammonticchiano sul fondo, il guidatore colpito per primo chiama un amico raccomandandogli il suo bambino. Quando finalmente si riesce ad aprire le porte la furia non si è esaurita: il giovane insegue la preda, brandisce il coltello e si getta su una donna in fuga e la colpisce al collo e colpisce ancora finché la polizia lo ferma e lo cattura.[...]
Perché l'islam dichiara guerra allo sport
mercoledì 21 gennaio 2015 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 21 gennaio 2015A volte il disgusto è più forte della voglia di capire. Vuoi solo girarti dall'altra parte e dire: questo non mi riguarda. Eppure ieri ci è toccato sopportare anche, fra tanti orrori, la notizia di 13 ragazzini iracheni massacrati dall'Isis per aver tifato la nazionale mentre giocava contro la Giordania. Lo sport piace all'islamismo, come obiettivo da aggredire però: lancia una fatwa mortale contro una squadra se vende un giocatore; uccide una coppia di fidanzati se guardano la finale dei mondiali; minaccia i calciatori cattolici; mette al bando gli sportivi ebrei, a volte ne massacra squadre intere come quella degli schermitori israeliani a Monaco, alle Olimpiadi del 1972.[...]
Se l'islam moderato esiste, si faccia sentire
lunedì 19 gennaio 2015 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 19 gennaio 2015Negli anni in cui ancora pensavamo che la democrazia fosse esportabile, l'Islam moderato è stato il protagonista di una quantità di iniziative. Nathan Sharansky, Bernard Lewis, Vaclav Havel, Aznar, io stessa con la Fondazione Magna Carta, intellettuali americani fra cui lo storico della cultura islamica Harold Rhode abbiamo creato molteplici occasioni a Washington, a Roma, a Praga, perché i democratici parlassero al mondo. Ci abbiamo creduto solo noi: le loro voci sono state ritenute "di destra"e affossate, e oggi piangiamo l'Islam moderato, mentre ascoltiamo il mantra che "l'Islam è una religione di pace". Se anche lo fosse, in questo momento non importerebbe. Se anche esistono gruppi di islamisti moderati, in questo momento l'onda alta è legata a un'interpretazione dell'Islam dominatore e crudele.[...]
Così l’Europa "ripulita" dalla Shoah fa scappare i suoi ebrei perseguitati
martedì 13 gennaio 2015 Il Giornale 5 commenti
Il Giornale, 13 gennaio 2015Gli ebrei francesi, scrivono tutti i giornali, hanno paura, se ne vanno, partono per Israele e fanno l'aliah, la "salita" verso la patria del loro popolo. Si parla ormai della possibilità che dai 4000 dell'anno scorso, gli ebrei in partenza siano già 7000, e che alla fine dell'anno saranno più di 20mila. In Inghilterra la situazione non è diversa, anche in Italia l'emigrazione ebraica è aumentata, in Germania è lo stesso; più che panico è disgusto e preoccupazione per i propri figli. Fa perdere ogni fiducia nella natura umana l'antisemitismo che spazza l'Europa, che ha invaso la casa da così poco ripulita dall'orrore della Shoah. E tuttavia la Francia è speciale, un francese è sempre " Liberté, Égalité, Fraternité " e anche baguette, così quando ieri Bibi Netanyahu a Parigi per la manifestazione dei primi Ministri contro il terrore ha con tono solenne indicato agli ebrei francesi la strada di casa, quella di Israele, ricordando come sia per tutti gli ebrei un possibile porto sicuro, alla fine del suo intervento dalla platea si è levato il coro della Marsigliese, e non quello di HaTikva, il Canto della Speranza, inno di Israele. Com'è difficile per gli ebrei francesi questa decisione che pure in tanti stanno prendendo, quanto sono stati eroici nel resistere attaccati alle sponde della Senna tutti questi anni di odio.[...]
A Gerusalemme è polemica: Parigi fredda con Netanyahu
martedì 13 gennaio 2015 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 13 gennaio 2015Che il giornale Ha'aretz fosse anti Netanyahu, come gran parte della stampa israeliana, è noto. Ma che dovesse polemizzare col fatto che il Primo Ministro israeliano sia andato alla manifestazione parigina contro il terrorismo, è davvero stravagante. Se non Bibi, che è sempre stato un campione della guerra contro il terrore, se non Israele, che ha subito un numero di perdite incomparabili con quelle di qualsiasi altro Paese e ha anche saputo battere i terroristi, allora chi?[...]
Così la Francia si è scoperta Israele
sabato 10 gennaio 2015 Il Giornale 7 commenti
Il Giornale, 10 gennaio 2015Cade la neve su Gerusalemme.Silenzio. Bianco. C'è un attimo di silenzio totale nell'istante subito dopo le esplosioni, è una beffa che dura un istante prima delle urla dei feriti e delle sirene delle ambulanze e della polizia. Ne abbiamo visto fino a contare circa duemila morti. Adesso mentre qui è bianco, il silenzio è amico, si parla in casa di piccole cose (riscaldamento, elettricità) e il paradosso è enorme: la gente guarda fissa la TV perché il terrore si è rovesciato su Parigi. Guarda con ansia particolare, partecipata, quelle scene purtroppo familiari se non si svolgessero tanto lontano: Israele soffre con Parigi, in diretta su tutti i canali, Netanyahu chiede se può mandare aiuto, con un ghigno di soddisfazione l'estremismo islamico che qui è sgradito compagno di strada adesso ha ridotto in ginocchio la Francia.[...]
Un'Europa senza faccia è un'Europa inesistente
venerdì 9 gennaio 2015 Il Giornale 3 commenti
Il Giornale, 09 gennaio 2015Ci vorrebbe una faccia, una voce, una bandiera, magari un inno e soprattutto un'analisi chiara, una politica. Dopo un attacco come quello di Parigi, dovremmo tutti quanti appartenere a un'Europa, che dopo questa ferita paragonabile all'11 di settembre, guarda in faccia il nemico, lo chiama per nome, gliela fa pagare. Ci vorrebbe Churchill che promette sangue sudore e lacrime, ci vorrebbe persino Bush con la faccia stravolta e perplessa del dopo Twin Towers che dice: siamo americani, li batteremo. Ma noi,non sappiamo chi battere, non siamo un tutt'uno, semmai lo siamo solo nella cautela di dire qualcosa che ci metta in contrasto col vicino.[...]
Quell'esecuzione è il simbolo dell'orrore puro
giovedì 8 gennaio 2015 Il Giornale 3 commenti
Il Giornale, 08 gennaio 2015La frase di Bertold Brecht "beato il Paese che non ha bisogno di eroi" non ha mai funzionato. E' solo un'esibizione di correttezza politica. Da quando il terrorismo islamista attacca con la sua sete di sangue, è ancora meno vera. Da ieri, purtroppo, abbiamo dodici nuovi eroi: due poliziotti, dieci giornalisti. Sono morti per noi. Una foto insopportabile ci mostra nell'ultimo momento della sua vita uno dei poliziotti che hanno tentato di fermare i delinquenti che hanno "vendicato Maometto" uccidendo tutto lo staff di Charlie Hebdo.[...]
L’atlante Usa senza Israele ultima censura antisemita
martedì 6 gennaio 2015 Il Giornale 9 commenti
Il Giornale, 06 gennaio 2014Se non esisti, non puoi fare la pace. Se non esisti tutti quegli alberi, quelle arance, quei frutti nati da un deserto che mai aveva prodotto un solo germoglio, quelle medicine per le malattie peggiori, tutte quelle invenzioni che permettono ai telefonini e ai computer di perfezionarsi, quelle squadre di pallacanestro, quei premi Nobel per la fisica, la matematica, la letteratura, quei ragazzi che vanno a ballare a Tel Aviv fino a notte tarda, quei pellegrini che da tutto il mondo mettono un biglietto che dice "Caro Dio" nelle fessure del Muro del Pianto, tutte quelle ragazze soldato, stanche morte e con la treccia mezza sfatta, e tutti quei sopravvissuti all'Olocausto che hanno finalmente trovato una casa e una speranza, i nuovi immigrati dalla Francia che lasciano dietro il nuovo antisemitismo... Se non esisti, come mostra sulle sue carte l'Atlante "prodotto specificamente per il Medio Oriente" da Harper Collins tutto questo diventa polvere, distruzione, un film di cattiva fantascienza. L'enorme casa editrice ha consentito alla sua sussidiaria Collins Bartholomew nel maggio dell'anno scorso, di produrre un vile, opportunistico "Atlante Geografico Primario per il Medio Oriente" da cui Israele, hocus pocus, è sparito, proprio come voleva Ahmadinejad quando diceva: "Cancelleremo Israele dalla carta geografica"[...]
Grazie alla Nigeria il Consiglio di Sicurezza boccia la mozione estremista filopalestinese
venerdì 2 gennaio 2015 Il Giornale 3 commenti
Il Giornale, 02 gennaio 2014Abu Mazen ha tentato di togliersi lo schiaffo dalla faccia annunciando immediatamente che avrebbe firmato il trattato di Roma per entrare a far parte della Corte Criminale dell'Aja. Pallida vendetta che apre un 2015 infuocato in Medio Oriente. Ma dato che i crimini di guerra dei palestinesi non sono pochi, può diventare anche questa una mossa pericolosa per i palestinesi, proprio come quella che ha concluso così male l'anno appena finito.[...]
