Fiamma Nirenstein Blog

Diario di Shalom

Quel sapore dolce e amaro per una parola mancata

lunedì 1 febbraio 2010 Diario di Shalom 0 commenti

Tra vecchi e nuovi antisemitismi

venerdì 1 gennaio 2010 Diario di Shalom 0 commenti

Denaro pubblico per diffamare l’unica democrazia del Medio Oriente

martedì 1 dicembre 2009 Diario di Shalom 0 commenti

L’odio contro Israele, questo è il risultato della politica della mano tesa di Obama

domenica 1 novembre 2009 Diario di Shalom 0 commenti

Shalom, 1 novembre 2009

Con l’approvazione del rapporto Goldstone si impedisce ad un paese democratico di difendersi dagli attacchi terroristi.
Israele ha sempre dovuto difendere il suo diritto a sopravvivere come se fosse un lusso, come se le tante guerre, gli attacchi
terroristi, le migliaia di morti di civili, e poi il bombardamento incessante portato da Hamas a Sderot, Ashkelon, Ashdod e ai kibbutz circostanti non comportassero abbastanza sofferenza.
Mi piacerebbe sapere se c’è qualcosa che vada bene nella politica della mano tesa di Barak Obama. Al momento, sembra che le sue speranze, sempre così luminose sugli schermi tv e sulla carta, di fatto si riferiscano a un mondo che non vuole saperne.
Dell’Iran, primo fra gli obiettivi del pacifismo obamiano, sappiamo che ancora non sono avvenute le promesse ispezioni alla struttura atomica di Qom; quand’anche avvenissero, sarebbero operate dall’AEIA di El Baradei, ovvero consterebbero di qualche evanescente, cauta notizia destinata a essere subito smentita da fatti ben più crudi, per esempio da altri siti nascosti, oppure sarebbero la foto di un teatrino destinato a cambiare lo scenario poco dopo l’uscita dei tecnici dell’Agenzia Atomica. [...]

L’Onu è il vero ostacolo alla pace

giovedì 1 ottobre 2009 Diario di Shalom 0 commenti

Shalom, ottobre 2009

Quando Netanyahu è intervenuto all’assemblea generale delle Nazioni Unite giovedì 24 ottobre, ha compiuto un’audace rivoluzione concettuale, innanzitutto attaccando l’ONU frontalmente per la prima volta, e anche collegando fra loro quattro temi. Prima, ha ripercorso l’orrore della Shoah, e con una modestia da studente, che è poi stata criticata da alcuni, ne ha mostrato pianamente la verità storica tramite documenti. In secondo luogo, inaspettatamente, ha accostato il tema della negazione della Shoah a quello della relazione della commissione dell’ONU guidata dal giudice Goldstone, incaricato di indagare sulla guerra di Gaza. Come tutti si aspettavano dato il pregiudizio che sempre caratterizza l’ONU quando tratta di Israele, la commissione ha elaborato il suo mito negativo, ha partorito cioè un autentico blood libel, che collega l’idea stessa di Israele con quella di attacchi indiscriminati e senza ragione alla popolazione palestinese innocente e col concetto di crimini di guerra. [...]

L’impossibile tentativo di sradicare la storia ebraica da Gerusalemme

martedì 1 settembre 2009 Diario di Shalom 0 commenti
Shalom, settembre 2009

Esiste un negazionismo palestinese che nega la millenaria presenza degli ebrei sulla spianata del tempio.

Esiste un negazionismo che è infame almeno quanto quello che riguarda l’Olocausto, ed è quello su Gerusalemme e il Monte del Tempio, dove sorsero il Primo e il Secondo tempio.
Proprio alla fine di agosto, di nuovo, in una infinita serie di attacchi palestinesi che suonano insopportabili e disgustosi all’orecchio di chi abbia un minimo di cultura storica, il capo della corte islamica dell’Autorità Palestinese sceicco Taysir Rajab Tamimi ha detto che non c’è nessuna prova che Gerusalemme sia mai stata abitata dagli ebrei, che il Beit ha Migdash non è mai esistito, che gli archeologi israeliani hanno ammesso che gli ebrei non hanno nulla a che fare con la capitale di Israele. “Gerusalemme è una città araba e islamica, ed è sempre stato così”.
Questa linea ridicola, mai sperimentata prima dalla propaganda palestinese e araba che anzi si pregiava di avere i propri santuari costruiti sopra le vestigia del Tempio, ha il suo inizio conclamato a Camp David, quando Arafat nel 2002, al nono giorno di summit, impose a Clinton, stupefatto, una lezione di revisionismo: “Non c’è traccia del Tempio degli ebrei sul Monte del Tempio” disse a Clinton.
Clinton gli rispose “Come cristiano sono certo del contrario” e, off the records, gli disse anche, con tono molto deciso, che se non avesse cessato questa vile propaganda, avrebbe rotto i rapporti. Non ha funzionato: da allora questa folle linea ha preso enormemente piede, tanto che oggi persino i giornalisti occidentali - che pure hanno letto dei ritrovamenti relativi al Tempio (locazioni, bolle, proibizioni incise su pietra, e strutture basilari evidenti a tutti) e sanno che tutto è minutamente provato sia dal punto di vista archeologico che dei ricordi storiografici e biblici - scrivono del Tempio “che secondo gli ebrei sorgeva a Gerusalemme...”, oppure “secondo il mito”, o “secondo la religione ebraica...”. [...]

Le tre proposte di Bibi

domenica 12 luglio 2009 Diario di Shalom 1 commento
Shalom, luglio 2009

Quando il Primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu ha visitato l’Italia e la Francia, gli incontri sono stati vissuti dalla stampa internazionale e dai politici europei e americani come una prova da superare per Bibi.
Era una normale visita organizzata secondo i più classici dei criteri, e intanto il vero gigantesco problema sul tappeto era certo la disperata rivoluzione iraniana, già in fase di spietata repressione nei confronti di chi, in quel paese, molto più che un governo capeggiato da un altro clerico come Moussawi, sogna la libertà. La premessa degli incontri era una sorta di diffusa convinzione di colpevolezza nei confronti del premier israeliano, che, scandalo internazionale, era dubbioso rispetto alla tradizionale formula "due Stati per due popoli"; inoltre aleggiava la disapprovazione preventiva legata all’idea che Netanyahu è un presidente “di destra”, un “falco” e che il presidente americano Obama sia deciso a costringerlo a cessare da ogni attività negli insediamenti, quali che siano le idee del governo israeliano. [...]

Quei folli sogni di conquista e dominio del mondo

lunedì 1 giugno 2009 Diario di Shalom 0 commenti
Shalom, giugno 2009

Pur profondamente diverse, l’Iran e la Corea del Nord hanno una strategia in comune: sfidare l’Occidente creando insicurezza.
L’episodio più impressionante è la costruzione della centrale nucleare siriana di Kimbar, dove si sono trovate tracce di tecnologia e uomini di ambedue i Paesi dopo che grazie al cielo Israele l’ha distrutta

La storia di questi giorni ha una doppia lettura, e ognuno è libero di credere a quella che gli piace di più, salvo poi prendersi la responsabilità della propria inter- pretazione. Da una parte assistiamo a una delle situazioni più conflittuali mai rappresentate sulla scena mondiale. Dall’altra alla messa in scena di una encomiabile speranza di pace che fa acqua. Lasciamo da parte l’area Pakistana e Afghana di cui si è parlato tante volte. Basterà ricordare che la crescente aggressività talebana e di Al Qaeda non trova nessun contenimento adeguato, e che le “bombe islamiche” pakistane, nel numero di almeno 90 secondo gli esperti, sono custodite in una situazione mancante di qualsiasi garanzia di sicurezza politica o militare.
Ma se guardiamo agli avvenimenti più recenti, per capire che il livello dell’antagonismo antioccidentale è molto alto, basta pensare alla bomba atomica nord coreana, un evento per niente sorprendente per chi non si è abituato a farsi illusioni inutili; l’esperimento ha sviluppato un’esplosione di potenza terrificante, assai più significativa del precedente esperimento del 2006, pari come potenza a una magnitudine fra 4,5 e 5,3 pari all’esplosione che distrusse Nagasaki. [...]

Il nostro diritto viene dalla storia

venerdì 1 maggio 2009 Diario di Shalom 0 commenti

Israele è considerato un paese a legittimità limitata

mercoledì 1 aprile 2009 Diario di Shalom 0 commenti
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