In memoria di Mahsa, lotta al regime iraniano su tutti i fronti
Il Giornale, 17 settembre 2023
"Il grande ricatto" il libro di Costantino Pistilli
Tanti complimenti a Costantino Pistilli per il suo nuovo libro Il grande ricatto (Paesi Edizioni), un libro che getta una luce diversa sugli eventi cui assistiamo con ansia ogni giorno.
Fiamma Nirenstein
Da Abu Mazen elogio di Hitler. Antisemita l'eroe della sinistra
Il Giornale, 08 settembre 2023
Di nuovo Abu Mazen, allievo e successore di Arafat da 2005 e da allora saldamente assiso alla presidenza di un’Autorità Palestinese che ha saputo condurre solo al protagonismo del terrorismo internazionale alleato con l’Iran, ha riaffermato la sua strada: quella di odio e disprezzo per gli ebrei, in cui l’antisemitismo del passato, quello razzista, e quello presente, antisraeliano, si danno la mano. Non è certo la prima volta, la sua storia è punteggiata di dichiarazioni antisemite che servono a creargli consenso, ma è anche la strada politica della sua lunga guerra di rifiuto di colloquio e di assassinio di innocenti, di uso cinico dei suoi propri giovani, di destrutturazione di ogni speranza di pace... e quindi dovrebbe interessare la politica. Invece, non lo fa. Parlando al Consiglio rivoluzionario di Fatah, il suo partito, Abbas ha ripassato le sue teorie che già dal 1982, quando fece la sua tesi all’Università di Mosca intitolata “I rapporti segreti fra nazismo e sionismo” lo ispirano: Hitler, che lui cita molto volentieri, non uccise gli ebrei Ashkenaziti europei per antisemitismo, dal momento che essi, dice fingendo di ignorare la storia, non sono affatto semiti. Hitler odiava gli ebrei, e li combatté, spiega, con il resto degli Europei (un’alleanza che certifica la bontà della Shoah) per il loro ruolo sociale (leggi: i loro quattrini, il loro potere, non fa nulla se la grande maggioranza gli ebrei dell’Europa orientale appartenevano alle classi più umili); e, oltre a Hitler, sull’ebreo ricco e gretto chiama in causa Marx, anche lui un bel curriculum antisemita. Abbas spiega che Hitler ha detto parole di veritas: “Tutti sanno che durante la Prima guerra mondiale da (umile) sergente disse di aver combattuto gli ebrei perché avevano a che fare con l’usura e il denaro”: e ripete, che sia ben chiaro a tutti, non erano semiti. [...]
I conservatori e la battaglia per costruire
Il Giornale, 07 settembre 2023
Non sono certo una filosofa, ma è ormai da molto tempo che penso che lo scontro verticale fra destra e sinistra cui si assiste in tutto il mondo, in Italia come nel resto d’Europa, negli Stati Uniti, in Israele meriti che un impegno rinnovato di pensiero su cosa significa oggi essere conservatori e che cosa progressisti. Ha scritto un articolo molto bello sull’argomento Galli della Loggia sul Corriere della Sera nei giorni scorsi, mettendo l’accento specie sull’errore progressista di ignorare l’importanza della “natura” intesa come struttura delle relazioni e della storia dell’uomo da recuperare contro la destrutturazione progressista. Da parte mia, una giustificazione: scrivo di questo contrasto trovandomi a Gerusalemme, perché esso è assolutamente identico in tutto l’Occidente democratico. Stessa richiesta drammatica di “democrazia” in un contesto democratico, stessa identificazione di pericoli “fascisti” ovunque, stesse accuse di razzismo, di sessismo, di sfruttamento, di rendere la vita impossibile alle minoranze, ai malati, ai poveri agli immigrati. [...]
A trent'anni dalla "pace" di Oslo Israele deve lottare per esistere
Il Giornale, 03 settembre 2023
Mediorientale
Cari amici,
Israele-Libia, incontro storico o "attentato diplomatico"?
Il Giornale, 29 agosto 2023
L’asse tra Israele e Libia. Prima volta dei ministri (con un incontro a Roma)
Il Giornale, 28 agosto 2023
Israele e la Libia hanno molte cose di cui parlare: si tratta di stabilità, di innovazione, di acqua, di agricoltura, anche di armi e di sicurezza. Per questo, con la mallevadoria dell’Italia, si sono incontrati la settimana scorsa il ministro degli esteri israeliano Eli Cohen e la sua omologa libica Najila al Mangoush. Il ministro Antonio Tajani è stato pubblicamente ringraziato per il suo contributo nel disegnare questo storico incontro. Il presidente libico cui la signora al Mangoush fa capo è Abdul Hamid Dbeibeh, la cui legittimità è riconosciuta dagli Stati Uniti e dall’Europa. Per Israele è stata una importante occasione di consolidare il dialogo con l’Africa, cui ambisce dalla fondazione, e di puntare nel lungo termine a un accordo che allarghi i Patti di Abramo. La vastità e l’importanza nel continente, la forza islamica della Libia, la sua complessa storia anche nel rapporto con i suoi ebrei che hanno sofferto persecuzioni e cacciate e in gran numero oggi prosperano ma non cessando di ricordare i loro patimenti in Italia, ne fanno un interlocutore anche simbolicamente molto rilevante. [...]
VIDEO "Israele alle prese con crisi interne ed internazionali"
Cari amici,
ecco il VIDEO dell'intervista rilasciata a Stefano Piazza per Panorama.it
Che svolta l'intesa Usa-sauditi su Israele
Il Giornale, 10 agosto 2023
Logico che Benjamin Netanyahu sia contento, come si vede dall’aria vigorosa con cui in un messaggio filmato ha rivendicato che le sue riforme certo non si fermano a quella giudiziaria, ma comprendono molti avanzamenti economici, sociali, di sicurezza. Per Bibi, un grande accordo con l’Arabia Saudita sarebbe il ritorno al successo politico mondiale che gli è valso più di un decennio da Primo Ministro. Ma davvero, che ventata d’aria fresca per tutto il mondo sarebbe l’accordo cornice fra Arabia Saudita e Stati Uniti che prevede anche finalmente, come scrive l’Wall Street Journal, una firma con lo Stato d’Israele. È da tempo che “il venticello” serpeggia, ma ora forse si avvicina il momento che “come un rombo di cannon” cambierà la situazione mondiale. Non fa piacere a tutti. Non è un caso che sul New York Times Tom Friedman abbia da tempo condannato il lento ma sicuro muoversi verso l’accordo di quella che chiama una “Trinità non santa”, gli USA, i sauditi e Israele. [...]






