Fiamma Nirenstein Blog

Il Giornale

Israele attacca Gaza, minacce di guerra

giovedì 15 novembre 2012 Il Giornale 12 commenti
Il Giornale, 15 novembre 2012

Ucciso Jabari, leader militare di Hamas. La replica del gruppo terrorista: "Si aprono le porte dell'inferno"

Ci ha pensato a lungo il governo israeliano prima di sferrare l’operazione “Amud Ashan”, colonna di fumo, con l’uccisione mirata del capo del braccio armato di Hamas, Ahmad Jabari, responsabile di un numero di assassinati israeliani che si conta a centinaia. Le conseguenze saranno dure: già piovono molti missili Grad sulla città di Beersheba, il cielo sul deserto del Negev è percorso da strisce di livida luce, la gente è nei rifugi anche nel resto del sud d’Israele; Gaza vive a sua volta una notte di incubo, l’aviazione colpisce i depositi dei missili Fajr 5 e forse altri due capi di Hamas sono statoi uccisi. Hamas ha dichiarato che per gli ebrei “si aprono le porte dell’inferno”; il Sinai è tutto percorso dal terrore antisraeliano, ora a caccia; l’Iran potrebbe ordinare agli Hezbollah, al nord, di aprire il fuoco; e l’Egitto del presidente Morsi, che minaccia di ritirare l’ambasciatore se Israele non cessa dagli attacchi, può reagire in maniera furiosa in difesa di Hamas, anch’esso parte dei Fratelli Musulmani. [...]

È vero amore o estasi da trionfo?

giovedì 8 novembre 2012 Il Giornale 7 commenti
Il Giornale, 8 novembre 2012

Gentile Michelle, le fa davve­ro ­piacere essere il prolun­gamento, il rigonfiamento della vittoria di suo marito? Le piace che le dichiari il suo amour foux proprio quando proclama la sua soddisfazione per essere di nuo­vo il presidente Usa? Che confu­sione, chi è l’oggetto del deside­rio, il potere o la moglie? Glielo chieda.A me pare che l’amore di­venti qui oggetto di utilità, e lo provaquando, coninconsapevo­le cinismo, gioisce perché l’Ame­rica, dice, si è innamorata come lui di Michelle proprio in campa­gna elettorale, e così la moglie, piccolo particolare, gli ha porta­to un sacco di voti.[...]

Elezioni USA 2012: il Medio Oriente

martedì 6 novembre 2012 Il Giornale 4 commenti
Il Giornale, 6 novembre 2012

Cosa cambierà per noi con l’uno o l’altro presidente? La risposta è degna della Pizia: tutto e niente. Non sarà un cambiamento subito tangibile, non si preparano modifiche nella nostra vita di abitanti delle sponde del Mediterraneo, nè di vicini di una Europa dell’Est preda di alzate di capo autoritarie e pericolose. Ma cambierà la visione, lo spirito della nostra “anima del mondo”, del nostro Napoleone, gli USA. L’Europa resterà nel ruolo talora di comprimario, come nei Balcani allora e adesso nei Paesi arabi, talaltra di tricoteuse,come con la Siria. Romney non a caso nel match di politica estera con Obama è rimasto tranquillo: non voleva fare il guerrafondaio, solo marcare una differenza su Israele e sulla vicenda di Bengasi. Obama, e Romney non pensano all’Europa, ma al Mediorente. Solo a quello. [...]

Sandy? Creato dalla tecnologia dell' "eroico Iran"

venerdì 2 novembre 2012 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 2 novembre 2012

Di teorie della cospirazio­ne ne abbiamo viste tan­te, la più popolare è quella per cui gli americani si so­no fatti da soli l’attacco delle Twin Towers, ma se ne collezio­nano anche di minori, come quella dei topi che attaccano so­lo le case dei palestinesi, degli squali telecomandati lungo le coste di Sharm el Sheik (vi ricor­date, quando c’erano vari pe­scioni aggressivi che mettevano a rischio il turismo egiziano), delle cinture cariche d’uranio ar­ricchito che venivano date ai po­veri palestinesi in regalo, delle acque avvelenate (lo disse a un’attonita Hillary Clinton la moglie di Arafat, Suha) [...]

Ku Klux Klan incubo d'America. Fa paura, ma è quasi estinto

giovedì 25 ottobre 2012 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 25 ottobre 2012

Perché mai la giovane Sharmeka Moffitt abbia deciso di inscenare un attacco del Ku Klux Klan, questo è nella mente degli dei e della ragazza che speriamo guarisca bene e presto dalle orribili bruciature che si è autoinferta. Certo ha segnalato all'America e al mondo due temi: nonostante i decenni di leggi di parità e un presidente nero, la popolazione afroamericana soffre il trauma della violenza razzista, e la rappresenta drammaticamente. In secondo luogo, il nome del Ku Klux Klan è tale da far saltare su tutta l'informazione, il suo fantasma è tuttora gigantesco, come quando alla fine degli anni '80 la cronista si mise le gambe in spalla per visitare in Louisiana il capo della famigerata organizzazione razzista, assassina abitudinaria di neri innocenti. Si chiamava David Duke, così si chiama ancora mentre inopinatamente viene fotografato durante alcune manifestazioni con Occupy Wall Street, un movimento di sinistra. Sorprendente? [...]

Romney non vince ma convince. Può fare il comandante in capo

mercoledì 24 ottobre 2012 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 24 ottobre 2012

Dopo il dibattito fra Obama e Romney, l’ultimo prima delle elezioni che si terranno fra tre settimane, la confusione regna sovrana, il volto del vincitore è velato, i sondaggi raccontano ciascuno la sua novella. Al momento non c’è più uno sfidante e uno sfidato, anche il linguaggio corporeo dei due è confuso: Obama è andato teso come un gallo da combattimento allo scontro sulla politica estera, proteso dalla sedia scrutava ogni battito di ciglia, ogni parola del rivale e attaccava di continuo; Romney ben accomodato in poltrona, un inamovibile sorriso etrusco sulle labbra, ha usato uno studiato tono presidenziale, ha ripetuto la parola “pace” all’inizio, alla fine, nel mezzo. Un pò troppo. Quieto, pacato, tutto il contrario del guerrafondaio che i nemici descrivono. Alla fine della discussione, i sondaggi della CNN ci dicono che Obama ha vinto col 48 per cento e Romney ha solo il 40 per cento dei consensi. Ma un altro sondaggio ci dice che per il 60 per cento degli americani Romney potrebbe essere il migliore “commander in chief”, cioè capo di stato maggiore, ruolo che spetta al presidente e che per il Paese meglio armato e più insidiato del mondo è uno dei più importanti. [...]

Mamma, bandiera e colpi bassi. L’Obama populista batte Romney

giovedì 18 ottobre 2012 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 18 ottobre 2012

Obama e Romney, corpo a corpo. Nel precedente confronto in tv Romney aveva schiacciato un facile Obama colpito da una specie di botta in testa, arrivando a un consenso del 67 per cento dell’audience contro solo il 25 per cento di Obama. Un disastro. Stavolta, e forse per questo ha vinto, Obama era normalmente reattivo, stipato di informazioni , il suo team lo aveva allenato come un pugile che al gong deve saltare verso l’ultima opportunità. Adesso siamo, secondo la CNN, 45 a 39, e secondo la CBS 37 a 36, un match vinto ai punti da un Obama che sovente ha usato una retorica populista che tuttavia non ha scalfito un Romney vivace ma sobrio, concetrato verso il risultato. Realistiche le sue promesse nel campo dell’economia, consistente il riferimento alla sua esperienza di imprenditore privato, semmai sopra le righe ed eccessiva l’abiura totale di George W. Bush, cui non ha dedicato neppure una frase di cortesia.

Nobel per la pace all'Ue, che insopportabile "politically correct"

sabato 13 ottobre 2012 Il Giornale 5 commenti
Il Giornale, 13 ottobre 2012

Ma come mai i signori del premio Nobel sono così incartati nei loro smoking da non avvertire il freddo né il vento di tempesta? Capisco che vogliano dare all'Europa una pacca di incoraggiamento sugli stracci, ma che cosa gli è venuto in mente di assegnarle il Nobel per la pace? Quali sognanti fantasie norvegesi li dominano, quali autorizzano in loro un insopportabile politically correct che non può che danneggiarci? Per risolvere i guai, non bisogna seppellirli nella melassa. La Spagna è al 50 per cento di disoccupazione giovanile e in buona compagnia, la Grecia è appena stata teatro di manifestazioni contro la Merkel con sventolio di croci uncinate, l'antisemitismo risorge tanto da costringere gli ebrei svedesi e francesi alla fuga, l'impatto con le comunità radicalizzate degli immigrati islamici ci trova impreparati.[...]

"Piccola e povera", Marchionne non tocchi Firenze

giovedì 11 ottobre 2012 Il Giornale 4 commenti
Il Giornale, 11 ottobre 2012

Quando ero una ragazzina Firenze era ancora più piccola e più povera, e la mattina presto, prima di andare a scuola scendendo dal 17, quando facevo delle quotidiane levataccia per visitare il Battistero o Santa Croce prima della campanella del Liceo Galileo, io sapevo che ero, essendoci nata, la persona più fortunata del mondo. Piccola.. povera... chissà che ha voluto dire Marchionne, non sono misure per il genio umano, non per le orme di Michelangelo e di Lorenzo, non per l'invenzione del Rinascimento, non per le immensita' della cupola del Brunelleschi, un ufo che ha trasportato sulla Terra l'immensita' del creato e ancora non si capisce come possa essere qui a darci tanto lustro e tanta ispirazione. [...]

La povertà a Teheran fa scoppiare la rivolta del bazar

giovedì 4 ottobre 2012 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 4 ottobre 2012

E’ comunque una grande notizia, anche se non ne sappiamo affatto l’esito, ma un dato di fatto è chiaro: esiste di nuovo un Iran coraggioso, non tutto è stato sommerso nel bagno di sangue  in cui affogarono le proteste del 2009. Grande notizia, le sanzioni funzionano! Esiste un Iran stufo e spaventato dalle sanzioni che hanno ucciso l’economia persiana. L’esito di una operazione che appariva inconsistente, invece eccolo là, si vede nel gas dei fumogeni che la polizia del regime, in assetto di guerra, ieri ha sparato nelle vie di Teheran. [...]
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